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Satyricon
Satyricon.png
Logo televisivo del programma tv Satyricon.
PaeseItalia
Anno2001
Generevarietà, satirico
Puntate12
Crediti
ConduttoreDaniele Luttazzi
RegiaFranza Di Rosa
ProduttoreBibi Ballandi
Rete televisivaRai 2

Satyricon è stato un varietà televisivo satirico scritto e interpretato da Daniele Luttazzi, con la regia di Franza di Rosa. Andò in onda con cadenza settimanale (salvo sospensione di una puntata, in seguito a polemiche) in seconda serata su Rai 2 da gennaio ad aprile 2001. Nonostante ascolti con punte di sette milioni e mezzo di telespettatori[1], il CDA Rai lo tolse dal palinsesto per la stagione successiva[2].

Ispirato ai talk show notturni americani, un genere introdotto in Italia da Luttazzi nel 1999 con Barracuda (Italia Uno)[3], Satyricon era caratterizzato da un monologo iniziale di battute satiriche sull'attualità politica, sociale e culturale, e da tre interviste a singoli ospiti, il tutto intervallato da sketch e rubriche comiche.

Indice

CaratteristicheModifica

Parodia del talk show di LettermanModifica

Satyricon era una parodia del Letterman show, di cui riprendeva struttura e rubriche per fare satira sulla realtà italiana e raccontare le vicende di un conduttore di talk show che tradisce la fidanzata con la segretaria. Il programma è depositato in SIAE come sitcom[3].

Lo specchio scenograficoModifica

La scenografia era caratterizzata da un ampio specchio che, posto alle spalle del conduttore, rifletteva pubblico e telecamere. Come fu notato dal critico teatrale Gianfranco Capitta,[4] quello specchio, nel far sì che i telespettatori vedessero contemporaneamente due realtà, quella diretta e quella riflessa, era una metafora del tema del doppio, in questo caso applicato al comico e all'ironia.

Temi e linguaggioModifica

Satyricon utillizzava temi e linguaggio espliciti. La cosa era dichiarata dallo slogan iniziale, che in ogni puntata recitava:

Attenzione!
Il programma che sta per andare in onda contiene fellatio, cunnilingus, masturbazione, feci, urina, sadomasochismo, Bruno Vespa e qualsiasi altra cosa la fetida mente di Daniele Luttazzi abbia fermentato in quest'ultimo periodo. Il suo linguaggio esplicito è fatto apposta per turbare gli imbecilli. A tutti gli altri, buon divertimento.

A questo proposito, Gianpiero Gamaleri, membro del CDA Rai, in un articolo su il Giornale si "autoiscrisse" alla "categoria degli imbecilli", e definì quello di Luttazzi un «umorismo inquinante»[5].

ContenutiModifica

I monologhi di aperturaModifica

Nei monologhi di apertura, della durata di 10-15 minuti, Luttazzi commentava con battute satiriche i fatti d'attualità, con particolari riferimenti alla campagna elettorale in corso e alle polemiche sulla trasmissione.

Gli sketchModifica

Le varie parti del programma era punteggiate da siparietti di comicità straniante ("Luttazzi babysitter", "Crimini domestici", "Paranoia silenziosa") o di satira religiosa ("Esche insolite") o buffi ("Lo scherzo", "Lo stagista", "L'effetto vetri-rotti"). Quando erano umoristici, avevano per protagonista l'ospite da intervistare (come ne "Il cameriere smemorato", riscrittura di un celebre sketch di Steve Martin, che Luttazzi fa interpretare da Nando Paone e dalla prima ospite di quella puntata, Laura Morante).

Uno degli sketch che suscitò scandalo fu quello della coprofagia, proposto da Luttazzi come risposta ironica al consigliere del CDA Rai Alberto Contri, che, in un'intervista al il Messaggero, si augurava che il comico, di provocazione in provocazione, arrivasse a mangiare merda[6].

