Santuario della Madonna di Pietraquaria

edificio religioso di Avezzano
Santuario della Madonna di Pietraquaria
Facciata Pietraquaria.jpg
Santuario della Madonna di Pietraquaria
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàAvezzano
Religionecattolica
TitolareMadonna di Pietraquaria
OrdineFrati minori cappuccini
Diocesi Avezzano
Stile architettonicoBarocco,

neoclassico

Inizio costruzione1614 (ultima ricostruzione)
CompletamentoXVII secolo
Sito webwww.madonnadipietraquaria.org

Coordinate: 42°01′23.02″N 13°24′01.39″E / 42.02306°N 13.400386°E42.02306; 13.400386

Il santuario della Madonna di Pietraquaria è un edificio religioso situato sul monte Salviano a circa 1.000 m s.l.m. nel territorio comunale di Avezzano, in Abruzzo. È dedicato alla Madonna di Pietraquaria.

StoriaModifica

 
Madonna di Pietraquaria a protezione della città di Avezzano (Serigrafia di Fedele De Bernardinis, 1791)

Nel Medioevo, prima del 1268, Pietraquaria era un centro fortificato, appartenente alla contea di Albe. Qui sorgeva la chiesa dedicata a Santa Maria, non distante da quelle dedicate a San Giovanni e a San Pietro. Nella chiesa dedicata alla Vergine c'era un quadro della Madonna, venerata dagli abitanti del luogo e da quelli del territorio circostante. Le vicende storiche della battaglia di Tagliacozzo, avvenuta nel 1268 nei piani Palentini tra Carlo I d'Angiò e Corradino di Svevia, portarono con ogni probabilità alla distruzione del centro di Petram Aquarium e costrinsero gli abitanti a trasferirsi nella sottostante Avezzano in piazza Pantano, successivamente chiamata piazza San Bartolomeo.

L'immagine della Vergine rimase tra le mura diroccate della chiesa[1][2]. Lo storico Tommaso Brogi ha confermato che l'origine del nome si è avuta nel corso dei lavori per l'ampliamento del piazzale antistante il santuario: durante lo scavo e la demolizione della roccia in quella zona apparvero ben delineati e distanziati dei vani-cisterna; furono inoltre rinvenuti dei canali pietrosi che si suppone servissero per scaricare l'acqua dai serbatoi[3].

La chiesa, ricostruita ed ampliata più volte nel corso dei secoli, venne danneggiata gravemente dal terremoto della Marsica del 1915 e riaperta al culto nel 1969[4]. Il 1º gennaio del 1978, Maria Santissima di Pietraquaria è stata proclamata patrona della città di Avezzano[5].

L'apparizione MarianaModifica

La tradizione orale ha portato ai giorni nostri l'incontro tra un pastorello sordomuto di Avezzano a cui mentre pascolava il gregge sul monte Salviano contemplando le acque del Fucino, apparve la Madonna vestita di bianco su una mula. Ella si rivolse a lui con dolci parole, che miracolosamente il sordomuto riuscì ad ascoltare e gli chiese di far ricostruire dagli avezzanesi la sua chiesa. Il pastorello scese di corsa dal monte Salviano e raggiunta Avezzano si recò dal parroco, al quale riferì quanto raccomandato dalla Vergine, e cioè di restaurare Santa Maria e di riporre degnamente la sacra immagine sull'altare. La cappella dell'Apparizione situata lungo la via Crucis sul Salviano conserva il calco che la mula della Madonna incise nella pietra con un colpo di zoccolo prima di svanire con la Vergine. La ricostruzione della chiesa avvenne nell'anno 1614 dalle fondamenta e ampliando l'edificio religioso[6][7] tanto che si diffuse ancor di più il culto della Vergine di Pietraquaria[8].

Le grazieModifica

 
Roccia con impresso il calco dello zoccolo della mula
 
Il nucleo di Pietraquaria visto dal monte Cimarani

Sono cinque le grazie elargite dalla Madonna di Pietraquaria per effetto delle quali l'immagine venne solennemente incoronata nel 1838 dal Capitolo Vaticano[6]:

la liberazione dalla siccità nel 27 aprile 1779 dopo processione di penitenza per cui la festa annuale della Madonna venne fissata in detta data (prima la Madonna di Pietraquaria veniva festeggiata nella quarta domenica di maggio). Il 27 aprile del 1779, la popolazione di Avezzano ebbe delle gravi difficoltà a causa di una lunga siccità che causò problemi vari e scarsità di alimenti. Gli abitanti della cittadina pregarono incessantemente la Madonna che portarono in processione dal santuario del monte Salviano a Lei dedicato al centro urbano[9]. All'ingresso del corteo su via Napoli si verificò un miracoloso temporale che ruppe l'aridità, la popolazione poté riprendere a curare le colture con il necessario vigore[10]. Nello stesso anno grazie alle offerte e alle donazioni da parte dei cittadini di Avezzano l'edificio sacro venne ampliato e con esso crebbe la venerazione[11]; la liberazione dal sacco di Avezzano dei briganti e dei francesi che l'avevano depredata nei primi anni del XIX secolo; la cessazione delle acque alluvionanti nel 1836; la liberazione dal colera nel 1837[6].

