Santeramo in Colle

comune italiano
Santeramo in Colle
comune
Santeramo in Colle – Stemma Santeramo in Colle – Bandiera
Santeramo in Colle – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione Puglia-Stemma it.png Puglia
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
SindacoFabrizio Baldassarre (M5S) dal 25-6-2017
Territorio
Coordinate40°48′N 16°46′E / 40.8°N 16.766667°E40.8; 16.766667 (Santeramo in Colle)Coordinate: 40°48′N 16°46′E / 40.8°N 16.766667°E40.8; 16.766667 (Santeramo in Colle)
Altitudine489[1] m s.l.m.
Superficie144,86 km²
Abitanti26 597[2] (30-11-2017)
Densità183,6 ab./km²
FrazioniJazzitiello, Alessandriello, Iesce, Vallone della Silica
Comuni confinantiAcquaviva delle Fonti, Altamura, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Laterza (TA), Matera (MT)
Altre informazioni
Cod. postale70029
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT072041
Cod. catastaleI330
TargaBA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantisantermani
PatronoSant'Erasmo V.M.
Giorno festivo2 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santeramo in Colle
Santeramo in Colle
Santeramo in Colle – Mappa
Posizione del comune di Santeramo in Colle all'interno della città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Santeramo in Colle (Sandéreme in dialetto locale[3][4]) è un comune italiano di 26 597 abitanti[2] della città metropolitana di Bari, in Puglia. Fino al 1863 era chiamato Santeramo.

Indice

Geografia fisicaModifica

Per altitudine, Santeramo in Colle è il comune più alto della città metropolitana di Bari.

L'agro presenta i tipici tratti geomorfologici del territorio carsico: un substrato calcareo, con affioramenti rocciosi e presenza di lame, doline e inghiottitoi.

MorfologiaModifica

L'articolazione morfologica e vegetativa permette di individuare tre zone distinte: il bosco, le Murge, le matine.

BoschiModifica

La zona boscosa del territorio è la zona situata in direzione Bari, così chiamata perché anticamente vedeva la presenza di vaste estensioni di querceti, oggi quasi del tutto estinti, che hanno lasciato il posto a terreni coltivati ed aree fortemente antropizzate. Inoltre su via Alessandriello si trova il bosco Denora, mentre sulla via per Matera vi è il bosco della Parata.

Le MurgeModifica

Le Murge sono l'elemento che caratterizza maggiormente il territorio di Santeramo e sono formate prevalentemente da rocce di natura calcarea, che lo attraversano da Sud a Nord dal Serrone a Murgia Sgolgore. Particolari sono le Quite, sulla via Alessandriello, caratterizzate da una maglia ordinata di muri a secco (i parate), trulletti (i casédde) e specchie.

Le matineModifica

Le Matine, in direzione Matera, sono rappresentate da una vasta pianura, un tempo paludosa, che costituisce la zona fertile del territorio Santermano e sono caratterizzate da estese coltivazioni di cereali e dalla presenza di numerosi insediamenti rurali.

Le grotteModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Grotta di Sant'Angelo (Santeramo in Colle).

Il territorio è caratterizzato da numerose cavità carsiche che creano una fitta rete di cunicoli sotteranei

ClimaModifica

Il clima di Santeramo è clima temperato continentale, a causa dell'altitudine e della lontananza dal mare.

La temperatura in inverno si aggira intorno ai +4 °C, mentre in estate oscilla intorno ai +21 °C con una elevata percentuale di umidità.

Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 600 mm. Nei periodi invernali frequentemente cade la neve, specialmente in presenza di aria fredda di origine balcanica, con accumuli a volte anche notevoli.

Nei mesi invernali è frequente la nebbia, soprattutto in condizioni anticicloniche o con correnti umide meridionali, provenienti dal Mar Ionio.

Santeramo risulta essere la città più fredda tra quelle ricadenti nelle provincie di Bari e Bat.