RubricheModifica

Pop-up TgModifica

Luttazzi presentava la rubrica come un modo per rendere più interessanti i telegiornali, a suo dire insopportabili perché "ansiogeni, sempre pieni di notizie drammaticissime sulle quali non si può mai intervenire". Veniva quindi mostrata una serie di brevi primi piani di noti giornalisti mentre conducevano il telegiornale. Le loro parole venivano coperte dalla canzone Upside Down, hit degli anni ottanta di Diana Ross, mentre comparivano in sovrimpressione delle nuvolette (i pop-up appunto) con scritte buffe. Ad esempio su David Sassoli "A causa di una storia troppo lunga da spiegare, ha un'erezione ogni volta che sente la sirena di un'ambulanza", o su Lilli Gruber "In giro la riconosci per la sua pelliccia di dalmata". La rubrica terminava sempre con Bruno Vespa, al quale veniva riservata sempre la battuta più feroce. In particolare una, "Prende il Viagra. Per non pisciarsi sulle scarpe", suscitò le ire del giornalista, che minacciò di querela.

Conosci l'attualitàModifica

Riproposizione della rubrica Know you current events del David Letterman Show, è un pretesto per fare battute su una notizia della settimana.

Notizie dal futuroModifica

Doppiato sulle immagini di un telegiornale della CCTV-4, propone battute surreali sul futuro. Esempi: "Il nuovo papa, Ringo diciottesimo, scriverà un'enciclica contro la contraccezione. Comincerà con la frase: non solo la contraccezione è moralmente sbagliata, ma coi profilattici non si sente nulla."

IntervisteModifica

Tra gli ospiti intervistati a Satyricon vi furono politici (Piero Fassino, Antonio Di Pietro, Marco Pannella), intellettuali (Gianni Baget Bozzo, Paolo Flores d'Arcais, Massimo Cacciari, Luciana Castellina), giornalisti (Marco Travaglio), esponenti della massoneria (Giuliano Di Bernardo), stilisti (Kean Etro), artisti (Dario Fo, Vinicio Capossela, Lando Buzzanca, Laura Morante, Franco Califano, Riccardo Cocciante, Stefania Rocca, Gianmaria Testa, Valeria Golino, Pippo Baudo, Zeudi Araya), sportivi (Andrea Lucchetta) e soubrettes televisive (Anna Falchi, Barbara Chiappini, Samantha De Grenet, Giorgia Surina).

L'intervista a Dario FoModifica

Sin dalle prime puntate, alcuni politici e giornalisti avevano criticato la trasmissione, accusando Luttazzi di cattivo gusto e di non fare satira, ma informazione («La satira deve deformare, non informare», Mario Landolfi)[senza fonte]. Per rispondere a tali polemiche, Luttazzi invitò il premio Nobel per la letteratura Dario Fo perché spiegasse cos'è la satira. Fo dà una breve definizione di satira quale "aspetto libero, assoluto, del teatro" e ricorda la battuta di "un grandissimo uomo di teatro" il quale diceva prima regola nella satira, non ci sono regole. Poi affronta il tema del cattivo gusto, ricordando l'opera La parpaia topola, in cui partendo da elementi triviali si giunge alla poesia. Quindi, in riferimento alle polemiche scaturite dallo sketch in cui Luttazzi faceva uno spuntino a base di cacca, cita alcune delle opere classiche satiriche e loro autori in cui si fa uso di questo elemento: Ruzante, la fame dello Zanni, un canovaccio in cui Arlecchino si cala le brache e lancia la cacca (finta) addosso al pubblico, e un pezzo in cui San Francesco usa la cacca come termine morale elevato, in contrasto con l'avidità e la violenza del potere del Papa Innocenzo III.[senza fonte]

