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La famiglia Samonà è un antico casato siciliano di intellettuali aristocratici, le cui ascendenze provengono dall'area che si trova fra l'Iran e la Siria, anche se, secondo altre fonti, l'origine sarebbe da ricercare nella regione turca dell'Anatolia centrale[1].

Le originiModifica

Dal Codice suppletivo 641 dell'anno 914 della Biblioteca Nazionale di Atene, si leggono le notizie sul primo Samonà di cui si trovi traccia, le quali confermerebbero la provenienza dalla Turchia bizantina: Samounas o Samonas era un saraceno nativo di Méliténe, che si guadagnò la simpatia dell'Imperatore Leone VI di Bisanzio. Nell'ottobre del 905 fu elevato alla dignità di "Protospatharios" e di "parakoimomenos". Dopo la scomparsa di Leone VI il Saggio, questi si ritirò in un monastero dove morì qualche tempo dopo.[2].

Lo stesso cognome Samonà è di origine bizantina, latinizzato in Samonas, e significa “originario di Samos”, tanto che nel pantheon religioso della Cristianità greco ortodossa è presente la figura di San Samona, che fu martirizzato insieme a San Guria e viene celebrato ogni anno il 15 novembre. Dalla medesima origine proviene anche il ramo familiare de Sannoonas[3].

La storiaModifica

La presenza dei Samonà in Italia risulta per la prima volta da una pergamena fatta risalire al 1147 in cui si faceva riferimento ad un Leone Samonà vissuto secoli prima a Gallipoli, dove un'iscrizione ne ricorda il passaggio. Altre notizie sulla Famiglia furono raccolte in diverse pergamene greche, redatte attorno alla metà del Duecento da Pellegrino Samonà, pubblico notaro di Squillace.

La qualifica di notari e amministratori di giustizia venne mantenuta dai Samonà anche dopo il loro successivo trasferimento nelle montagne delle Madonie, in Sicilia.

In Sardegna nacque, invece, nel 1426 Don Francesco Paolo de Sannoonas, I Barone d'Isola. I due rami della famiglia si riunirono definitivamente nel 1585, con il matrimonio fra Donna Dorothea Samonà Castellana di Troina e Don Baldassarre de Sannoonas, XIII Barone d'Isola. A seguito delle nozze, si decise di adoperare l'unico cognome Samonà per tutta la discendenza a venire.

Fra i Samonà più noti dei secoli passati, la storia ricorda Baldassare Samonà, che nel 1635 fu Vicario del Viceré, e Antonio Samonà, nato a Petralia nel 1658, che fu componente d'alto rango della Regia Gran Corte di Giustizia per la Sicilia e Commendatore dell'Ordine del Priorato Gerosolimitano. Nel diciottesimo secolo visse Giuseppe Samonà Buongiorno (Petralia 1759 - 1809), I Marchese d'Isola e Cavaliere dell'Ordine della Stella e della Croce.

A fine Ottocento, a seguito del matrimonio fra Don Carmelo Samonà e la Principessa Adele Monroy di Pandolfina e di Formosa, i Samonà si imparentarono con i Monroy (famiglia), famiglia aristocratica di provenienza spagnola. La famiglia Monroy, originaria della provincia dell'Estremadura, possedeva gli Stati di Monroy, il Marchesato di Velvis, la Contea di Delcitosa e vari feudi e baronie del Regno della Sicilia, ricaduti nella disponibilità della Regia Corte.

I coniugi Carmelo Samonà e Adele Monroy vissero a Villa Ranchibile, residenza di villeggiatura della famiglia nella Piana dei Colli di Palermo, poi ceduta dalla stessa Principessa Adele ai Salesiani, che vi fondarono l'Istituto Don Bosco, tuttora esistente.

Fra le dimore di famiglia, si ricordano il Castello di Spadafora, in provincia di Messina, che fu dei Samonà fino alla prima metà degli anni sessanta, e il Castello del Feudo di Venetico. La presenza a Spadafora dei Samonà, discendenti dalla principessa Alessandra Spadafora Colonna (ramificazione Ascenso, Russitano, Monroy, Samonà), nasce infatti dal matrimonio, celebrato il 23 novembre del 1857, fra il Professor Giuseppe Samonà Caracappa e Alessandra Smith Ascenso, ereditiera della metà indivisa del Feudo di Venetico San Martino Spadafora. Al contrario della fortezza di Spadafora, il castello di Venetico, tuttora di proprietà dei Samonà, andò semidistrutto a seguito del terremoto che colpì Messina nel 1908.[4]

Il Novecento: architetti, intellettuali e scrittoriModifica

Don Carmelo Samonà fu, fra l'altro, autore del libro "Psiche Misteriosa" (Libreria Internazionale Alberto Reber, 1910), ripubblicato decenni dopo con il titolo "I fenomeni spiritici" (Reprint, 1988).

