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Tempio nazionale a Maria Madre e Regina
Santuario Monte Grisa 001.jpg
Una veduta del Santuario
StatoItalia Italia
RegioneFriuli Venezia Giulia
LocalitàTrieste
ReligioneChiesa cattolica di rito romano
Diocesi Trieste
Consacrazione1966
Inizio costruzione1963
Completamento1965
Sito webSito ufficiale del Santuario

Coordinate: 45°41′35.2″N 13°44′57.18″E / 45.693111°N 13.749217°E45.693111; 13.749217

Il tempio nazionale a Maria Madre e Regina (in sloveno Svetišče na Vejni) è una chiesa cattolica a nord della città di Trieste, posta all'altitudine di 330 metri sul monte Grisa (in sloveno Vejna), da dove si ha una vista spettacolare della città e del golfo.

Fu progettato dall'architetto Antonio Guacci su schizzo del vescovo di Trieste e Capodistria Antonio Santin: la struttura triangolare evoca la lettera M come simbolo della Vergine Maria. La costruzione avvenne tra il 1963 e il 1965, mentre l'inaugurazione, ad opera dello stesso vescovo, avvenne il 22 maggio 1966. Il santuario è caratterizzato da un'imponente struttura in cemento armato, con la presenza di due chiese sovrapposte.

Indice

StoriaModifica

Nel 1945 il vescovo di Trieste e Capodistria Antonio Santin fece un voto alla Madonna per la salvezza della città minacciata di distruzione dall'evoluzione degli eventi bellici. Finita la guerra, nel 1948 venne pubblicata sulla rivista Settimana del Clero la proposta di mons. Strazzacappa di realizzare a Trieste, con l'intervento di tutte le diocesi d'Italia, un tempio di interesse nazionale dedicato alla Madonna.

Nel 1959 papa Giovanni XXIII decise che l'erigendo tempio sarebbe stato dedicato a Maria Madre e Regina, a ricordo della consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria, come simbolo di pace e unità tra tutte le genti, in particolare tra entrambi i lati del confine, in quel luogo distante meno di 10 chilometri.

Da aprile a settembre di quell'anno ebbe luogo quel "pellegrinaggio delle meraviglie”, che per l'affluenza delle masse al passaggio della Madonna di Fátima nelle varie città, fu chiamata “la più grande missione fatta in Italia”; il vescovo di Trieste, ricevette la statua della Madonna pellegrina il 17 settembre 1959 e due giorni dopo, sul monte Grisa, veniva posta la prima pietra del grande tempio, mentre il 20 settembre il santo simulacro ritornava nella capelinha di Fatima.

Era desiderio di tutti avere per il nuovo tempio una statua della Madonna di Fatima, a ciò provvide il vescovo mons. Joao Pereira Venancio il quale incaricò lo stesso scultore che aveva eseguito la statua per la capelinha di scolpirne una uguale per Trieste.

Mons. Santin guidò un pellegrinaggio diocesano, da Trieste a Roma, per l'udienza speciale del 27 settembre 1959 concessa da papa Giovanni XXIII, insieme ai pellegrini e al sindaco Mario Franzil e a Geltrude Casal, consorte, per supportare l'erezione del tempio mariano, dedicato alla Madonna di Fatima, con il consenso del vescovo di Leiria, ed inoltre per perorare la creazione di una parrocchia, per i frati scalzi del Carmelo a Trieste, nel rione di Gretta, avvenuta in seguito nel 1963. Mentre il tempio mariano progettato dall'architetto A. Guacci fu completato nel 1965.

Il 1º maggio 1992 Giovanni Paolo II ha visitato il tempio.

Ricezione pubblica e costi di mantenimentoModifica

Il tempio, un classico esempio di architettura brutalista, non ha mai trovato riscontri positivo nella maggior parte dei cittadini di Trieste, nel giugno del 2007 la copertura del tetto è collassata con un distacco di 60 tonnellate di materiale, i lavori di restauro sono avvenuti con tempi molto lunghi e da più parti si è chiesto la demolizione della struttura, considerata ad eccezione della curia, un mostro di cemento armato[senza fonte].

A distanza di quasi dieci anni e per una spesa di più di 4 milioni di euro versati dalla regione Friuli Venezia Giulia e dalla sovraintendenza alle belle arti la costruzione è stata ripristinata come nel suo impianto originale.

Nel 2016 e 2017 sono stati fatti ulteriori restauri per un costo di mezzo milione di Euro, interamente coperti da offerte spontanee. A questi sono seguiti altri interventi per ulteriori 150.000 Euro per rifare l'impianto acustico e per l'acquisto di un organo[1].

NoteModifica

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