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Sandro Sandri (Codroipo, 16 dicembre 1895[1]Ho-Scièn, 13 dicembre 1937) è stato un giornalista, scrittore e militare italiano, veterano della prima guerra mondiale, dove venne decorato con una Medaglia d'argento al valor militare, dopo la fine del conflitto aderì al nescente movimento fascista. Intrapresa la carriera di corrispondente di guerra, collaborò con varie testate giornalistiche tra cui Il Popolo d'Italia, La Stampa, La Nazione e La Tribuna, seguendo le operazioni di riconquista della Libia, la guerra d'Etiopia, la guerra civile spagnola e la seconda guerra sino-giapponese. Decorato anche con due Medaglie di bronzo al valor militare.

BiografiaModifica

 
La tomba di Sandro Sandri a Bellagio

Nacque a Codroipo il 16 dicembre 1895, figlio del direttore didattico della cittadina friulana.[2] Trasferitosi al seguito della famiglia a Bellagio, sul lago di Como, al termine degli studi obbligatori andò a lavorare come cuoco a Lugano, in Svizzera.[2] Dopo l'entrata in guerra del Regno d'Italia, avvenuta il 24 maggio 1915, si arruolò volontario nel Regio Esercito, partecipando alla grande guerra. Combatté come sergente nel Raggruppamento bombardieri e fu decorato di una Medaglia d'argento al valor militare durante le operazioni sul Monte Cucco nel maggio 1917.

Nell'immediato dopoguerra fu tra i primi ad aderire al nascente movimento fascista, divenendo uno squadrista della prima ora dell'area milanese.[2] Dopo la marcia su Roma intraprese la carriera di corrispondente di guerra, divenendo uno tra i giornalisti italiani più conosciuti dell'epoca. In quegli anni il prefetto Cesare Mori lo volle direttore del direttore del Corriere di Catania.[2] Come inviato partecipò alle battaglie per la pacificazione della Libia,[2] dapprima inviato speciale del Popolo d'Italia, poi collaboratore de L'Azione coloniale,[3] divenne poi tra il 1929 e il 1 aprile 1933 direttore e fondatore della rivista coloniale Cirenaica Nuova a Bengasi.[3]

Tra le sue opere che divennero celebri figurano in particolare due biografie dedicate una al generale Rodolfo Graziani e una al Duca Amedeo d'Aosta. Inviato de La Stampa e de La Nazione sul fronte somalo durante la guerra d'Etiopia,[4] ricevette la Medaglia di bronzo al valor militare sul campo per aver partecipato alla presa di Neghelli. Fu Direttore del quotidiano di Mogadiscio Somalia Fascista nel periodo delle operazioni.

Nel 1937 fu inviato per il quotidiano La Stampa di Torino, dapprima in Spagna a seguire la guerra civile,[N 1][2] dove fu decorato con una seconda medaglia di bronzo al valor militare, poi dopo un breve periodo di riposo, in Cina a seguito l'invasione giapponese durante la seconda guerra sino-giapponese.[5]

Arrivato a Nanchino, dovette abbandonare la città a causa della battaglia che infuriava.[5] Morì il 13 dicembre 1937 a Ho-Scièn a seguito delle gravi feriti riportate sulla cannoniera americana Panay affondata dagli aerei giapponesi nelle acque del Fiume Azzurro, mentre si trovava a bordo come inviato speciale assieme a Luigi Barzini Jr.[5]

La sua salma, rientrata in Italia dopo un lungo viaggio a bordo del transatlantico Conte Verde nel gennaio 1938, fu successivamente sepolta nel cimitero di Bellagio dopo aver ricevuto i funerali solenni.[6]

A Milano e a Roma, nel quartiere Tiburtino, c'è una strada dedicata a Sandro Sandri.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'argento al valor militare
«Volontariamente si slanciava con le fanterie all'attacco delle trincee nemiche, nonostante l'intenso fuoco delle mitragliatrici. Giunto all'imboccatura di una galleria, nella quale stavano nascosti dieci nemici li costringeva , da solo, alla resa ritornando con essi al suo posto. Monte Cucco, 14 maggio 1917
  Medaglia di bronzo al valor militare
«Corrispondente di guerra in terra di Spagna de “La Stampa” partecipava con onore di fante e con spirito di volontario a tutte le imprese dei Legionari. A Malaga, a Guadalajara, nelle operazioni che condussero all'occupazione di Bilbao e Santander, dette alte prove di italianità e di coraggio personale, affiancato ai reparti combattenti in prima linea e suscitando viva ammirazione fra essi per il suo arduo contegno. Terra di Spagna, febbraio-agosto 1937
  Medaglia di bronzo al valor militare
«Corrispondente di guerra de “La Tribuna” seguì tutte le operazioni che condussero alla conquista di M. Daregnei, Gorrahei e Neghelli, sempre partecipando alle operazioni più arrischiate e sempre confermando le sue elette qualità di vecchio ardito di guerra e di squadrista della prima ora. Dagnerei-Gorrahei, ottobre-novembre 1935- Neghelli, 12-20 febbraio 1936

PubblicazioniModifica

  • Il generale Rodolfo Graziani, Bertarelli, Milano - Roma, 1933.
  • Il principe Sahariano (S.A.R. Amedeo di Savoia-Aosta), Bertarelli, Milano, 1935.
  • Sei mesi di guerra sul fronte somalo, Bertarelli, Milano, 1936.

NoteModifica

AnnotazioniModifica

  1. ^ Fu il primo ad entrare nella città di Bilbao abbandonata dai repubblicani.

FontiModifica

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica