Santo Spirito della Bainsizza

frazione della città slovena di Nova Gorica
Santo Spirito della Bainsizza
insediamento
Banjšice
Localizzazione
StatoSlovenia Slovenia
Regione statisticaGoriziano
ComuneNova Gorica
Territorio
Coordinate46°03′43.4″N 13°42′18.99″E / 46.062056°N 13.705275°E46.062056; 13.705275 (Santo Spirito della Bainsizza)Coordinate: 46°03′43.4″N 13°42′18.99″E / 46.062056°N 13.705275°E46.062056; 13.705275 (Santo Spirito della Bainsizza)
Altitudine670,9 m s.l.m.
Superficie14,45 km²
Abitanti264 (2002)
Densità18,27 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale5251
Fuso orarioUTC+1
TargaGO
Provincia storicaLitorale
Cartografia
Mappa di localizzazione: Slovenia
Santo Spirito della Bainsizza
Santo Spirito della Bainsizza

Santo Spirito della Bainsizza[1][2] o Santo Spirito della Bansizza[3] (in sloveno Banjšice o Sv. Duh na Banjščici[1], in tedesco Bainsitza St. Spirito[1][4]) è un insediamento (naselje) sparso della Slovenia, frazione del comune di Nuova Gorizia.

La località è situata sull'altopiano della Bainsizza (Banjška planota), a 20,4 km a nord del capoluogo comunale e a 18,9 km dal confine italiano ed è costituita dagli agglomerati di Breghi (Breg), Bucki, Cumeri (Humarji), Locca (Lohke), Ošlakarji, Rob, Lose (Luže), Lusari (Lužarji), Mrcinje, Draga, Podgrič, Trušnje, Podleschie (Podlešče), Rauna[5] (Raven), Kuščarji, Krvavec e Mocrini (Mokrini).

La chiesa parrocchiale del 1825 è dedicata a Santo Spirito (Sv. Duh) ed appartiene alla diocesi di Capodistria.

StoriaModifica

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del Regno ostrogoto, i Longobardi si insediarono nel suo territorio (come nel resto della Carniola), seguiti poi attorno al VI secolo da popolazioni slave. Alla caduta del Regno longobardo subentrarono quindi i Franchi; nell'887 Arnolfo, Re dei Franchi orientali, istituì la marca di Carniola; nel 957 la Carniola passò sotto l'autorità del Duca di Baviera e poi nel 976 nel Ducato di Carinzia appena costituito dall'imperatore Ottone II.
In seguito il Ducato di Carinzia passò, come ricompensa per i servigi resi all'imperatore Rodolfo I contro Ottocaro II di Boemia, a Mainardo II di Tirolo-Gorizia; il suo territorio entrò quindi nella Contea di Gorizia e in seguito della Contea di Gorizia e Gradisca[6] e poi nel 1500 passò alla Casa d’Asburgo.
Con il trattato di Schönbrunn (1809) entrò a far parte delle Province Illiriche.
Col Congresso di Vienna nel 1815 rientrò in mano austriaca divenendo comune autonomo[4].
Durante la Prima guerra mondiale fu teatro della Undicesima battaglia dell'Isonzo, detta anche Battaglia della Bainsizza.
Dopo la Prima guerra mondiale entrò a far parte del Regno d'Italia nella Provincia del Friuli[3] come comune autonomo.
Nel 1927, con la ricostituzione della Provincia di Gorizia[7] il comune cessò di esistere e venne assorbito da quello di Gargaro; passò poi alla Jugoslavia e quindi alla Slovenia.

Alture principaliModifica

Debeli grič, 764 m; Berbirk, 859 m; Smrdikovec, 899 m; Kuk, 788m; Slemo (Sleme), 801 m; Kamerač, 768 m.

Corsi d'acquaModifica

torrente Auzzana (Avšček)

NoteModifica

  1. ^ a b c indicazione trilingue "Bainsizza Heligengeist, Bainsizza S. Spirito, Banjšice Sv. Duha" in: Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz und Gradiska, Istrien). Wien 1906[collegamento interrotto]
  2. ^ Mappa IGM al 100.000, fuso 33
  3. ^ a b Regio Decreto 29 marzo 1923, G.U. 27 aprile 1923, n.99
  4. ^ a b Mappe der Gemeinde Bainsitza St. Spirito, in Küstenlade Görzer Kreis Bezirk Canale, im Jahre 1822[collegamento interrotto] - catasto austriaco franceschino
  5. ^ Rauna[collegamento interrotto] - catasto austriaco franceschino
  6. ^ rielaborazione G.I.S. con i confini attuali e quelli del Josephinische Landesaufnahme (1763-1787), in Isonzo-Soča n.79/80 – Ottobre/Novembre 2008, pg. 18-22, “La Contea di Gorizia tra vecchi e nuovi confini”, Michele Di Bartolomeo
  7. ^ Archivio di Stato di Gorizia, su archiviodistatogorizia.beniculturali.it. URL consultato il 25 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2010).

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