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Sambuceto (San Giovanni Teatino)

frazione del comune italiano di San Giovanni Teatino
Sambuceto
frazione
Sambuceto di San Giovanni Teatino
Sambuceto – Veduta
Chiesa di San Rocco, demolita nel 2010
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
ComuneSan Giovanni Teatino-Stemma.png San Giovanni Teatino
Territorio
Coordinate42°25′20″N 14°11′13″E / 42.422222°N 14.186944°E42.422222; 14.186944 (Sambuceto)Coordinate: 42°25′20″N 14°11′13″E / 42.422222°N 14.186944°E42.422222; 14.186944 (Sambuceto)
Altitudine12 m s.l.m.
Abitanti9 596[1] (14434)
Altre informazioni
Cod. postale66020
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantisambucetesi
Patronosan Rocco
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sambuceto
Sambuceto

Sambuceto è una frazione del comune di San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti, la cui popolazione è però superiore a quella del borgo capoluogo situato in collina. Nodo centrale della vallata del fiume Pescara, dove hanno sede diverse industrie e attività commerciali, è tra i principali centri economici ed industriali dell'area metropolitana Chieti-Pescara. Nel suo territorio ha sede il principale ippodromo dell'area e su di esso insiste inoltre una piccola parte della pista dell'aeroporto di Pescara.

StoriaModifica

La prima menzione di una silva sambuceti (cioè una foresta di sambuchi) risale al 1095 e si trova in un atto di donazione indirizzato dal Conte dei Conti normanni Roberto di Loritello al vescovo teatino Rainolfo in cui vengono donate all'episcopio di Chieti tutte le chiese e le decime del ponte e del porto di Pescara, compresi anche i terreni e le vigne fuori città, ma si sancisce che lo sfruttamento della foresta di Sambuceto sarà appannaggio sia del vescovo teatino sia dei cittadini pescaresi[2]. Sin dalle origini, quest'area feudale fu legata al territorio di "Forcabobolina", toponimo avente origine nella valle stretta (furca), ancora oggi visibile, mentre "bobolina" sarebbe una probabile storpiatura del termine "pioppo" (populus, in latino) per al ricca presenza di questi alberi; Forcabobolina corrisponde all'attuale Comune di San Giovanni Teatino.

Deve il suo nome alle piante di sambuco, di cui erano ricchi i terreni paludosi nel suo territorio. Il santo patrono della frazione è San Rocco, festeggiato il 16 agosto: una vecchia leggenda racconta che il santo vi soggiornò per un breve periodo insieme al suo fedele cane. Al giorno d'oggi, ogni 16 agosto, la processione arriva fino alla casa citata dalla leggenda, e da lì il parroco recita una messa. Sambuceto rimase inizialmente compresa, dall'VIII secolo, nel territorio amministrativo dell'abbazia di Montecassino, poi di San Giovanni in Venere ed infine nel XIII secolo fu affidato alla contea di Chieti, i cui marchesi poterono beneficiare del legno che offriva la vasta piana a ridosso del fiume Pescara. Durante il governo dei Valignani, nel XVIII secolo, Sambuceto fu riaffittata a Montecassino, e successivamente dopo il 1799, con il riordino amministrativo dell'Abruzzo, entrò nel distretto di Chieti, nell'Abruzzo Citeriore.
Dopo l'unificazione Italiana, il feudo di Forcabobolina cambiò nome in San Giovanni Teatino, divenendo comune autonomo, distaccato dal territorio di Chieti e Torrevecchia Teatina, comprendendo anche la frazione di Sambuceto e delimitando i confini amministrativi sulla riva destra del fiume Pescara, ed a nord con la città di Pescara. Anche dopo il 1927, quando venne creata la provincia pescarese, Sambuceto e San Giovanni rimasero nel territorio teatino, fissando come confine la via Tiburtina Valeria e parte dell'aeroporto di Pescara, edificato ampliando lo storico campo di fortuna, distrutto durante la Seconda guerra mondiale, nel territorio comunale di Pescara.

