Sammy Davis Jr.

ballerino, cantante e vibrafonista statunitense
Sammy Davis

Sammy Davis Jr. (Harlem, 8 dicembre 1925Beverly Hills, 16 maggio 1990) è stato un ballerino, cantante, vibrafonista, batterista, attore e comico statunitense.

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BiografiaModifica

Sammy Davis Jr. era figlio di due ballerini di Vaudeville, Sammy Davis Sr. e Elvera Sanchez. Il lavoro nel mondo dello spettacolo li teneva lontani da casa per lunghi periodi, così fu la nonna materna ad occuparsi di lui nei suoi primi anni di vita. Quando Sammy Davis Jr. aveva tre anni, i genitori si separarono. Suo padre, che non voleva perdere la custodia del figlio, lo portò in tournée con sé.

Sammy Davis Jr. imparò a ballare fin da piccolo da suo padre e dallo "zio" Will Mastin, il capoballerino della compagnia di cui suo padre faceva parte. Ben presto Sammy Davis Jr. si unì a loro negli spettacoli, e i tre divennero il Will Mastin Trio. Per aggirare le leggi che vietavano il lavoro minorile, spesso il bambino veniva presentato come "Sammy il silenzioso, il nano ballerino", e dietro le quinte girava con un sigaro in bocca e una ragazza per braccio. A 7 anni fu co-protagonista con Ethel Waters del cortometraggio musicale Rufus Jones for President (1933); apparve anche in altro cortometraggio Seasoned Greetings (1933).[1]

Il padre e lo "zio" cercarono di proteggere il giovane Sammy dal razzismo, dicendogli, per esempio, che gli insulti che ricevevano erano dovuti a invidia e gelosia. Lo scontro con la realtà del pregiudizio razziale avvenne durante la Seconda guerra mondiale, quando Sammy Davis Jr. fu arruolato nell'esercito degli Stati Uniti. Di questa esperienza ebbe poi a dire:

"Improvvisamente il mondo sembrava diverso. Non era più di un solo colore. Mi rendevo conto di come mio padre e Will mi avessero protetto per tutta la vita. Speravano amorevolmente che io non arrivassi mai a conoscere il pregiudizio e l'odio, ma si sbagliavano. Era come se avessi camminato dentro una porta girevole per diciotto anni, una porta che loro avevano sempre tenuto aperta in segreto."

Sotto le armi si unì a un gruppo che faceva spettacoli di intrattenimento per le truppe, e si rese conto che sotto le luci della ribalta alcuni pregiudizi sparivano. "Il mio talento era la mia arma, il mio potere, il mio modo di lottare. Era l'unica maniera in cui potevo sperare di influire sulla mentalità delle persone" disse. Lasciato l'esercito, si riunì allo spettacolo di danza e iniziò a mietere successi. La sua ascesa si interruppe temporaneamente nel 1954, a causa di un incidente d'auto in cui perse l'occhio sinistro.

Sembra però che l'incidente avesse un'origine particolare. Sammy Davis ebbe negli anni cinquanta una relazione con Kim Novak e, da quanto scrive Kenneth Anger nel suo libro Hollywood Babilonia III, questa gli costò cara. Anger racconta: «Kim era sotto contratto con la Columbia e la sua carriera poteva essere rovinata dalla rivelazione dell'amore. Così il boss della major manda a casa Davis dei sicari che gli cavano un occhio con un cucchiaio». Tuttavia questa versione non ha mai trovato conferme mentre è più plausibile che Harry Cohn avesse ingaggiato il gangster Johnny Roselli (suo amico) per convincere Davis a terminare la relazione. Roselli organizzò un rapimento per spaventare Davis.