Fo chiarisce infine la differenza fra la satira e lo sfottò. Fo afferma che lo sfottò è la presa in giro bonaria, priva della dimensione morale e quindi reazionaria perché contribuisce a mantenere lo status quo; la satira invece ha sempre una dimensione morale, è liberatoria e mostra l'ipocrisia e la violenza del potere. Viene affrontato anche il tema del rapporto fra satira e potere, e di come essa possa agire sulla storia. Fo afferma che la satira è sempre stata temuta dai potenti, perché molte volte ha causato la presa di coscienza delle classi minori. Come esempi cita l'autore Luciano di Samosata, la legge "De contra jugulatores obloquentes" (Contro i giullari sparlatori infami) che Federico II di Svevia aveva istituito contro i giullari, e l'opera Rosa fresca aulentissima di Cielo d'Alcamo.[senza fonte]

L'intervista a Marco TravaglioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Intervista a Marco Travaglio a Satyricon.
Il testo integrale dell'intervista si può trovare a questi indirizzi: [30], [31]

Uno degli episodi più discussi è stata l'intervista al giornalista Marco Travaglio. Questi, da circa un mese, aveva pubblicato il libro L'odore dei soldi, scritto con Elio Veltri, in cui si riferiva di ciò che stava emergendo in alcuni processi a carico di Marcello Dell'Utri (condannato poi in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa), e che riguardava anche l'origine delle fortune di Silvio Berlusconi, il candidato premier del centrodestra alle elezioni che si sarebbero tenute da lì a due mesi. Nell'intervista Travaglio parla dei documenti processuali citati nel libro, che sollevavano dei dubbi su possibili rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con la Mafia. Gli episodi più eclatanti oggetto delle discussione furono: la sconosciuta origine dei 113 miliardi ricevuti dalla Fininvest di Berlusconi tra il 1978 e il 1983 e che diedero una grande spinta alla sua carriera imprenditoriale, i sospetti di riciclaggio di denaro sporco della mafia nella Banca Rasini, della presenza del boss mafioso Vittorio Mangano nella casa di Berlusconi tra il 1974 e il 1976, le presunte dichiarazioni in cui tra il 1992 e il 1993 Berlusconi confidava di temere di essere accusato di essere mafioso. Nell'intervista, Travaglio rivolge anche delle critiche ai giornalisti italiani, in quanto "in Italia abbiamo inventato questo genere letterario dell'intervista senza domande, almeno quando il politico è l'ospite", e cita il caso dell'ultima video-intervista a Paolo Borsellino, registrata pochi giorni prima che venisse ucciso dalla mafia e che tutti i conduttori si erano rifiutati di trasmettere in prima serata. In questa intervista Borsellino parlava di Mangano, Dell'Utri e delle presunte partite di droga. Si parla inoltre del Conflitto di interessi, citando di come Mediaset beneficiò della Legge Tremonti,[7] e delle differenze tra l'Italia e l'Inghilterra quanto a conseguenze per i politici coinvolti in scandali giudiziari, citando il caso del dirigente Jonathan Aitken[8], finito in carcere e stroncato politicamente per aver mentito su chi avesse pagato un conto d'albergo di 3 milioni della figlia.

ControversieModifica

Accuse di cattivo gustoModifica

Sin dalla prima puntata, dove Luttazzi terminò l'intervista ad Anna Falchi con una gag in cui la invitava a togliersi le mutandine da mettere all'asta per una causa benefica (un aiuto al bracchetto Snoopy, "malato di cancro") e infine annusandole, Satyricon fu accompagnato da critiche di "cattivo gusto"[9][10][11][12][13][14][15]. Queste raggiunsero l'acme dopo la puntata in cui Luttazzi mangiò, con coltello e forchetta, un dolce a forma di escrementi servito da Edelweiss su un piatto d'argento.[16][17][18][19][20][21][22]. Secondo la giornalista Norma Rangeri, gli attacchi e le richieste di chiusura del programma usavano lo sketch della coprofagia come un pretesto, mentre il vero bersaglio era la libera discussione su fede, obbedienza e chiesa cattolica con Paolo Flores d'Arcais[17]. Aldo Grasso del Corriere della Sera affermò che «su Daniele Luttazzi si è ecceduto in condanne moralistiche (...) per molti commentatori in Rai è meglio rubare che dire parolacce»[23]. Fu l'episodio della trasmissione che suscitò maggiore scalpore, insieme con l'intervista a Marco Travaglio. Luttazzi spiegò che si era trattato «di un gesto cristico, assumevo su di me la merda del mondo e della televisione.»[24]«Io non ammicco e non alludo mai: faccio e dico. Il doppio senso sessuale è veramente volgare. Per questo trovo il Bagaglino insopportabile.»[25] «Il buon gusto è da sempre il pretesto con cui i censori tappano la bocca alla satira.»[26]