Dal matrimonio fra Don Carmelo e la Principessa Adele nacquero quattro figli maschi, il Cavaliere Alberto Samonà, che fu consigliere comunale e assessore del Comune di Palermo (1943-1944), nonché marito di Donna Rosa Vanni d'Archirafi (figlia del Duca Gaetano Vanni d'Archirafi e di Donna Caterina Tortorici); Ferdinando Samonà, che divenne segretario regionale siciliano del Partito Liberale; Antonio Samonà, studioso di discipline letterarie, di cui resta un prezioso documento nella celebre intervista di Ugo Gregoretti per la Rai (1960), intitolata La Sicilia del Gattopardo[5], e l'architetto Giuseppe Samonà, ritenuto fra i più importanti urbanisti del Novecento italiano e fondatore della "Scuola di Venezia", la cui opera fu continuata dal figlio Alberto Samonà, anch'egli urbanista, che divenne preside della facoltà di Architettura di Napoli.

Tra i figli dell'architetto Giuseppe Samonà c'era anche il professore Carmelo Samonà (1926-1990), celebre ispanista e scrittore, vincitore di vari premi letterari e autore di saggi e romanzi, fra cui si ricorda Fratelli, edito prima da Einaudi e poi da Sellerio, oggetto anche di diverse riduzioni teatrali.

La coppia Carmelo-Adele, oltre ai quattro maschi, ebbe anche due figlie femmine, Maria Pace e Alessandrina Samonà: quest'ultima fu studiosa di fenomeni spiritici e medianici e autrice dei libri I misteri della psiche (Fiamma Serafica, Cappuccini, 1966) e Bagliori nelle tenebre (1979).

Un altro noto esponente della famiglia (figlio del Cavaliere Alberto e di Donna Rosa) è stato Pupino Samonà (1925-2007), pittore scomparso alcuni anni fa, allievo di Giacomo Balla, considerato uno degli ultimi maestri dell'arte contemporanea e autore, fra le altre opere, del Memoriale italiano Auschwitz, realizzato con il celebre Studio di architettura BBPR. Suo fratello Antonello Samonà (+ 2004) fu invece docente di Architettura presso l'Università degli Studi di Palermo e autore di varie pubblicazioni ad uso accademico, fra cui La costruzione delle croci Toledo - Maqueda e Regalmici a Palermo (Ila Palma, 1978) e G.B. Filippo Basile, l'architettura tra passato e futuro (Ila Palma, 1988).

Figli della coppia Samonà-Vanni d'Archirafi, anche Gaetano, Paolo e Adele (Delì) Samonà, sposa del Barone Mario Cammarata.

Fra gli intellettuali della famiglia si ricorda, inoltre, Giuseppe Paolo Samonà, docente di letterature comparate presso l'Università di Pescara, poeta e fondatore delle edizioni Samonà e Savelli, fra le più note case editrici della sinistra extraparlamentare nel periodo del post '68. Giuseppe Paolo Samonà è stato fra l'altro uno dei primi e più importanti critici dell'opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, suo infatti l'ormai rarissimo Il Gattopardo, i Racconti, Lampedusa (ed. La nuova Italia - Firenze 1974).

La famiglia oggiModifica

L'ultima generazione annovera, fra gli altri, il giornalista e scrittore Alberto Samonà, autore di vari saggi e romanzi su argomenti simbolici e tradizionali, fra cui La Tradizione del Sé (Atanòr, 2003), Il padrone di casa (Robin, 2008), È già mattina (Bonanno Editore, 2013); la regista Rebecca Samonà, autrice fra l'altro del film documentario L'Isola delle Rose. La tragedia di un paradiso (2008)[6]; lo storico delle religioni Giuseppe A. Samonà, che vive fra Parigi e Montreal, insegna nell'Università del Québec e ha pubblicato il romanzo Quelle cose scomparse, parole (Ilisso, 2004); il medico omeopata Carmelo Samonà, fra i massimi esperti italiani di biodinamica e Medicina antroposofica, e il filosofo Leonardo Samonà, docente presso l'Università degli Studi di Palermo e autore di saggi sul pensiero filosofico, fra i quali Dialettica e metafisica. Prospettiva su Hegel e Aristotele (Lepos, 1988) ed Edmund Husserl esperienza e giudizio, scritto insieme a Filippo Costa (Bompiani, 2007).

NoteModifica

  1. ^ Samonà|
  2. ^ Copia archiviata, su xoomer.virgilio.it. URL consultato il 9 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2014).
  3. ^ Santi Giuria e Samona
  4. ^ Fra gli ospiti della famiglia Samonà ai Castelli di Spadafora e Venetico si ricordano l'On. Gaetano Martino, il regista Michelangelo Antonioni, la scrittrice Alba Drago Beltrandi, la Duchessa Topazia Alliata di Salaparuta, lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, lo scrittore e poeta Lucio Piccolo di Calanovella, lo scrittore Alberto Moravia, il pittore Corrado Cagli e molti altri.
  5. ^ Nell'intervista Rai, Antonio Samonà è su una carrozza e racconta dei patrimoni della grandi famiglie aristocratiche siciliane, evaporati e oramai rimasti soltanto un lontano ricordo. Parla anche delle famiglie nobiliari, con non poche critiche sulla condizione attuale https://www.youtube.com/watch?v=dgD74LaBoDU
  6. ^ Copia archiviata, su iicbruxelles.esteri.it. URL consultato il 24 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2014).