Scrittori d'Italia Laterza

collana di testi editi da Laterza dal 1910 al 1987
Lirici marinisti, a cura di Benedetto Croce, il primo volume della collana «Scrittori d'Italia», pubblicato nel 1910.

Gli Scrittori d'Italia è una collana di testi fondata nel 1910 e conclusa nel 1987 dall'editore barese Laterza[1]. La collana nasceva con l'obiettivo di definire e divulgare un canone della cultura della nuova Italia, prendendo le distanze da una cultura troppo ancorata ai classici dell'Umanesimo e scegliendo di rappresentare anche la storia civile, ma non per questo meno importante, della neonata Italia. Il piano originario della collana prevedeva 660 volumi, dei quali 287 furono effettivamente pubblicati (incluse alcune seconde edizioni), per un totale di 179 opere.[1]

Storia editorialeModifica

La collana "Scrittori d'Italia" fu ideata nel 1909. Lo stesso Giovanni Laterza ne avrebbe raccontato la genesi, sul registro della Famiglia Rossi-Sagaria di Raiano, di cui era ospite insieme all'amico Benedetto Croce (cugino della proprietaria, Maria Teresa Petroni, vedova Rossi):

«In questo bel palazzo, situato nel centro dell'antico tratturo che univa l'Abruzzo alla Puglia, giunsi il 18 settembre 1909 alle ore 15, e, passeggiando per le strade di questa amena campagna, lo stesso giorno, fra le ore 18 e le 21, il Croce mi espose la sua prima idea intorno ad una raccolta di scrittori italiani, di non oltre 200 volumi di circa 350 pagine ciascuno. L'idea mi entusiasmò, e la notte stessa, nella camera a secondo piano del lato sinistro di quest'ampio palazzo in cui ero ospitato, estesi il piano economico della prima serie di dieci volumi.[2]»

Il giovane Laterza era intenzionato a sviluppare l'attività della cartolibreria di famiglia, facendosi "editore di opere che veramente servano al miglioramento della cultura in generale"[3] sul modello della Casa Editrice Barbèra, ingrandendo l'originaria attività della cartolibreria di famiglia e contemporaneamente scardinando quella che era stata la tradizione della storiografia letteraria sino a quel momento.

La coraggiosa scelta editoriale di Laterza fu infatti quella di inserire, insieme con i classici anche gli autori considerati di minore importanza quali, per esempio storici, politici, filosofi o economisti e attuando quello che il filologo e linguista piemontese Gianfranco Folena definì un «assalto in forza proprio della non-poesia e anche della non-letteratura e dell'antiletteratura alla roccaforte classica e alla religione delle lettere»[4], Laterza per concretizzare questo progetto letterario si avvalse di una personalità fondamentale del panorama culturale italiano: Benedetto Croce. Croce fissò i criteri editoriali che resero riconoscibile la collana: la mancanza di introduzione e commento, e in appendice note, indici e apparati filologici[5].

La collana fu annunciata il 10 marzo 1910 con una comunicazione telegrafica di Giovanni Laterza a Benedetto Croce «Iniziandosi oggi la composizione della collana degli Scrittori d'Italia rivolgo il mio pensiero a Lei che la volle edita da me. Prometto di far degna l'opera mia della Sua grande idea»[6]. Il filosofo abruzzese inaugurerà la collana curando il primo volume dedicato ai Lirici Marinisti e sarà seguito nella direzione editoriale da Achille Pellizzari, Fausto Nicolini, Santino Caramella, Luigi Russo e da Gianfranco Folena. Croce impostò la collana con l'obiettivo di creare un "archivio della cultura nazionale"[7] che potesse essere rappresentativo del panorama culturale italiano e delle basi storiche, filosofiche e sociali che avevano portato l'Italia all'Unità. Solo nei primi quattro anni vennero pubblicati circa cinquanta titoli; fecero seguito ai Lirici Marinisti autori quali Matteo Bandello, Carlo Gozzi e Teofilo Folengo.