Il matrimonio con la ballerina Loray White del 1958, organizzato in fretta e altrettanto in fretta terminato, fu un tentativo di sviare l'attenzione. Sammy Davis Junior confermò di aver perso l'occhio nell'incidente automobilistico[2] a San Bernardino in un incrocio della Highway 66 tra Cajon Boulevard e Kendall Drive. Per un po' di tempo indossò una benda, finché Humphrey Bogart non lo convinse a toglierla. "Tu non vuoi diventare famoso come il ragazzo con la benda", gli disse. Durante la permanenza in ospedale maturò la fede nell'ebraismo, e si convertì. Nel 1955 riprese l'attività con la pubblicazione del suo secondo album. La tappa successiva della carriera fu l'apparizione nello spettacolo Mr. Wonderful a Broadway.

 
Sammy Davis Jr. alla marcia per i diritti civili del 1963

Nel 1959 divenne uno dei componenti fissi del Rat Pack, il gruppo di attori e cantanti capitanato dal suo amico Frank Sinatra. Con il Rat Pack interpretò diversi film, tra cui Colpo grosso (Ocean's Eleven) (1960), Tre contro tutti, I 4 di Chicago. Sammy Davis Jr. e gli altri del Rat Pack giocarono un ruolo importante nella lotta alla segregazione razziale nei nightclub di Miami e nei casinò di Las Vegas, rifiutandosi di esibirsi e di frequentare quelli che discriminavano i neri. Molti locali adottarono un atteggiamento più tollerante pur di poter vantare la presenza di ospiti così celebri.

Nel 1960, fece scalpore il matrimonio di Sammy Davis Jr. con l'attrice di origine svedese May Britt (negli USA i matrimoni interrazziali erano vietati in 31 stati), dalla quale divorziò nel 1968. Ebbero tre figli. Nel 1970 si risposò con un'altra attrice, Altovise Davis, con cui rimase sposato per il resto della vita. Nel 1972 il singolo The Candy Man raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 per tre settimane.

Sammy Davis Jr. morì nel 1990 per un cancro alla gola. A lui sopravvissero la madre (che morì nel 2000 a 95 anni) e la nonna materna Luisa Valentina Aguiar (che morì nel 1996 a 112 anni).

Citazioni nella letteraturaModifica

Nel romanzo di Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata, il nome del cagnolino che accompagna il nonno del protagonista è Sammy Davis Junior Junior, in omaggio al ballerino statunitense.

Citazioni nel cinemaModifica

In Il mio amico Eric, di Ken Loach, uno degli amici del protagonista alla proposta "Adesso voglio che tu pensi a qualcuno che a te piace, a qualcuno di cui ti piacerebbe emulare carisma e sicurezza di sé", risponde "Sammy Davis Jr.... Sì, perché è uno sicuro di sé". In La sposa cadavere, di Tim Burton, Bonejangles - lo scheletro che nell'aldilà racconta la storia della morte della sposa al giovane protagonista - è un tributo alla figura di Sammy Davis Jr., riconoscibile dalla bombetta in testa e dal fatto che abbia un solo occhio anche lui.

In Ogni cosa è illuminata, di Liev Schreiber, il nonno di Alex chiama il suo cane Sammy Davis Jr. Jr. siccome era un suo grande fan. Il nonno di Alex si dichiara antisemita (anche se in realtà ha origini ebree anche lui) e quando Jonathan gli fa presente che Sammy Davis Jr. era ebreo lui risponde: "Non è possibile!".

Nell'episodio dei Simpson Tale padre, tale clown (sesto episodio della terza stagione), Bart per riavvicinare Krusty e suo padre cita Sammy Davis Jr: : «Gli ebrei sono un popolo in gamba. Insomma ho sentito parlare di persecuzione, ma quello che hanno subito loro è molto di più. Comunque la cosa più strepitosa è che dopo migliaia di anni di attesa e di tenacia e di lotta alla fine ce l'hanno fatta.».

  Kennedy Center Honors
— 1987

Filmografia parzialeModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Sammy Davis Jr., su Internet Movie Database, IMDb.com.  
  2. ^ Reid, Ed; Demaris, Ovid (1963). The Green Felt Jungle. Cutchogue, New York: Buccaneer Books. LCCN 63022217

Voci correlateModifica

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