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Santuario di Nostra Signora della Guardia (Castiglione Chiavarese)

edificio religioso di Castiglione Chiavarese
Santuario di Nostra Signora della Guardia
Nostra Signora della Guardia, vista di tre quarti - panoramio.jpg
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàVelva (Castiglione Chiavarese)
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareNostra Signora della Guardia
Diocesi Chiavari
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzioneXIX secolo
CompletamentoXIX secolo

Coordinate: 44°17′02.67″N 9°33′26.73″E / 44.284075°N 9.557425°E44.284075; 9.557425

Il santuario di Nostra Signora della Guardia è un luogo di culto cattolico situato nella frazione di Velva, in via al Santuario di Nostra Signora della Guardia, nel comune di Castiglione Chiavarese nella città metropolitana di Genova.

L'edificio è situato al confine con il comune di Maissana, sulla linea di valico della strada provinciale 523 del Colle di Centocroci collegante la valle genovese del torrente Petronio con la media val di Vara in provincia della Spezia.

StoriaModifica

 
L'interno del santuario

L'edificazione di una cappella fu voluta dalla popolazione della frazione di Velva che fece espressiva richiesta al rettore della parrocchia di San Torpete di Genova monsignor Luigi Persoglio[1] che nel periodo estivo soggiornava a Velva. Quest'ultimo suggerì l'idea della realizzazione di un santuario.

I lavori per l'edificazione del nuovo edificio di culto a Velva furono affidati all'architetto Maurizio Dufour nel corso del XIX secolo, già autore di diverse opere architettoniche a Genova e in Liguria. Durante l'edificazione fu eseguito un primo gruppo ligneo della Madonna della Guardia dello scultore Antonio Canepa nel 1892.

DescrizioneModifica

ArchitetturaModifica

 
Particolare del timpano della facciata

Tale opera venne conservata, prima del suo posizionamento definitivo all'interno del santuario di Velva, nella basilica di Santa Maria delle Vigne e in seguito in quella di San Torpete, entrambe nel capoluogo ligure. La statua raccolse ampia devozione tra la popolazione genovese, numerose furono infatti le offerte in denaro, tanto che - come testimoniano alcuni racconti locali - l'effigie mariana fu trasferita il 25 agosto del 1894 a Velva quasi di nascosto. Lo stesso scultore fu poco tempo dopo incaricato di scolpire un'identica scultura tuttora ubicata presso l'omonimo santuario sul monte Figogna a Ceranesi.

All'interno è inoltre conservato un crocefisso in legno dello stesso scultore e sull'altare laterale, intitolato a san Giuseppe, è presente un'immagine del santo della pittrice Teresa Icardi del 1894. Ogni anno vi svolge la festività omonima il 29 agosto con sagra paesana.

Sul campanile è alloggiato un concerto di quattro campane, realizzato nel 1907 dalla fonderia Francesco Picasso di Recco, intonato sulle prime quattro note della scala musicale di FA 3 maggiore. Le due campane maggiori presentano fori di proiettili, provocati durante l'ultimo conflitto mondiale.

Organo a canneModifica

Nel santuario si trova l'organo a canne Mascioni opus 365, costruito nel 1925 e ampliato nel 1973 dalla ditta Marin di Genova, con due manuali e diversi registri. A trasmissione elettro-pneumatica, ha due tastiere di 61 note ed una pedaliera di 32. La sua disposizione fonica è la seguente[2]:

Primo manuale
Principale 8'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Ripieno 4 file
Flauto 8'
Salicionale 8'
Voce umana 8'[3]
Secondo manuale
Viola 8'
Bordone 8'
Flauto 4'
Flauto in XII
Flautino 2'
Terzina 1' 3/5
Concerto viole 8'
Cornetto combinato
Oboe 8'
Tremolo
Pedale
Subbasso 16'
Basso 8'.

PoesiaModifica

Il santuario ha ispirato i versi della poetessa genovese Grazia Raffa (1931-2018) che nel 1999 hanno portato alla pubblicazione del libro Santuario N.S. della Guardia in Velva Nella cornice poetica di Grazia Raffa un secolo di storia e devozione mariana[1].

NoteModifica

  1. ^ a b Santuario.
  2. ^ Fonte (PDF), su mascioni-organs.com.
  3. ^ In cassa espressiva

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica