Santa Margherita Marina

frazione di Messina
Santa Margherita Marina
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Messina-Stemma.png Messina
ComuneMessina-Stemma.png Messina
Territorio
Coordinate38°06′00″N 15°31′00″E / 38.1°N 15.516667°E38.1; 15.516667 (Santa Margherita Marina)Coordinate: 38°06′00″N 15°31′00″E / 38.1°N 15.516667°E38.1; 15.516667 (Santa Margherita Marina)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti3 000
Altre informazioni
Cod. postale98135
Prefisso090
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantimargheritani
Patronosanta Maria Madre della Chiesa
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Margherita Marina
Santa Margherita Marina

Santa Margherita Marina è una frazione di Messina facente parte della Circoscrizione I, situata 12 km a sud dal centro città.

La sua estensione segue la via vecchia Nazionale, da Contrada Canale di Galati Marina fino a Contrada Sant'Andrea, al confine con Ponte Schiavo, incastrata tra le rive dello Stretto di Messina e le colline sovrastanti.

StoriaModifica

Origini del nome

L'aggettivo "marina" deriva dalla sua posizione geografica sulle rive dello Stretto di Messina e serve a distinguerla da Santa Margherita, posta sulle colline nella vallata del torrente Santo Stefano.

L'abitato si formò agli inizi del XVIII secolo lungo la Via Valeria, soprattutto nella zona compresa tra Galati Marina e Ponte Santo Stefano, come contrada agricola. La famiglia Minutoli, nel 1741 in contrada Bonifacio, fece costruire una chiesetta intestandola alla Madonna di Porto Salvo, in stile barocco siciliano. Il predicato di principi di Santa Margherita inizialmente dell'estinta famiglia Palermo, passò in linea femminile alla famiglia SABATINI nella persona di Francesco Paolo Sabatini, con RR. LL. PP. e Regio Assenso del 22 novembre 1908 assieme a quello di barone di Martini.

Durante la Seconda guerra mondiale sul litorale antistante contrada Runci venne costruito un piccolo aeroporto dal quale s'alzavano in volo i caccia e i ricognitori in ausilio delle artiglierie pesanti situate sulle alture di San Placido Calonerò, armate con cannoni navali. Nel dopoguerra l'aeroporto venne abbandonato e al suo posto sorse il tracciato della variante alla vecchia via Nazionale, l'attuale strada statale 114 Orientale Sicula.

Negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo ha avuto un notevolissimo sviluppo edilizio, sia residenziale che vacanziero, passando da poche centinaia di abitanti ad oltre 5.000 abitanti nel periodo estivo. Nei vari decenni l'erosione della costa da parte del mare ha imposto lunghi e costosi lavori di ripascimento del litorale con massi di cls e basalto lavico.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa, costruita pochi anni or sono data la repentina espansione demografica della frazione.
  • In Via Bonifacio, chiesa della Madonna di Porto Salvo, ormai semi-diroccata costruzione appartenuta alla famiglia Minutoli. Costruita nel 1741 ha un portale tipo barocco siciliano.

Infrastrutture e trasportiModifica

Santa Margherita Marina è attraversata dalla strada statale 114 Orientale Sicula, che collega Messina a Catania. La principale strada del quartiere, la Via Nazionale, corre parallela a questa a monte.

La frazione è servita dalla stazione di Ponte Santo Stefano, che si trova lungo la ferrovia Messina-Siracusa. La stazione, gestita da RFI, è servita dai treni del servizio ferroviario suburbano Messina-Giampilieri svolto da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Siciliana.

Varie linee di autobus, gestite da ATM, collegano Santa Margherita Marina ai quartieri limitrofi e al centro di Messina. In passato, fra il 1892 e il 1951 l'abitato era servito dalla tranvia Messina-Giampilieri della SATS, elettrificata nel 1917[1]. La stazione tranviaria sorgeva in località Ponte Santo Stefano a servizio dei villaggi nella vallata nel torrente omonimo.

NoteModifica

  1. ^ Giulio Romano, Vittorio Formigari, 123 anni di tram a Messina, Calosci, Cortona, 2001. ISBN 88-7785-175-9.
  Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Sicilia