Sara Casanova

politica italiana
Sara Casanova

Sindaco di Lodi
In carica
Inizio mandato 27 giugno 2017
Predecessore Simone Uggetti

Dati generali
Partito politico Lega Nord
Titolo di studio laurea in architettura
Università Politecnico di Milano

Sara Casanova (Lodi, 24 giugno 1977) è una politica italiana, esponente della Lega Nord.

Dal giugno del 2017 ricopre la carica di sindaco di Lodi[1].

BiografiaModifica

Nata e cresciuta a Lodi, è laureata in architettura al Politecnico di Milano.

Attività politicaModifica

È stata dapprima segretario cittadino (2011-2016) e poi vicesegretario provinciale (dal 2016) della Lega Nord. Ha svolto le funzioni di consigliere comunale di Lodi dal 2013 sino al commissariamento del comune nel 2016, in seguito alle dimissioni di Simone Uggetti.

Nel 2017 avanzò la propria candidatura a sindaco di Lodi in rappresentanza di una coalizione di centro-destra costituita da Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Partito Pensionati e una lista civica[2]. Al primo turno di votazione ottenne il 27,3% dei consensi a fronte del 30,6% di Carlo Gendarini, esponente del centro-sinistra[3][4]; Casanova riuscì però a prevalere al ballottaggio con il 56,9% dei suffragi, grazie anche all'apparentamento con le quattro liste civiche che avevano sostenuto la candidatura dell'ex forzista Lorenzo Maggi, il quale fu poi nominato vicesindaco[1][4][5][6].

La rappresentante della Lega Nord iniziò formalmente il proprio mandato il 27 giugno 2017, diventando la prima donna a ricoprire la carica di sindaco di Lodi[1][7].

ControversieModifica

Vicenda giudiziaria legata al "caso mense"Modifica

Nel 2017 il consiglio comunale di Lodi, su iniziativa della giunta presieduta da Sara Casanova, introdusse adempimenti aggiuntivi e condizioni più restrittive per l'accesso dei cittadini extracomunitari ad alcune prestazioni sociali agevolate, tra cui la riduzione delle tariffe per le mense scolastiche e lo scuolabus; il provvedimento suscitò le proteste delle famiglie coinvolte, nonché dei partiti di centro-sinistra e di un comitato civico[8][9][10]. Il 13 dicembre 2018 il Tribunale di Milano, a seguito di un'istanza presentata dalle associazioni ASGI e NAGA, riconobbe la natura discriminatoria del regolamento e ne ordinò la modifica[11].

Ritenendo infondata la condanna, l'amministrazione guidata da Casanova decise di resistere in secondo grado[12]: il 29 dicembre 2020 la Corte d'appello di Milano respinse il ricorso accertando in via definitiva «la condotta discriminatoria del Comune di Lodi», giudicata lesiva del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione italiana e dalla Dichiarazione universale dei diritti umani[13][14][15]. La vicenda ebbe ampia risonanza sui mezzi di comunicazione di tutto il mondo[10][16].

Violazione delle misure di confinamento dovute alla pandemia di COVID-19Modifica

Ad aprile 2020 le fu inflitta una sanzione amministrativa pecuniaria di 400 euro, ridotti a 280, per non aver rispettato le misure di confinamento e di distanziamento sociale finalizzate al contenimento della pandemia di COVID-19[17][18].

NoteModifica

  1. ^ a b c Insediamento del sindaco, Sara Casanova inizia il suo mandato alla guida del Broletto, Comune di Lodi, 27 giugno 2017. URL consultato il 28 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2017).
  2. ^ Affluenza e risultati, Ministero dell'interno. URL consultato il 2 luglio 2017.
  3. ^ Pubblicati i dati ufficiali a seguito della convalida dell'Ufficio centrale elettorale (comunicato stampa), Comune di Lodi, 14 giugno 2017.
  4. ^ a b Francesco Gastaldi, Lodi, Sara l'architetto del Carroccio che ha espugnato il feudo «rosso», in Corriere della Sera, 26 giugno 2017. URL consultato il 2 luglio 2017.
  5. ^ La Giunta Comunale, Comune di Lodi, 4 luglio 2017. URL consultato il 4 luglio 2017.
  6. ^ Greta Boni, Casanova presenta la sua squadra, in Il Cittadino, 5 luglio 2017, p. 3.
  7. ^ Greta Boni, Casanova, primo giorno da sindaco. Ieri l'insediamento nel suo ufficio, in Il Cittadino, 28 giugno 2017, p. 3.
  8. ^ Lodi, bambini stranieri fuori dalla mensa, su la7.it, 11 ottobre 2018. URL consultato il 15 gennaio 2021.
  9. ^ Caso mense a Lodi, ecco cosa dice esattamente la delibera che ha cambiato il regolamento, in Il Giorno, 19 ottobre 2018. URL consultato il 15 gennaio 2021.
  10. ^ a b (EN) Jason Horowitz, Italy’s Tough Line on Immigrants Reaches a School Cafeteria, in The New York Times, 22 ottobre 2018. URL consultato il 14 gennaio 2021.
  11. ^ II comune di Lodi è stato condannato per aver escluso i bambini stranieri dalla mensa scolastica, su TPI, 13 dicembre 2018. URL consultato il 14 gennaio 2021.
  12. ^ Caso mense, la sindaca di Lodi fa ricorso: "Condanna ingiusta, non c'è stata discriminazione", in la Repubblica, 16 gennaio 2019. URL consultato il 14 gennaio 2021.
  13. ^ Laura De Benedetti, Caso mense a Lodi: il Comune perde l'appello e dovrà pagare le spese, in Il Giorno, 29 dicembre 2020. URL consultato il 15 gennaio 2021.
  14. ^ Mense e scuolabus. Caso Lodi chiuso: Comune condannato in appello per discriminazione, in Avvenire, 29 dicembre 2020. URL consultato il 14 gennaio 2021.
  15. ^ Il comune di Lodi ha discriminato le famiglie straniere, in Il Post, 30 dicembre 2020. URL consultato il 14 gennaio 2021.
  16. ^ Il caso Lodi "in prima pagina": ora ne parlano tv e giornali di tutto il mondo, in Il Cittadino, 16 ottobre 2018.
  17. ^ Francesco Gastaldi, Festa al Parco Tecnologico senza protezioni: la sindaca fa un selfie, in Corriere della Sera, 26 aprile 2020. URL consultato il 25 maggio 2020.
  18. ^ Francesco Gastaldi, Lodi, selfie al «festino», il sindaco Sara Casanova: «Ho pagato la multa». L'opposizione: si dimetta, in Corriere della Sera, 9 maggio 2020. URL consultato il 25 maggio 2020.