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Sante Notarnicola

criminale e scrittore italiano

BiografiaModifica

Trascorre l'infanzia in un istituto. A 13 anni emigra a Torino dove vive la madre. Iscritto alla FGCI poi al PCI, si allontana presto dalla sinistra istituzionale per legarsi a gruppi rivoluzionari e anarchici. Nel 1963 inizia, con la Banda Cavallero, una serie di 18 rapine [1][2] il cui obiettivo finale doveva essere quello di accumulare denaro per finanziane future azioni rivoluzionarie[3]. Il 16 gennaio 1967, nel corso di una rapina a Cirié, la banda uccide il medico Giuseppe Gajottino. L'ultima impresa risale al 25 settembre 1967, quando prendono d'assalto il Banco di Napoli in largo Zandonai a Milano.

La polizia interviene sparando in mezzo alla folla, nel tentativo di prendere i rapinatori. Il risultato fu 4 morti e l'arresto di uno dei componenti della banda. Dopo otto giorni di latitanza, tra le campagne inospitali della Pianura Padana, Notarnicola e Pietro Cavallero vengono arrestati il 3 ottobre. Il processo presso la Corte di Assise di Milano inizia il 3 giugno 1968 e dura 21 udienze; la sentenza dell'8 luglio infligge l'ergastolo a Notarnicola, come pure a Cavallero e Rovoletto.[4] Il carcere non spegne il suo spirito rivoluzionario, infatti insieme agli altri detenuti si batte, rivoltandosi contro le condizioni carcerarie medievali nelle quali i detenuti erano costretti a vivere, riuscendo a conquistare con queste prime rivolte, una serie di diritti loro negati, dall'avere carta e matita per poter scrivere o avere più di un libro in cella a proteste contro il sistema penitenziario, le condizioni detentive, i decreti legge sulle carceri; come la lotta sul decreto di amnistia per i detenuti politici incarcerati durante "l'autunno caldo" o le condizioni detentive in massima sicurezza e l'introduzione delle carceri speciali e del regime in 41bis (art. 41bis codice penale). Partecipò alle rivolte in carcere, che segnarono la storia carceraria italiana e di coloro che vi furono imbrigliati per tutto il periodo antecedente e successivo alla legge Gozzini. Nel 1978 è il primo nella lista dei 13 nomi indicati dalle Brigate rosse come detenuti da liberare in cambio del rilascio di Aldo Moro. Nel novembre 1976 tenta di evadere con altri quattro detenuti dal carcere di Favignana attraverso un tunnel sotterraneo che viene però scoperto dagli agenti[5].

In carcere studia, legge e scrive: Feltrinelli pubblica il suo primo libro nel 1972 "L'evasione impossibile" ed è autore di diversi scritti poetici. Alla sua prima raccolta poetica, Con quest'anima inquieta (Torino, Senza galere, 1979), seguirà La nostalgia e la memoria (Milano, G. Maj, 1986) che diverrà anche il titolo di una canzone dell'album Terra di nessuno degli Assalti Frontali, Gianfranco Manfredi e gli Onda Rossa Posse gli dedicano canzoni. Dal 1995, in regime di semilibertà, gestisce il pub Mutenye a Bologna. Dal 21 gennaio 2000 è libero.

OpereModifica

  • Sante Notarnicola, L'evasione impossibile, Feltrinelli, 1972

NoteModifica

  1. ^ Carlo Moriondo, Guerra alla città, Torino, Aeda, 1967, p. 193.
  2. ^ Nel film Banditi a Milano di Carlo Lizzani, ispirato alla storia della banda, il suo ruolo fu interpretato da Don Backy
  3. ^ Carlo Moriondo, Guerra alla città, Torino, Aeda, 1967, p. 193.
  4. ^ REPERTORIO BRIGANTI POPOLARI ITALIANI - La banda Cavallero (PDF) [collegamento interrotto], su criminiemisfatti.it. URL consultato il 26 marzo 2012.
  5. ^ Insieme a Notarnicola tentano la fuga Horst Fantazzini, Roberto Ognibene, Carmelo Terranova e Giuseppe Battaglia. Notarnicola (Banda Cavallero) tenta di emulare Montecristo, La Stampa, 15 novembre 1976.

BibliografiaModifica

  • Alberto Asor Rosa, Letteratura italiana. Gli autori, ad vocem (con qualche imprecisione)

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN94458472 · ISNI (EN0000 0000 7907 2576 · LCCN (ENn99001722 · GND (DE172291526 · NLA (EN36220835 · WorldCat Identities (ENn99-001722