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Santorre Santarosa (sommergibile)

Sommergibile della Regia Marina
Santorre Santarosa
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
TipoSommergibile di media crociera
ClasseBandiera
ProprietàRegia Marina
CantiereOTO, La Spezia
Impostazione1º maggio 1928
Varo22 ottobre 1929
Entrata in servizio29 luglio 1930
Destino finalemesso fuori uso da motosiluranti il 19 gennaio 1943, autodistrutto il giorno seguente
Caratteristiche generali
Dislocamento in immersione1146,87 t
Dislocamento in emersione936,65 t
Lunghezzafuori tutto 69,8 m
Larghezza7,18 m
Pescaggio4,4 m
Profondità operativa100 m
Propulsione2 motori diesel FIAT da 3000 CV totali
2 motori elettrici Savigliano da 1300 CV totali
Velocità in immersione 8,2 nodi
Velocità in emersione 15,1 nodi
Autonomiain superficie 4740 mn a 8,5 nodi
in immersione: 8,2 mn alla velocita di 8,2 nodi
Equipaggio5 ufficiali, 47 sottufficiali e marinai
Armamento
Armamentoalla costruzione:
Note
MottoEx imis ad astra[1] ("Dalle profondità alle stelle")

informazioni prese da [1] e [2]

voci di sommergibili presenti su Wikipedia

Il Santorre Santarosa[3] è stato un sommergibile della Regia Marina.

StoriaModifica

Il 21 giugno 1940 (con il capitano di corvetta Guido Coscia come comandante) fu inviato tra Ibiza e Maiorca; colto però da un guasto, dovette invertire la rotta, facendo ritorno alla base il 26 giugno senza aver avvistato unità nemiche[4].

Successivamente fu mandato a meridione di Creta in missione offensiva; a mezzanotte e dieci del 1º ottobre 1940 attaccò un sommergibile con il lancio di un siluro, andato a vuoto[4].

L'8 novembre 1940 speronò accidentalmente il trabaccolo Giuseppe e Maria al largo di Augusta, affondandolo[5]; seriamente danneggiato, dovette tornare in porto[4].

Fra il 4 e l'8 aprile 1941, mentre era in missione offensiva ad ovest di Malta per contrastare l'operazione britannica «Winch», perse, causa il mare mosso, il guardiamarina Emanuele Peretti[4].

Fu poi destinato al trasporto di rifornimenti per la Libia, al comando del tenente di vascello Giuseppe Simonetti[4].

Il 21 ottobre 1942, mentre stava rientrando a Napoli, fu attaccato da un sommergibile con il lancio di tre siluri, che schivò contromanovrando[4].

Il 15 gennaio 1943 partì per la sua ultima missione di trasporto: quattro giorni dopo andò infatti ad arenarsi sulle di Kaliuscia (Tripolitania), dovendo trasbordare il carico su bettoline[4]. Nella notte seguente (quando tutto il materiale era già stato sbarcato[6]) fu attaccato da motosiluranti britanniche: uno dei siluri (lanciato dalla MTB. 260[6]) andò a segno, uccidendo due uomini (il capo di seconda classe Vito Boccellato ed il marinaio Gaetano Aprile[7]) e riducendo il Santarosa ad un relitto.

Il 20 gennaio 1943 il relitto del sommergibile, per evitarne la cattura (tre giorni dopo Tripoli sarebbe stata occupata dagli inglesi) fu minato e fatto saltare in aria[4][8].

NoteModifica

  1. ^ I motti delle navi italiane, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1998, p. 77.
  2. ^ Da Navypedia.
  3. ^ Il nome corretto del patriota da cui il sommergibile prese il nome è Santorre di Santa Rosa; probabile che Santorre Santarosa sia derivato da un refuso nella trascrizione del nome
  4. ^ a b c d e f g h Sommergibile Luciano Manara
  5. ^ Rolando Notarangelo, Gian Paolo Pagano, Navi Mercantili Perdute (USMM), p. 225
  6. ^ a b Trentoincina
  7. ^ Caduti
  8. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 357
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