Sandro Bianconi

docente e linguista svizzero

Sandro Bianconi (Locarno, 1933) è un linguista svizzero.

BiografiaModifica

Figlio del poeta Giovanni, dopo essersi laureato in lingue, ha insegnato sociolinguistica e Storia della lingua italiana prima all'Università di Zurigo e poi all'Università di Ginevra.
È stato professore invitato nelle università di Pavia, di Milano e di Firenze.

È stato anche direttore dell'Osservatorio linguistico della Svizzera italiana dalla sua fondazione nel 1991 al 1995[1] e direttore artistico del Festival del film di Locarno dal 1966 al 1970.[2]

Nel 2013 è stato eletto accademico corrispondente straniero dell'Accademia della Crusca.[3]

Opere principaliModifica

  • Lingua matrigna: italiano e dialetto nella Svizzera italiana, Bologna, Il Mulino, 1980.
  • I due linguaggi: storia linguistica della Lombardia svizzera dal '400 ai nostri giorni, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 1989. ISBN 9788877130389.
  • Plurilinguismo in Bregaglia, Locarno, Armando Dadò Editore, 1998. ISBN 9788886315869.
  • Lingue di frontiera: una storia linguistica della Svizzera italiana dal medioevo al 2000, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2001.ISBN 9788877133519.[4]
  • Statistica e lingue. Un'analisi dei dati del censimento federale della popolazione 2000, con Matteo Borioli, Cantone Ticino, 2004. ISBN 9788884680976.
  • Giovanni Basso prevosto di Biasca (1552-1629), Locarno, Armando Dadò Editore, 2005. ISBN 9788882811341.

NoteModifica

  1. ^ DECS - Giornata di studio in onore di Sandro Bianconi. Archiviato il 25 aprile 2005 in Internet Archive.
  2. ^ "Quando, nell'ottobre 1970, Sandro Bianconi e Freddy Buache rimettono il loro incarico come direttori del Festival di Locarno, sembra che per la manifestazione cinematografica ticinese, arrivata alla ventitreesima edizione, non ci sia alcun futuro possibile. L'idea dei due curatori di fare un festival cinematografico con "una sua precisa identità sul piano dei valori artistici e culturali, realizzando un programma di opere di giovani registi e di giovani cinematografie nazionali che non fosse pretesto di mondanità ed evasione ma stimolo per discussioni, confronti e occasione d'informazione del pubblico e degli ambienti cinematografici svizzeri" si era scontrato con "l'indifferenza, l'incomprensione e l'ostiità dell'opinione pubblica", senza dimenticare "le condizioni di estremo disagio" in cui si erano sentiti costretti a lavorare, "per la totale assenza delle strutture e attrezzature di base indispensabili a una manifestazione internazionale". Il divorzio non può essere più radicale e la resa dei paladini del cinema d'autore, che nella loro ultima edizione avevano presentato, tra le altre, opere di Aram Avakian, Med Hondo, Arturo Ripstein e Claude Goretta, ridà fiato a chi vede nel Festival soprattutto uno strumento al servizio dell'industria e del turismo", Paolo Mereghetti, Il "salotto" di Piazza Grande e il volto giovane del successo.
  3. ^ Italia: anche Sandro Bianconi nell'Accademia della Crusca - swissinfo.ch
  4. ^ La recensione di Adriano Prosperi sul Corriere della Sera del 5 gennaio 2002.

BibliografiaModifica

  • Interrogare le frontiere. Lingua, storia e società (senza dimenticare il cinema) negli studi di Sandro Bianconi, Archivio Storico Ticinese, 2005. ISBN 9788877141026.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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