Sapienza (teologia)

concetto teologico riguardante la Sapienza di Dio
Raffigurazione della Sapienza sulla tomba di Clemente II nella Chiesa di Bamberg, in Germania

La sapienza nell'ambito della teologia è un attributo di Dio. Essa si manifesta nella creazione e nel governo dell'universo.

Indice

EbraismoModifica

Nella spiritualità ebraica il sapiente è il saggio che sa comportarsi adeguatamente nelle più diverse occasioni della vita, poiché conosce la Legge e vive conformandosi ad essa. Esempio di questa sapienza è il Re Salomone.

  Lo stesso argomento in dettaglio: Libro sapienziale.

CristianesimoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Sophia (filosofia).

L'interpretazione che molti teologi cristiani hanno dato di molti passi dell'antico testamento, ha portato ad identificare la Sapienza con lo Spirito Santo stesso. Tra essi si può ricordare Teofilo di Antiochia.

Sapienza di Dio è anche un modo con cui viene chiamato Gesù[1] e la sua identificazione con la Sapienza dell'antico testamento ha trovato un largo consenso tra i Padri della Chiesa.

Secondo la teologia cattolica, anglicana e di una parte di quelle protestanti, la sapienza è uno dei sette doni dello Spirito Santo, che permette di comprendere le realtà soprannaturali[2]. La sapienza si distingue dall'intelletto poiché non è una conoscenza nozionistica delle cose di Dio, ma porta il fedele alla conoscenza e alla contemplazione di Dio stesso[3].

La sapienza è, secondo la definizione data da San Tommaso, un abito soprannaturale inseparabile dalla carità (per questo la sua presenza non è possibile nelle anime in peccato mortale). In virtù di questo dono si giudica rettamente di Dio e delle cose divine attraverso le loro ultime e altissime cause: si vedono le cose soprannaturali dal punto di vista di Dio.

"Ogni sapienza viene dal Signore ed è sempre con lui [...] Prima di ogni cosa fu creata la sapienza e la saggia prudenza è da sempre. A chi fu rivelata la sapienza? Chi conosce i suoi disegni? Uno solo è sapiente, molto terribile e seduto sopra il trono. Il Signore ha creato la sapienza, l'ha vista e l'ha misurata, l'ha diffusa su tutte le sue opere, su ogni mortale, secondo la sua generosità, la elargì a quanti lo amano [...] Principio della sapienza è temere il Signore" (Siracide 1,1.4-8.12)

Il sapiente è chi si lascia amare da Dio e sa trovare nella fede la risposta alle tante domande che alla mente appaiono senza risposta. Sapiente è chi non vuol convincere con la sola forza della ragione ma, pur utilizzando l'intelligenza e amandone l'esercizio, sa che la verità si irradia anzitutto per mezzo dell'amore[4].

La Sapienza è l'intima conoscenza di Dio. Con la Sapienza si sperimenta personalmente e intimamente Dio e tutte le sue cose. Si raggiunge uno stato di serenità, di giustificazione, di comprensione e di amore che trascende la stessa dottrina. Quando si acquista il dono della Sapienza, i comandamenti, le leggi, la teologia, gli studi diventano superflui. Diventa naturale e senza costrizione il fare la volontà di Dio e questo non perché si sta tenendo conto delle raccomandazioni della Bibbia o della Chiesa o della Natura o dello Stato, ma perché tutto l'essere personale è permeato di una luce non riflessa dallo studio, ma diretta dal Creatore stesso. - “Metterò la mia legge in loro, la scriverò nei loro cuori; allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l'un l'altro, dicendosi a vicenda: Impara a conoscere il Signore! Ma tutti, dal più piccolo al più grande, mi potranno conoscere, dice il Signore, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato” - (Geremia 31,33-34).

NoteModifica

  1. ^ Gesù è chiamato Sapienza in, ad esempio, Matteo 11,19, Luca 11,49, 1 Corinzi 1,24-30
  2. ^ Prima Lettera ai Corinzi: "Lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio... I segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato" 1Cor 2,10-12
  3. ^ Libro della Sapienza: "Invia (la Sapienza) [...] perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito" Sap 9,10
  4. ^ Carlo Maria Martini: Tre racconti dello Spirito. Lettera pastorale per verificarci sui doni del consolatore, 1997-1998

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