SANTERAMO IN COLLE
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 7,68,110,614,019,724,427,327,223,317,311,98,88,214,826,317,516,7
T. min. mediaC) 0,90,82,34,57,812,715,315,412,39,04,82,41,44,914,58,77,4
T. max. assolutaC) 17,4
(1986)
20,4
(1990)
20,6
(1990)
27,4
(1983)
33,2
(1994)
39,8
(1982)
40,8
(1988)
39,2
(2000)
35,2
(1975)
31,2
(1981)
22,8
(1990)
19,0
(1979)
20,433,240,835,240,8
T. min. assolutaC) −11,8
(1985)
−11,4
(1993)
−10,2
(1987)
−4,8
(1988)
−1,4
(1989)
5,0
(1980)
7,0
(1980)
6,6
(1976)
2,6
(1976)
−2,6
(1972)
−7,2
(1972)
−9,2
(1976)
−11,8−10,25,0−7,2−11,8
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 000006151530000036339
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 1010631000003727100340
Precipitazioni (mm) 50,271,260,545,743,429,523,632,245,467,767,060,1181,5149,685,3180,1596,5
Giorni di pioggia 7877643357872220102072
Giorni di nebbia 11898543471212133222113196
Umidità relativa media (%) 7975737068636163697580807870,362,374,771,3

Origini del nomeModifica

Diverse ipotesi sono state avanzate sul toponimo cittadino, tra le quali vi è una che sostiene possa far riferimento ad un luogo di culto: Santo Luogo dell'Eremo'', con la presenza di annesso monastero, costruito dopo l'XI secolo[6], a cui fu probabilmente premesso l'aggettivo di "Santo", un'altra sostiene il richiamo al martire erasmiano, ipotesi sostenuta anche da molti studiosi in loco. Dell'attuale toponimo vi sono riferimenti cartacei a partire dal XII secolo (vi è una charta datata al 1180)[7]. Già diffuso da prima dell'XI secolo doveva essere anche il culto a S. Efrem.

Come accennato in precedenza, Santeramo in Colle, deve il suo nome a Sant'Erasmo, conosciuto anche come Sant'Elmo, che fu vescovo di Antiochia.

La Passio che narra la vita di Sant'Erasmo risale al VI secolo. Si racconta che Erasmo fosse Vescovo di Antiochia e quando cominciarono le persecuzioni contro i cristiani egli si rifugiò per sette anni in una caverna, poi, scoperto, venne incarcerato per non essersi convertito agli idoli pagani. Venne, in seguito, miracolosamente liberato e, dopo aver convertito a più riprese, un notevole numero di persone (il testo parla di quattrocentomila) e aver compiuto altri miracoli e subito persecuzioni, venne condotto, per opera dell'Arcangelo Michele, a Formia dove morì dopo sette giorni. Le prime notizie attestanti il culto del santo risalgono al Martirologio Geronimiano, che già ne riporta la memoria al 2 giugno. San Gregorio Magno papa (540-604) poi, in una lettera, riporta che il corpo del Vescovo Erasmo fosse custodito nella Chiesa di Formia e che a lui erano dedicati due monasteri, uno a Napoli ed uno a Cuma. A seguito della distruzione di Formia da parte dei Saraceni nell'842, le reliquie furono trasferite a Gaeta e nascoste nella Chiesa di Santa Maria, dove furono ritrovate nel 917 dal Vescovo Bono. Sant'Erasmo fu quindi proclamato patrono della città e meno di un secolo dopo Papa Pasquale II consacrò la nuova cattedrale al nome di Sant'Erasmo e della Vergine Maria. Oggi Santeramo conserva reliquie del Santo Patrono (frammento del cranio).

Durante il Medioevo il suo culto si consolidò e venne inserito tra i cosiddetti “Santi Ausiliatori” quale patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco, per via della tradizione secondo la quale fosse stato eviscerato da un argano da nave. Probabilmente le prime raffigurazioni del santo lo ritraevano in qualità di patrono dei mariani accanto ad un argano, che, nell'immaginario popolare, divenne strumento di martirio Si festeggia il 2 giugno.

