Scott Dixon

pilota automobilistico neozelandese
Scott Dixon
Scott Dixon at the 2013 Grand Prix of Baltimore.jpg
Nazionalità Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria IndyCar Series
Squadra Stati Uniti Chip Ganassi Racing
Carriera
Carriera in IndyCar Series
Esordio 2 marzo 2003
Scuderie Stati Uniti Chip Ganassi Racing 2003-
Mondiali vinti 6 (2003, 2008, 2013, 2015, 2018, 2020)
GP disputati 303 (300 partenze)
GP vinti 50
Podi 121
Punti ottenuti 9799
Pole position 30
Giri veloci 34
Carriera in Champ Car
Stagioni 2001-2002
Scuderie Stati Uniti PacWest Racing 2001-2002
Stati Uniti Chip Ganassi Racing 2002
Miglior risultato finale 8º (2001)
GP disputati 39
GP vinti 1
Podi 3
Pole position 0
il campionato era allora denominato CART
Palmarès
IndyCar Series 6 titoli 2003, 2008, 2013, 2015, 2018, 2020
500 Miglia di Indianapolis 1 vittoria 2008
24 Ore di Daytona 3 vittorie 2006, 2015, 2020
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al Indy Grand Prix of Alabama 2021

Scott Ronald Dixon (Brisbane, 22 luglio 1980) è un pilota automobilistico neozelandese, sei volte campione IndyCar.

CarrieraModifica

CARTModifica

2001Modifica

PacWest Racing promuove Dixon nel suo team per l'intera stagione CART nel 2001. Dixon ottiene fin da subito risultati migliori del suo compagno di squadra, l'ex pilota di Formula 1 Maurício Gugelmin. Dixon conduce la sua prima gara in Messico per 14 giri, trionfando, solo due gare dopo, al Nazareth Speedway. All'età di 20 anni, 9 mesi e 14 giorni diventa il più giovane vincitore di una gara CART. Vince anche il Jim Trueman Trophy per il rookie dell'anno classificandosi ottavo in campionato.

2002Modifica

Dixon comincia la stagione 2002 nel team PacWest Racing, stavolta di fianco al pilota spagnolo Oriol Servià, ma diviene presto chiaro come la scuderia si muova in cattive acque, tristemente a corto di soldi. Dopo la terza gara, Dixon lascia la squadra per unirsi al team Chip Ganassi Racing al fianco di Bruno Junqueira e Kenny Bräck. Durante la stagione Dixon registra 12 piazzamenti nella top ten, incluso un secondo posto a Denver.

IndyCar SeriesModifica

2003Modifica

Nel 2003 Chip Ganassi si è unito ai team CART Penske e Andretti Green Racing per passare alla Indy Racing League, un campionato costituito da soli tracciati ovali. Dixon vince la prima gara della stagione a Homestead in Florida. Un incidente con Tony Kanaan in Giappone, alla terza gara, lascia Dixon con una mano infortunata. Egli però si riprende e ottiene altre 2 vittorie sufficienti per vincere il campionato al primo tentativo. Stabilisce lungo la strada anche il record di 343 giri consecutivi in testa, era la prima volta che un pilota aveva condotto giri consecutivi in tre gare in successione. A Pikes Peak (sesta gara dell'anno) ha condotto gli ultimi 84 giri per vincere, poi ha condotto ogni giro del successivo evento a Richmond, e all'evento successivo, in Kansas, ha condotto i primi 53 giri. Sebbene fosse il suo primo anno nella IRL e avesse vinto il campionato, Dixon non era idoneo per il rookie dell'anno a causa della sua esperienza in CART.

Stagioni 2004 e 2005Modifica

Nel 2004, il motore Toyota aveva perso il suo vantaggio e Dixon non riesce a difendere con successo il suo titolo. Nelle 32 gare disputate tra 2004 e 2005, Dixon sale sul podio solo due volte, con un secondo posto ed una sola vittoria. Ha disputato una sessione di test per il team Williams di Formula 1. Nel 2005 Dixon e i suoi compagni di squadra in Ganassi, Ryan Briscoe e Darren Manning, sono stati al centro di una lunga serie di incidenti. Manning è stato licenziato e l'australiano Briscoe ha evitato per un pelo gravi lesioni quando la sua auto è volata in aria e si è disintegrata dopo aver toccato un'altra vettura e aver infine sbattuto contro il muro di contenimento esterno della terza curva del Chicagoland Speedway. Nel momento più difficile Dixon ottiene la prima vittoria sua e della squadra dal lontano 2003, nell'Indy Grand Prix al Watkins Glen International. Poco dopo, Dixon firma per altre due stagioni con Ganassi.

2006-2009Modifica

Ganassi è passato ai motori Honda per la stagione 2006. Dixon è compagno dell'inglese Dan Wheldon, vincitore della 500 Miglia di Indianapolis e campione della serie IRL nel 2005. Prima ancora che la stagione IRL iniziasse, i due fecero parte dell'equipaggio che (con Casey Mears) vinse la 24 Ore di Daytona. Dixon ha ripetuto la sua vittoria del 2005 all'Indy Grand Prix a Watkins Glen ed è diventato il primo pilota a vincere una gara IRL corsa in condizioni di bagnato. Al Nashville Superspeedway, ha vinto di stretta misura sul suo compagno di squadra Wheldon. È arrivato quarto in classifica, completando 2.504 giri su 2.510 ed essendo l'unico pilota a finire ogni gara, e finendo solamente 15 punti dietro a Sam Hornish Jr. e Wheldon.

 
Dixon dopo la vittoria nella 500 Miglia di Indianapolis 2008

Dixon è arrivato secondo nella stagione 2007 della IndyCar Series, a 13 punti da Dario Franchitti (Andretti Green Racing). Durante l'ultimo evento a Chicagoland, mentre era ingaggiato con Franchitti per la vittoria della gara e del campionato, Dixon, che era in testa, rimase senza benzina nell'ultimo giro, cedendo così a Franchitti vittoria di tappa e campionato. In precedenza aveva ottenuto la sua quarta vittoria dell'anno, all'Infineon Raceway, e la sua terza consecutiva al Watkins Glen Grand Prix. Ha ottenuto quattro secondi posti, inclusa la 500 Miglia di Indianapolis accorciata dalla pioggia, ed è finito tra i primi cinque in 10 gare di quella stagione. Ha dominato la Firestone Indy 200 ritardata dalla pioggia al Nashville Superspeedway, la sua seconda vittoria consecutiva nell'evento, e la seconda vittoria consecutiva della stagione. Ha vinto la gara successiva, la Honda 200 il 22 luglio, diventando il terzo pilota nella storia a vincere tre gare IRL di fila, unendosi a Wheldon e Kenny Bräck. Il 5 agosto Dixon stava tentando di vincere la quarta gara consecutiva, alla Firestone Indy 400, quando fu coinvolto in un incidente di sei auto. L'evento ha posto fine alla sua serie di 28 gare consecutive - da quando si era ritirato al Chicagoland Speedway nel settembre 2005 - in cui Dixon non si è ritirato.

 
Dixon a Indianapolis nel 2008

Quella del 2008 è stata una stagione di grande successo per Dixon che ha vinto il campionato per la seconda volta e ha vinto la sua prima (e fin qui unica) 500 Miglia di Indianapolis, partendo dalla pole. Ha anche vinto a Homestead, Texas, Nashville, Edmonton e Kentucky, sei vittorie stagionali, un record per la serie. Nell'ultima gara, al Chicagoland Speedway, Dixon doveva finire non peggio di ottavo, se Hélio Castroneves avesse vinto la gara, per aggiudicarsi il titolo. Si piazza secondo, dietro a Castroneves, in un fotofinish serrato. In Kentucky porta i suoi giri condotti in carriera a 2.149, diventando il quinto pilota della serie a condurre per oltre 2.000 giri. Sempre in Kentucky, Dixon ha rimpiazzato Alex Zanardi come pilota IndyCar più vincente per Chip Ganassi (16ª vittoria). Inoltre, ha condotto 869 giri durante l'anno, un record assoluto per una sola stagione. Appena prima dell'evento di Chicagoland, viene annunciato che il compagno di squadra Wheldon si sarebbe trasferito al team Panther Racing nel 2009 e che il nuovo partner di Dixon sarebbe stato lo scozzese Franchitti, di ritorno dalla NASCAR. Per aver ottenuto il "double", 500 Miglia di Indianapolis e vittoria del campionato, Dixon è stato scelto come Sportivo dell'anno (2008) in Nuova Zelanda agli Halberg Awards tenutisi nel febbraio 2009.

