Salmo fibreni

specie di pesce
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Carpione del Fibreno
Immagine di Salmo fibreni mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Salmoniformes
Famiglia Salmonidae
Genere Salmo
Specie S. fibreni
Nomenclatura binomiale
Salmo fibreni
Zerunian - Gandolfi, 1990

Il carpione del Fibreno o trota del Fibreno (Salmo fibreni) è un pesce di acqua dolce appartenente alla famiglia dei Salmonidi dell'ordine degli Salmoniformes.

Distribuzione e habitatModifica

Si tratta di una specie endemica del Lago di Posta Fibreno, all'interno dell'omonima Riserva naturale[2].
Questo lago ha acque trasparenti con temperatura quasi costante attorno ai 10 °C ed è in comunicazione con un sistema carsico sotterraneo.

DescrizioneModifica

Molto simile alla trota sarda, se ne distingue per l'occhio molto grande, le dimensioni, al contrario, molto piccole ed il muso arrotondato.
La livrea è bruna o verdastra sul dorso, digradante nel giallastro sul ventre. Sui fianchi sono allineate 7-9 macchie scure indistinte simili a quelle dei giovani salmonidi o a quelle della trota "macrostigma" italiana. Sui fianchi sono presenti anche alcune macchie scure ed altre rossastre o violacee, spesso con un ben definito "alone" chiaro.
È il più piccolo Salmonidae italiano ed uno dei più piccoli in assoluto, mediamente l'adulto non supera i 15–18 cm per un peso inferiore ai 100 g ma si conoscono catture "eccezionali" di quasi 200 g.

AlimentazioneModifica

Non esistono dati circa l'alimentazione di questa specie ma si suppone che si nutra di piccoli invertebrati bentonici e di giovanili di altri pesci.

RiproduzioneModifica

Probabilmente questa specie raggiunge la maturità sessuale ad un anno d'età, quando misura pochi centimetri. Si riproduce tra dicembre e gennaio (S.cettii tra febbraio e marzo) nel punto di massima profondità del lago, nei pressi di sorgenti sotterranee. Dopo la riproduzione si possono facilmente rinvenire esemplari morti per cui si suppone che molti riproduttori muoiano dopo la frega.

BiologiaModifica

Da secoli si è osservato che questi pesci sembrano scomparire durante i mesi caldi, si suppone che si rifugino nelle grotte carsiche sottostanti il lago. Gli occhi grandi ed il fatto che sia un pesce lucifugo mostrano un certo adattamento alle condizioni di oscurità delle grotte.

TassonomiaModifica

In uno studio del 1994 si è considerata la specie come una variante nana di Salmo cettii, dubitando fra l'altro dell'effettività sistematica di quest'ultima[3]. Successive indagini biogeografiche e molecolari sul DNA mitocondriale hanno suggerito che questo taxon fosse da considerare una sottospecie della ancora non descritta trota mediterranea Salmo mediterraneus[4][5].

Uno studio pubblicato nel 2013[6] e basato su DNA microsatellite ha dimostrato che le trote che abitano il bacino del lago di Posta Fibreno costituiscono due pools genici chiaramente separabili, con rari individui intermedi. D'altra parte, nello stesso studio si è osservato come la corrispondenza tra i profili genetici e le caratteristiche fenotipiche precedentemente descritte come tipiche delle forme "fibreni" e "macrostigma" sia solo parziale, con individui fenotipicamente corrispondenti alla descrizione di S. fibreni, ma geneticamente appartenenti al gruppo "macrostigma", indicando che le differenze tra le due forme (in particolare la taglia alla maturità) possano essere almeno in parte dovute a plasticità fenotipica.

In ogni caso, l'osservazione di un netto differenziamento genetico in simpatria, che si può presumere conservato almeno da diverse centinaia di anni (se si assume una sostanziale identità tra il "carpione" nominato da Salviani nel XVI secolo[7] e la forma "fibreni"), suggerisce che S. fibreni rappresenti, effettivamente, una specie distinta all'interno del complesso S. trutta. Inoltre, la condivisione di un identico aplotipo della regione di controllo mitocondriale, mai osservato in altre popolazioni di trote, nelle forme "fibreni" e "macrostigma" presenti nel bacino di Posta Fibreno[8][9] suggerisce che la divergenza tra queste due popolazioni sia molto recente e avvenuta in simpatria o, comunque, in un ristretto ambito geografico locale.