 
Panorama dalla tribuna dell'ippodromo

Nel XVIII secolo fu costruita una chiesa di campagna dedicata a San Rocco, che però, salvo la torre campanaria, venne danneggiata nei bombardamenti di Pescara del 1943, e riconsacrata ex novo negli anni Cinquanta. Il centro nel frattempo si sviluppò intorno alla via Tiburtina Valeria, che divide la provincia di Chieti da Pescara. Oltre alla conformazione del centro cittadino, sono sorte negli anni del boom economico altre frazioni, come la zona di Dragonara che ospita un importante nucleo industriale e molte attività della grande distribuzione, svolgendo la funzione di polo commerciale di tutta l'area metropolitana.

In epoca recente, dopo il terremoto del 2009, si è proceduto all'abbattimento della chiesa di San Rocco[3], lievemente danneggiata dal sisma, sostituendola con una piazza ed un nuovo e più grande santuario a poche centinaia di metri di distanza in grado di meglio ospitare la comunità, che oggi sfiora i 15.000 abitanti. Sambuceto è una realtà in continua espansione, crocevia dei trasporti commerciali e del traffico abituale tra Chieti, Pescara e L'Aquila, trovandosi a brevissima distanza dall'uscita del casello autostradale dell'A14 Pescara ovest-Chieti, beneficiando in pieno della favorevole e strategica posizione geografica di quest'area d'Abruzzo. Avendo la popolazione residente ampiamente superato, ormai da molti anni, quella dello storico borgo di San Giovanni Teatino, a Sambuceto è stata attivata una seconda sede comunale per facilitare l'erogazione dei servizi ai cittadini.

Il contado di Villa SambucetoModifica

Nel 1095 Roberto di Chieti, dei Conti teatini, donò alla diocesi teatina le chiese di santa Maria di Gerusalemme in Pescara (i cui resti delle colonne sono su viale D'Annunzio), il castello di Forca Bobolina (San Giovanni Teatino), e la chiesa di San Salvatore sull'Aterno (contrada San Salvatore). Nel 1115 papa Pasquale II confermò alla diocesi di Chieti le donazioni di Roberto di Loritello, di Tascione e Roberto di Guglielmo, ovvero il castello di Colle San Paolo di Chieti (vale a dire l'area compresa tra M. Vezio Marcello e Piazza Templi Romani) e la "Furca". Nel 1173 papa Alessandro III con una bolla conferma i confini della diocesi di Chieti, e nel secolo seguente, nelle annotazioni su questi territori, si fa menzione della chiesa di San Giovanni Evangelista presso Forca, vale a dire l'attuale parrocchia di San Giovanni Teatino, da cui il nome stesso del Comune.

  • Santa Maria de Cryptis: Forcabobolina e Sambuceto sino al XVIII secolo fecero parte del territorio parrocchiale di Santa Maria de Cryptis in Villareale. Si tratta di una storica chiesa attestata sin dal XIV-XV secolo nel territorio di Chieti, in contrada Villareale oppure Villa Obletter. La parrocchia di San Giovanni Teatino divenne autonoma solo nel 1914, mentre la chiesa di San Rocco di Sambuceto nel 1923. Il territorio di Villareia (o Villareale, per distinguerla dalla contrada della vicina Cepagatti), era detta anche "Fonte del Trocchio", nel 1505 contava 21 fuochi, nel 1648 26, e con la nuova circoscrizione amministrativa del 1816 venne annessa a Chieti, poiché prima figurava come una sorta di territorio autonomo.
    Vennero unite alla città teatina anche le contrade di Villa Foresta e Colle San Paolo, eccettuata Sambuceto, aggregata invece al nuovo comune di Forcabobolina, con Torregentile (vale a dire Torrevecchia), Toppi, Valignani, Lanuti e Prima Villa. Torregentile in particolare era un comune sparso di tre villaggi: Torregentile Valignani (ossia la parte storica, con il palazzo baronale di Federico Valignani), Torre Lanuti e Torre Toppi, mentre Prima Villa apparteneva ai ricchi signori Henrici, che avevano dimore, insieme ai Valignani e Toppi anche nel centro di Chieti.