All'inizio della stagione 2009 Dixon non va oltre un sedicesimo e quindicesimo posto nelle prime due gare, a St. Petersburg e Long Beach. Seguiranno poi dieci podi: le vittorie in Kansas, a Milwaukee, Richmond, Mid-Ohio e Motegi, oltre a un secondo posto a Chicago e terzi posti in Texas, al Watkins Glen, a Edmonton e Homestead. Conduce il maggior numero di giri (73) nella Indy 500 ma arriva solo sesto. La sua vittoria dominante a Mid-Ohio, per 29,7 secondi, è stata la sua 20ª vittoria nella IRL (21ª della sua carriera), rendendolo il pilota di maggior successo della categoria. C'era una notevole rivalità tra lui e il suo amico e nuovo compagno di squadra, Franchitti, tornato alla IRL dalla NASCAR. All'ultima gara, a Homestead, Franchitti era soli cinque punti dietro Dixon e Ryan Briscoe, su Penske, solo a otto punti dal battistrada. Chiunque dei tre avesse vinto la gara avrebbe trionfato anche nel campionato. La gara andò a Franchitti davanti a Briscoe e Dixon. Dixon finì così il campionato secondo, per un solo punto su Briscoe.

 
Scott Dixon a Detroit nel 2012

2010-2012Modifica

Nelle stagioni 2010-12 Dixon vince sette gare, finendo terzo per tre volte terzo nel campionato, due volte dietro al compagno Dario Franchitti trionfatore nelle stagioni 2010 e 2011.

2013-2015Modifica

Dixon vince a Pocono, nel luglio 2013, la prima gara che la IndyCar disputa lì dopo 24 anni. Ha ottenuto vittorie consecutive nei due eventi Honda Indy Toronto. Nel GoPro Indy Grand Prix di Sonoma 2013, Dixon ha travolto uno dei membri dell'equipaggio di Will Power ed è stato penalizzato. Dixon ha sostenuto che il meccanico aveva camminato davanti alla sua auto, però il direttore di gara Beaux Barfield ha dichiarato che Dixon era entrato nell'area di lavoro di Power. La settimana successiva a Baltimora, Dixon è stato coinvolto in un altro incidente con Power a 22 giri dalla fine e i commissari hanno ignorato le richieste del team di trainare l'auto di Dixon alla pit lane per le riparazioni. Dixon ha chiesto il licenziamento di Barfield e il 6 settembre è stato multato di 30.000 $ e messo on probation. Dixon ha vinto la prima gara del doppio appuntamento di Houston e, finendo quinto nel finale di stagione a Fontana, si è assicurato il suo terzo titolo iridato.

Nel 2014 Dixon è stato votato Sportivo dell'anno neozelandese agli Halberg Awards, ha vinto due gare e si è classificato terzo in campionato.

Ha aperto la sua stagione 2015 vincendo la 24 Ore di Daytona per Chip Ganassi. La stagione 2015 di Dixon è iniziata lentamente con un 15º posto a St. Petersburg e un 11º in Louisiana. Dixon ha vinto la sua prima gara IndyCar della stagione al Gran Premio Toyota di Long Beach. Ha ottenuto la sua seconda pole alla 500 Miglia di Indianapolis e ha condotto il maggior numero di giri (87), ma è arrivato quarto al traguardo, dietro al vincitore della gara Juan Pablo Montoya. Dixon ha trascorso un fine settimana terribile per i suoi standard a Detroit, dove è stato colpito suo compagno di squadra Charlie Kimball. Dixon ha poi dominato la Firestone 600 in Texas, la sua seconda vittoria della stagione. Dixon ha ottenuto risultati in media nella top 10 con un peggior risultato di 18º in Iowa, anche se questo lo ha aiutato poiché il rivale del campionato Juan Pablo Montoya è uscito nelle prime battute. Dixon ha concluso quarto a Mid-Ohio e nono a Pocono. Dixon è andato a Sonoma con la necessità di vincere la gara e fare in modo che Juan Pablo Montoya finisse quinto o peggio per conquistare il campionato, riuscendoci in pieno. Dixon ha vinto la gara mentre il rivale colombiano non è andato oltre il sesto posto. Lui e Juan Pablo Montoya hanno concluso la stagione a pari punti ma con tre vittorie contro le due di Montoya si è aggiudicato il campionato della stagione 2015 della IndyCar Series, il suo quarto.

