Santuario di Maria Ausiliatrice

basilica cattolica della città di Torino
Basilica santuario
di Maria Ausiliatrice
Santuario di Maria Ausiliatrice Torino.jpg
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
LocalitàTorino
ReligioneCattolica
Arcidiocesi Torino
Consacrazione9 giugno 1868
Stile architettonicoNeoclassico
Inizio costruzione1865
Completamento1868
Sito webbasilicamariaausiliatrice.it/home-3/?lang=en

Coordinate: 45°04′52″N 7°40′33.74″E / 45.08111°N 7.67604°E45.08111; 7.67604

Il santuario di Maria Ausiliatrice è una basilica[1] cattolica della città di Torino.

Inaugurato il 9 giugno 1868, il Santuario fu voluto da san Giovanni Bosco, ed è circondato da un vasto comprensorio, chiamato Valdocco, poiché nel quartiere omonimo, oppure anche comprensorio salesiano; qui proliferano molte delle attività gestite dai salesiani e solitamente dedicate ai giovani, come scuole, attività sportive ed oratori.

La Basilica principale fu progettata dall'ingegnere Antonio Spezia. Tale chiesa venne dedicata a Maria, invocata da don Bosco come Ausiliatrice. Il 28 giugno 1911 fu elevata alla dignità di basilica minore[2], ma fu ingrandita soltanto tra il 1934 e il 1942, in concomitanza con la canonizzazione di don Bosco, le cui spoglie sono oggi ospitate in una cappella completata nel 1938[3]

StoriaModifica

La Tettoia Pinardi e la chiesetta di S. Francesco di SalesModifica

Nel 1841 la zona Valdocco di Torino si presentava ancora piena di campi, e qualche cascina. Qui, Don Giovanni Bosco, già in servizio nella città da alcuni anni, individuò qui l'antica cascina di Francesco Pinardi, in affitto, come sede per accogliere i giovani disadattati e disoccupati, soprattutto ragazzini che egli incontrava nella vicina Porta Palazzo.
Con l'aiuto di Giulia Falletti Marchesa di Barolo e dell'allora nascente congregazione salesiana, Don Bosco riuscì a rilevare i terreni e ampliare così l'accoglienza dei giovani, in quella che, presto diventerà la nota "Tettoia Pinardi", adibita ad oratorio già dalla primavera del 1846.

Ben presto, di fianco alla Tettoia fu aggiunta una piccola chiesa, adibita a cappella, e dedicata a San Francesco di Sales. Questa fu costruita su progetto del Cavalier Blachier ed eretta nel periodo 1850-1852. Ancor oggi, la chiesetta, che i salesiani soprannominano la loro "Porziuncola Salesiana", è accessibile dal cortile interno, situata esattamente dietro l'attuale Basilica e dalla parte nord della Tettoia Pinardi, uest'ultima inglobata nei porticati dell'attuale manica centrale.[4].

La Basilica e il comprensorioModifica

Negli anni poi, le attività si moltiplicarono, e Valdocco divenne il centro propulsore della nascente non che con congregazione dei Salesiani.
Volendo affidare alla protezione di Maria tutti i suoi ragazzi e le sue attività, il futuro santo pensò, oltre che alla costruzione di un vero e proprio comprensorio, dotato di edifici per accogliere religiosi e pellegrini, di far costruire un santuario dedicato a lei, affidandone i lavori all'architetto Antonio Spezia, che ne diresse la costruzione dal 1865 sino al termine dei lavori. La prima pietra del santuario venne posta il 27 aprile 1865 alla presenza del principe Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, figlio secondogenito del re Vittorio Emanuele II; il 23 settembre 1866 venne terminata la grande cupola di 19 metri di diametro minore e nel 1867 la chiesa poté dirsi finita con il posizionamento della grande statua della Madonna al termine della cupola stessa. La consacrazione ebbe luogo il 9 giugno 1868.

Importanti furono anche gli ingrandimenti e le decorazioni esterne, compresa l'area oratoriale nord, a opera dell'architetto don Giulio Valotti, ed operate dal 1935 al 1952. Oggi il comprensorio salesiano di Torino raggiunge la sua estensione con altre palazzine ed oratori fino a Via Sassari, più un piccolo teatro sul lato via Salerno.