Dalla parrocchia di Santa Maria de Cryptis dipendevano le chiese di San Giovanni di Forcabobolina, San Rocco di Torrevecchia Teatina e San Giuseppe di Castelferrato, presso Torrevecchia. Le chiese rurali erano quelle di San Rocco a Sambuceto, del patronato degli Henrici, Santa Barbara di Forcabobolina, della famiglia Feragalli, e di Santa Maria del Carmine, amministrata dall'arcidiocesi di Chieti. Forcabobolina aveva il territorio amministrativo, come si legge in una relazione del 1844, compreso tra Villa Toppi, Villa Lanuti, Villa Gentile, Villa Valignani, Villa Sambuceto, con due sole chiese:

  • San Giovanni Evangelista di Forcabobolina: prima del 1914 faceva parte della parrocchia di Santa Maria de Cryptis, che sarebbe stata costruita nel XVIII secolo circa, tuttavia non sono presenti tracce di antichità per il corposo rifacimento in stile neoclassico dei primi anni del Novecento. Nei documenti di monsignor Saggese per la visita del 1845, si rileva che la chiesa era larga 30 palmi e lunga 72: l'edificio era sotto tetto, aveva pochi ornamenti in stucco, il pavimento in mattoni, tre altari, quello maggiore dedicato a San Giovanni, quello del Crocifisso, e dell'Immacolata Concezione, le statue erano quelle di San Castulo Martire, quella di San Domenico da Sora in conocchia, e un Crocifisso ligneo, un olio su tela raffigurante l'Immacolata, mentre il campanile non esisteva come appare oggi, ma consisteva di una piccola vela con una campana.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa parrocchiale di San RoccoModifica

La chiesa rappresenta un caso unico nell'Abruzzo a causa delle continue distruzioni e rifacimenti, tanto che ancora oggi è incompiuta, con lo stallo dell'ultimo grande progetto del 2010 dell'architetto Mario Botta[4], che prevedeva l'abbattimento della preesistente chiesa postbellica, la creazione di un nuovo slargo baricentrico della frazione, l'attuale piazza San Rocco e accanto l'edificazione di un monumentale santuario, definito da alcuni una "cattedrale nel deserto" per le dimensioni ritenute eccessive per una piccola comunità quale quella di Sambuceto, che ancora oggi celebra le funzioni religiose in un edificio di fortuna poco distante dal piazzale.

Nei documenti della visita pastorale di monsignor Saggese nel 1845 a Sambuceto, si ha una precisa descrizione della chiesa storica, come è inoltre possibile vedere da fotografie scattate prima del 1943. La chiesa era a forma rettangolare, lunga 56 palmi, larga 24, sottotetto, pavimentazione in mattoni, con una sola porta e tre finestre, del patronato dei baroni Henrici. Aveva tre altari, il maggiore dedicato a San Rocco, con un olio su tela, l'altare di San Francesco di Paola con il quadro e l'altare della Madonna della Pietà, con un quadro relativo. Tra le suppellettili vi erano la nicchia con la statua del santo e una capanna per il piccolo campanile a vela. La reliquia presunta del santo si trovava in un apposito ostensorio, conservata nel casino degli Henrici in località Fontanella, ancora oggi esistente

