Screwjob di Montréal

fatto controverso nella storia del wrestling professionistico moderno
L'attimo in cui l'arbitro Earl Hebner decretò la vittoria di Shawn Michaels

Con l'espressione Screwjob di Montréal (in inglese Montréal Screwjob) si indica quanto accaduto il 9 novembre 1997 durante il pay-per-view Survivor Series, organizzato dalla federazione di wrestling World Wrestling Federation.[1] L'episodio, considerato tra i più controversi nella storia del wrestling professionistico, si tenne al Centre Molson di Montréal e fu il culmine di un lungo intrigo ordito da alcuni membri della federazione al fine di far perdere il titolo WWF a Bret Hart a vantaggio di Shawn Michaels senza che il primo sapesse alcunché[1].

Nell'autunno del 1997 Hart avrebbe dovuto lasciare la WWF per approdare alla federazione rivale, la World Championship Wrestling, seguendo il percorso che nei mesi precedenti avevano già intrapreso altre superstar tra cui Hulk Hogan e Randy Savage; il proprietario della federazione Vince McMahon, tuttavia, non voleva assolutamente che Hart passasse alla WCW in qualità di campione e pertanto, dopo settimane di colloqui con la dirigenza, ordinò di cambiare il finale del pay-per-view senza avvisare Hart.

Lo screwjob generò molte conseguenze sia dentro che fuori le scene e fu in parte raccontato nel documentario del 1998 Wrestling with Shadows.[2] Il rapporto tra Hart e McMahon si ricucì gradualmente nella seconda metà degli anni duemila: il canadese fu infatti introdotto nella WWE Hall of Fame il 1º aprile 2006 e tornò finalmente in uno show della federazione il 4 gennaio 2010 in qualità di ospite speciale di Monday Night Raw; quella sera lui e Michaels, i cui contrasti personali erano di molto antecedenti allo screwjob, appianarono le loro divergenze riconciliandosi con un abbraccio che pose fine alle polemiche di dodici anni prima.

PremesseModifica

Al tempo dello screwjob Hart era uno dei veterani della WWF, essendo al quattordicesimo anno di attività nella federazione di Stamford: il canadese aveva infatti cominciato la propria carriera negli anni ottanta come parte della Hart Foundation, ma ottenne i suoi più grandi successi da singolo durante gli anni novanta vincendo due volte il titolo intercontinentale e cinque volte il titolo WWF. Nell'ottobre del 1996 rifiutò un contratto triennale da otto milioni di dollari propostogli dalla WCW preferendo l'accordo ventennale offertogli da McMahon, che gli promise di renderlo il wrestler più pagato della compagnia e gli assicurò un posto importante nella dirigenza in seguito ad un eventuale ritiro. Sia Hart che McMahon videro questa trattativa come dimostrazione di reciproca lealtà.[3]

A partire dalla metà del 1997, tuttavia, la WWF si trovò in grave difficoltà economica a causa dell'agguerrita competizione con la WCW; i piani di McMahon di trasformare la WWF in una public company rendevano inoltre necessario ridurre i contratti a lunga scadenza dei lottatori.[4] McMahon incominciò quindi a rinviare i pagamenti di Hart mettendolo a parte del dissesto finanziario della compagnia e ben presto decise di puntare su nuove stelle emergenti tra cui Steve Austin, The Rock e Triple H.[3] Nell'ottobre del 1997 la WCW propose ad Hart un contratto triennale da tre milioni di dollari più il "controllo creativo" sul suo personaggio (aveva quindi garantita l'ultima parola sulle decisioni di booking riguardanti se stesso); McMahon comprese che probabilmente per la WWF non sarebbe stato possibile pagare tali somme e quindi comunicò il proprio pensiero ad Hart convincendolo ad accettare l'offerta della WCW.

