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Chiesa di San Giovanni in Corte

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Chiesa di San Giovanni in Corte
Giovanni Corte.jpg
La facciata
StatoItalia Italia
LocalitàNapoli
Religionecattolica
Arcidiocesi Napoli
Stile architettonicoBarocco

Coordinate: 40°50′47.9″N 14°15′39.67″E / 40.84664°N 14.26102°E40.84664; 14.26102

La chiesa di San Giovanni in Corte è una chiesa di Napoli, sita in via San Giovanni in Corte.

StoriaModifica

La prima notizia di un luogo di culto dedicato a san Giovanni in quella zona si trova in un documento dell'anno 923, che ne attesta l'esistenza, sita a foris sub muro publico regioni Portenobensis. La specificazione "in corte" era probabilmente dovuta ad un preesistente curtis, e poi fu mantenuta per distinguerla dalla successiva chiesa di San Giovanni a Mare.

Negli anni successivi i duchi di Napoli Giovanni e Sergio donarono la chiesa all'ordine benedettino; questa rimase di proprietà della badia di Cava de' Tirreni fino alla fine del Quattrocento, quando il cardinale Oliviero Carafa, in qualità di abate commendatario di Cava, la trasferì alla diocesi di Napoli. A quel periodo risalgono diversi interventi di rifacimento e ampliamento, e probabilmente anche la nuova dedicazione.

 
Interno della chiesa

Alla fine dell'Ottocento, nel contesto del piano di Risanamento, il complesso fu ridimensionato per l'apertura di una nuova strada e venne dotato di una nuova facciata.

La chiesa è sede della parrocchia di Sant'Arcangelo agli Armieri.

Il titolo di Sant'Arcangelo agli Armieri apparteneva a due edifici storici: il primo, che sorgeva nell'antica via degli Armieri cancellata dal Risanamento (il sito della chiesa è individuabile al centro della carreggiata del corso Umberto) e non molto distante da San Giovanni in Corte, era parte di un antico monastero benedettino ed era già sconsacrato al tempo dei lavori di fine Ottocento, infatti la chiesa, già segnalata nel 1872 dal Galante come priva di elementi artistici di valore, non fu inserita nella lista degli edifici religiosi da abbattere e fu trattata come una normale costruzione.

La seconda chiesa sorse proprio in seguito al Risanamento: di stile neogotico, si ergeva in via Carlo Troya assai vicino a via Marina ed era la sede della Congregazione dedicata all'arcangelo. Fu colpita dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e fu demolita negli anni settanta.

DescrizioneModifica

L'edificio è a navata unica e copertura con volta a botte; sei cappelle, tre per lato, si aprono sulla navata con archi a tutto sesto impostati su pilastri. La parte inferiore della facciata è a bugnato, quella superiore presenta quattro lesene ed frontone con cornice modanata e timpano decorato. Notevole il portale, del 1738.

L'interno conserva numerose opere d'arte, in particolare si ricordano: un crocifisso del '500 della bottega di Giovanni da Nola, una tavola con la Madonna di Ognissanti del 1455, la tela di Pietro Bardellino alle spalle dell'altare maggiore, raffigurante la Madonna coi santi Ippolito e Cassiano, la Sacra Famiglia con i Santi Agata e Antonio Abate di Leonardo Olivieri e il pregevole organo settecentesco.

Il tempio, situato nei pressi della parrocchia di Sant'Eligio Maggiore, è stato recentemente oggetto di un restauro.

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spirituale della Napoli sacra, Roma, Newton Compton, 2004. ISBN 88-541-0117-6.

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