Inoltre il 27 aprile del 1944 le fortezze volanti degli anglo-americani si levarono in volo per radere al suolo la città, già pesantemente bombardata, poiché rappresentava uno snodo ferroviario e stradale strategicamente importante per i rifornimenti dei nazisti. Secondo la credenza popolare grazie all'intercessione della Madonna la fitta nube che ricoprì quel giorno Avezzano costrinse le forze degli Alleati a cambiare obiettivo e a dirigersi altrove.

Presso il santuario di Pietraquaria, i visitatori possono ammirare circa cento ex voto, esposti nei locali della Confraternita, donati da coloro che nel passato hanno ritenuto di aver ottenuto delle grazie da Maria Vergine di Pietraquaria[12].

La Confraternita di Maria SS. di PietraquariaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Confraternita di Maria Santissima di Pietraquaria.

La Confraternita di Maria SS. di Pietraquaria è stata fondata nel 1891. Dal 1878 il santuario è custodito dai frati cappuccini, prima di loro da eremiti laici che si stabilirono nel convento edificato nel 1840. Il terremoto della Marsica del 1915 causò gravi danni al santuario, mentre il convento poté ospitare i religiosi venuti in aiuto dei superstiti.

In occasione del trentennale della visita in terra marsicana di Papa Giovanni Paolo II (24 marzo 1985) la Pro loco di Avezzano di concerto con la Confraternita di Maria SS. di Pietraquaria ha inaugurato un mosaico, realizzato dall'artista Rita Monaco, raffigurante Papa Karol Wojtyla ed una teca contenente alcuni reperti della visita custoditi come reliquie[13][14].

DescrizioneModifica

 
Facciata e campanile

EsternoModifica

L'impianto è a croce latina con navata unica. La facciata è intonacata di bianco con quattro piccoli contrafforti che sostengono un cornicione mosaicato d'oro con la scritta "AVE MARIA".

L'architrave è anche essa decorata da un mosaico dedicato alla Madonna. Il campanile sulla sinistra è una torre senza cuspide in pietra grezza. Accanto al campanile si snoda un portico che termina in un edificio rettangolare irregolare che è la casa dei padri cappuccini e dei pellegrini, annesso al quale si trova la Domus Mariae, realizzata negli anni cinquanta e utilizzata per ritiri spirituali, la cui custodia è affidata alle suore benedettine di carità.

InternoModifica

Dentro è a navata unica, con le volte intonacate di bianco. L'abside è molto allargata con decorazioni geometriche. Gli altari in tutto sono tre con altre due nicchie. Alcuni affreschi riproducono le scene dell'apparizione della Vergine al giovane pastore e delle grazie compiute. Il grande quadro originale raffigurante la Madonna con il Bambino è collocato in una nicchia d'onice sulla parete di fondo dell'abside. Le vetrate sono state realizzate nel 1992 dall'artista Marcello Ercole che ha raffigurato scene ispirate al Cantico delle creature di san Francesco d'Assisi[6][15].

NoteModifica

  1. ^ Santuario Madonna di Pietraquaria, Frati minori cappuccini d'Abruzzo. URL consultato il 21 maggio 2017.
  2. ^ Emanuela Ricci, Madonna di Pietraquaria, in Periodico Oasi Betania, Alvito, 2009.
  3. ^ Brogi, 1954, p. 14.
  4. ^ Bontempi, 1972, p. 46.
  5. ^ Madonna di Pietraquaria, Terre Marsicane, 17 ottobre 2011. URL consultato il 1º gennaio 2018.
  6. ^ a b c d Santuario della Madonna di Pietraquaria, Diocesi di Avezzano. URL consultato il 27 aprile 2019.
  7. ^ Documenti e deposizioni attestati nell'atto di notorietà rogato dal notaro Pietro Orlandi il 27 giugno 1838
  8. ^ Febonio, 1678, lib. III, p. 131.
  9. ^ Pagani, 1966, p. 240.
  10. ^ Palmieri, 2006, pp. 181-188.
  11. ^ Pagani, 1966, p. 242.
  12. ^ Brogi, 1954, pp. 29-33.
  13. ^ Reliquie e mosaico di Papa Wojtyla, Terre Marsicane, 23 marzo 2015. URL consultato il 1º gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  14. ^ La fraternità di Pietraquaria, su madonnadipietraquaria.org. URL consultato il 4 novembre 2018.
  15. ^ Santuario della Madonna di Pietraquaria, Maria di Nazareth.

BibliografiaModifica

  • Pietro Bontempi, Santuari d'Abruzzo. Sotto l'aspetto religioso, storico, artistico e folkloristico, Casamari, Tipografia dell'Abbazia, 1972, SBN IT\ICCU\SBL\0378265.
  • Tommaso Brogi, Il santuario ed il castello di Pietraquaria nella Marsica, Roma, Istituto Grafico Tiberino, 1954, SBN IT\ICCU\AQ1\0055216.
  • Muzio Febonio, Historiae Marsorum (libri tres), Napoli, Michaelem Monachum, 1678, SBN IT\ICCU\SBLE\003381.
  • Giovanni Pagani, Pietraquaria e il suo Santuario dalle origini ai giorni nostri, Avezzano, La voce del Santuario di Pietraquaria, 1979, SBN IT\ICCU\SBL\0395109.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN316732562