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L’Accademia palatina o Schola palatina (con riferimento alla scuola greca e a quella platonica), era un cenacolo di intellettuali provenienti da ogni parte dell'impero carolingio. Fu fondata da Alcuino di York, Eginardo e Paolo Diacono.[1] Si riuniva attorno all'imperatore presso la corte di Carlo Magno ad Aquisgrana. Le personalità più eminenti del gruppo, oltre ai tre fondatori, furono: il friulano Paolino di Aquileia, il franco Angilberto, l'intellettuale di origine ispano-visigota Teodulfo di Orleans (probabile autore dei Libri Carolini), l'abate franco e cugino di Carlo Magno Adelardo di Corbie, autore del trattato De ordine palatii e l'irlandese Dungal.

Questo ambiente internazionale, nel corso del IX secolo, fonda una cultura che, nonostante riprenda canoni di matrice classica, mostra caratteri di originalità: il rapporto con l'antico risulta innovativo in quanto fusione della reinterpretazione della cultura classica da parte di ogni rappresentante, influenzato, nell'approccio con l'ellenismo, da canoni etnico-culturali differenti.

NoteModifica