2016-oggiModifica

Dixon nella stagione 2016 ha vinto a Phoenix e Watkins Glen ma è solo sesto in campionato, non arrivando, per la prima volta dal 2006, tra i primi tre. Il suo storico sponsor, Target, si ritira alla fine dell'anno, ponendo fine a una relazione di 27 anni con Ganassi e una relazione di 13 anni con Dixon.

 
Scott Dixon a Pocono nel 2018

Dixon ha aperto la stagione 2017 con il terzo posto a St. Petersburg, il suo miglior piazzamento lì dal 2014. Ha fatto seguire a questo risultato quattro piazzamenti consecutivi nei primi cinque fino alla 500 Miglia di Indianapolis. Ha ottenuto la pole position per la gara, la terza nella sua carriera, stabilendo il miglior tempo in pole da Arie Luyendyk 21 anni prima. Si è ritirato dalla gara al 53º giro a causa di un terribile incidente. L'auto di Dixon, dopo aver colpito quella di Jay Howard, si è lanciata in un ribaltamento aereo, atterrando in cima al muro interno, sbriciolando le recinzioni e strappando il gruppo posteriore dalla sua auto. Dixon ne è uscito illeso. È giunto secondo il fine settimana successivo a Detroit dietro a Graham Rahal, ma al Texas Motor Speedway una settimana dopo è stato eliminato per la seconda volta in tre gare. Lui, Will Power e Takuma Sato stavano correndo a stretto contatto a sei giri dalla fine, quando Sato ha perso il controllo e ha toccato la macchina di Dixon, facendoli girare entrambi fuori pista. A Road America, Dixon ha ottenuto la sua prima vittoria della stagione, battendo Josef Newgarden di 0,5779 s. Dixon è arrivato terzo nel campionato dopo il campione Josef Newgarden e il campione dell'anno precedente Simon Pagenaud.

 
Scott Dixon impegnato alla 500 Miglia di Indianapolis 2019

Dixon ha iniziato il 2018 con un nuovo sponsor a tempo pieno, PNC Bank. Ha registrato la sua prima vittoria dell'anno in gara 1 a Detroit. Dixon è poi andato nel weekend successivo in Texas e ha dominato di nuovo conducendo 119 giri su 248 giri. Dopo aver capitalizzato gli errori di altri piloti, Dixon ha vinto a Toronto ed è finito 5º, 3º, 3º e 5º a Mid-Ohio, Pocono, Gateway e Portland. La sua costanza di risultati gli ha permesso di battere la resistenza del suo rivale Alexander Rossi (ex pilota di F1 e vincitore dell'edizione 2016 della 500 Miglia di Indianapolis) e di conquistare così il suo quinto titolo.

Dixon è arrivato 4º nella IndyCar Series 2019 con una vittoria a Detroit e a Mid-Ohio.

Dixon ha vinto le prime tre gare della stagione 2020 in Texas, sull'Indianapolis Road Course (la sua prima vittoria su questa pista) e a Road America. Alla 500 Miglia di Indianapolis Dixon è arrivato 2º in qualifica perdendo per un nulla la pole in favore di Marco Andretti. Dixon sarebbe poi arrivato secondo per la terza volta nella sua carriera alla 500 Miglia di Indianapolis. In campionato dopo la partenza sprint vede il suo vantaggio in classifica erodersi progressivamente per merito del grande recupero di Josef Newgarden. Dixon riesce però a conquistare il suo sesto titolo, piegando il suo rivale Josef Newgarden nell'ultima gara della stagione a St. Petersburg.[1]

