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Sant'Eufemia d'Aspromonte
comune
Sant'Eufemia d'Aspromonte – Stemma Sant'Eufemia d'Aspromonte – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
Città metropolitanaProvincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
SindacoDomenico Creazzo (lista civica LeAli al Paese) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate38°16′N 15°52′E / 38.266667°N 15.866667°E38.266667; 15.866667 (Sant'Eufemia d'Aspromonte)Coordinate: 38°16′N 15°52′E / 38.266667°N 15.866667°E38.266667; 15.866667 (Sant'Eufemia d'Aspromonte)
Altitudine420 m s.l.m.
Superficie32,88 km²
Abitanti4 031[1] (31-8-2018)
Densità122,6 ab./km²
FrazioniBadia, C. da San Luca, Covala, San Bartolomeo, Sant'Oreste
Comuni confinantiBagnara Calabra, Melicuccà, San Procopio, Scilla, Sinopoli
Altre informazioni
Cod. postale89027
Prefisso0966
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT080081
Cod. catastaleI333
TargaRC
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantieufemiesi
Patronosant'Eufemia di Calcedonia
Giorno festivo16 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Eufemia d'Aspromonte
Sant'Eufemia d'Aspromonte
Sant'Eufemia d'Aspromonte – Mappa
Posizione del comune di Sant'Eufemia d'Aspromonte all'interno della città metropolitana di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Sant'Eufemia d'Aspromonte è un comune italiano di 4 031 abitanti[1] della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

