Salvius d'Albi

vescovo di Albi in Francia

Salvius d'Albi spesso citato anche come Salvius, Sauve o Salvii (... – 584) è stato un vescovo di Albi in Gallia, tra il 574 e il 584 circa.

San Gregorio, arcivescovo di Tours, e san Salvius, vescovo di Albi, davanti a Chilperico I.

Storia e leggendaModifica

FamigliaModifica

Nel VI secolo, la famiglia Desiderii-Salvi, era ricca e potente, nota per la sua lontana parentela con Gregorio di Tours che ne scrisse la storia. Nel contesto della caduta dell'Impero romano, la Gallia era frammentata e conflitti incessanti scuotevano i territori. Didier, un nobile gallo-romano, si creò una vasta tenuta, ai confini degli Albigesi e del Quercy.

Questa famiglia darà due vescovi, Salvius d'Albi e Desiderio di Cahors. A quel tempo, queste ricche famiglie occupavano il potere civile e religioso, fungendo da tramite tra la popolazione gallo-romana e i regni nascenti: regno visigoto poi regni franchi.

Salvius godette di un'educazione coerente con il suo rango: diritto e discipline umanistiche, prima di diventare avvocato ad Albi. Successivamente divenne monaco ed eremita. Riapparso dopo qualche tempo di vita solitaria, le persone che lo credevano morto, lo nominarono vescovo nel 574, considerandolo eletto da Dio vista la testimonianza che riportò al suo risveglio. Gregorio di Tours riportò la sua esperienza in Storia dei Franchi, Libro VII, Capitolo I.

Salvius assunse il suo ruolo con applicazione, intervenendo con i potenti come Chilperico I e rimanendo in città per prendersi cura dei suoi parrocchiani durante un'epidemia di peste e una carestia. Morì di questa malattia nel 584.

CultoModifica

Le sue spoglie furono sepolte nel suo monastero, prima che le sue reliquie fossero trasferite in un santuario a lui dedicato, sul sito dell'attuale Collegiata San-Salvi. Questa chiesa fu la più importante di Albi fino alla costruzione della cattedrale di Santa Cecilia, e i vescovi di nuova nomina andavano a inchinarsi davanti alla sua sepoltura. La sua tomba scomparve durante lo sviluppo della collegiata nel XVIII secolo.[1]

Salvius d'Alvi nell'arteModifica

NoteModifica

  1. ^ Saint-Salvi, su cite-episcopale-albi.fr, Site de la cité épiscopale d'Albi..

BibliografiaModifica

  • Clément Compayré, Études historiques et documents inédits sur l'Albigeois, le Castrais, et l'ancien diocèse de Lavaur, Albi, 1841. Il a été déclaré saint, voir Alban Butler - Vies des pères, des martyrs et des autres principaux saints: tirées des actes originaux et des monuments les plus authentiques: avec des notes historiques et critiques, Volume 8 - Vedeilhié, 1771 - 670 pages- online.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (LA) Gregorio di Tours, Histoire des Francs, in Collection des mémoires relatifs à l'histoire de France depuis la fondation de la monarchie jusqu'au XIII siecle; avec une introduction, des supplémens, des notices et des notes, J.-L.-J. Brièreª ed., 1823.