StoriaModifica

PreistoriaModifica

La frequentazione umana assidua nel territorio santermano è testimoniata sin dal Neolitico, dato il rinvenimento di molti elementi appartenenti a questa fase storica[7], nello specifico nella zona nota come Le Matine, situata a sud dell'attuale centro cittadino e caratterizzata dal suolo pianeggiante, dapprima paludosa alla fine della seconda fase sub-boreale e successivamente boscosa nel Neolitico, dovuta ad una probabile bonifica in epoca romana[7]. Un ritrovamento esemplare riguarda un'epigrafe ritrovata in un orto appartenente ad Antonio di Santo,[8] che riporta il nome del defunto -ELASIV- (classificato successivamente (v)/(c)-ELASIV-(s))[8], e collocata dal Mommsen tra il territorio santermano e gioiese.[8]

ProtostoriaModifica

Sulla base di alcuni studi[7], è emerso che la conformazione dell'attuale cittadino ricalca quasi perfettamente l'insediamento originario, posto in prossimità di un lago di modeste dimensioni[7]. Successivi sopralluoghi avvenuti negli anni ottanta, effettuati dalla Soprintendenza Archeologica di Taranto, hanno messo in luce due insediamenti, databili in un periodo tra il IX e il IV secolo a.C.[7]. Tuttavia dice la relazione citata: «Non mancano tuttavia testimonianze sporadiche di una frequentazione del sito anche nei periodi intermedi.» Si riporta il rinvenimento di alcuni frammenti subgeometrici a decorazione bicroma e si fa riferimento anche ai vasi in ceramica apula a figure rosse provenienti da Santeramo e conservati nel museo di Bari e citati già dal Mayer.

EllenismoModifica

La fase greca di Santeramo, caratterizzata dalla presenza di ceramica japigia e dalla persistenza di forme in impasto levigato di tradizione proto-villanoviana, trova numerosi elementi di confronto nella fase di Gravina I, datata dall'825 al 725 a.C. E, in particolare, significativi sono i numerosi e puntuali confronti con i motivi decorativi riscontrati nella ceramica geometrica di Gravina, di recente inserita dallo Yntema nella fase più antica della produzione iapigia, datata in un arco cronologico che va dal IX agli inizi dell'VIII secolo a.C. Le analogie con Gravina I non sono evidentemente casuali, se si considera la posizione dei due collocati, come i vicini centri di Altamura e Monte Sannace, nell'entroterra della Peucezia, al margine dell'altopiano murgico, etc etc.» (fonte Archeologa M. R. Depalo - 1984). Il «Borgo Antico» può essere suddiviso in area originale peuceta e area di successiva espansione «romana», probabilmente da ascriversi al periodo dalla ricostruzione presunta nel II secolo a.C. e fino ai primi secoli EV.

MedioevoModifica

Il periodo normanno è caratterizzato dallo lo studio del Catalogus Baronum, così come per l'età sveva è fondamentale lo studio dello Statutum de reparatione castrorum. Quest'ultimo studio tratta un'inchiesta che Federico II avviò sulla base di modelli normanni, sulle località tenute alla riparazione delle fortezze regie.

Le domus erano particolarmente numerose in Puglia: su ottantadue strutture edilizie elencate nello Statutum de reparatione ben trentacinque erano tali, di cui la maggior parte ubicate nel giustizierato di Capitanata. In questo territorio prediletto da Federico II il loro numero (ventotto) superava quello dei castra (ventitré), mentre in Terra di Bari ne troviamo soltanto tre a fronte di tredici castra e, analogamente, in Terra d'Otranto soltanto due a fronte di tredici castra. Le domus della Capitanata erano situate ad Apricena, S. Eleuterio, Rignano Garganico, Sala, S. Chirico, Lama, Fiorentino, Guardiola, Visciglieto, Lucera (masseria), Castiglione, Foggia, Pantano-S. Lorenzo, S. Spirito di Gulfiniano, Incoronata, Salpi, S. Maria "de Mari", S. Maria "de Salina", Trinitapoli, Ponte Albanito, Orta, Ordona, Stornara, Cerignola, Celano, Salsiburgo, S. Maria "in Bircis", Girofalco; nel resto della Puglia, si trovavano a Garagnone, Gravina, Santeramo, Castellaneta, Girofalco e Montalbano; nel giustizierato di Basilicata erano ubicate a Gaudiano, S. Nicola d'Ofanto, Cisterna, Lavello, Boreano, Lagopesole, Montemarcone, Monteserico e Agromonte.[9]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Parrocchia SS Crocifisso