StoriaModifica

Le origini del paese sono incerte. La presenza di tracce e di influssi greci nel dialetto, il toponimo Mistra, centro dell’antico abitato e nome di città greca, il culto per la protettrice Santa Eufemia Vergine e Martire, Santa originaria della Calcedonia, inducono a credere che i primi abitanti fossero greci. Il centro si sviluppò per il sorgere di numerosi monasteri di monaci venuti in Calabria fin dal 368. Nei secoli successivi l’arrivo di numerosi gruppi di monaci basiliani favorì il sorgere di molti monasteri: quello di Sant’Oreste, di Santa Eufemia, di San Luca, di San Bartolomeo dei quali restano dei ruderi e di cui parlano nelle loro opere il Fiore e il Marafioti.Il più importante di questi monasteri fu quello di San Bartolomeo di Trigona fondato da San Bartolomeo di Simeri verso la metà del secolo undicesimo, essendo il santo abate morto il 19 agosto del 1130. Un documento storico trovato nell’archivio di Stato di Napoli dall’eufemiese prof. Antonio Melardi ne attesta l’esistenza già nel 1102: "Nel 1145 si presentarono in Messina al Re Ruggero il Normanno due frati del convento di San Bartolomeo di Trigona, l’abate D.Filadelfo e il priore D.Stasio, chiedendo la rinnovazione di antichi sigilli, ossia diplomi di privilegi e di possedimenti, dei quali il cenobio godeva.Tali documenti in numero di diciannove erano quali in carta, quali in pergamena, ma tutti sbiaditi e laceri per vecchiezza. Tutti furono rinnovati ed alcuni anche ampliati per nuove concessioni: nel quinto di essi che è del 1102, si tratta del dono che un tal Roberto, feudatario, figliolo di Raone, faceva al monastero di San Bartomoleo di Trigona, di altri terreni e chiese, un mulino, il monastero di Sant’Eufemia, le terre di S. Oreste fino al fiume e fino alla via che viene da Sant’Eufemia.” Il monastero fu visitato nel 1457 da Atanasio Calceopulos, divenuto poi vescovo di Gerace –Locri nel 1461. Le ricchezze del monastero, aveva una rendita annua di 1500 ducati, attirarono l’interesse dei Ruffo di Sinopoli e il cenobio cadde sotto il loro dominio nel secolo sedicesimo. Anche la tradizione orale popolare ricorda che al monastero entrava una ricchezza corrispondente ad un kg. d'oro al giorno. Il monastero fu distrutto dal terremoto del 1783 ed i sette monaci superstiti, dei venti che contava, si trasferirono al SS Salvatore di Messina anch’esso fondato da San Bartolomeo. Restano i muri perimetrali, un portale con un capitello ed un rudere detto “U CAMPANARU”, ed una fontana la cui acqua, dalla località Cellia, arrivava attraverso una condotta costituita da due tegole sovrapposte. Relativamente alla sua storia il paese subì le vicende di questa estrema parte della penisola. Patì la dominazione bizantina, normanna e sveva e le incursioni dei Saraceni. A tale proposito esiste in località Meladoro uno speco detto “Grotta dei Saraceni”. Sorgeva verso il 1250 la potenza della famiglia Ruffo con Tropeano Pietro, servo della casa Sveva, divenuto con intrighi e maneggi Conte di Catanzaro. Approfittando delle difficoltà di Manfredi, si impossessò di parte della Calabria e tra le lotte che vi furono in queste contrade è ricordata una battaglia sui Piani della Corona appena dopo la metà del XIII secolo. Successivamente nel 1283 i Piani della Corona furono ancora teatro di battaglie tra gli Angioini e Pietro d’Aragona prima e Giacomo, Re di Sicilia, dopo. Queste terre con la pace di Caltabellotta tornarono agli Angioini, ma saranno ancora teatro di lotte tra Spagnoli e Francesi dal 1495 al 1503. Nel 1535 Carlo V, partito da Fiumara di Muro e diretto a Seminara, attraverso l’antica via Popilia, toccò San Bartolo, Sant’Eufemia e a Sinopoli si fermò in una località detta Alloggiamento. Il governo spagnolo aggravò con numerosi balzelli la situazione economica delle terre calabresi, inviando uno stuolo di rapaci funzionari. Fu un periodo ricordato come “Calabriae planctus” e lo strapotere dei nobili e la debolezza del governo di Napoli favorirono il banditismo. Il paese durante i secoli XVI, XVII, XVIII, fu casale di Sinopoli e subì la signoria dei Ruffo. Desideroso di sentirsi libero, il paese nel 1790, sotto il sindacato di Vincenzo Panuccio, intentò e vinse una causa per liberarsi dal loro dominio. In seguito il paese mutò il nome di Sant’Eufemia di Sinopoli in quello di Sant’Eufemia d’Aspromonte. Nella sua storia il paese subì la violenza di numerosi sismi. Nel 1783 con le fortissime scosse del 5 e 7 febbraio venne quasi completamente distrutto: morirono 945 abitanti dei 3160 che contava con un danno di 300.000 ducati. Il paese doveva sorgere in un luogo denominato Petto del Principe secondo la pianta dell’architetto eufemiese Giuseppe Oliverio, rettificata dall’ingegnere Ferraresi, ma, per i numerosi contrasti sorti, fu riedificato in gran parte nel Paese Vecchio. Sant’Eufemia prese parte ai moti del Risorgimento ed ebbe con Carlo Muscari, strangolato a Napoli nel 1800, il primo martire. Nel territorio del comune, sull’Aspromonte, il 29 agosto 1862 Garibaldi fu ferito dai soldati regi di Pallavicini. Sul luogo dello scontro sorge un monumento visitato dai turisti. (vedi Impresa Garibaldina) Il paese fu elevato a Pretura nel 1860, ma nel 1891 gli fu tolta la sede mandamentale. Il terremoto del 1894 distrusse 213 case e danni provocarono quelli del 1905 e del 1907. Il paese fu del tutto distrutto dal terremoto 28 dicembre 1908. Morirono 839 persone dei 6.285 che allora contava. Della grande tragedia lasciò un commovente ricordo il medico Bruno Giuffrè nel libro “Quarant’anni in condotta”. Gli Eufemiesi furono allora aiutati dai Milanesi che costruirono numerosi gruppi di baracche e portarono soccorso in denaro ed in indumenti e costruirono una chiesa dedicata a Sant’Ambrogio. La statua fu donata il 08/05/1909 dal Beato Cardinale Ferrari. La città di Milano donò il 09/03/1909 la propria bandiera, croce rossa in campo bianco, al Comune di Sant’Eufemia. Questa chiesa è stata ricostruita in muratura alla fine degli anni ‘60. Nel territorio del comune a metà degli anni ’80 è stato scoperto in località Serro di Tavola, un fortino che gli studiosi dicono essere greco risalente al V – III secolo A.C. Il fortino, quasi certamente, aveva il compito di controllare le via di accesso all’Aspromonte e la coltivazione dei prodotti agricoli sui piani. Un altro fortino, forse simile, sembra essere stato rinvenuto in una località detta “Acqua del Monaco” ad un’altezza di circa 1400 m. sul livello del mare. Oltre a controllare le vie di accesso all’Aspromonte e quindi le comunicazioni con la costa ionica e i prodotti agricoli dei piani, tale fortino poteva essere “un santuario di frontiera” e delimitare le zone di influenza che appartenevano alle città di Reggio e di Locri sulla piana del fiume Petrace. Un vaso di terracotta risalente al V secolo A.C. rinvenuto in località Vela dei piani d’Aspromonte, un altro reperto rinvenuto in località Macularia e un’ascia di bronzo inducono a credere che nella zona, forse, erano già allora presenti villaggi di contadini e di pastori dai quali in seguito si potrebbe essere sviluppato il paese di Sant’ Eufemia.

Faida di Sant'Eufemia: anni 40Modifica

Tra il 1943 e il 1945 l'Aspromonte e la Piana di Gioia Tauro furono interessate da un violento scontro tra due potentissime bande armate, una a Sinopoli capeggiata da Gioacchino Leonello, mentre a Sant'Eufemia diretta da Vincenzo Pinneri. La faida causò una lunga serie di vittime nei due paesi. Il 2 luglio 1944 Vincenzo Pinneri penetra nel palazzo municipale insieme ad alcuni uomini armati, successivamente assalta la caserma dei Carabinieri costringendo i militari ad arrendersi. Dopo questi eventi i due clan furono decimati dalle forze dell'ordine nel 1945.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Luoghi di interesse artistico-culturaleModifica

  • Museo della civiltà contadina;
  • Mausoleo di Garibaldi;
  • Fontana Nucarabella;
  • Ruderi monastero San Bartolomeo.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[2]

 

ReligioneModifica

La religione più diffusa è quella cattolica di rito romano. Il comune fa parte della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e del vicariato di Palmi. Il territorio comunale è attualmente suddiviso in due parrocchie, Sant'Eufemia Vergine e martire[3] e Santa Maria delle Grazie.[4] Sempre in ambito del cattolicesimo è presente a Sant'Eufemia d'Aspromonte l'istituto religioso femminile delle Figlie del Divino Zelo.[5]

Tradizioni e folcloreModifica

Le tradizioni di Sant'Eufemia d'Aspromonte sono legate soprattutto a festeggiamenti religiosi,ma negli anni non sono mancate manifestazioni di carattere nazionale. Nel 1977 si tenne la finale nazionale di Miss Italia, venne incoronata la siciliana Anna Kanakis. Ogni anno nel mese di Agosto si tiene la tradizionale sagra della patata, prodotto tipico del territorio. La più importante tra le feste religiose è la festa patronale di Santa Eufemia, celebrata il 16 settembre con solenne processione della statua della santa per le vie cittadine ed al termine la tradizionale entrata con i fuochi d'artificio. L'elenco completo delle celebrazioni cattoliche che vengono svolte durante l'anno, nel territorio comunale, è il seguente:

  • Festa di San Giuseppe, 19 Marzo;[6]
  • Processione dei misteri, Venerdi Santo;
  • Festa di Santa Maria Ausiliatrice, 24 Maggio;[7]
  • Festa di Sant'Antonio, 13 Giugno;[8]
  • Festa di Maria Santissima del Carmelo, 16 Luglio;[9]
  • Festa dei Santi Cosma e Damiano, prima domenica di Agosto-26 Settembre;[10]
  • Festa di San Domenico, prima domenica di agosto, nei Piani d'Aspromonte;[11]
  • Festa di Santa Eufemia Vergine e Martire, 16 Settembre;
  • [12]Festa di Maria Santissima Immacolata, 8 Dicembre.[13]

Festa dei SS.MM Cosma e DamianoModifica

I festeggiamenti in onore dei Santi medici vengono svolti la prima domenica di Agosto nella chiesa di Maria Ss. delle Grazie. I festeggiamenti religiosi iniziano con il novenario, mentre la Domenica si svolge con il tardo pomeriggio la processione per le vie del paese. I festeggiamenti civili invece prevedono luminarie e bancarelle e solitamente due serate di spettacoli musicali sabato e domenica, mentre i fuochi d'artificio vengono eseguiti al rientro della processione ed a mezzanotte dopo la fine del concerto. La festa è nota soprattutto per i concerti musicali, infatti nel corso degli anni per la festa dei Ss.Cosma e Damiano si sono esibiti artisti e gruppi quali: Anna Oxa, Marco Ferradini, Pierangelo Bertoli, Povia, Massimo Di Cataldo, Laura Bono, Studio 3, Luca Napolitano, Marco Masini, Lucio Dalla ed altri ancora. Il 26 settembre nel giorno della ricorrenza si svolgono celebrazioni eucaristiche.

Festa della B.V. Maria del Monte CarmeloModifica

I festeggiamenti religiosi della Madonna del Carmine nella chiesa di Sant'ambrogio iniziano il 6 Luglio con l'esposizione della statua ai fedeli, segue il tradizionale novenario ed infine il 16 Luglio vengono svolte delle messe la mattina ed una il pomeriggio solitamente prima della processione. Alle 19.00 in punto inizia la processione per le vie del paese. I programmi civili prevedono luminarie, bancarelle e anche spettacoli musicali nei giorni festivi. Gli spettacoli pirotecnici sono tre: il primo il 6 luglio dopo l'esposizione della statua al termine della messa, il secondo il Piromusicale al rientro della processione ed infine l'ultimo spettacolo dopo del concerto musicale a mezzanotte.

Festa Patronale di Santa Eufemia V.MModifica

La festa di Santa Eufemia V.M è certamente la più sentita tra la popolazione eufemiese essendo la festa della Santa protettrice. I festeggiamenti religiosi iniziano il 6 di settembre con il tradizionale "Luminario" un grande falò acceso davanti la chiesa parrocchiale Santa Eufemia Vergine e Martire. Durante il periodo della novena vengono svolte da parroci della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi delle messe giornaliere. Il 16 settembre giorno della festa viene celebrata una messa con la partecipazione dell'amministrazione comunale, mentre alle 17 circa inizia la solenne processione per le vie del paese accompagnata da fuochi d'artificio effettuati da alcuni cittadini in segno di devozione mentre è prevista una sosta presso la via Stazione dove viene sparata una girandola e vengono eseguiti i brani de Il Piave mormorava, Inno di Mameli .(Dall'edizione 2016 la processione è stata dimezzata a 2 ore a causa di un provvedimento del vescovo valido per tutte le processioni della diocesi). Il programma civile patronale prevede anch'esso luminarie e bancarelle, nelle serate del 15-16 Settembre sono previsti dei spettacoli musicali, negli anni per la festa patronale si sono esibiti: Stadio (gruppo musicale), Toto Cutugno, Ricchi e Poveri, Luca Barbarossa, Gerardina Trovato, TaranProject, Marcello Cirillo e Demo Morselli. L'evento che caratterizza la festa della Santa sono i fuochi d'artificio. Il 6 settembre viene effettuato il primo spettacolo pirotecnico al termine del Luminario, il secondo all'uscita della processione, al rientro della processione c'e la tradizionale "Entrata" dove i portatori con la statua percorrono avanti e indietro un tunnel di fuochi pirotecnici. La prima parte nel vicolo ci sono 16 girandole di vario colore, mentre la seconda parte in piazza la "cassa infernale" due pareti di fuochi pirotecnici questa tradizione molto antica è unica in Italia e richiama fedeli e non provenienti dai paesi limitrofi e non solo. Infine l'ultimo spettacolo di fuochi d'artificio al termine della festa a mezzanotte circa.


Infrastrutture e trasportiModifica

Il comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali:

AmministrazioneModifica

Sindaco: Domenico Creazzo, eletto nel 2012.

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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