 
La chiesa di San Rocco, prima della demolizione

Nel 1914, creata la parrocchia di San Giovanni a Forcabobolina, e con la bonifica dell'area di Sambuceto, la frazione iniziò lentamente a popolarsi, sicché nel 1922 si pensò di erigere la chiesa a parrocchia, per volere del barone Antonio Sanità Toppi, nobile di Colledimacine. Il barone scrisse al vescovo per ottenere i fondi, dato che l'abitato cresceva sempre di più, essendo stato aperto nel 1921 anche uno scalo ferroviario prima di arrivare a Pescara. Il 12 giugno 1922 il parroco di San Giovanni don Abele Di Nisio dette parere positivo, il 20 giugno ci fu una riunione, e il 25 dicembre dell'anno fu creata la parrocchia. Sino alla guerra, la chiesa ottenne vari benefici con la nomina di parrocchia, venne infatti ampliata e decorata negli interni, fu divisa in tre navate interne, gli altari divennero 5, il maggiore, quello dell'Addolorata, del Rosario, di Sant'Antonio e San Gabriele dell'Addolorata, le statue erano quelle del santo dedicatario, di Sant'Antonio di Padova, dell'Addolorata, di San Gabriele, del Cristo moro e del Sacro Cuore di Gesù. Accanto fu costruito un cimitero, aperto nel 1927.

Nel 1927 furono fissati nuovi confini con quelli della chiesa di Santa Maria de Cryptis in Villareia. Con i bombardamenti alleati del 31 agosto 1943, anche Sambuceto fu colpita, compresa la chiesa. Il campanile, che era una curiosa torre molto slanciata, divisa in due settori da cornice, quello con la cella campanaria e il fusto, e un alto pinnacolo piramidale preceduto da un livello con orologio civico, fu seriamente danneggiato e dovette essere successivamente demolito. Nel 1948 il parroco don Fausto Caliari acquistò il terreno per la riedificazione della nuova parrocchia, poiché era stato costretto in parte a demolirla per minaccia di crolli. Nel 1949 iniziarono i progetti di ricostruzione, e la chiesa venne ultima tuttavia soltanto nell'anno 1970. Nel 1954 erano stati realizzati gli arredi, nel 1968 fu demolito completamente l'antico campanile per erigere una torre in mattoni più slanciata, e simile a quella originaria, e venne realizzata la casa canonica. La chiesa, visibile sino al 2010 prima della demolizione, si presentava di aspetto classicheggiante, rispettando la pianta rettangolare, con la facciata a capanna preceduta da un nartece a tre grandi archi, che immettevano all'ingresso vero e proprio. L'interno era a tre navate, con gli altari e i dipinti di San Rocco e dell'Addolorata

Il terremoto dell'Aquila del 2009 ha danneggiato l'edificio, stando a quanto riportato da ingegneri esperti e lo stesso parroco, anche se su ciò creò una controversia mai del tutto chiarita con l'inclusione anche dello stesso arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte, il cui parere fu per la demolizione per gravi danni all'edificio. L'intervento del vescovo si rivelerà tuttavia controverso anche per l'edificazione della parrocchia di contrada San Martino di Chieti, i cui lavori sono iniziati nel 2015 e ancora terminati, così come questa parrocchia. Demolita dunque la chiesa nel 2010, il progetto dell'architetto Mario Botta, prevede un ampio piazzale rettangolare, scandito da ampio porticato a colonne cilindriche, e nella parte est un edificio adibito agli uffici del parroco e alla casa canonica, mentre la parte centrale rivolta a nord, con l'aspetto di una croce greca rivolta verso il fedele, ospiterà la chiesa vera e propria.

Parco dei 120 AlberiModifica

Ricavato dall'antico stadio comunale di San Giovanni, si trova in piazzale Antistadio ed è stato inaugurato nel 2016. Si tratta di un'area di 17 mila metri quadrati recuperati dalla lottizzazione per l'edificazione di palazzi. Simbolicamente sono stati piantati 120 alberi, tanti quanti appartamenti erano previsti per i condomini da costruire sopra il campo comunale. Il parco è attraversato da un "percorso vita", ci sono panchine, una piccola palestra, area giochi, illuminazione led, e delle opere scultoree provenienti dall'associazione "Sculpere", del 2012.

Altro parco pubblico di importanza è quello dedicato a Robert Baden-Powell, a nord della frazione, in via Sandro Pertini.

Casino HenriciModifica

Si trova in contrada Dragonara, seguendo viale Vittorio Emanuele II, nei pressi dell'incrocio con via Pontemarino. Il casino appartenne alla famiglia teatina degli Henrici, risale al XVIII secolo, e fu edificato come tipica residenza gentilizia settecentesca di campagna. Ha pianta quadrangolare leggermente allungata, con ordine regolare di finestre, e torre colombaia centrale, con merlatura superiore. L'edificio è da anni è in stato di abbandono.