Architetture civiliModifica

 
Palazzo Marchesale
 
Palazzo Municipale
  • Palazzo Colonna
  • Palazzo Marchesale "Caracciolo-Carafa" (1576)
  • Palazzo De Laurentis
  • Palazzo De Luca
  • Palazzo Di Fonzo
  • Palazzo Di Santo
  • Palazzo Giandomenico
  • Palazzo Netti
  • Palazzo Sava
  • Palazzo Municipale
  • Castello Tangorra

Architetture RupestriModifica

MasserieModifica

ContradeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Via Appia.

Tratturi e tratturelliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tratturo Melfi-Castellaneta, Tratturo tarantino, Transumanza e Tratturello.
  • Curtomartino
  • Gravina - Matera
  • Grumo Appula - Santeramo in Colle
  • Santeramo in Colle - Laterza
  • Tarantino

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[12]

 

CulturaModifica

MediaModifica

CinemaModifica

Nelle campagne di Santeramo tra il 1930 e il 1931 furono girate alcune scene del film muto Idillio Infranto, diretto da Nello Mauri con Ida Mantovani e altri attori dilettanti.

Nel 1994 la cittadina fu scelta come ambientazione di Da do da (in dialetto barese: "Da qui a là"), diretto da Nico Cirasola, narrazione fantastica della discesa degli dei dell'Olimpo in una cittadina dell'Italia meridionale.[15]

CucinaModifica

La cucina tipica santermana è basata essenzialmente sui prodotti locali: grano, olio, vino, carni, formaggi, ortaggi e frutta.

La produzione di rilevanti quantità di cereali nella zona pianeggiante delle Matine permette la realizzazione di prodotti quali pane cotto nel forno a legna, biscotti, taralli, focacce, friselle. La pasta tipica è fatta a mano con semola di grano duro e prende la forma di cavatelli, orecchiette, fricelli.

Piatti tipici sono le orecchiette con i fricelli, le orecchiette con le cime di rape, i cavatelli con il sugo di braciole, i cavatelli lunghi con i cavolfiori e la mollica soffritta, i cavatelli con i funghi cardoncelli, le fave bianche con le cicorielle campestri, l'agnello allo spiedo con patate e cipolle, le "gnumiredde" (involtini di frattaglie di agnello o agnellone avvolti dalle budella dello stesso animale), i lampascioni lessi con olio e pepe. Molto diffuso è anche il consumo di carne equina (cavallo e asino).

Tra i dolci tipici vi sono le castagnelle di marzapane, le carteddate e i purciddi con il vincotto ricavato dalla cottura dei fichi, le scarcedde pasquali con uova lesse a forma di colombe, cavalli e borsette.

Da segnalare la produzione di vini, tra cui il Primitivo ed il Novello.

EconomiaModifica

Il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza di numerose aziende agro-zootecniche. Le attività agricole principali riguardano la coltivazione di uva da vino e dell'ulivo, mentre per l'allevamento Santeramo ha ovini e bovini ma soprattutto equini, tanto è vero che Santeramo è conosciuta in tutta la zona come la "Città della carne di cavallo".[16][17]

Definita la "Svizzera d'Italia" fino a qualche anno fa, per il bassissimo tasso di disoccupazione[senza fonte], Santeramo vanta anche il primato di "Città mondiale del salotto",[18] in quanto hanno sede le Industrie Natuzzi leader del mobile imbottito quotata alla borsa di Wall Street.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della città metropolitana di Bari.

