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San Ginesio

comune italiano della provincia di Macerata
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San Ginesio
comune
San Ginesio – Stemma San Ginesio – Bandiera
San Ginesio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
SindacoGiuliano Ciabocco (lista civica “San Ginesio rinasce”) dall'11-06-2018
Territorio
Coordinate43°06′28.24″N 13°19′00″E / 43.107844°N 13.316667°E43.107844; 13.316667 (San Ginesio)Coordinate: 43°06′28.24″N 13°19′00″E / 43.107844°N 13.316667°E43.107844; 13.316667 (San Ginesio)
Altitudine680 m s.l.m.
Superficie78,02 km²
Abitanti3 306[1] (31-7-2018)
Densità42,37 ab./km²
FrazioniBotondolo, Caldarello, Campanelle, Cerqueto, Coldellaio, Colle, Ficcardo, Lambertuccia, Macchie, Maregnano, Morichella, Morico, Necciano, Passo San Ginesio, Pesindolo, Pian di Pieca, Rocca Colonnalta, San Costanzo, Santa Croce, Santa Maria d'Alto Cielo, Santa Maria di Pieca, Serrone, Torre di Morro, Vallato, Vallimestre
Comuni confinantiAcquacanina, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Colmurano, Fiastra, Gualdo, Ripe San Ginesio, Sant'Angelo in Pontano, Sarnano, Tolentino
Altre informazioni
Cod. postale62026
Prefisso0733
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT043046
Cod. catastaleH876
TargaMC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 435 GG[2]
Nome abitantiginesini
Patronosan Ginesio
Giorno festivo25 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Ginesio
San Ginesio
San Ginesio – Mappa
Posizione del comune di San Ginesio nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

San Ginesio è un comune italiano di 3 306 abitanti[1] della provincia di Macerata. Bandiera arancione, appartiene al club dei borghi più belli d'Italia.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il comune di San Ginesio si trova a 680 m s.l.m.,[3] confinante con la ex SS 78 di comunicazione tra il territorio maceratese e i Monti Sibillini; dalla sua elevata posizione il panorama spazia dal Conero all'Appennino e pertanto viene denominata il balcone dei Sibillini per la vista che si ha dalla sua posizione;[4] si trova all'interno del parco omonimo. La sua posizione consente un ampio panorama che comprende la vista dei comuni di Civitanova Marche, Gualdo, Ripe San Ginesio e Sant'Angelo in Pontano, delle frazioni di Passo San Ginesio, Pian di Pieca e Santa Croce (appartenenti al comune stesso) e della frazione di Sassotetto (comune di Sarnano) e la vista del mare Adriatico e pale eoliche. Il paese domina il torrente Fiastrella.

A causa della sua elevata altezza, nel territorio cittadino è presente una cisterna per distribuire l'acqua nel paese.

La città è dedicata a San Ginesio martire protettore degli attori degli artisti e patrono della diocesi di San Miniato. Il corpo del martire riposa all'interno della Collegiata, uno dei monumenti più interessanti di tutto il territorio maceratese. Questo paesino è diviso in quattro rioni (Porta Ascarana, Offuna, Picena, Alvaneto) che si sfidano ogni anno nel palio di San Ginesio.

ClimaModifica

Stando in una posizione elevata e comprendendo varie zone di terreno - da montuoso a collinare - il clima nel territorio del comune è variabile, dai valori massimi di 40 °C circa in estate, un clima mite e prevalentemente piovoso in autunno e primavera, fino ad arrivare a valori minimi di circa -10 °C in inverno, con forti nevicate[senza fonte].[5]

Origine del nomeModifica

L'antico castello "castrum esculanum" prese il nome di San Ginesio, quasi sicuramente dall'immagine del mimo martire romano, Genesio di Roma, rappresentata in un affresco di una edicola nella facciata monumentale della Collegiata. Si presume, secondo l'Archivio Vaticano , che il paese si chiamasse così prima del X secolo perché citato con il nome "San Ginesio" in un testo del 1 luglio 995.[6]

