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Santuario di Santa Maria delle Grazie (Fornò)

edificio religioso di Fornò
Santuario di Santa Maria delle Grazie
Santuario di Santa Maria delle Grazie di Fornò.JPG
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàFornò (Forlimpopoli)
Religionecattolica di rito latino (originariamente: di rito bizantino)
TitolareSanta Maria
Diocesi Forlì-Bertinoro
FondatorePietro Bianco
Inizio costruzioneXV secolo

Coordinate: 44°13′35.5″N 12°06′49.7″E / 44.226528°N 12.113806°E44.226528; 12.113806

Il santuario di Santa Maria delle Grazie di Fornò sorge nella frazione di Fornò, nella campagna ad est di Forlì, verso l'attuale zona industriale e in direzione Forlimpopoli.

È stato definito da Mariacristina Gori "il monumento più singolare del territorio forlivese, anzitutto perché a date assai precoci adotta, in modo totalmente inconsueto per un edificio dedicato alla Vergine, una pianta centrale. L'ampiezza della fabbrica, inoltre, appare sicuramente eccezionale"[1]: la pianta circolare risulta, infatti, di 34 metri di diametro.

Il santuario, pertanto, va annoverato fra le più significative chiese circolari d'Italia. Riccardo Lanzoni lo definisce, infatti, "un'opera d'arte, pressoché unica in Italia, se non nell'Europa occidentale"[2].

Indice

Storia e architetturaModifica

 
Facciata del santuario
Il santuario all'inizio del Novecento e come appare oggi. Il campanile è stato distrutto durante la seconda guerra mondiale

La costruzione, che risale alla seconda metà del XV secolo, ebbe come fondatore Pietro Bianco (Pjetër Bardhi) da Durazzo che nel 1448, dopo aver fatto il pirata, ormai zoppo giunse come eremita biancovestito (da cui il soprannome Bianco) a Forlì, dove dimostrò grandissima devozione.

Edificato in città un piccolo oratorio intitolato a santa Maria delle Grazie, noto come la Madonna del Pianto o, per evidenti motivi, la Celletta dello Zoppo, Pietro si spostò nella zona di Fornò, allora boscosa, dove, avendo trovato un'immagine di Maria, decise di costruire il santuario.

Per la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Fornò, Agostino di Duccio eseguì due interessanti lavori:

  • nel 1454-1455, una Madonna col Bambino, pregevole statua ad altezza naturale (cm 174), ora conservata nel Vescovado (già Palazzo Marchesi) di Forlì; una copia della medesima è stata ricollocata nel marzo 2016 nella stessa nicchia, in alto sul portale d'ingresso, dove c'era la precedente;
  • nello stesso periodo della Madonna col Bambino, ma con datazione incerta, La Santissima Trinità adorata da Pietro Bianco, bassorilievo in marmo con un impianto simile a quello della Trinità di Masaccio.

Attribuito a Leone Cobelli è invece l'affresco con la Deposizione dalla Croce ed un ritratto dell'eremita Pietro Bianco.

NoteModifica

  1. ^ Gori 2005.
  2. ^ La Storia di Fornò, su santuariodiforno.it (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

BibliografiaModifica

  • Mariacristina Gori, Il Santuario di S. Maria delle Grazie a Fornò e i dipinti dei suoi altari (PDF), in Forlimpopoli, XVI, 2005, pp. 115–138.
  • Piergiorgio Pasini, Una Madonna di Agostino di Duccio a Fornò, in Culture figurative e materiali tra Emilia e Marche. Studi in memoria di Mario Zuffa, a cura di Paola Delbianco, Rimini 1984, pp. 533–542.
  • Gino Evangelisti, Il santuario di S. Maria delle Grazie di Fornò: singolarità architettoniche e iconografiche, in Il carrobbio. Tradizioni, problemi, immagini dell'Emilia-Romagna, XIII (1987), pp. 145–152.
  • Barbara Pagano, La chiesa a pianta centrale nella Romagna del Rinascimento, in Studi romagnoli, LVII (2006), pp. 465–489.
  • Renzo Rasi, Dalle memorie di G. B. Mambelli: il santuario di Fornò e il restauro del 1853-1857 (PDF), in Forlimpopoli, XVII, 2006, pp. 165–186.

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