Santeramo è crocevia di molte strade provinciali e statali; tra le più importanti:

FerrovieModifica

La stazione di Santeramo, con ridotta capacita dal 2011 e chiusa dal servizio dei treni dal 2016, è stata a servizio del comune e si trova sulla ferrovia Rocchetta Sant'Antonio-Gioia del Colle gestita da RFI. L'intera tratta ferroviaria è stata sostituita da un servizio autobus, su concessione di Trenitalia.

Mobilità urbanaModifica

I trasporti interurbani di Santeramo in Colle vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalle società Autolinee Caponio[19] e Sita Sud[20] e Stp Bari[21].

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.[22]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 agosto 1988 10 novembre 1990 Angelantonio Digregorio Partito Socialista Italiano Sindaco [23]
10 novembre 1990 9 febbraio 1992 Giuseppe Depascale Partito Socialista Italiano Sindaco [23]
29 febbraio 1992 2 dicembre 1994 Angelo Nuzzi Democrazia Cristiana Sindaco [23]
14 dicembre 1994 24 aprile 1995 Gioacchino Vito Maiullari Partito Socialista Italiano Sindaco [23]
12 maggio 1995 4 giugno 1998 Rosa Dimita centro-sinistra Sindaco [23]
24 giugno 1998 14 dicembre 1998 Raffaele Ruberto Comm. straordinario [23]
14 dicembre 1998 20 novembre 2001 Michele Di Gregorio centro-destra Sindaco [23]
20 novembre 2001 10 giugno 2002 Donato Cafagna Comm. pref. [23]
10 giugno 2002 29 maggio 2007 Vito Sante Zeverino centro-sinistra Sindaco [23]
29 maggio 2007 7 aprile 2011 Vito Lillo centro-destra Sindaco [23]
7 aprile 2011 31 maggio 2012 Giuseppe Marani Comm. pref. [23]
24 maggio 2012 30 marzo 2017 Michele D'ambrosio PD, PSI, SEL, IdV, UDC Sindaco [23]
1 aprile 2017 25 giugno 2017 Emilia Felicita Capolongo Comm. straordinario [23]
25 giugno 2017 in carica Fabrizio Baldassarre M5S Sindaco [23]

GemellaggiModifica

SportModifica

  • La società calcistica Football Club Santeramo disputa il campionato di Terza Categoria[27].
  • La Santermana A.S.C. a cavallo degli anni 50 e 60 e anni 80 è stata la massima espressione calcistica santermana.[28]
  • La Rugby Union Santeramo è la principale società di rugby cittadino che milita nella Serie C1, disputa le sue partite allo Stadio Casone. In passato hanno rappresentato la città anche la franchigia Murgia Rugby e i Falchi Santeramo.
  • Aveva sede nel comune la società di pallavolo Santeramo Sport, non più attiva.
  • Il Murgia Basket Santeramo è attiva nel basket maschile e femminile rispettivamente in serie C e B.[31]

Impianti SportiviModifica

Gli impianti sportivi principali sono:

NoteModifica

  1. ^ Comuni pugliesi per altitudine, su Tuttitalia. URL consultato il 30 aprile 2018.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  4. ^ Te vogghie bbéne Sandèrm, te vulime bbéne..., cit. op. di Alberto di Leone, poeta ed intellettuale santermano
  5. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani[collegamento interrotto]
  6. ^ Luogo indicato in Cartografie Rinascimentali di Egnazio Danti
  7. ^ a b c d e f Sull'Antica Lupatia, Auro Pampaloni, Vito Zullo
  8. ^ a b c S. Eramo intèr Gioiam et Altamuram rep. c. a. 1867 in macerie hortorum Antonii di Santo, Corpus Inscriptionum Latinarum, XII. Genusia, Theodor Mommsen
  9. ^ R. Licinio, Castelli medievali. Puglia e Basilicata: dai Normanni a Federico II e Carlo I d'Angiò, Bari 1994, pp. 126-134, 310-312.
  10. ^ La storia dello stabilimento De Laurentis: quando Santeramo era una piccola Bordeaux, in BariReport. URL consultato il 15 dicembre 2017.
  11. ^ Galleria foto L'ex stabilimento De Laurentis, su BariReport. URL consultato il 15 dicembre 2017.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Partecipare - Periodico di Cultura Locale - Santeramo in Colle, su www.partecipareweb.it. URL consultato il 10 febbraio 2016.
  14. ^ Il Colle, su www.ilcolle.info. URL consultato il 10 febbraio 2016.
  15. ^ Vito Attolini Apulia Film Commission.
  16. ^ Santeramo in Colle - Cuore della Puglia, su cuoredellapuglia.it. URL consultato il 26 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2015).
  17. ^ VisitPuglia.travel, Cittadina della carne di cavallo, su visitpuglia.travel. (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  18. ^ VisitPuglia.travel, Capitale del divano imbottito [collegamento interrotto], su visitpuglia.travel.
  19. ^ Caponio viaggi Archiviato il 2 marzo 2016 in Internet Archive.
  20. ^ SITA SUD (trasporto pubblico locale su gomma), su www.sitasudtrasporti.it. URL consultato il 26 agosto 2017.
  21. ^ - STP Spa Bari, in STP Spa Bari, 2 febbraio 2015. URL consultato il 26 agosto 2017.
  22. ^ Comune di Santeramo in Colle, Sindaci di Santeramo (PDF).
  23. ^ a b c d e f g h i j k l m n http://amministratori.interno.it/
  24. ^ Portale del Comune di Santeramo
  25. ^ Portale del Comune di Santeramo
  26. ^ Portale del Comune di Santeramo
  27. ^ Scheda squadra Football Club Santeramo - Tuttocampo.it, DOI:10.1018232/scheda#.vd2saje1c1g. URL consultato il 26 agosto 2015.
  28. ^ ACD Santeramo : la storia, in Santeramo. URL consultato il 16 maggio 2017.
  29. ^ Milagros Barrera, FIBA - Federazione Italiana Badminton - Consiglio Federale, su www.badmintonitalia.it. URL consultato il 16 maggio 2017.
  30. ^ Polisportiva Santeramo, su polisportivasanteramo.it. URL consultato il 2 maggio 2016.
  31. ^ fip.it, Risultati -, su Federazione Italiana Pallacanestro. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  32. ^ Manifesto inaugurazione Campo Spotivo Casone
  33. ^ Inaugurazione "Campo Casone", su comune.santeramo.ba.it.

BibliografiaModifica

  • Lorenzo Musci, I colori di Santeramo, 2009 (in vendita presso le edicole del paese)
  • Paolo Spinelli, La sommossa del 1860 a Santeramo in Colle ed il processo ai ribelli, 1966, Edizioni Del Liocorno
  • Roberto Caprara, Il santuario di Sant'Angelo a Santeramo, 2008, Edizioni Adda
  • Mons. Ignazio Fraccalvieri, L'icona del Giudizio Universale nella Grotta di S. Angelo presso Santeramo, 1975, Edizioni Adda
  • Vito Tangorra, L'agro materano di Santeramo (Matine, Murge, Pedali), 1983, Edizioni Levante
  • Vito Tangorra, La terra di S. Erasmo: dalle origini al sec. 18", 1969, Adriatica
  • Fondazione Vito Tangorra, Francesco Netti: pittore e critico d'arte", 2008, Editore Santeramo Antica
  • Vito Tangorra, Due chiese di Santeramo e un po' di storia, 1977, Grafica Safra
  • Vito Tangorra, La popolazione di Santeramo tra il 600 e 700, 1980, Tipografia Meridionale
  • Vito Tangorra, Risparmio e credito a Santeramo in Colle, 1977, Grafica Safra
  • Clelia Grattagrisi, Le più antiche carte dell'archivio Caracciolo-Carafa di Santeramo: fondo Caracciolo di Santeramo", 1982, Società di storia patria per la Puglia
  • Vincenzo Volpicella, Ragioni del sign. marchese di Santeramo contra la università, ed uomini di quella terra, 1806, Stamperia Orsiniana
  • Rocco D'Ambrosio, Serafino Germinario. Un prete scomodo, 2007, Edizioni Palomar

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