In seguito allo scandalo, il direttore di Rai 2 decise di sospendere provvisoriamente il programma. La sera seguente, ospite della puntata de Il Raggio Verde di Michele Santoro dedicata a satira, TV e polemiche, Freccero annunciò che Satyricon sarebbe tornato regolarmente in onda[27].

La polemica sul rapporto fra satira e politicaModifica

Il vignettista Giorgio Forattini accusò Luttazzi di fare «propaganda politica unilaterale»[28], e per sostenere questa tesi portò come esempio il fatto che Luttazzi «ha preso di mira il cancro di Berlusconi, ma non ha mai parlato delle emorroidi di Mussi». Alla puntata successiva, Luttazzi replicò: «La risposta è semplice: non sapevo che Mussi avesse le emorroidi. La domanda a questo punto è un'altra: come fa a saperlo Forattini?»[29]. Luttazzi ricorda nelle interviste che la satira è faziosa dai tempi di Aristofane e che l'autore satirico esprime un suo punto di vista[30].

Le quereleModifica

CremoniniModifica

L'industriale Cremonini querelò Luttazzi per aver riportato il 7 febbraio 2001, nel corso della quinta puntata del programma, una notizia del Corriere della Sera. Riguardava alcune indagini dei NAS, che avevano portato al sequestro di un capannone Inalca a Rieti, con 130 quintali di carni avariate,[31] Secondo gli inquirenti queste carni venivano lavorate di notte per ricavarci chissà cosa, e Cremonini era stato denunciato per responsabilità in tali traffici. Luttazzi ha vinto la causa contro il Gruppo Cremonini,[32] dato che si era limitato a citare una notizia letta su un quotidiano e a farci una battuta in riferimento al dolce al cioccolato a forma di escremento. Cremonini gli aveva chiesto 120 miliardi di danni.[32]

Berlusconi, Fininvest, Mediaset, Forza ItaliaModifica

Dopo la messa in onda dell'ultima trasmissione di Satyricon, Luttazzi, Travaglio, la RAI, il direttore di rete Carlo Freccero e il produttore Bibi Ballandi vengono querelati dai legali di Silvio Berlusconi, della Fininvest, di Mediaset, di Forza Italia e dell'ex-ministro Giulio Tremonti, per un totale di dieci cause di risarcimento. Oggetto del contendere l'intervista a Marco Travaglio. In particolare Berlusconi con la causa civile n. 28984/2001 contestava le associazioni tra il suo nome e la mafia.[senza fonte]

La richiesta di Berlusconi per 20 miliardi di lire di danni è stata rigettata nell'ottobre 2005[33].

Il 14 gennaio 2005 il tribunale di Roma, nella persona del giudice unico Massimo Corrias, emette sentenza di assoluzione per i vari imputati (Luttazzi, Travaglio ecc.), poiché i fatti contestati sono reali e non costituiscono diffamazione, e condanna Silvio Berlusconi in sede civile al risarcimento di circa 17.000 euro di spese processuali per ciascuno dei quattro imputati[34].

Luttazzi ha vinto anche le cause intentategli da Mediaset, Fininvest e Forza Italia.[senza fonte]

Le censureModifica

Dopo le polemiche seguite all'intervista di Luttazzi a Marco Travaglio su Berlusconi e Dell'Utri, il programma viene sospeso per una settimana. Nel 2002, diventato presidente del Consiglio, Berlusconi metterà Luttazzi all'indice insieme con Enzo Biagi e Michele Santoro. Da allora Luttazzi non ha più lavorato in Rai.[35]

Dopo la vittoria alle elezioni del 2001, durante una visita di stato in Bulgaria Berlusconi dichiara:

«Ho già avuto modo di dire che Santoro, Biagi e... come si chiama quello... Luttazzi, hanno fatto un uso della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, criminoso: credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga»

(Silvio Berlusconi, nel suo famoso discorso sulla TV italiana in Bulgaria, noto anche come "diktat bulgaro")

A questa dichiarazione, (nota come diktat bulgaro), Luttazzi risponde in uno dei suoi spettacoli con la battuta:

«Proprio perché è pagata coi soldi di tutti non è giusto che trasmetta solo quello che vuoi tu, tesoro!»

(Daniele Luttazzi)

Intervistato da Curzio Maltese, Luttazzi ha così descritto la puntata con Travaglio: «Ma che cosa ho fatto in fondo? Ho fatto qualche domanda. In una democrazia le domande sui personaggi pubblici sono lecite. Siamo in democrazia, no? Lo ripeto soprattutto per quelli che da giovedì mi controllano il telefono»[36]. In un'intervista rilasciata ad Articolo 21 Luttazzi ha affermato che «In realtà, Berlusconi, censurando noi ha censurato i milioni di persone che ci guardavano: e questo è inaccettabile. La Rai è pubblica, non sua»[37].

AltreModifica

Stefania CraxiModifica

Le taglienti battute sul ritorno dei socialisti[38] suscitarono le ire di questi ultimi, in particolare di Stefania Craxi e dell'Avanti![39].

Il FoglioModifica

Due giornalisti del Il Foglio di Giuliano Ferrara, Christian Rocca e Guia Soncini, sostennero che Satyricon copiasse dal David Letterman[40]. Luttazzi ha commentato che Satyricon era una parodia del Letterman.[3]

Elenco puntateModifica

Data Ospite Conosci l'attualità Intervista 1 Intervista 2 Intervista 3 Sketch ed episodi della sitcom
1 10 gennaio 2001 ? Anna Falchi Gianni Baget Bozzo Franco Califano ?
2 17 gennaio Éva Henger (rivela la sua passione per la musica e le letture raffinate) Valentina Chico (protagonista della soap-opera Incantesimo) Luciana Castellina (rievoca gli 80 anni del Partito Comunista) X ?
3 24 gennaio Antonella Mosetti e il suo ex marito Alessandro Kean Etro Piero Fassino X Sitcom: La prima volta, il solito incubo, l'invito a Edelweiss e Barbara. Sketch: Promo Rutelli Due (scimmia), il tennis femminile a occhi chiusi, Minoxidol Baby, Lo scherzo, la cinquina vincente.
4 31 gennaio Valentina Pace Lando Buzzanca Laura Morante Antonio Di Pietro Sitcom: Sorite cinese. Sketch: Promo Rutelli Tre, Luttazzi babysitter, Il cameriere smemorato (Nando Paone)
5 7 febbraio Barbara Chiappini Silvia Rocca Paolo Flores d'Arcais X Sitcom: Paura di volare. Sketch: coprofagia, Freddo a Roma e Gregorio infuocato, Pop-up Tg (Vespa e il Viagra), Personale di pulizia, Quando Alessia se ne andò
6 14 febbraio Wendy Windham Fabio Cuoco, animali insoliti Massimo Cacciari, estetica Vinicio Capossela Sitcom: Il gruppo rap. Sketch: il tennis femminile a occhi chiusi, spot latte, parola segreta settimana scorsa: concertazione, la piccola Charlotte (1972), la sorpresa nello show Incantesimo, Sesso con mamma di Paolo, Nuovi canali - Sesso con arance.
7 21 febbraio Nikki Anderson Marco Pannella (audio) Zeudi Araya Alberto Fortis ?
8 8 marzo Samantha De Grenet Pippo Baudo Afef Jnifen Kartika Luyet I crimini commessi tra le mura domestiche, la Palla Magica, Lo stagista Felice, Il saggio, i Figli della Colpa, Pop-up Tg
9 14 marzo Carolina Marconi Marco Travaglio su Berlusconi Giorgia Surina Andrea Lucchetta, Riccardo Cocciante (4º) La Reincarnazione, un nuovo sport in onda sul satellite, il provino da cuoco di Andrea Lucchetta, Notizie dal Futuro
Sospensione in seguito alle polemiche per l'intervista a Marco Travaglio
10 28 marzo Eva Giovannini Renata Pisu, sul Giappone Stefania Rocca Gianmaria Testa Sesso a pagamento, il ventriloquo in coma, i Ciclopi, Pop-up Tg
11 4 aprile Erika Bernardi Dario Fo, sulla satira Valeria Golino X Paranoia silenziosa, Edifici & Donne, il documentario Giselle
12 11 aprile Norchen (modella tunisina) Giuliano Di Bernardo, sulla Massoneria Valentina Cervi X il Thai Chu, Storie Vere (Pietro e Gianni Bologna sulle Ande), Notizie dal Futuro, il bambino Paolo, la tabella dei tempi di cottura usando un termosifone, la lunghezza dell'intestino, Luttazzi direttore di orchestra, Esche Insolite, il finto promo all'intervista con Carlo Freccero

NoteModifica

  1. ^ Enzo Biagi intervista Daniele Luttazzi (parte 1) durante la trasmissione "Rotocalco televisivo" del 30/04/07 e Enzo Biagi intervista Daniele Luttazzi (parte 2) durante la trasmissione "Rotocalco televisivo" del 30/04/07
  2. ^ Rai, cancellati «Raggio Verde» e Luttazzi, Corriere della Sera, 7 giugno 2001
  3. ^ a b c Bye Bye Letterman, articolo su il Fatto quotidiano del 19 maggio 2015 [1]
  4. ^ Gianfranco Capitta, il manifesto, 12 gennaio 2001, p.15
  5. ^ Quella Rai che insulta la maggioranza dei cittadini, articolo su il Giornale del 18 gennaio 2001, p.6 Rassegna Stampa
  6. ^ Luttazzi choc, la Rai lo spegne, articolo di Simonetta Robiony per la Stampa del 9 febbraio 2001, p.2 Rassegna Stampa
  7. ^ Legge 8 agosto 1994, n. 489 Conversione in legge con modificazioni del Decreto-legge 10 giugno 1994, n. 357, in materia di "Disposizioni tributarie urgenti per accelerare la ripresa dell'economia e dell'occupazione, nonché per ridurre gli adempimenti a carico del contribuente"
  8. ^ Special report: the Aitken case, report del giornale Guardian Unlimited [2]
  9. ^ Questa Rai, come mucca pazza, articolo su La Stampa del 12 gennaio 2001, p.7 [3]
  10. ^ Un mercoledì da voyeur nella TV del disimpegno, articolo di Aldo Grasso per il Corriere della Sera del 12 gennaio 2001, prima pagina [4]
  11. ^ I programmi Rai e il senso religioso, articolo di Enzo Biagi per il Corriere della Sera dell'8 febbraio 2001 [5]
  12. ^ La volgarità dei pornoattori alla Rai, articolo di Gennaro Malgieri per Il Tempo del 14 gennaio 2001, prima pagina [6]
  13. ^ Il medico che in Rai ha imposto la cura degli insulti, articolo di Camillo Langone per il Giornale del 26 gennaio 2001, p.8 [7]
  14. ^ Canone Rai, le accuse del Vaticano, articolo di Fabrizio Roncone per Corriere della Sera del 28 gennaio 2001, p.19 [8]
  15. ^ La satira del guitto, articolo di Ruggero Guarini per il Giornale del 13 febbraio 2001, p.10 [9]
  16. ^ Luttazzi, terremoto a viale Mazzini - Freccero sospende Satyricon, articolo di Antonio Dipollina per la Repubblica del 9 febbraio 2001, p.3 [10]
  17. ^ a b La tv delle viscere, articolo di Norma Rangeri per il manifesto del 9 febbraio 2001, p.3 [11]
  18. ^ Tv volgare, sospeso lo show di Luttazzi, articolo di Giovanna Cavalli sul Corriere della Sera del 9 febbraio 2001, p.2 [12]
  19. ^ La spazzatura quotidiana, articolo di Natalia Aspesi su la Repubblica del 10 febbraio 2001, prima pagina [13]
  20. ^ Tv, satira e scatologia, articolo di Paolo Pillitteri per L'Opinione delle libertà, 9 febbraio 2001 prima pagina [14]
