Apri il menu principale
Santuario di Nostra Signora di Pontelungo
Albenga-santuario di nostra signora di pontelungo.jpg
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàAlbenga
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria
Diocesi Albenga-Imperia
Inizio costruzione1715
Completamento1722
Sito webSito ufficiale

Coordinate: 44°03′19.35″N 8°12′47.18″E / 44.055375°N 8.213106°E44.055375; 8.213106

Il santuario di Nostra Signora di Pontelungo è un luogo di culto cattolico situato nel comune di Albenga, lungo la strada provinciale 1 Via Aurelia (viale Pontelungo) tra i due comuni di Albenga e Ceriale, in provincia di Savona. Il santuario si trova tra coltivazioni in serra, tipiche della piana albenganese, adiacenti ai resti di un antico ponte - "Pontelungo" - di epoca romana.

Indice

StoriaModifica

 
Il ponte d'epoca romana nei pressi del santuario

La denominazione "di Pontelungo" deriverebbe proprio dal vicino ponte romano a dieci arcate che anticamente permetteva l'attraversamento del torrente Arroscia. Ad oggi dell'antico reperto romano rimangono visibili parte della pavimentazione stradale e alcune tracce delle arcate.

Secondo le fonti storiche locali fu una primitiva comunità cristiana ad erigere un piccolo ospizio, utile ai viandanti e ai pellegrini per il riposo, e una cappella officiata dai monaci benedettini del monastero dell'isola Gallinara. Proprio la vicinanza con l'attraversamento romano fece sì che tale cappella assunse l'antica denominazione de Ecclesia Sanctae Mariae Pontis Arosciae (chiesa di Santa Maria in capo al ponte sull'Arroscia).

Intorno al 1250 l'ospizio, grazie alle numerose donazioni-lasciti di famiglie nobili e all'opera dei monaci, fu ingrandito e trasformato in un ospedale; nello stesso periodo l'edificio religioso assunse l'attuale denominazione di chiesa di Pontelungo. Nel 1330 entrambe le strutture divennero proprietà della locale diocesi di Albenga e fu nel 1500 che l'ospedale venne definitivamente chiuso.

Nel 1502 venne donato da Genova, nelle mani del commendatore Gian Battista Campofregoso, il trittico raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Sisto papa del pittore Giovanni Barbagelata. Nel 1715, grazie alla donazione degli abitanti e del municipio albenganese, furono commissionati i lavori per la nuova chiesa che nel 1722 fu completata. In seguito verranno effettuati altre aggiunte e modifiche al coro, al presbiterio e alle cappelle laterali.

Dal 1886 sino al 2005 il santuario, divenuto in seguito diocesano, fu gestito dai Frati Minori Francescani che passarono il testimone in quell'anno ai Frati Francescani dell'Immacolata.

La leggendaModifica

La leggenda saracena trae origine da un vero e documentato fatto storico avvenuto il 2 luglio del 1637. In tale ricorrenza - il 2 luglio vi si celebra la festività della Madonna di Pontelungo - mentre gli abitanti di Albenga erano impegnati nelle celebrazioni religiose, la vicina Ceriale venne assaltata dai pirati saraceni culminante con l'uccisione di trenta persone e il rapimento di quasi trecento persone.

Dopo la devastazione di Ceriale i pirati si incamminarono verso Albenga, con l'ovvia intenzione di ripetere il massacro, ma come asserisce la leggenda popolare furono abbagliati da uno strano splendore proveniente dal santuario; i saraceni, spaventati, rinunciarono all'impresa e tornarono alle loro navi.

DescrizioneModifica

All'interno del santuario è conservato un trittico del pittore Giovanni Barbagelata, donato da Genova. Tale dipinto ritrae la Madonna con il Bambino Gesù, quest'ultimo tenuto sulle ginocchia e con una colomba simbolo di pace, dove nella mano della Vergine viene rappresentato il frutto di un melograno; il frutto rappresenterebbe l'abbondanza di grazie dalla Madonna riversate agli uomini. Nel trittico sono inoltre raffigurati, ai lati, i santi Giovanni Battista e Sisto.

Grazie alla devozione dei fedeli verso l'immagine mariana a partire dal 1618 si celebra annualmente il 2 luglio la festa della Visitazione. Il dipinto fu il 22 dicembre 1722 incoronato all'interno della cattedrale di Albenga e in seguito trasportato in processione dagli abitanti fino al santuario mariano.

BibliografiaModifica

  • Giovanni Meriana, Guida ai Santuari in Liguria, Genova, Sagep Editrice, 1990, ISBN 88-7058-361-9.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica