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Sante Notarnicola

criminale e scrittore italiano
Sante Notarnicola

Sante Notarnicola (Castellaneta, 15 dicembre 1938) è un ex terrorista e poeta italiano.

Indice

BiografiaModifica

Trascorre l'infanzia in un istituto. A 13 anni emigra a Torino dove vive la madre. Iscritto alla FGCI poi al PCI, si allontana presto dalla sinistra istituzionale per legarsi a gruppi rivoluzionari e anarchici. Nel 1963 inizia, con la Banda Cavallero, una serie di 18 "rapine rivoluzionarie”[1][2]. Man mano che il numero delle rapine aumenta, la banda si fa più agguerrita: spara tra la folla, prende ostaggi. Il 16 gennaio 1967, nel corso di una rapina a Cirié, la banda uccide il medico Giuseppe Gajottino. L'ultima impresa risale al 25 settembre 1967, quando prendono d'assalto il Banco di Napoli in largo Zandonai a Milano.

La polizia interviene e dopo una sparatoria tra i passanti, inseguimenti e ben 4 morti uno dei criminali viene arrestato. In seguito alla confessione di questi, Notarnicola e Pietro Cavallero vengono arrestati il 3 ottobre, dopo una settimana di fuga. Il processo presso la Corte di Assise di Milano inizia il 3 giugno 1968 e dura 21 udienze; la sentenza dell'8 luglio infligge l'ergastolo a Notarnicola, come pure a Cavallero e Rovoletto.[3] In carcere studia e scrive e, anche per i legami che stringe con i detenuti più propriamente "politici", diviene un'icona del movimento antagonista: Feltrinelli pubblica il suo primo libro (L'evasione impossibile, 1972) Gianfranco Manfredi e gli Onda Rossa Posse gli dedicano canzoni. Nel novembre 1976 tenta di evadere con altri quattro detenuti dal carcere di Favignana attraverso un tunnel sotterraneo che viene scoperto dagli agenti[4].

Nel 1978 è il primo nella lista dei 13 nomi indicati dalla Brigate rosse come detenuti da liberare in cambio del rilascio di Aldo Moro. Alla sua prima raccolta poetica, Con quest'anima inquieta (Torino, Senza galere, 1979), seguirà La nostalgia e la memoria (Milano, G. Maj, 1986) che diverrà anche il titolo di una canzone dell'album Terra di nessuno degli Assalti Frontali. Dal 1995, in regime di semilibertà, gestisce il pub Mutenye a Bologna. Dal 21 gennaio 2000 è libero.

OpereModifica

  • Sante Notarnicola, L'evasione impossibile, Feltrinelli, 1972

NoteModifica

  1. ^ Carlo Moriondo, Guerra alla città, Torino, Aeda, 1967, p. 193.
  2. ^ Nel film Banditi a Milano di Carlo Lizzani, ispirato alla storia della banda, il suo ruolo fu interpretato da Don Backy
  3. ^ REPERTORIO BRIGANTI POPOLARI ITALIANI - La banda Cavallero (PDF), su criminiemisfatti.it. URL consultato il 26 marzo 2012.
  4. ^ Insieme a Notarnicola tentano la fuga Horst Fantazzini, Roberto Ognibene, Carmelo Terranova e Giuseppe Battaglia. Notarnicola (Banda Cavallero) tenta di emulare Montecristo, La Stampa, 15 novembre 1976.

BibliografiaModifica

  • Alberto Asor Rosa, Letteratura italiana. Gli autori, ad vocem (con qualche imprecisione)

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN94458472 · ISNI (EN0000 0000 7907 2576 · LCCN (ENn99001722 · GND (DE172291526 · NLA (EN36220835