  21. ^ Il disgusto di addice alla satira?, articolo di Marcello Veneziani per il Mattino del 9 febbraio 2001, prima pagina [15]
  22. ^ Se il canone serve a "finanziare" la coprofagia, articolo di Mario Landolfi per Il Secolo d'Italia del 9 febbraio 2001, prima pagina [16]
  23. ^ È la morale TV: meglio rubare che dire parolacce, articolo di Aldo Grasso sul Corriere della Sera del 10 febbraio 2001, p.5 [17]
  24. ^ Satira flop / Le accuse di Luttazzi, mattatore in "Satyricon, intervista di Denise Pardo per L'espresso, 1º febbraio 2001 intervistato [18][collegamento interrotto]
  25. ^ Man on the moon, intervista esclusiva dopo l'editto bulgaro concessa ad Andrea Scanzi per Il mucchio selvaggio, maggio/settembre 2002 Copia archiviata, su andreascanzi.it. URL consultato il 25 may 2003 (archiviato dall'url originale il 25 may 2003).
  26. ^ Intervista a Daniele Luttazzi, articolo su Lapsus del 5 agosto 2009 [19]
  27. ^ L'annuncio di Freccero "Satyricon ritornerà", articolo di Antonio Dipollina per la Repubblica del 10 febbraio 2001, p.3 [20]
  28. ^ La satira di mamma Rai fa politica coi soldi nostri, intervista a Giorgio Forattini su Libero del 9 febbraio 2001, p.2 [21]
  29. ^ Satyricon, p.42
  30. ^ Lezioni (a)morali, articolo su Blue del marzo 2009 [22]
  31. ^ Brevi, in La Repubblica, 10 marzo 2001.
  32. ^ a b Pier Luigi Salinaro, Prosciolto il comico Luttazzi, in La Gazzetta di Modena, 17 marzo 2009.
  33. ^ Luttazzi e Travaglio assolti "Berlusconi non fu diffamato", articolo su la Repubblica.it del 20 ottobre 2005 [23]
  34. ^ Sentenza del processo sulla presunta diffamazione verso Silvio Berlusconi [24]
  35. ^ Antonello Tomanelli, Il ‘caso Satyricon’, su difesadellinformazione.com (archiviato dall'url originale il 15 june 2016).
  36. ^ Parla Luttazzi, intervista di Curzio Maltese, La Repubblica, 21 marzo 2001 [25] Archiviato il 10 maggio 2006 in Internet Archive.
  37. ^ La logica del regime colpisce ancora, interviste esclusive a Freccero, Luttazzi e Santoro di Salamandra per Articolo 21, 8 giugno 2005, [26] Archiviato il 28 settembre 2007 in Internet Archive.
  38. ^ E Luttazzi fa il tiro al bersaglio su Psi, Rutelli e il Cavaliere, articolo di Antonio Dipollina per la Repubblica del 25 gennaio 2001, p.24 [27]
  39. ^ Tutti gli uomini del presidente Rai, articolo di Enzo Balboni per L'Opinione delle libertà, 4 febbraio 2001, p.2 [28]
  40. ^ Contro Luttazzi, articolo su il Foglio del 13 e 19 gennaio 2001 [29]

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica