Sancho I di León

politico spagnolo
Sancho I di León
Sancho I el Craso, rey de León.jpg
Ritratto ottocentesco di re Sancho I di León
Re di León e Galizia
In carica 956 - 958 (I)
960 - 966 (II)
Predecessore Ordoño III (I)
Ordoño IV (II)
Successore Ordoño IV (I)
Ramiro III (II)
Nome completo Sancho Ramirez
Nascita 935 circa
Morte dicembre 966
Padre Ramiro II
Madre Urraca Sanchez di Pamplona
Consorte Teresa Ansúrez
Figli Ramiro
Religione Cristianesimo

Sancho Ramire, detto il Grasso (el Craso),[1] (935 circa – dicembre 966), fu re di León a due riprese, dal 956 al 958 e dal 960 al 966.

Origine[2]Modifica

Era il figlio primogenito del re di León Ramiro II e Urraca Sanchez, figlia del re di Navarra, Sancho Garcés I e di Toda di Navarra, la sua seconda moglie[2].Sancho I era il fratellastro del re di León, Ordoño III e anche il fratello maggiore di Elvira Ramírez.

BiografiaModifica

Nel 951, alla morte del padre Ramiro II, sul trono di León succedette il fratellastro di Sancho, Ordoño III; ma Sancho mise in discussione l'ascesa al trono fu dal fratellastro.
La contesa portò a una guerra di successione, che vide sia il regno di Navarra che il conte di Castiglia, Fernan González (suocero di Ordoño III), alleati di Sancho, che in un primo tempo sembrò avere il sopravvento.

Nel 953 la guerra civile terminò con la vittoria di Ordoño III che, sconfiggendo Sancho a San Esteban de Gormaz, lo estromise dal potere e ottenne nel contempo la sottomissione della Castiglia al regno di León[2].

Alla morte di Ordoño (956) Sancho I salì al trono leonese, tentando di sottomettere i nobili e di restaurare il potere assoluto dei suoi predecessori; ma due anni dopo, reagendo al tentativo del re e anche per altri motivi tra cui la sua estrema obesità che lo rendeva deforme e che gli impediva persino di cavalcare, fu detronizzato dai nobili leonesi e castigliani, capeggiati dal conte Ferdinando Gonzales, che elessero re il cugino di Sancho, Ordoño IV il Cattivo.[2] Sancho allora dovette rifugiarsi in Navarra, dalla nonna, la regina Toda di Navarra, che fece in modo di fargli recuperare il trono. Si recò infatti a Cordova con il nipote e con il suo medico personale, che era anche diplomatico e fine letterato originario di Jaén, l'ebreo Ḥasdāy b. Šaprūṭ, che aveva messo con successo a dieta Sancho facendogli perdere numerosi chili.[2]

Regno di León
León

Garcia I
Ordoño II
Fruela II
Figli
Alfonso IV
Figli
Ramiro II
Ordoño III
Figli
Sancho I
Figli
Ordoño IV
Ramiro III
Figli
  • Ordono
Bermudo II
Figli
Alfonso V
Figli
Bermudo III
Sancha I con Ferdinando I
Figli
Alfonso VI (deposto, nel 1072, per pochi mesi, da Sancho II)
Figli
Urraca I
Figli
Alfonso VII
Ferdinando II
Figli
Alfonso IX
Figli
Sancha II e Dolce I
Modifica

Grazie all'abilità diplomatica di Hasday Toda e il nipote furono ricevuti con grande fasto dal califfo ʿAbd al-Raḥmān III (che però aveva in tale modo la soddisfazione di avere ai suoi piedi la vecchia regina e il figlio del suo vecchio nemico, Ramiro II) e ottennero un trattato di alleanza con Cordova in cambio della cessione di dieci piazzeforti leonesi. Firmato il trattato Sancho, che per la verità non si sarebbe più dovuto chiamare, a stretto rigor di logica, il Grasso, con l'aiuto dei musulmani prese Zamora nel 959 e Oviedo nel 960[2]. Più avanti, con l'aiuto della nobiltà leonese e navarrese, invase la Castiglia, fece prigioniero il conte Fernán González, mentre Ordoño IV si rifugiava dapprima nelle Asturie, poi a Burgos e quindi, dopo avere perso definitivamente il trono, abbandonata la moglie a Burgos, a Cordova, per cercare l'aiuto di al-Andalus.

Nel 960 circa sposò Teresa Ansúrez, figlia del conte Ansur Fernández e di Gontroda Nuňez[2].

Sancho, approfittando della sopravvenuta morte (16 ottobre 961) del califfo ʿAbd al-Raḥmān III, dimenticò presto le sue promesse fatte a Cordova. Allora il nuovo califfo al-Ḥakam II ibn ʿAbd al-Raḥmān decise di sostenere Ordoño IV e preparò un esercito per la spedizione contro il León, ma Sancho si premurò di assicurare il califfo che avrebbe mantenuto gli impegni. Il califfo ritornò sulla sua decisione di appoggiare la causa di Ordoño IV, ma gli diede ospitalità a Cordova, dove, nello stesso anno (962), Ordoño morì.
Allora Sancho, dopo la morte di Ordoño, rifiutò ancora una volta di rispettare il trattato, costringendo Ḥakam II a dichiarare guerra a tutti i regni (e le contee) cristiani e, dopo la conquista di San Esteban de Gormaz, Atienza e Calahorra, Ḥakam obbligò lo stesso Sancho I, il conte di Castiglia, Fernán González, il re di Navarra Garcia Sanchez, e infine i conti di Barcellona, Mirò e il fratello Borrell II, a chiedere la pace (963)[2].

Negli ultimi anni di regno vi furono varie ribellioni dei nobili e non è strano quindi che fosse assassinato, sembra, per avvelenamento.
Gli succedette il figlio, il piccolo Ramiro III, sotto tutela della zia, Elvira Ramírez, nominata reggente con il titolo di regina Elvira.

Discendenza[2]Modifica

Sancho e Teresa ebbero due figli:

  • Ramiro III (961-985), re di León dal 966 al 985.
  • Urraca di León (?-ca.997)

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Alfonso III delle Asturie Ordoño I delle Asturie  
 
Munia  
Ordoño II di León  
Jimena di Pamplona García I Íñiguez  
 
Urraca  
Ramiro II di León  
Ermenegildo Menéndez  
 
 
Elvira Menéndez  
Ermessinda Gatonez  
 
 
Sancho I di León  
García II Jiménez Jimeno I Garcés  
 
 
Sancho I Garcés di Navarra  
Dadildis di Pallarsa  
 
 
Urraca Sánchez di León  
Aznar Sánchez Sancho Garcés  
 
 
Toda di Navarra  
Onneca Fortúnez Fortunato Garcés  
 
 
 

NoteModifica

  1. ^ Sancho anche in spagnolo, in asturiano, in portoghese e in galiziano, Sanç, in catalano.
  2. ^ a b c d e f g h i (EN) Dinastie reali di Asturie e Leon

BibliografiaModifica

Rafael Altamira, "Il califfato occidentale", in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477-515

Voci correlateModifica

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