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Santi martiri concordiesi

Santi Donato, Secondiano, Romolo e compagni

Martiri

 
Morte304
Venerato daChiesa cattolica
Santuario principaleCattedrale di Santo Stefano, Concordia Sagittaria
Ricorrenza17 febbraio
Patrono didiocesi di Concordia-Pordenone
(patroni secondari)

Con il titolo di santi martiri concordiesi è designato un gruppo di settantadue martiri, uccisi a Concordia Sagittaria nel 304 durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano e venerati localmente da alcune diocesi cattoliche del Triveneto.

AgiografiaModifica

Secondo una Passio Martyrum tarda, dalla città di Vicenza arrivarono a Concordia Sagittaria due fratelli cristiani: Donato e Solone. Una volta giunti nella città romana cominciarono a parlare ai suoi cittadini di Gesù e molti chiesero di essere battezzati. Tradizionalmente i nomi sono Donato, Solone Secondiano, Romolo, Crisanto, Eutichio, Giusto, Cordio, Silvano, Neomedio, Lucilla, Policrazio, Ermogio e altri, in tutto settantadue. La tradizione narra che costoro furono arrestati mentre i fratelli vicentini Donato e Solone catechizzavano e battezzavano Neomedio e la figlia Lucilla. Arrivò a Concordia un governatore di nome Eufemio che aveva intenzione di ripristinare la religione pagana. Saputo che in città c'erano dei cristiani li fece arrestare e una volta giunti al palazzo del governatore, Eufemio, li interrogò e poi li fece torturare e frustare. Dato che non avevano intenzione di cambiare proposito, vennero trascinati fuori dalle mura e decapitati lungo le sponde del fiume Lemene. Il loro numero era 72 ed era l'anno 304. I loro corpi furono raccolti da delle persone del luogo. In seguito le ossa furono poste in una preziosa urna che si trova nella cattedrale di Santo Stefano. Nel luogo in cui sono stati uccisi oggi si erge un piccolo sacello.

CultoModifica

La ricorrenza dei martiri di Concordia non compare nel Martirologio Romano. Sono ricordati il 17 febbraio nelle diocesi di Concordia-Pordenone e di Vicenza e nell'arcidiocesi di Gorizia.

La cappella che custodisce l'urna con le loro reliquie nella cattedrale di Concordia Sagittaria è stata proclamata santuario diocesano il 17 febbraio 2018 dal vescovo di Concordia-Pordenone Giuseppe Pellegrini.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica