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San Giovanni Valle Roveto

frazione di San Vincenzo Valle Roveto

Geografia fisicaModifica

La località della valle Roveto è costituita dal borgo nuovo, ricostruito dopo il terremoto della Marsica del 1915 situato a quota 360 m s.l.m. e da quello vecchio posto ad un'altitudine superiore pari a 583 m s.l.m. alle pendici dei colli di Santa Maria e Mattone (1 500 m s.l.m.) che segnano ad est il confine montuoso con la Vallelonga.

San Giovanni Valle Roveto Vecchio dista circa 135 chilometri da Roma[3], 86 dall'Aquila[3], 35 da Avezzano[3], 20 da Sora[3], circa cinque chilometri dalla sede del comune, situata a San Vincenzo Valle Roveto Inferiore[3]. Il paese nuovo dista dal borgo vecchio circa tre chilometri[3].

StoriaModifica

 
Scorcio di San Giovanni Vecchio
 
Parte superiore del borgo vecchio

La località di Colle Eretto (Colle Erectum[4]), situata a nord della contemporanea Balsorano, appare nel 1173 per la prima volta nell'edizione del Catalogo dei Baroni di Guglielmo il Buono, mentre in alcuni documenti del XIII secolo appare nelle adiacenze di Rocca de Vivo (Roccavivi) l'unico toponimo riconducibile alla contemporanea San Giovanni[5].

Intorno alla metà nel secolo successivo documenti ecclesiastici della diocesi sorana riportano in territorio di San Giovanni de Collibus l'omonima abazia e la chiesa scomparsa di Sant'Elia che era situata sul colle Mattone[4]. Il toponimo San Johannes de Collibus (San Giovanni dei Colli) appare in altri carteggi fino alla metà del XVII secolo[5]. Unitamente a San Vincenzo e Castronovo venne menzionata tra i casali di Morrea, all'epoca centro più importante dell'area insieme a Balsorano. Il centro ha seguito le vicende storiche degli altri paesi della valle Roveto, controllati dai conti di Albe e successivamente dai conti di Celano e dai Piccolomini, baroni di Balsorano[6].

Conquistata l'autonomia amministrativa con l'istituzione della locale universitas venne predisposto anche lo stemma del comune. Il catasto onciario di San Giovanni è datato 1754. Con l'abolizione dei feudi nel 1806 San Giovanni venne incluso nel comune riunito di Balsorano con Roccavivi, e Rendinara. Dieci anni dopo, nel 1816, venne incluso nel comune di San Vincenzo Valle Roveto, appartenente al circondario di Civitella Roveto e al distretto di Avezzano[7].

Nel XIX secolo il paese è stato al centro delle vicende legate al brigantaggio essendo situato in uno dei passi montani che collegano la valle Roveto all'area fucense attraverso la Vallelonga. I briganti si resero protagonisti di assalimenti e scorribande consumate tra le montagne di San Giovanni e Collelongo ai danni di mercanti e viaggiatori che all'epoca dovevano raggiungere la Marsica dalla valle del Liri[8][9]. Solo verso la fine del 1800 il paese assunse la denominazione ufficiale di San Giovanni Valle Roveto per distinguersi dalla vicina San Giovanni di Sante Marie e da altre località omonime della regione abruzzese. Il paese risultò quasi completamente distrutto a seguito del terremoto della Marsica del 1915 che in questi luoghi causò decine di vittime[10]; la ricostruzione venne in parte delocalizzata più a valle lungo la strada statale 82 della Valle del Liri dove sorse la località chiamata San Giovanni Valle Roveto Nuova[11][12].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Facciata della chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista
 
Chiesa di San Gioacchino

Architetture religioseModifica

  • Chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista: l'edificio sacro in stile romanico è stato edificato nel XIV secolo[13], al suo interno c'è una tomba terragna preesistente del III-II secolo a.C. che presenta una dedica da parte della locale famiglia italica dei Gavii alla figura mitologica di Hercole[14]. La chiesa a tre navate, chiamata anche santuario di San Diodato, custodisce il corpo dell'abate di Montecassino. La lunetta che sovrasta la porta laterale (detta di san Diodato) è decorata da un affresco in cui sono raffigurati san Giovanni evangelista e san Diodato[15]. Prima del restauro terminato nel 1992 presentava un pronao, mentre la piazzetta antistante aveva una pavimentazione in pietra viva[16].
  • Chiesa di San Gioacchino a San Giovanni Nuovo: la chiesa è stata costruita nel borgo nuovo realizzato dopo il sisma del 1915[17].
  • Ruderi della chiesa e cappella dell'Annunziata nella parte superiore del borgo vecchio.

Aree naturaliModifica

SocietàModifica

ReligioneModifica

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo[18].

Tradizioni e folcloreModifica

Ogni anno il 27 settembre si celebra la festa con riti religiosi e civili in onore di san Diodato, compatrono insieme a san Gioacchino. Il 18 settembre 1617 ci fu il ritrovamento delle sue reliquie custodite nella chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista nel borgo vecchio[19]. In occasione della festività gli abitanti del nuovo borgo tornano in quello vecchio insieme agli abitanti del vicino borgo di San Vincenzo Vecchio[20].