CronacaModifica

Il problema del titoloModifica

Con Hart virtualmente alla WCW, la preoccupazione più grande di McMahon era quella di trovare un modo per farlo uscire dalla WWF senza il titolo più importante, il WWF Championship: in passato, infatti, c'era stato il caso di Alundra Blayze che, una volta trasferitasi alla WCW da campionessa femminile, aveva buttato la cintura WWF in un secchio della spazzatura durante una puntata di Monday Nitro. Hart garantì che nulla del genere sarebbe mai accaduto e si accordò con i dirigenti della WWF affinché l'annuncio della sua partenza non venisse dato finché non si fosse verificato il passaggio della cintura ad un altro wrestler.

Quando ad Hart venne comunicato che la perdita del WWF Championship sarebbe avvenuta a Montréal, il canadese fece ricorso alla clausola sul controllo creativo del suo personaggio sostenendo che avrebbe lasciato il titolo prima di andarsene ma non nel suo paese natale: ci si trovò quindi di fronte ad una situazione decisamente spinosa in quanto il wrestler di punta della WWF aveva già firmato per la rivale WCW e aveva accettato di perdere il titolo mondiale prima di andare via, ma le modalità della sconfitta erano ancora oggetto di discussione. McMahon e Pat Patterson si impegnarono nel cercare una soluzione che fosse una via di mezzo tra il volere di Hart e quello della federazione, ma gli screzi tra il canadese e Michaels impedivano di arrivare ad una decisione che accontentasse tutti.[3]

La presunta soluzioneModifica

 
Shawn Michaels divenne il nuovo campione WWF grazie allo screwjob

Dopo l'ennesima ipotesi McMahon, Patterson, Hart e Michaels arrivarono finalmente ad una soluzione: un match controverso avente come preludio una rissa tra i due contendenti nel backstage, l'arbitro al tappeto nel momento clou dell'incontro e l'interferenza di Owen Hart, Jim Neidhart e British Bulldog che avrebbe portato un nuovo arbitro a decretare la squalifica;[5] Hart non avrebbe quindi perso il WWF Championship (la vittoria dello sfidante per squalifica permette al campione di mantenere il titolo), ma lo avrebbe reso vacante nella puntata di Monday Night Raw che si sarebbe svolta la sera dopo ad Ottawa.

Secondo quanto concordato con Hart nel programma suggerito da Patterson, Michaels avrebbe dovuto bloccare il suo avversario con la Sharpshooter, mossa finale di Hart, in un momento in cui l'arbitro Earl Hebner era svenuto a terra ma successivamente Hart avrebbe invertito la mossa a suo vantaggio grazie ad una presa al piede.[6] Michaels avrebbe ceduto alla stretta di Hart mentre l'arbitro era ancora incosciente, per cui il canadese avrebbe mollato la presa per risvegliare il direttore di gara, facendosi però sorprendere dalla Sweet Chin Music del rivale. A quel punto dal backstage sarebbe dovuto arrivare un secondo arbitro, Mike Chioda, per contare lo schienamento di Michaels su Hart ma sarebbe stato buttato fuori dal ring da Owen Hart, Neidhart e British Bulldog e il match si sarebbe quindi chiuso in squalifica[7].

Lo svolgimento del matchModifica

Il match iniziò con una rissa nel backstage come previsto da copione e procedette sul ring nel modo in cui avrebbe dovuto; ciononostante vi erano molti uomini della sicurezza a bordo ring, il che faceva supporre che qualcosa di strano sarebbe potuto accadere.[3]

Hart e Michaels seguirono alla lettera il piano preparato dalla dirigenza finché si arrivò al momento topico dell'incontro: con Hebner a terra dopo aver subito il suo ref-bump, Michaels colpì Hart e lo chiuse nella Sharpshooter; il copione prevedeva ancora un po' di sofferenza almeno fino all'arrivo di Chioda: questi stava per giungere sul ring mentre Hart era ancora imprigionato.[7] A questo punto dal backstage chiamarono Chioda e quest'ultimo, dopo essere arrivato a bordo ring, urlò ad Hebner di alzarsi: Hebner di colpo passò dall'essere sdraiato a terra allo stare in piedi in perfetta forma e Chioda disse alla dirigenza che tutto questo non sarebbe dovuto accadere. Hebner guardò McMahon e i due si scambiarono un cenno d'intesa[3]: Michaels non mollò la gamba di Hart mentre Hebner e McMahon urlarono al timekeeper Mark Yeaton di suonare la campanella e così venne decretata la fine dell'incontro con la vittoria di Michaels, che divenne il nuovo WWF Champion.

