Vittore di Fausania

vescovo e santo italiano
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San Vittore di Fausania
San vittore vescovo.jpg
Statua di San Vittore, nella chiesetta rurale presso Olbia
 

Vescovo

 
NascitaVI secolo
Morte601
Venerato daChiesa cattolica
Ricorrenzala domenica che precede il 15 maggio

Vittore di Fausiana (VI secolo601) è stato il primo vescovo storico della diocesi gallurese (599-601). È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

BiografiaModifica

La località "Phausiana" o "Fausania", è legata alla storia di Olbia, distrutta dai Vandali verso il 455. In quella distruzione perirono gran parte dei cittadini; gli scampati si stabilirono nelle campagne vicine, nei pressi del fiume Pasana, dal quale si ritiene abbia preso il nome quella località, detta appunto Fausiana , Fausania o anche Phausania. Che quella gente scampata avesse avuto prima vescovi nella città distrutta è certo perché papa Gregorio I (san Gregorio Magno) in una sua lettera del giugno del 594 parla di «...una consuetudine di ordinarvi un vescovo, ma questa consuetudine è cessata da lunghissimo tempo per le difficoltà dei tempi.» La difficoltà accennata nella lettera si riferisce senz'altro allo sfollamento dovuto alla distruzione della città, e al nuovo insediamento formato nella località di Fausiana.

A tale proposito il Papa esorta Gianuario, arcivescovo di Cagliari, a provvedere ad ordinare un nuovo pastore per quella chiesa. Viene eletto, appunto, Vittore, che si interessò vivamente alla conversione dei pagani e difese i membri della sua comunità dalle ingiustizie che venivano commesse dai governatori bizantini. In una lettera dell'ottobre del 600, inviata dal Papa al preside della Sardegna, Spesindeo, si legge: «Poiché molti barbari e provinciali della Sardegna si affrettano ad abbracciare la fede cristiana con grande devozione, la vostra magnificenza si applichi con zelo in questa causa e concorra con impegno, insieme col nostro fratello e coepiscopo Vittore, nel convertire e battezzare quella gente». (Ep. XI, 12).

In un'altra lettera dello stesso mese, il Papa esorta il prefetto d'Africa, Innocenzo ad estirpare le ingiustizie:

«Vi trasmettiamo la querela piena di dolore del nostro fratello e coepiscopo Vittore, vescovo di Fausania, perché distogliate i malvagi dal compiere azioni indegne e liberiate gli oppressi dalle ingiustizie che sono costretti a sopportare. Il suddetto nostro fratello lamenta infatti che ne suo territorio i giudici africani compiono molte violenze e altre azioni in contrasto con le norme del diritto; e inoltre che vi si esigono doppi tributi, cosa che è intollerabile perfino a sentirsi»

(Ep. XI, 7)

Vittore dunque appare ai devoti come un pastore zelante per il bene del suo popolo, ma anche padre premuroso, che corrispose pienamente alle aspettative del Papa, e lasciò un segno presso i fedeli. Al Santo è dedicata una chiesa campestre, nei pressi di Olbia, l'unica della zona ad aver conservato pressoché intatta la tipologia originaria del XVII secolo. Si trova, infatti, a pochi chilometri dalla città: risale all'epoca giudicale, ma fu completamente restaurata nel '600 e nell' '800.

La festa di santu Ittàru (in gallurese), celebrata la domenica precedente il 15 maggio (san Simplicio) è assai pittoresca e frequentata.

La chiesina era il centro di una curtes, piccolo paese agricolo con altri edifici. Nell'interno si ammirano due statue del santo vescovo, una delle quali piuttosto antica. Nella basilica di San Simplicio, a Olbia, si può ancora vedere un affresco con i ritratti di Simplicio e Vittore, primi titolari della diocesi di Fausania.

BibliografiaModifica

  • L. Agus, San Simplicio in Olbia e la diocesi di Civita, Soveria Mannelli 2009.
  • A. Murineddu (a cura di), Gallura, Cagliari 1962.

Voci correlateModifica