Nel mese di novembre si svolge anche a San Giovanni e nel territorio comunale di San Vincenzo si svolge la manifestazione "Frantoi aperti" volta a valorizzare l'olio extravergine della valle Roveto, in particolare le varietà Alvia e Monicella[21][22][23].

EconomiaModifica

ArtigianatoModifica

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la produzione di canestri in vimini dovuta alla maestria degli intrecciatori locali[24][25].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il centro urbano di San Giovanni Nuovo si trova nelle adiacenze della strada statale 82 nella fondovalle del Liri, mentre San Giovanni Vecchio è raggiungibile attraverso una strada carrozzabile.

FerrovieModifica

La più vicina stazione è quella di San Vincenzo Valle Roveto posta lungo la linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca.

NoteModifica

  1. ^ Frazione di San Giovanni Valle Roveto Inferiore, portaleabruzzo.com. URL consultato il 19 settembre 2016.
  2. ^ Frazione di San Giovanni Valle Roveto Superiore, portaleabruzzo.com. URL consultato il 19 settembre 2016.
  3. ^ a b c d e f Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce.
  4. ^ a b Grossi, 2002, p. 135.
  5. ^ a b Squilla, 1966, p. 205.
  6. ^ Squilla, 1966, p. 206.
  7. ^ Fulvio D'Amore, Giuseppe Bonaparte in visita ad Avezzano (La nascita della Sotto-Intendenza), Terre Marsicane, 18 giugno 2014. URL consultato il 19 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2016).
  8. ^ Archivio di Stato di L'Aquila, Intendenza, Affari Generali, Serie I, cat.27, Anni 1819-1820, b.4906B.
  9. ^ D'Amore, 1998.
  10. ^ Jørgensen, 1931.
  11. ^ San Giovanni Valle Roveto, valleroveto.eu. URL consultato il 19 settembre 2016.
  12. ^ Squilla, 1966, p. 207.
  13. ^ Chiesa di San Giovanni in San Giovanni Vecchio, Terre Marsicane, 17 ottobre 2011. URL consultato il 23 aprile 2018.
  14. ^ Grossi, 2002, p. 134.
  15. ^ Giuseppe Grossi, San Giovanni (San Giovanni Vecchio), Terre Marsicane. URL consultato il 19 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2017).
  16. ^ Archivio della chiesa parrocchiale dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista, San Giovanni Valle Roveto Vecchio.
  17. ^ Giuseppe Grossi, San Giovanni (San Giovanni Nuovo), Terre Marsicane. URL consultato il 19 settembre 2016.
  18. ^ Confraternite, diocesisora.it. URL consultato il 19 settembre 2016.
  19. ^ Festa di San Diodato a San Giovanni Vecchio Valle Roveto, mondoeventiabruzzo.it. URL consultato il 19 settembre 2016.
  20. ^ A San Vincenzo Valle Roveto rivive l'antica tradizione della visita a San Diodato, Marsica Live, 20 settembre 2017. URL consultato il 20 settembre 2017.
  21. ^ Antonio Salvi, Frantoi aperti in Valle Roveto…, Virtù Quotidiane, 8 novembre 2017. URL consultato il 24 settembre 2018.
  22. ^ Oliva Monicella, Fondazione Slow Food. URL consultato il 24 settembre 2018.
  23. ^ Eleonora Berardinetti, Valle Roveto, cresce la lavorazione di olio, Il Centro, 13 novembre 2016. URL consultato il 24 settembre 2018.
  24. ^ AA.VV., 1985, vol. 2, p. 18.
  25. ^ Squilla, 1966, p. 208.

BibliografiaModifica

  • AA.VV., Atlante cartografico dell'artigianato, Roma, ACI Automobile Club d'Italia, 1985.
  • Dionigi Antonelli, La valle Roveto e il sacro: dal mondo antico al medioevo, Roma, Tipolitografia Trullo, 2006, SBN IT\ICCU\RMS\1841320.
  • Fulvio D'Amore, All'inseguimento di frà Diavolo nella Valle Roveto, L'Aquila, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, 1998, SBN IT\ICCU\AQ1\0097021.
  • Johannes Jørgensen, Nella terra di sorella morte (impressioni del terremoto Abruzzese del 1915), a cura di Venanzio Di Varano, Firenze, Attilio Vallecchi, 1931, SBN IT\ICCU\CUB\0351627.
  • Giuseppe Grossi, Marsica: guida storico-archeologica, Luco dei Marsi, Aleph, 2002, SBN IT\ICCU\RMS\1890083.
  • Angelo Melchiorre, Federico Del Gusto, La regione della Marsica: viaggio storico turistico attraverso i Comuni della Marsica, Ortucchio, Centro Spaziale del Fucino Piero Fanti, 1990, SBN IT\ICCU\AQ1\0061048.
  • Gaetano Squilla, Valle Roveto nella geografia e nella storia, Avezzano, Ente Fucino, 1966, SBN IT\ICCU\SBL\0393466.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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