EconomiaModifica

L'economia della cittadina da tempo beneficia della presenza della zona Industriale "Val Pescara", delimitata da viale Po e viale Aterno, sorgente sulla riva destra del fiume.

 
Aeroporto d'Abruzzo

Con gli anni, soprattutto dai primi anni 2000, Sambuceto ha visto sorgere varie succursali di catene internazionali di grande distribuzione. Il quartiere Dragonara, che precede l'abitato vero e proprio di Sambuceto, delimitato dal viale Nenni, è altresì ricco di industrie, alberghi e negozi.

Geografia antropicaModifica

Sambuceto si sviluppa orizzontalmente, essendo bloccata ad occidente dall'aeroporto e dal fiume Pescara, e ad oriente delle colline di pioppi, dove dietro sorge l'abitato storico di San Giovanni Teatino. L'espansione edilizia pertanto si è concentrata lungo le direttrici nord e sud, partendo dall'antico nucleo di piazza San Rocco, viale Cavour e viale Mazzini. La zona da cui ha avuto origine l'espansione della frazione è ancora in parte contraddistinta dalle abitazioni condominiali dei primi anni '60, lungo l'intersezione fra viale Cavour e corso Italia. Percorrendo viale Cavour verso Pescara, si incontrano i recenti nuovi sobborghi con le scuole e gli edifici della pubblica amministrazione, e proseguendo si raggiunge l'area di Fontanelle vecchia, nel comune pescarese.

TrasportoModifica

SItuato al centro della popolosa conurbazione Pescara-Chieti, Sambuceto usufruisce di tutte le infrastrutture di trasporto dell'area, ad eccezione di una stazione ferroviaria. Il territorio è servito dal casello autostradale dell'A14 "Pescara ovest-Chieti", da due svincoli del raccordo autostradale Chieti-Pescara, noto come asse attrezzato, e da uno svincolo della tangenziale pescarese, di pochi metri al di fuori dei confini comunali. È in progetto un parziale interramento della linea ferroviaria Roma-Pescara, che divide in due il centro abitato, di circa 700 metri, con l'intento di ricucire il tessuto urbano e di creare nei nuovi spazi recuperati percorsi ciclopedonali ed aree di verde attrezzato[5].

StradeModifica

Aeroporto di PescaraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto di Pescara.

L'aeroporto di Pescara, situato a cavallo dei comuni di Pescara e San Giovanni Teatino, nel quale ricade una parte di pista, opera voli nazionali ed internazionali con il nome commerciale di Aeroporto internazionale d'Abruzzo.

Società sportiveModifica

Nel territorio ci sono molte società sportive, dal calcio al rugby ed al tiro con l'arco.

Squadre di calcio:

  • A.S.D. Vianova Sambuceto
  • A.S.D. Dragonara
  • A.S.D. Folgore Sambuceto S.P.
  • A.S.D. San Giovanni Teatino

Squadre di rugby:

  • Sambuceto Rugby 2008 A.S.D.

Squadre di volley:

  • Sambuceto Volley A.S.D.

NoteModifica

  1. ^ Sambuceto su italia.indettaglio.it
  2. ^ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, pp. sub anno 1095 sub voce "Chieti".
  3. ^ Abbattuta la chiesa di san Rocco a San Giovanni Teatino - Cronaca Chieti, su Abruzzo24ore, 23 luglio 2010. URL consultato il 16 maggio 2019.
  4. ^ 17 luglio 2012, Nuova chiesa di San Rocco 3,6 milioni dalla Regione, su Il Centro. URL consultato il 16 maggio 2019.
  5. ^ Interramento ferrovia del tracciato ferroviario di Sambuceto: ecco il progetto di Rfi, su www.filtabruzzo.it. URL consultato il 16 maggio 2019.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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