RisultatiModifica

CARTModifica

Anno Squadra Telaio Motore 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 Punti Posizione
2001 PacWest Racing Reynard 01i Toyota RV8F 2.65 V8 MTY
13
LBH
19
TXS
C
NAZ
1
MOT
9
MIL
3
DET
22
POR
7
CLE
20
TOR
5
MCH
10
CHI
4
MDO
12
ROA
4
VAN
13
LAU
9
ROC
22
HOU
18
LAG
4
SRF
15
FON
17
98
2002 PWR Championship Racing Lola B02/00 Toyota RV8F 2.65 V8 MTY
6
LBH
18
MOT
9
97 13º
Chip Ganassi Racing MIL
6
LAG
6
POR
7
CHI
6
TOR
5
CLE
15
VAN
16
MDO
5
ROA
17
MTL
10
DEN
2
ROC
12
MIA
18
SRF
15
FON
6
MXC
7

IndyCar SeriesModifica

Anno Squadra Telaio Motore 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 Punti Posizione
2003 Chip Ganassi Racing G-Force Toyota HMS
1
PHX
20
MOT
15
IDY
17
TXS
6
PPIR
1
RIR
1
KAN
6
NSH
2
MIS
5
STL
15
KTY
2
NZR
16
CHI
2
FON
2
TX2
2
507
2004 Chip Ganassi Racing G-Force Toyota HMS
18
PHX
2
MOT
5
INDY
8
TXS
14
RIR
8
KAN
12
NSH
8
MIL
Wth
MIS
7
KTY
13
PPIR
20
NZR
9
CHI
7
FON
8
TX2
6
355 10º
2005 Chip Ganassi Racing Panoz Toyota HMS
16
PHX
12
STP
6
INDY
24
TXS
11
RIR
22
KAN
18
NSH
6
MIL
13
MIS
19
KTY
23
PPIR
16
SNM
7
CHI
19
WGL
1
FON
10
321 13º
Dallara MOT
21
2006 Chip Ganassi Racing Dallara Honda HMS
5
STP
2
MOT
9
INDY
6
TXS
2
RIR
11
KAN
4
NSH
1
MIL
10
MIS
16
KTY
2
CHI
2
460
Panoz WGL
1
SNM
4
2007 Chip Ganassi Racing Dallara Honda HMS
2
STP
2
MOT
4
KAN
4
INDY
2
MIL
4
TXS
12
IOW
10
RIR
2
WGL
1
NSH
1
MDO
1
MIS
10
KTY
2
SNM
1
DET
8
CHI
2
624
2008 Chip Ganassi Racing Dallara Honda HMS
1
STP
22
MOT
3
LBH
DNP
KAN
3
INDY
1
MIL
2
TXS
1
IOW
4
RIR
3
WGL
11
NSH
1
MDO
3
EDM
1
KTY
1
SNM
12
DET
5
CHI
2
SRF
2
646
2009 Chip Ganassi Racing Dallara Honda STP
16
LBH
15
KAN
1
INDY
6
MIL
1
TXS
3
IOW
5
RIR
1
WGL
3
TOR
4
EDM
3
KTY
7
MDO
1
SNM
13
CHI
2
MOT
1
HMS
3
605
2010 Chip Ganassi Racing Dallara Honda SAO
6
STP
18
ALA
2
LBH
4
KAN
1
INDY
5
TXS
4
IOW
6
WGL
8
TOR
20
EDM
1
MDO
5
SNM
2
CHI
8
KTY
7
MOT
6
HMS
1
547
