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San Giustino Valdarno

frazione del comune italiano di Loro Ciuffenna

Geografia fisicaModifica

Sorge sul fianco meridionale dell'Alpe di Santa Trinità, alle pendici del Pratomagno, lungo la strada provinciale dei Setteponti, che con i suoi 50 km, da Reggello conduce ad Arezzo. Si trova a 311 m s.l.m. ed è lambito alla sua destra dal torrente Agna che fluisce dal poggio dell'Anciolina. Il territorio su cui sorge il paese è dolcemente collinare, ma circondato da zone montuose che nei tempi antichi erano rivestite da secolari foreste nelle quali trovarono rifugio lupi (nuovamente presenti da alcuni anni), cervi e persino orsi.

StoriaModifica

Il paese odierno si è costituito attorno alla pieve romanica e lungo il torrente Agna. Sulla collina soprastante, dove sono stati rinvenuti diversi materiali archeologici di epoca romana, è tradizione fosse insediata la primitiva pieve che, nel più antico documento del 1011, è chiamata "Cabiamus" dal probabile nome dell'abitato romano.

La zona circostante San Giustino, è stata giustamente dal Tracchi segnalata per l'importanza archeologica: resti di fabbricati antichi sono stati rinvenuti a Baccano, dove passava la "Cassia Vetus" e in una zona detta "Il Tesoro" ed ancora nella valle dell'Agna in località "Vinca" sono state individuate le fondamenta di una costruzione di 22 m. per 10 m. e tracce diverse di colture e terrazzamenti. Un'altra tradizione vuole infatti che nella zona esistesse un romitorio cristiano dove sarebbe stato catturato il martire san Donato, che avrebbe dato quindi alla zona il nome (il "San Donato de Venka" - da Salmi, 1965-67).

Nel XIV secolo dipendono dalla pieve di San Giustino le seguenti chiese:

  • San Bartolomeo a Cerreto o Vitereta
  • San Michele a Cafaggiolo
  • Santa Maria di Faeto
  • San Biagio al Borro
  • Sant'Apollinare
  • San Fabiano e San Sebastiano alla Traiana
  • L'ospedale di Sant'Andrea della Treggiaia

L'odierna pieve fu elevata alla dignità di arcipretura ad opera di don Burali, il quale, secondo l'uso del tempo, la volle arricchire con stucchi e rifiniture barocche. La chiesa è stata riportata negli anni sessanta alla sua originale bellezza per iniziativa del parroco don Valente Moretti in collaborazione con lo storico e critico d'arte Mario Salmi.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

La pieve di San Giustino è il più significativo edificio storico presente: pieve romanica del XII secolo, in arenaria a tre navate con copertura lignea, divisa da arcate impostate su otto pilastri e due colonne sormontate da capitelli scolpiti. Secondo la tradizione una più antica pieve di S. Giustino, chiamata Cabiano in un documento del 1011, era ubicata sulle pendici del vicino colle di Baccano.[1]

SocietàModifica

Tradizioni e folcloreModifica

La sacra rappresentazione vivente della Crocifissione sta diventando un tradizionale appuntamento primaverile che anima il paese di San Giustino e attrae numerosi visitatori. Benché di origini recenti, si inserisce in una tradizione delle rievocazioni liturgiche, assai radicata in Toscana e nel Valdarno (per es. a Terranuova Bracciolini). Ha la struttura itinerante di una processione, con soste suggestive in tappe dedicate: l'orto degli olivi, il processo, la condanna e il cammino verso il Golgota per la crocifissione.

Istituzioni, enti e associazioniModifica

Grande importanza riveste, nel paese di San Giustino Valdarno, la Confraternita della Misericordia fondata nel 1897.[2]

Nel 1793 un gruppo di persone si riunì per dare vita ad una associazione che doveva ispirarsi alle parole del Vangelo, le parole di Cristo. La Compagnia di Santa Croce eretta in San Giustino, ebbe origine nel febbraio 1793, e per deliberazione emessa dagli Ascritti nell'Adunanza plenaria del di 14 ottobre 1894, ha assunto l'attuale denominazione di Pia Associazione di Misericordia. Questo è quanto si può leggere nel primo articolo dello statuto della Misericordia di San Giustino, composto da ottantasette articoli e approvato nel dicembre 1897 dal Re Umberto I.

Nel documento vengono alla luce informazioni importanti e anche curiose su come si doveva svolgere l'opera della Compagnia, come possiamo leggere in vari articoli:

  • Articolo 4: la Pia Istituzione è una associazione di Cattolici, ed il suo scopo esclusivo è di esercitare a sollievo del prossimo qualunque atto di Misericordia, senza distinzione di Culto Religioso. Suffraga inoltre le anime degli ascritti al Pio Sodalizio e soddisfa i legati.
  • Articolo 6: quelle che presta a sollievo dei vivi sono: Assistenza durante la notte dei Fratelli e Sorelle infermi nelle loro case, previa richiesta della famiglia, Mute di letto ai medesimi. Somministrazione di biancheria e sovvenzione di sussidi in carne e medicinali, entro i limiti del proprio bilancio, anche ai non ascritti alla Pia Associazione, purché si tratti veramente di persone bisognose e miserabili. Accorrere, dentro i limiti della Parrocchia di San Giustino a alla distanza non maggiore di tre chilometri dai confini della medesima, anche nelle Parrocchie limitrofe, a tutti i casi di disgrazia incendi, rovine, annegamenti, cadute ecc. per trasportare dalla pubblica via o dal luogo del disastro alla propria abitazione, i feriti di qualunque età, religione e sesso. Apprestare con la maggior sollecitudine ogni aiuto anche ai malati di contagio, appartenenti al popolo di San Giustino.

Come si può immaginare sarebbe impossibile oggi rispettare i 3 km di raggio d'azione e portare il ferito a casa e non all'ospedale, ma leggendo questi articoli non si può non soffermarci in una riflessione, di come la vita in tutti i suoi aspetti è cambiata e forse migliorata.

Parlando della storia della Misericordia non si può dimenticare di parlare di Don Angelo Sarocchi, uno dei fondatori della Misericordia di San Giustino che alla sua morte avvenuta nel 1895 lasciò in eredità alla nostra Confraternita tutti i suoi averi comprendenti l'attuale palazzo sede della Misericordia e due piccoli appezzamenti di terreno. Il 14 maggio 1897 la Compagnia di Santa Croce in San Giustino cambia nome divenendo Misericordia, questo nome è rimasto invariato per più di 100 anni, come l'impegno svolto dalla Confraternita.

EconomiaModifica

Le attività del passato erano prevalentemente legate alla configurazione del territorio, vi si coltivavano: la vite, l'olivo e i cereali. Una fonte importante di sostentamento era l'allevamento ovino, grazie ai numerosi pascoli montani, e quella del baco da seta. Attività artigianali si svilupparono per la trasformazione dei prodotti primari: quali la lavorazione della seta.

L'economia attuale non ha più fondamento sull'agricoltura, che viene ad essere sempre importante nell'economia familiare ma che rappresenta una risorsa integrativa ad altre fonti di guadagno. La forza lavoro oggi si orienta verso il settore industriale, artigianale e commerciale. Grazie al suo clima, mite d'inverno e fresco d'estate, San Giustino Valdarno è considerata un'interessante zona turistica.

NoteModifica

Voci correlateModifica

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