StoriaModifica

 
Mura castellane, Porta Picena e scorcio dell'Ospedale dei Pellegrini

MedioevoModifica

Abitato originario dell'epoca romana, con pianta urbanistica a croce, è circondato da imponenti mura castellane ove sono visibili ancora tutte le strutture difensive dell'epoca, dal camminamento di ronda, alle feritoie per arcieri e ai torrioni. Soggetta nel Medioevo a Goti e Longobardi, questi ultimi spodestati da Carlo Magno, che distrussero l'insediamento romano, poi alle scorrerie dei Normanni, intorno al X secolo alcuni Signori di queste popazioni, durante una partita di caccia, presero la decisione di costruire una fortificazione in cima al colle più alto per dominare, con il fine di riunire le loro forze in un luogo adatto. Così nacque il castello. I primi Rioni furono tre: Rione Brugiano, Rione Alvaneto (tuttora nome di una porta del paese) e Rione Trensano, il quarto Rione successivo fu chiamato "Capocastello" (Caput Castri), dove fissarono la dimora i nobili. Nel 1278 si contavano 27.000 abitanti. Tra il 1200 e il 1300, il libero comune fu uno dei più potenti e temuti dell'intera Marca di Ancona, grazie alle varie vittorie militari contro la famiglia nobile sarnanese Brunforte, contro la Marca Fermana, Fermo e altri comuni. Perse l'autonomia a causa di faide interne, venendo assoggettato dai duchi Da Varano di Camerino, fino al 1434 poi dalla famiglia nobile milanese Sforza. Nel 1450 vi fu un tentativo di restaurazione della perduta autonomia, ma il complotto venne scoperto e 300 suoi componenti furono esiliati.[6]

RisorgimentoModifica

Dei moti carbonari e dei moti rivoluzionari nel paese sappiamo ben poco, solo che sono stati effettuati rispettivamente il 24 giugno 1817, verso i comuni di Macerata e Tolentino[7] e nei mesi di febbraio-marzo del 1831, ad opera di ginesini[8].

Seconda guerra mondiale[9][10]Modifica

San Ginesio, durante la seconda guerra mondiale, fu un paese di collegamento strategico tra le Marche. Il comune posto in una posizione strategica nella regione, fungeva da "ponte" tra il nord e il sud di essa. Sia a San Ginesio che a Sarnano, anche in altri comuni, operavano vari gruppi militari di resistenza partigiana; a San Ginesio operava il Gruppo Vera, guidato da Girolamo Casà, che dopo essere fuggito da Bari, aiutò i partigiani ginesini. Il comune è stato luogo di una missione militare inviata nella regione dal governo Badoglio II. La missione, composta da una motosilurante, dal generale Salvatore Melia e il capitano ginesino Arnaldo Angerilli, ebbe lo scopo di organizzare e controllare i partigiani, sabotaggio di apparecchiature nazifasciste, segnalazione e controllo di armi ed infine intercettare informazioni militari.

1943Modifica

Nel 1943, i fatti conosciuti sono pochi, anche se ci furono continue rivolte da parte della popolazione.

Nel mese di giugno tedeschi e partigiani si contesero l'ospedale civile del comune che, dopo essere stato sotto il potere dell'Asse, fu smobilitato a causa di una protesta. Nei mesi di settembre e ottobre, ci furono soltanto azioni di ribellione al regime totalitario fascista da parte dei partigiani del luogo.

1944Modifica

Molti furono gli attacchi ed episodi di violenza in questo anno, che la popolazione e i partigiani furono costretti a subire.