2011 Chip Ganassi Racing Dallara Honda STP
16
ALA
2
LBH
18
SAO
12
INDY
5
TXS1
2
TXS2
2
MIL
7
IOW
3
TOR
2
EDM
23
MDO
1
NHM
3
SNM
5
BAL
5
MOT
1
KTY
3
LVS
C
518
2012 Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Honda STP
2
ALA
2
LBH
23
SAO
17
INDY
2
DET
1
TXS
18
MIL
11
IOW
4
TOR
25
EDM
10
MDO
1
SNM
13
BAL
4
FON
3
435
2013 Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Honda STP
5
ALA
2
LBH
11
SAO
18
INDY
14
DET1
4
DET2
4
TXS
23
MIL
6
IOW
16
POC
1
TOR1
1
TOR2
1
MDO
7
SNM
15
BAL
19
HOU1
1
HOU2
2
FON
5
577
2014 Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Chevrolet STP
4
LBH
12
ALA
3
IMS
15
INDY
29
DET1
11
DET2
4
TXS
5
HOU1
19
HOU2
18
POC
5
IOW
4
TOR1
5
TOR2
7
MDO
1
MIL
4
SNM
1
FON
2
604
2015 Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Chevrolet STP
15
NLA
11
LBH
1
ALA
3
IMS
10
INDY
4
DET1
5
DET2
20
TXS
1
TOR
8
FON
6
MIL
7
IOW
18
MDO
4
POC
9
SNM
1
556
2016 Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Chevrolet STP
7
PHX
1
LBH
2
ALA
10
IMS
7
INDY
8
DET1
19
DET2
5
ROA
22
IOW
3
TOR
8
MDO
22
POC
6
TXS
19
WGL
1
SNM
17
477
2017 Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Honda STP
3
LBH
4
ALA
2
PHX
5
IMS
2
INDY
32
DET1
2
DET2
6
TXS
9
ROA
1
IOW
8
TOR
10
MDO
9
POC
6
GTW
2
WGL
2
SNM
4
621
2018 Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Honda STP
6
PHX
4
LBH
11
ALA
6
IMS
2
INDY
3
DET1
1
DET2
4
TXS
1
ROA
3
IOW
12
TOR
1
MDO
5
POC
3
GTW
3
POR
5
SNM
2
678
2019 Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Honda STP
2
COA
13
ALA
2
LBH
3
IMS
2
INDY
17
DET1
22
DET2
1
TXS
17
ROA
5
TOR
2
IOW
2
MDO
1
POC
2
GTW
20
POR
16
LAG
3
578
2020 Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Honda TXS
1
IMS
1
ROA1
1
ROA2
12
IOW1
2
IOW2
5
INDY
2
GTW1
1
GTW2
5
MDO1
10
MDO2
10
IMS1
9
IMS2
8
STP
3
502
2021* Chip Ganassi Racing Dallara DW12 Honda ALA
3
STP
5
TXS1
1
TXS2
4
IMS
INDY
DET1
DET2
ROA
MDO
TOR
NSH
IMS
GTW
POR
LAG
LBH
153* 1º*