La struttura della BasilicaModifica

 
Altare nella chiesa di Maria Ausiliatrice. Pala di Tommaso Lorenzone (1868)
 
Targa che ricorda la presenza di Mamma Margherita all'interno dei locali dell'oratorio salesiano

EsternoModifica

L'edificio, della seconda metà del XIX secolo, ha una facciata in stile neo-rinascimentale sul modello palladiano della chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia, con un timpano, retto da quattro colonne, sul quale sono poste le statue dei martiri Solutore, Avventore e Ottavio.
A lato del timpano sono le statue di san Massimo e di san Francesco di Sales.
Sull'architrave sotto il timpano è la scritta: "Maria auxilium christianorum ora pro nobis" e sotto il rosone la statua in marmo di Gesù tra i fanciulli.
Tra le colonne, a destra e a sinistra della fascia centrale, due altorilievi rappresentano S. Pio V annuncia la vittoria di Lepanto e Pio VII incorona Maria.
Nel 1867 la cupola venne ornata da una statua dorata della Madonna opera di Camillo Boggio.
Infine, nel 1920 sulla rotonda di fronte alla chiesa venne collocato il monumento a don Bosco, di Gaetano Cellini.

InternoModifica

 
L'ingresso della cappella delle reliquie.

La chiesa ha una pianta a croce latina e una decorazione in marmi policromi voluta dal beato Michele Rua, primo successore di don Bosco. Sopra il tabernacolo si trova il grande dipinto che rappresenta Maria ausiliatrice, voluto da san Giovanni Bosco e realizzato da Tommaso Lorenzone, mentre l'affresco della cupola è di Giuseppe Rollini. A Carlo Cussetti si devono i decori sulle volte delle gallerie che circondano le due cappelle che affiancano l'altare maggiore, e quelli della cupola minore costruita da Giulio Vallotti[5].

L'interno della basilica custodisce, oltre a quello maggiore, quattro altari laterali: entrando dall'ingresso principale, sulla destra, si trova quello dedicato a santa Maria Mazzarello, cofondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, mentre di fronte quello intitolato a san Domenico Savio, giovane allievo di don Bosco e protettore dei ragazzi; proseguendo per la navata, superato l'accesso alla cosiddetta "cappella delle Reliquie" (si legga sotto), sulla destra si incontra l'altare di don Bosco, monumentale opera progettata dall'architetto Mario Ceradini che conserva le spoglie del Santo e, infine, di fronte, la cappella dedicata a san Giuseppe, l'unica rimasta come l'aveva voluta il fondatore, nel cui quadro, in basso, si vede il complesso della basilica come si presentava poco dopo la costruzione.

Dalla navata centrale una scala conduce alla cripta, la "Cappella delle Reliquie", dove, tra le altre, è conservata la reliquia del legno della Santa Croce; in questo luogo, progettato dall'architetto Giulio Valotti, salesiano[6], viene collocato il punto preciso che la Madonna avrebbe indicato per dare inizio alla costruzione del santuario.[7]

Organo a canneModifica

Sulla cantoria alla sinistra dell'abside si trova l'organo a canne Tamburini opus 227, costruito nel 1941 su progetto di Ulisse Matthey. Integro nelle sue caratteristiche foniche originarie, è a trasmissione elettrica e dispone di 65 registri; la sua consolle, anch'essa in cantoria, ha tre tastiere e pedaliera. Lo strumento dispone anche di una consolle ausiliaria ad unico manuale e pedaliera per la sola sezione corale, (situata al disotto della stessa cantoria).

CultoModifica

La festa del santuario cade il 24 maggio.[8]

NoteModifica

  1. ^ Sezione Santuario-basilica di Maria Ausiliatrice sul sito ufficiale della casa madre dei salesiani - Torino www.donbosco-torino.it (ultimo accesso il 31 marzo 2010)
  2. ^ (EN) Gcatholic.org Basilics in Italy
  3. ^ Basilica di Maria Ausiliatrice, scheda su www.museotorino.it
  4. ^ Sezione Cappella Pinardi sul sito ufficiale della casa madre dei salesiani - Torino www.donbosco-torino.it (ultimo accesso il 31 marzo 2010)
  5. ^ Natale Maffioli, CARLO CUSSETTI: Un pittore per la Basilica di Maria Ausiliatrice, su donbosco-torino.it. URL consultato il 1º febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  6. ^ Studi piemontesi, Volume 18, Centro studi piemontesi, 1989, vedi Google books (ultimo accesso: 26 settembre 2015)
  7. ^ San Giovanni Bosco Sacerdote, scheda di Cristina Siccardi su www.santiebeati.it (ultimo accesso: 26 settembre 2015)
  8. ^ 24 MAGGIO - MARIA AUSILIATRICE, pagina web su www.preghiereperlafamiglia.it (ultimo accesso: 26 settembre 2015)

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