Il pubblico, impietrito, non capì cosa stesse accadendo così come la maggior parte di coloro che si trovavano a bordo ring: Michaels fuggì via, sebbene al momento sembrò che anche lui non ne sapesse nulla, mentre Hebner si allontanò di corsa verso una macchina che lo aspettava nel backstage e che lo avrebbe riportato in albergo.[8][9] Hart rimase sul ring tra l'incredulo e l'infuriato, poi andò da McMahon e gli sputò in faccia; il chairman scappò insieme a Patterson nel suo ufficio mentre nel frattempo la trasmissione era finita con una brusca interruzione dei commentatori. A telecamere spente Hart sfasciò tutto quello che trovò a portata di mano[10] finché dal backstage arrivarono Neidhart, British Bulldog e Owen Hart per calmarlo. Mentre molti fan, delusi, abbandonarono l'arena, Hart prese in mano un microfono e, nel ringraziare tutti per il sostegno, tracciò con le dita le iniziali della WCW.

I postumiModifica

 
Vince McMahon venne aggredito da Bret Hart in seguito allo screwjob

Dopo il match Hart incontrò dietro le quinte Michaels, il quale negò spudoratamente ogni suo coinvolgimento e gli disse che lo avrebbe dimostrato la sera successiva a Raw non festeggiando con la cintura di campione, cosa che tuttavia fece; nel frattempo The Undertaker era furibondo: prese a pugni la porta dello studio di McMahon, gli urlò di uscire e lo obbligò ad andare a chiedere scusa ad Hart. McMahon entrò quindi nello spogliatoio del canadese per scusarsi spiegando i motivi dell'accaduto, ovvero evitare di vederlo nella WCW con il WWF Championship ancora alla vita; Hart rispose che questo non sarebbe stato affatto un problema, minacciando poi McMahon di cacciarlo a pugni dallo spogliatoio. Il dibattito continuò per un po' fino a quando Hart non aggredì il chairman della WWF procurandogli un occhio nero: la colluttazione coinvolse anche altre persone tra cui Shane McMahon e British Bulldog (quest'ultimo, nell'occasione, si procurò accidentalmente un lieve infortunio al ginocchio destro).

In seguito allo screwjob Hart lasciò la WWF mentre McMahon decise di sfruttare la situazione per costruire il proprio personaggio da boss malvagio all'interno degli show televisivi: cominciò ad apparire a Raw come il proprietario heel della compagnia, favorendo od ostacolando i wrestler a proprio piacimento (kayfabe); tutto questo portò poi alla grande rivalità tra McMahon e Steve Austin, simbolo della cosiddetta Attitude Era. Nella puntata di Raw successiva allo screwjob alcuni wrestler della WWF, tra cui Owen Hart, British Bulldog, Jim Neidhart e Mick Foley, saltarono le registrazioni del programma per solidarietà nei confronti di Hart.

Nel frattempo Hart, nonostante un clamoroso esordio nella WCW che lo vide aiutare Sting a strappare il WCW World Heavyweight Championship ad "Hollywood" Hulk Hogan, non riuscì a raggiungere obiettivi importanti nella sua nuova casa: la dirigenza della WCW non riuscì mai a ritagliargli un posto adeguato ad un lottatore del suo calibro, accontentandosi semplicemente di averlo sottratto alla federazione rivale. Nel dicembre del 1999 Hart fu infine costretto al ritiro a causa di una commozione cerebrale subìta durante un match contro Bill Goldberg al pay-per-view Starrcade.