Il 10 gennaio, alcuni partigiani disarmarono dei soldati nazifascisti ed imposero al Podestà la distribuzione del grano tra la popolazione. L'11 gennaio, a causa delle azioni del giorno precedente, un gruppo di nazifascisti si diresse al paese, che fu conquistato il 12 gennaio, con intenzioni punitive, causando un violento scontro. Il 5 maggio, dopo un conflitto a fuoco con le milizie durante un rastrellamento lungo la ex SS 78 , tre partigiani tra cui Glorio della Vecchia, furono torturati e fucilati nella frazione di Passo San Ginesio. Nel mese di giugno il gruppo Vera effettuò numerose missioni nel territorio. Il 16 giugno il gruppo era venuto a conoscenza che nella frazione di Pian di Pieca era dislocato un gruppo di fascisti incaricati di spionaggio. Scoperto ciò, fu inviata una squadra di tre partigiani in missione con lo scopo di vigilare la strada, che fungeva come collegamento tra Macerata e Ascoli Piceno, sorprendere le spie ed effettuare alcune operazioni di sabotaggio. Le operazioni comprendevano l'interruzione delle linee telefoniche e telegrafiche, distruzione dei ponti e appostamento di partigiani tiratori che, nella notte fra il 16 e il 17 giugno, si appostarono intorno alla ex SS 78 in un campo di grano. Il 17 giugno, la missione fu messa in atto. Dopo un alt incitato dai partigiani, una scarica di fucileria fu scagliata su di un ufficiale tedesco che, gravemente ferito, fu trasportato da un'ambulanza della Croce Rossa all'ospedale di Sarnano. Venendo a conoscenza di ciò, i nazisti presero vari ostaggi nelle frazioni di Colle, Morichella e Pian di Pieca, tra cui il parroco del luogo, e setacciarono il territorio alla ricerca dei partigiani fuggitivi. Nel mentre i fuggitivi si diressero verso il comune e trovarono riparo in una casa del luogo ospitati. Riposati e nutriti, sentendo sparare nelle vicinanze, i partigiani si divisero. Uno di loro fuggì nei campi e si salvò, mentre i restanti due, fuggiti all'interno del paese, furono catturati e portati in Piazza Alberico Gentili insieme a molti civili. L'ordine dei tedeschi era la fucilazione dei due prigionieri e il gruppo di civili. Quest'ultimi furono salvati da un maresciallo ginesino di origine tedesca che, essendo affezionato al paese, convinse i nazisti a liberarli. Alle 18 del pomeriggio l'ufficiale tedesco diede l'ordine di ripartire dal paese insieme ai due partigiani prigionieri, che furono impiccati nella frazione di Pian di Pieca insieme ad un civile della frazione di Passo San Ginesio. Prima di continuare la ritirata, i tedeschi si divertirono a sparare sugli impiccati già morti.[11] I cadaveri rimasero lì dal sabato sera al mercoledì mattina. Il 20 giugno, i partigiani liberarono il comune. Il Comitato di Liberazione Nazionale (CNL), assunse il ruolo dell'amministrazione comunale e Cesare Barbi fu nominato all'unanimità Sindaco. Il 21 giugno il capitano Casà insieme ad un ingegnere si recarono a spiccare i cadaveri e depositari nell'ufficio postale.[12]

A causa dello sciame sismico del 2016 e 2017, il paese e le sue rispettive frazioni sono profondamente danneggiati.

SimboliModifica

Lo stemma di San Ginesio è molto antico, compare in un dipinto di ignoto pittore del XV secolo, conservato nella locale chiesa di Sant'Agostino, che rappresenta la battaglia avvenuta sotto le mura della città tra i ginesini e i fermani, che volevano conquistarla.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Caratteristica comune negli edifici cittadini è la singolare presenza di elementi tipici dell'architettura nordeuropea, spiegabili almeno in parte con la presenza, in epoca medievale, di maestranze provenienti dalla Germania e dai Paesi Bassi.[senza fonte]

Muraglia e porteModifica

Tra i maggiori rilievi monumentali sono le Mura, iniziate nel 1308 (XIV secolo) e compiute in 150 anni; furono costruite in pietra arenaria, facendo sì che circondassero quasi completamente la cittadina. Sono munite di torri, torrioni e di quattro porte di ingresso ("Porta Picena", "Porta Offuna", "Porta Ascarana" e "Porta Alvaneto")[13]. Le Mura furono ostruite per difendere il paese da eventuali attacchi di altre popolazioni, soprattutto i fermani.[14]