MinacceModifica

Il Carpione del Fibreno è ad alto rischio di estinzione, sia per cause naturali che per cause antropiche. Le principali minacce antropiche sono l’alterazione dell’habitat (tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 il lago è stato parzialmente riempito con pietrame e materiale edilizio di scarto, che ha ridotto la profondità massima da circa 25 metri ai 15 attuali), la pesca eccessiva e la pesca illegale.

La pesca per motivi di consumo veniva esercitata soprattutto in passato ma questa pratica è in uso ancora oggi. Anche le immersioni subacquee effettuate durante il periodo riproduttivo possono creare problemi.

Salmo fibreni non compare tra gli animali protetti dalla Direttiva 92/43/CEE e dalla Convenzione di Berna.[10][11]

Essendo un endemismo puntiforme l'intero ecosistema è estremamente suscettibile ad eventuali immissioni volontarie od accidentali di specie ittiche ed all'inquinamento, condizioni che distruggerebbero l'unica popolazione che costituisce la specie.[12][13]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Salmo fibreni, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ Carpione del Fibreno (PDF), su gisbau.uniroma1.it, 8 ottobre 2004. URL consultato il 4 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 12 maggio 2011).
  3. ^ Il carpione del Fibreno, Salmo fibreni, su ittiofauna.org. URL consultato il 4 maggio 2007.
  4. ^ BERNATCHEZ L., 2001. The evolutionary history of brown trout (Salmo trutta L.) inferred from phyleogeografic, nested clade, and mismatich analyses of mitochondrial DNA variation. Evolution, 55: 351-379.
  5. ^ GIBERTONI P.P., PENSERINI M., ESPOSITO S., LEONZIO C., RADI M., QUERCI G., 2010. Ipotesi di distribuzione originaria delle popolazioni di salmonidi nativi per le acque italiane. Atti del XII congresso AIIAD, S. Michele dell'Adige (Tn), 6-7 giugno 2008. Studi Trentini di Scienze Naturali – Acta Biologica (in press).
  6. ^ (EN) P. Gratton, G. Allegrucci e A. Gandolfi, Genetic differentiation and hybridization in two naturally occurring sympatric trout Salmo spp. forms from a small karstic lake, in Journal of Fish Biology, vol. 82, n. 2, 2013, pp. 637–657, DOI:10.1111/jfb.12022. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  7. ^ Ippolito Salviani, of Arezzo Bernard e Antoine Lafréry, Aquatilium animalium historiae, liber primus : cum eorumdem formis, aere excusis, Apud eundem Hippolytum Saluianum,, 1554. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  8. ^ (EN) Paolo Gratton, Giuliana Allegrucci, Valerio Sbordoni, Andrea Gandolfi, The evolutionary jigsaw puzzle of the surviving trout (Salmo trutta L. complex) diversity in the Italian region. A multilocus Bayesian approach, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 79, 1º ottobre 2014, pp. 292–304, DOI:10.1016/j.ympev.2014.06.022. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  9. ^ (EN) A. Fabiani, P. Gratton e I. A. Zappes, Investigating the genetic structure of trout from the Garden of Ninfa (central Italy): Suggestions for conservation and management, in Fisheries Management and Ecology, vol. 25, n. 1, 2018, pp. 1–11, DOI:10.1111/fme.12259. URL consultato il 15 ottobre 2021.
  10. ^ Andrea Agapito Ludovici & Sergio Zerunian, 2008. Acque in Italia. L’emergenza continua: a rischio molte specie di pesci (PDF), su awsassets.wwfit.panda.org, pp. 26-27. URL consultato il 22/12/2017 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2017).
  11. ^ Repertorio della fauna italiana protetta, su minambiente.it.
  12. ^ Kottelat, M. and J. Freyhof, Handbook of European freshwater fishes., su fishbase.org, Publications Kottelat, Cornol, Switzerland, 2007.
  13. ^ Casal, Christine Marie V., Torres, Armi G., Salmo fibreni su fishbase.org, su fishbase.org.

BibliografiaModifica

  • Stefano Porcellotti, Pesci d'Italia, Ittiofauna delle acque dolci Edizioni PLAN 2005
  • Zerunian S. Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei Pesci d'acqua dolce indigeni in Italia, Edagricole 2002

Collegamenti esterniModifica