In seguito allo screwjob, ad ogni spettacolo della WWE che si svolge in Canada e alla presenza sul ring di uno qualunque dei protagonisti del misfatto (specialmente McMahon e Michaels, che in un'occasione sfruttò addirittura la musica di ingresso di Hart per generare maggiore heat), si levano spontaneamente dagli spalti cori di disapprovazione: il canto che i tifosi sono soliti intonare è You screwed Bret (traducibile in italiano come Hai fregato Bret).

La riconciliazioneModifica

Con il passare degli anni il rancore di Hart e dei fan nei confronti della WWF si affievolì sempre di più: a tal proposito quando Michaels ritornò in Canada da babyface nel 2004, il pubblico non intonò i soliti cori di disapprovazione nei suoi confronti.

Il 3 novembre 2005 sul sito della WWE comparve un messaggio che sanciva la pace raggiunta tra Hart e McMahon dopo diversi tentativi malriusciti nel corso degli anni precedenti; il canadese acconsentì all'uscita di un DVD celebrativo della sua carriera e rilasciò una video intervista sul sito della federazione. Il 1º aprile 2006 venne infine introdotto nella Hall of Fame.

Nella puntata di Raw del 28 dicembre 2009 McMahon annunciò che Hart sarebbe stato l'ospite speciale dell'episodio del 4 gennaio 2010; durante la puntata Michaels si scusò con Hart ma altrettanto non fece McMahon che, rimanendo fedele al proprio personaggio, colpì il canadese con un calcio basso ed esclamò di "averlo fregato un'altra volta" (kayfabe). Fu dunque messa in atto una storyline tra Hart e McMahon che continuò per il resto delle settimane fino a quando non fu sancita una sfida tra i due in un Lumberjack match a WrestleMania 26, in cui il canadese vinse l'incontro con la sua intera famiglia a supportarlo a bordo ring. Nei mesi successivi Hart ricoprì il ruolo di direttore generale di Raw e vinse anche lo United States Championship contro The Miz nel proprio paese natale.

NoteModifica

  1. ^ a b Lo Screwjob di Montreal, su wrestlingitalia.it, 14 aprile 2012.
  2. ^ Vince McMahon Biography[collegamento interrotto], IGN. URL consultato il 25 febbraio 2011.
  3. ^ a b c d e Dave Meltzer, Montreal Screwjob, Wrestling Observer Newsletter, 17 novembre 1997 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2006).
  4. ^ Eric Cohen, Shawn Michaels vs Bret Hart, Prowrestling at About.com. URL consultato il 6 marzo 2011.
  5. ^ Mick Foley, Have a Nice Day: A Tale of Blood and Sweatsocks, Regan Books, 2000, p. 626, ISBN 978-0-06-103101-4.
  6. ^ Shawn Michaels e Aaron Feigenbaum, Heartbreak and Triumph: The Shawn Michaels Story, WWE Books, 2005, p. 273, ISBN 978-0-7434-9380-2.
  7. ^ a b Shawn Michaels; Aaron Feigenbaum, Heartbreak and Triumph: The Shawn Michaels Story, WWE Books, 2005, ISBN 978-0-7434-9380-2.
  8. ^ Adam Kleinberg and Adam Nudelman, Mysteries of Wrestling: Solved, ECW Press, 2005, pp. 73–74, ISBN 978-1-55022-685-0.
  9. ^ Shawn Michaels & Aaron Feigenbaum, Heartbreak and Triumph: The Shawn Michaels Story, WWE Books, 2005, p. 276, ISBN 978-0-7434-9380-2.
  10. ^ Brian Fritz & Christopher Murray, Between the Ropes: Wrestling's Greatest Triumphs and Failures, ECW Press, 2006, p. 145, ISBN 978-1-55022-726-0.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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