La lungimiranza, la dedizione e il rigore organizzativo di Laterza e Croce offrirono così al pubblico italiano a pochi mesi di distanza edizioni di opere quali Della scienza militare di Luigi Blanch e le poesie di Jacopo Vittorelli. Si può indicare come "seconda fase" dello sviluppo editoriale della collana quella che va dal 1915 al 1925.Gli anni della prima guerra mondiale rallentarono la produzione editoriale che riprese a regime solo negli anni venti.

L'avvento del partito fascista e il delitto Matteotti del 1924 segnarono l'inizio di quella che si può definire la "terza fase" che scandì la vita degli Scrittori d'Italia e della casa editrice. Come fra il 1903 e il 1914 Croce aveva dato opera a fissare e a divulgare, con l'aiuto di Giovanni Laterza, il canone della cultura della nuova Italia e i suoi testi, così fra il 1925 e il 1943 combatté per conservarlo e per integrarlo. La posizione fermamente antifascista di Giovanni Laterza si concretizzò in scelte editoriali lontane dalla "virilità" ostentata e dal trionfalismo del regime, tra gli anni trenta e quaranta infatti videro la luce, per esempio, i Dialoghi d'Amore di Leone Ebreo (successivamente sequestrati il 28 dicembre 1939), le Poesie di Parini e la Istoria del Concilio Tridentino.

Le leggi razziali del 1938 e il Patto d'Acciaio del 1939 aumentarono il controllo del regime sulla stampa, la guerra mondiale e la morte di Giovanni Laterza avvenuta il 21 agosto 1943 segnarono la battuta d'arresto delle pubblicazioni per i successivi tre anni, che ricominciarono solo nel 1947 con Andrea da Barberino e i suoi Reali di Francia. Le pubblicazioni della collana si conclusero nel 1987.

Opere pubblicateModifica

 
91. Giacomo Leopardi, Puerili e abbozzi vari, 1924.
 
108. Ludovico Ariosto, Orlando furioso, vol. I, 1928.
 
273. Carlo de' Dottori, L'asino, 1987 (copertina), l'ultimo volume pubblicato dalla collana.
 
273. Carlo de' Dottori, L'asino, 1987 (sovraccoperta). A partire dal numero 246 del 1970 fu aggiunta una sovraccoperta illustrata, perlopiù col ritratto dell'autore.

NoteModifica

  1. ^ a b Scrittori d'Italia - Tutte le opere della collana digitalizzate e liberamente consultabili, su beic.it. URL consultato il 05/04/2017.
  2. ^ Ottaviano Giannangeli, Benedetto Croce a Raiano, in Operatori letterari abruzzesi, Lanciano, Editr. Itinerari, 1969, p. 308.
  3. ^ Archivio di Stato di Bari (ASBa), Archivio Laterza, Registri copialettere, reg. 1, lettera del 7 maggio 1901. Documento citato in Benedetto Croce-Giovanni Laterza, Carteggio, a cura di Antonella Pompilio, vol. 1, 1901-1910, Bari, Istituto italiano per gli studi storici, Archivio di Stato di Bari, Laterza, 2004, p. XII.
  4. ^ Gianfranco Folena, Benedetto Croce e gli “Scrittori d'Italia”, in Critica e storia letteraria. Studi offerti a Mario Fubini, Padova, Liviana Editrice, 1970, p. 127.
  5. ^ Marino Biondi, Croce e gli Scrittori d'Italia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2016.
  6. ^ Benedetto Croce Giovanni Laterza, Carteggio, vol. 1, 1901-1910, cit., p. 645.
  7. ^ Eugenio Garin, La casa editrice Laterza e mezzo secolo di cultura italiana, in La cultura italiana fra Ottocento e Novecento, Bari, Laterza, 1962, p. 161.

BibliografiaModifica

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