Santuario di Nostra Signora della Graffignana

Santuario di Nostra Signora della Graffignana
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàCasalbuttano ed Uniti
Religionecattolica
TitolareMaria
Diocesi Cremona
Inizio costruzione1704
Completamento1704
Sito webwww.panoramio.com/photo/6458371

Coordinate: 45°14′47″N 9°59′06″E / 45.246389°N 9.985°E45.246389; 9.985

Il santuario di Nostra Signora della Graffignana si trova in località San Vito di Casalbuttano ed Uniti, provincia di Cremona. Ubicato sulla SP86 tra Cignone e San Martino in Beliseto. Ufficialmente nominato santuario dell'Immacolata Concezione, è noto come "Nostra Signora della Graffignana", nome di un cascina a corte nelle vicinanze[1].

StoriaModifica

L'origine è da collegarsi a uno dei periodi più tristi della storia cremonese: la guerra dei francesi contro gli ispano-tedeschi del 1656-1657. I militari francesi, sotto il comando di Francesco I d'Este, duca di Modena e Reggio, arrivarono fino a Cremona compiendo saccheggio. Nel giorno di Pentecoste del 1668, secondo la leggenda, vi fu un'apparizione: una dodicenne sordomuta dalla nascita (Brigida Busetti) si recò alla Graffignana. In prossimità delle macerie della Cappella dedicata alla Madonna distrutta dai francesi, ebbe la visione della Madonna che esortò la piccola a disseppellire tra le rovine la sua immagine e quella di suo figlio Gesù. Nel 1704 venne eretto il santuario presente ancora oggi. Negli anni è stato restaurato e da ricordare è l'opera di Riccardo Palanti.

Santuario della Nostra Signora della Graffignana, è situato lungo la strada provinciale quinzanese nei pressi della frazione San Vito di Casalbuttano che ospita anche la chiesa parrocchiale dedicata a san Vito Martire Il santuario è dedicato all'Immacolata Concezione, ma è più comunemente conosciuto come Nostra Signora della Graffignana, derivando il nome da una cascina che sorge nei pressi. L'edificio sacro fu costruito nel XVIII secolo sui resti di un più antico, all'interno del quale la tradizione vuole sia avvenuto un evento miracoloso. Un antico oratorio era stato distrutto dalle truppe francesi al soldo di Francesco I duca di Modena; tornata la pace e allontanato l'esercito dal territorio cremonese, nel giorno della Pentecoste del 1668 accadde un fatto straordinario. Una fanciulla di dodici anni, sordomuta dalla nascita (secondo la tradizione si chiamava Brigida Busetti), partì da San Vito verso i campi della Graffignana. Giunta dove giacevano le macerie della cappelletta, la bambina vide una splendida Signora, sul tronco reciso di un fico. Si parlarono, la fanciulla riacquistò la parola e l'udito, narrò al padre che la Signora le aveva detto di andare a disseppellire dalle rovine l'antica effigie della Madonna con il Bambino. Una volta ritrovata, tutti gli abitanti accorsero a vedere la statua e l'evento miracoloso; così si decise di ricostruire il tempio. Nel 1704 il progetto fu realizzato, come recita una piccola lapide murata sul fronte del Santuario: “Imperversando ovunque la guerra, nello spazio di sei mesi essa stessa, la Vergine, si eresse questo santuario nel 1704”. L'interno, a unica navata, è costellato di ex-voto, tra cui due bassorilievi collocati dalla famiglia Turina. I medaglioni illustrano la grazia ricevuta dalla Madonna. Sul primo vi è scolpito un cocchio a pariglie coi cavalli imbizzarriti e in corsa per sfuggire all'aggressione di malfattori la sera del 26 febbraio 1825. L'altra reca la stessa data e la scritta: “Le preci della madre Turina e dei figli prevalsero sugli assalti degli empi”.

NoteModifica

  1. ^ Santuari della diocesi di Cremona, su diocesidicremona.it, 15/05/2013.

Fonti: http://www.casalbuttano.it/docs/highlights/Guida%20turistica%20Casalbuttano.pdf

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