* Stagione in corso.

500 Miglia di IndianapolisModifica

Anno N° auto Partito Media qualifica Finito Giri Giri in testa Causa ritiro
2003 9 230.099 17º 191 15 Incidente
2004 1 13º 219.319 180 0 /
2005 9 13º 225.215 24º 113 0 Incidente
2006 9 226.921 200 6 /
2007 9 225.122 166 11 /
2008 9 226.366 200 115 /
2009 9 223.867 200 73 /
2010 9 226.233 200 0 /
2011 9 227.340 200 73 /
2012 9 15º 223.684 200 53 /
2013 9 16º 226.158 14º 200 1 /
2014 9 11º 230.928 29º 167 3 Incidente
2015 9 226.760 200 84 /
2016 9 13º 227.991 200 0 /
2017 9 232.164 32º 52 5 Contatto
2018 9 227.262 52 5 Contatto
2019 9 18º 228.100 17º 200 13 /
2020 9 231.051 200 111 /
Totale 3121 568

24 Ore di DaytonaModifica

Anno Classe Gomme Vettura Squadra Co-piloti Giri Pos.
Assol.
Pos. di
Classe
2004 DP 01 G Riley Mk XI-Lexus
Lexus 4.3L V8
  CGR Grand Am   Scott Pruett
  Max Papis
  Jimmy Morales
502 10º
2005 DP 03 Riley Mk XI-Lexus
Lexus 4.3L V8
  Target Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Casey Mears
  Darren Manning
694
2006 DP 02 Riley Mk XI-Lexus
Lexus 5.0L V8
  Target Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Dan Wheldon
  Casey Mears
734
2007 DP 02 Riley Mk XI-Lexus
Lexus 5.0L V8
  Target Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Dan Wheldon
  Memo Rojas
538 DNF DNF
2008 DP 02 Riley Mk XI-Lexus
Lexus 5.0L V8
  Chip Ganassi con Felix Sabates   Dan Wheldon
  Salvador Durán
  Alex Lloyd
515 DNF DNF
2009 DP 02 Riley Mk XI-Lexus
Lexus 5.0L V8
  Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Dario Franchitti
  Alex Lloyd
731
2010 DP 02 Riley Mk XX-BMW
BMW 5.0L V8
  Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Juan Pablo Montoya
  Dario Franchitti
  Jamie McMurray
249 DNF DNF
2011 DP 02 Riley Mk XX-BMW
BMW 5.0L V8
  Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Juan Pablo Montoya
  Dario Franchitti
  Jamie McMurray
249
2012 DP 02 Riley Mk XXVI-BMW
BMW 5.0L V8
  Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Juan Pablo Montoya
  Dario Franchitti
  Jamie McMurray
760
2013 DP 02 Riley Mk XXVI-BMW
BMW 5.0L V8
  Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Dario Franchitti
  Jamie McMurray
  Joey Hand
594 DNF DNF
2014 P 02 C Riley Mk XXVI-Ford
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Tony Kanaan
  Kyle Larson
  Marino Franchitti
667 DNF DNF
2015 P 02 C Riley Mk XXVI-Ford
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Chip Ganassi Racing con Felix Sabates   Tony Kanaan
  Kyle Larson
  Jamie McMurray
740
2016 P 02 C Riley Mk XXVI-Ford
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Ford Chip Ganassi Racing   Tony Kanaan
  Kyle Larson
  Jamie McMurray
708 13º
2017 GTLM 67 M Ford GT
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Ford Chip Ganassi Racing   Ryan Briscoe
  Richard Westbrook
624 27º 10º
2018 GTLM 67 M Ford GT
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Ford Chip Ganassi Racing   Ryan Briscoe
  Richard Westbrook
783 11º
2019 GTLM 67 M Ford GT
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Ford Chip Ganassi Racing   Ryan Briscoe
  Richard Westbrook
570 13º
2020 DPi 10 M Cadillac DPi-V.R
Cadillac 5.5L V8
  Konica Minolta Cadillac   Ryan Briscoe
  Kamui Kobayashi
  Renger van der Zande
833
2021 DPi 01 M Cadillac DPi-V.R
Cadillac 5.5L V8
  Cadillac Chip Ganassi Racing   Kevin Magnussen
  Renger van der Zande
807

24 Ore di Le MansModifica

Anno Classe Gomme Vettura Squadra Co-piloti Giri Pos.
Assol.
Pos. di
Classe
2016 LMGTE Pro 69 M Ford GT
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Ford Chip Ganassi Team USA   Ryan Briscoe
  Richard Westbrook
340 20º
2017 LMGTE Pro 69 M Ford GT
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Ford Chip Ganassi Team USA   Ryan Briscoe
  Richard Westbrook
337 23º
2018 LMGTE Pro 69 M Ford GT
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Ford Chip Ganassi Team USA   Ryan Briscoe
  Richard Westbrook
309 39º 14º
2019 LMGTE Pro 69 M Ford GT
Ford EcoBoost 3.5L Turbo V6
  Ford Chip Ganassi Team USA   Ryan Briscoe
  Richard Westbrook
341 24º

OnorificenzeModifica

  Membro dell'Ordine al merito della Nuova Zelanda
«Per i servizi allo sport motorizzato.»
— 31 dicembre 2008[2]
  Compagno dell'Ordine al merito della Nuova Zelanda
«Per i servizi allo sport motorizzato.»
— 3 giugno 2019[3]

NoteModifica

  1. ^ Leggenda Dixon, per la sesta volta la IndyCar è sua. Ora il mito Foyt è a un passo, su gazzetta.it.
  2. ^ (EN) New Year Honours List 2009, Department of the Prime Minister and Cabinet, 31 dicembre 2008. URL consultato il 22 ottobre 2013.
  3. ^ Queen's Birthday honours list 2019, Department of the Prime Minister and Cabinet, 3 giugno 2019. URL consultato il 3 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2019).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN78535806 · LCCN (ENno2006073576 · WorldCat Identities (ENlccn-no2006073576