Ospedale dei PellegriniModifica

L'Ospedale dei Pellegrini o di San Paolo è una costruzione del 1295 (XIII secolo) in stile romanico, con portico a basse colonne, un solo ordine di logge raddoppiato nel 1457 e un'arcata di sopra costruita a mattoni.[15]

Parco della RimembranzaModifica

Parco situato fuori Porta Picena, uno di quattro ingressi al paese, è un parco dedidato ai caduti nella prima e seconda guerra mondiale. Costruito tra il 1925 e il 1930 da Guglielmo Ciarlantini[16], il parco possiede ancora le decorazioni del periodo fascista all'ingresso di esso.[17]

Corso Scipione GentiliModifica

Il "corso Scipione Gentili" è la via principale del comune, dedicata a Scipione Gentili.

Castello di RoccacolonnaltaModifica

Il Castello di Roccacolonnalta, castello medievale appartenuto in passato alla famiglia nobile Brunforte, è un rudere situato nella frazione di Rocca. In passato il castello conteneva una chiesa dedicata a San Michele. Quando gli abitanti furono cacciati dai principi feudatari Brunforte, ricostruirono altre chiese dedicate a San Michele in onore di quella che fu distrutta.[18]

Architetture religioseModifica

Collegiata di San GinesioModifica

La collegiata ha una decorazione in cotto attribuita ad Enrico Alemanno, del 1421. È l'unica opera marchigiana in stile gotico fiorito.[senza fonte] All'interno vi è la cappella dei caduti della prima guerra mondiale, decorata da Adolfo de Carolis.

Eremo di San LiberatoModifica

Il santuario di San Liberato, costruito sull'eremo di Soffiano al confine tra San Giensio e Sarnano, è dedicato a San Liberato da Loro Piceno da cui prende il nome.

Chiesa di Santa Maria in VepretisModifica

La chiesa di Santa Maria in Vepretis è una chiesa cattolica romana in stile barocco, costruita in mattoni semplici e decorata all'interno.[19]

Altri edifici religiosiModifica

ScultureModifica

Al centro della piazza si trova la statua di Alberico Gentili realizzata dallo scultore Giuseppe Guastalla nel 1905. Nell pinacoteca civica è conservata, oltre ad altre svariate opere d'arte, la Pala della battaglia tra ginesini e fermani conosciuta oggi come battaglia della Fornarina.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[22]

 

A causa del Terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017, alcuni ginesini, sia paesani che delle frazioni, sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni e trasferirsi altrove.

Tradizioni e folcloreModifica

Il "Ritorno degli Esuli" si svolge a San Ginesio con cadenza triennale.

La rievocazione storica narra dei trecento ginesini che, tra l'anno 1450 e il 1460, esiliati con l'accusa di sedizione per il restauro della monarchia, trovarono rifugio a Siena. Lì, arruolati nella guardia civica, si distinsero per diligenza e fedeltà a tal punto che furono inviati a San Ginesio ambasciatori senesi per perorare la loro causa. I trecento fecero ritorno in patria accompagnati da notabili senesi che donarono al paese marchigiano il Crocifisso, ancora oggi venerato nella chiesa Collegiata, come testimonianza dell'impegno di pace e gli Statuti vigenti a Siena, perché potessero ricostituirne il diritto.

Ogni anno, nel mese di agosto si celebra invece la rievocazione storica della battaglia della Fornarina in ricordo dell'assalto a tradimento del paese architettato dai Fermani il 30 novembre 1377 e poi sventato grazie all'allarme di una fornarina.

Tale manifestazione dà inizio alla settimana di "Medievalia" (nei giorni a cavallo con il Ferragosto) durante la quale il borgo torna a rivivere le atmosfere medievali con ricchi allestimenti, taverne, conversazioni ed ogni sera si può assistere ad una sfida tra i quattro rioni. Gli atleti (tutti ginesini) si sfidano in varie attività: tiro con l'arco e con la balestra, corsa e spada (staffetta), nel palio degli anelli (giostra cavalleresca) il 13 agosto in notturna e nel palio della Pacca (giostra cavalleresca) nel pomeriggio del 15 agosto.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

In San Ginesio, nel 1981, è stato fondato il Centro internazionale di studi gentiliani, un cenacolo per la cultura giuridico-umanistica che celebra la memoria del giurista Alberico Gentili, la cui statua è collocata nel centro della piazza principale della città.

ScuolaModifica

  • Il comune è sede principale dell'istituto comprensivo "Vincenzo Tortoreto". L'istituto comprende anche le scuola del comune di Sant'Angelo in Pontano.[23]
  • Il comune è sede principale dell'istituto di istruzione superiore "Alberico Gentili", dedicato proprio al giurista e padre della giurisdizione Alberico Gentili. L'istituto comprende anche il liceo scientifico con sede a Sarnano.[24]

MediaModifica

RadioModifica

Intorno al 1970, dopo che il comune fornì al proprio territorio la prima antenna radio libera, venne creata la prima stazione radio chiamata Radio Zona L (RZL), situata in un vecchio palazzo nella piazza principale. Il nome della radio nasce anche grazie alla Comunità Montana[25].

CucinaModifica

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

Nel comune di San Ginesio, principalmente nella zona collinare e nella zona pianeggiante del suo territorio, è comune trovare piantagioni di orzo, grano girasoli, erba medica, mais, vigneti ed uliveti.

ArtigianatoModifica

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la rinomata arte della tessitura finalizzata alla realizzazione di tappeti e di altri prodotti di pregio artistico.[26]

IndustriaModifica

Molte[senza fonte] sono le industrie situate nel comune, principalmente stanziate nella Zona PIP (Piano per gli insediamenti produttivi) della frazione di Pian di Pieca e lungo la ex SS 78. Le industrie comprese nella zona sono industrie alimentari, industrie tessili e industrie di materie plastiche. Nel restante territorio comunale possiamo trovare varie industrie minerarie.

Molteplici industrie, situate nella periferia del paese storico e nelle frazioni di Passo San Ginesio e Pian di Pieca, sono chiuse o andate in fallimento a causa della grande recessione.

TurismoModifica

Molti[senza fonte] sono i ristoranti e gli alberghi situati nel comune, istituiti soprattutto in palazzi reali, come il palazzo Morichelli d'Altemps, storico palazzo signorile, o situati nelle strutture tipiche del luogo, costruite gran parte con pietre arenarie.[senza fonte]

Infrastrutture e trasportiModifica

Mobilità urbanaModifica

Il comune è sede della società "autolinee SASP" - situata nella frazione di Passo San Ginesio - facente parte dell'unione delle società "Contram", azienda di trasporto pubblico italiano.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 giugno 1985 10 giugno 1990 Vittorio Giorgi DC Sindaco
11 giugno 1990 23 aprile 1995 Pietro Enrico Parrucci DC Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Pietro Enrico Parrucci Centro-destra Sindaco
14 giugno 1999 19 gennaio 2003 Vittorio Taccari Lista civica Sfiduciato
20 gennaio 2003 25 maggio 2003 Salvatore Calvagna Commissario Prefettizio
26 maggio 2003 13 aprile 2008 Pietro Enrico Parrucci Lista civica Sindaco
14 aprile 2008 26 maggio 2013 Mario Scagnetti Lista civica Sindaco
27 maggio 2013 10 giugno 2018 Mario Scagnetti Lista civica "San Ginesio in movimento" Sindaco
11 giugno 2018 in carica Giuliano Ciabocco Lista civica "San Ginesio rinasce" Sindaco

Fonte: Ministero dell'Interno[27].

Altre informazioni amministrativeModifica

SportModifica

Calcio a 11Modifica

Dalla stagione 2007-2008 alla stagione 2011-2012 (prima la squadra del paese era l'Isolina che ha giocato in Terza Categoria e in Seconda Categoria) la squadra del paese è stato il Pian di Pieca (Terza Categoria), che ora ha cambiato nome e si chiama San Ginesio calcio (ora promosso in Seconda Categoria, ma nella stagione 2012-2013 in Terza Categoria), l'altra squadra disputa i campionati UISP e si chiama Amatori San Ginesio.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Tuttitalia, https://www.tuttitalia.it/marche/94-san-ginesio/. URL consultato il 13 agosto 2019.
  4. ^ San Ginesio Turismo http://turismo.comune.sanginesio.mc.it/
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), su efficienzaenergetica.acs.enea.it.
  6. ^ a b San Ginesio (MC) http://www.paesiarancioni.net/marche/68-san-ginesio-mc.html
  7. ^ https://www.corriereproposte.it/cosa-sapere/la-notte-di-san-giovanni-del-1817
  8. ^ http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=9285
  9. ^ R. Giacomini, Ribelli e partigiani. La Resistenza nelle Marche 1943-1944, Affinità elettive, Ancona 2008. Gruppo patrioti “Vera” San Ginesio, Le nostre vittime del nazi-fascismo, Tipografia Filelfo, Tolentino
  10. ^ G. Mari, Guerriglia sull'Appennino. La Resistenza nelle Marche, Argalia, Urbino 1965.
  11. ^ PIAN DI PIECA, STORIA MARCHE NOVECENTO http://www.storiamarche900.it/main?p=storia_territorio_piandipieca
  12. ^ SAN GINESIO, STORIA MARCHE NOVECENTO http://www.storiamarche900.it/main?p=storia_territorio_sanginesio
  13. ^ La storia | Turismo http://turismo.comune.sanginesio.mc.it/alla-scoperta-del-comune/la-storia/
  14. ^ San Ginesio - Castelli e fortificazioni http://www.sibillini.net/il_parco/cultura_territorio/castelli/san_ginesio.php
  15. ^ Regione Marche – Consultazione Beni Culturali sol Ospedale dei Pellegrini
  16. ^ Beni Culturali http://www.beniculturali.marche.it/Ricerca/tabid/41/ids/69360/Parco-della-Rimembranza/Default.aspx
  17. ^ Parco della Rimembranza | Home http://turismo.comune.sanginesio.mc.it/monumento/?n=14181
  18. ^ Il Castello di Roccacolonnalta. http://www.roccacolonnalta.it/originecrociata.php?a=4
  19. ^ San Ginesio> Chiesa di Santa Maria in Vepretis (XII°sec.) - SibilliniWeb.it https://www.sibilliniweb.it/citta/san-ginesio-chiesa-di-santa-maria-in-vepretis-xiisec/
  20. ^ Sisma, in sicurezza Chiesa San Ginesio - Beni culturali - ANSA.it
  21. ^ Chiostro del convento di San Ginesio – Scene della Vita di Agostino
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ IC SAN GINESIO https://icsanginesio.edu.it/
  24. ^ ISTITUTO GENTILI https://istitutogentili.edu.it/
  25. ^ Ricordi di Radio Zona L https://www.larucola.org/2014/03/01/minchiatine-ginesine-radio-zona-l/
  26. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 10.
  27. ^ http://amministratori.interno.it/
  28. ^ montiazzurri.it, http://www.montiazzurri.it/.

BibliografiaModifica

  • Marinangelo Severini (sec.XVI), Historiae Genesinae, traduzione di Francesco Ciampaglia(1581 c.), manoscritto, (Archivio storico comunale)
  • Giuseppe Can. Salvi, Memorie storiche di Sanginesio (Marche) in relazione con le terre circonvicine, Tipografia Savini, Camerino, 1889, pp. 228–229
  • F.Allevi / G.Crispini, San Ginesio, A. Longo, Ravenna, 1969, pp. 56/57

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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