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San Martino d'Agri
comune
San Martino d'Agri – Stemma San Martino d'Agri – Bandiera
San Martino d'Agri – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
SindacoAmedeo Ranucci (Lista civica Insieme Libera Mente) dal 06/06/2016
Territorio
Coordinate40°14′N 16°03′E / 40.233333°N 16.05°E40.233333; 16.05 (San Martino d'Agri)Coordinate: 40°14′N 16°03′E / 40.233333°N 16.05°E40.233333; 16.05 (San Martino d'Agri)
Altitudine666 m slm m s.l.m.
Superficie50,39 km²
Abitanti742[1] (31-7-2018)
Densità14,73 ab./km²
FrazioniSan Pietro
Comuni confinantiArmento, Gallicchio, Montemurro, San Chirico Raparo, Spinoso
Altre informazioni
Cod. postale85030
Prefisso0973
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT076077
Cod. catastaleH994
TargaPZ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantisanmartinesi
PatronoSan Lorenzo, però si festeggia Madonna della Rupe
Giorno festivo20 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Martino d'Agri
San Martino d'Agri
San Martino d'Agri – Mappa
Posizione del comune di San Martino d'Agri all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

San Martino d'Agri (dal 18 marzo del 1861 chiamato "San Martino" e dal 27 maggio del 1863 "San Martino d'Agri"[2]) è un comune italiano di 742 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.

Indice

Geografia fisicaModifica

StoriaModifica

San Martino d'Agri prese questo nome tra i sec. XI-XII, quando il culto del santo protettore dei poveri si diffuse in Europa.

Si pensa che il paese abbia origini più remote stando ai reperti archeologici ritrovati in alcuni siti locali, di origine romana datati II-I sec a.C. che deriverebbero dall'esodo della popolazione di Grumentum in seguito all'attacco da parte dei saraceni.

L'impianto urbano vero e proprio del paese risale però al IX-X sec., quando monaci provenienti dall'oriente stabilirono qui i propri cenobi intorno ai quali sorse il centro abitato. I monaci nei secoli fondarono il convento ancora esistente che s'impone per la bellezza degli affreschi del chiostro e per uno straordinario coro ligneo di inestimabile bellezza e valore.

Nei secoli successivi San Martino seguiva le sorti storiche di tutto il resto del Mezzogiorno, dalle diverse dominazioni straniere: Normanni, Svevi, e Borbone; fino al dominio spagnolo del regno di Napoli, quando divenne un feudo di proprietà della famiglia Sanseverino di Bisignano, una delle famiglie più potenti del patriziato napoletano. Questi lo tennero fino alla fine del XVII sec. quando vi fu una grave crisi del sistema feudale che costrinse i Sanseverino a cederlo insieme ad altri feudi per far fronte ai debiti accumulati. Così passò nelle mani dei Sifola, ricca famiglia pugliese, che vi padroneggiò, dall'alto del palazzo baronale che ancora oggi ne conserva il nome, fino alla fine della feudalità. Allontanati i temuti “Signori” il paese passò nelle mani delle famiglie più potenti che continuarono a speculare sul resto della popolazione contadina aggravandone le già estenuanti condizioni di vita.

Il malcontento della popolazione facilitò e promosse le grandi migrazioni verso le americhe che portarono ad una drastica riduzione degli abitanti, dai 2000 del 1896 ai 1300 del 1929.

Negli anni che seguirono San Martino ha affrontato gli stessi problemi del resto d'Italia, distinguendosi ancora per un sostenuto flusso migratorio, questa volta verso il Nord d'Italia, flusso che ancora oggi è vivo e costituisce uno dei più gravi problemi del paese.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Palazzo Baronale Sifola
  • Chiesa Madre Santa Maria della Rupe
  • Santuario Madonna della Rupe, la cui cappella sorge sulla cima del Monte Raparello, spoglio e pietroso, verso cui si muove in pellegrinaggio a maggio e agosto
  • Torre dell'orologio
  • Torrente Trigella
  • Murge di Sant'Oronzo

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

AmministrazioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2018.
  2. ^ Storia dei Comuni - Variazioni Amministrative dall'Unità d'Italia, su elesh.it. URL consultato il 29 settembre 2018.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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