EtimologiaModifica

Il nome della famiglia deriva dal suo genere tipo Scrophularia L., 1753 nominato così da un medico italiano che notò la somiglianza delle ghiandole di alcune specie di questo genere con l'infezione delle stazioni linfonodali (chiamata comunemente Scrofola) dovute ai batteri del genere Mycobacterium.[2][3]

Il nome scientifico della famiglia è stato definito dal botanico francese Antoine-Laurent de Jussieu (Lione, 12 aprile 1748 – La Plata, 17 settembre 1836) nella pubblicazione "Genera Plantarum - 117. 1789" del 1789.[4]

DescrizioneModifica

  • Le foglie hanno un portamento opposto o alterno (in Aptosimeae) o densamente spiralato. In alcune specie le foglie inferiori formano delle rosette basali. In base all'inserzione sul fusto di dividono da sessili o subpicciolate a distintamente picciolate. La lamine hanno delle forme da lanceolate oppure da ampiamente ovoidi a orbicolari con apici ottusi o acuti e margini dentati o seghettati. Sono presenti lamine di tipo da pennatifido a pennatosetto o succulente oppure da filiformi a lineari. Sulla superficie delle foglie possono essere presenti cellule distinte (idioblasti). Le stipole sono assenti.
  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X K (4-5), [C (2+3) A 5 o 2+2 o 2], G (2), supero, capsula.[6]
  • Il calice, gamosepalo, ha una forma da cilindrica a campanulata. A volte il calice è bruscamente dilatato alla fine e termina con tre-cinque lobi (in alcuni casi divisi profondamente) in altri casi il calice è bilabiato con struttura 2/3. I lobi possono essere uguali o subuguali con delle forme da lineari a lanceolate.
  • La corolla, di tipo zigomorfo (i petali sono concresciuti), è formata da un tubo con forme cilindriche (a volte stretto o rigonfio e piatto, altre volte dilatato nella parte apicale) e terminante in cinque lobi a disposizione da indistintamente a decisamente bilabiata (i tre superiori sono più o meno ripiegati verso l'alto, gli altri due verso il basso). In alcune specie i lobi hanno delle forme orbicolari; in altre sono patenti. In altre specie la corolla è subruotata ed è a forma di coppa. I colori dei petali variano dall'arancio al salmone, ma anche rosa, giallo, rosso, bianco o violetto, oppure da verdastro a marrone.
  • L'androceo è formato da 4 stami didinami inclusi o sporgenti. Un quinto stame (staminoide) è assente o presente ma ridotto ad una appendice sterile al centro del labbro superiore. In altre specie gli stami sono 5 (i due inferiori/anteriori sono più lunghi, i tre superiori/posteriori sono più brevi). Raramente gli stami sono fino a 8. In altre ancora gli stami sono 2. I filamenti sono adnati alla base o alla gola della corolla; in alcune specie sono villosi o in genere pubescenti. Le antere, divergenti e non sagittate, hanno una teca (antere uniloculari[10]) o due (antere biloculari[6]); sono reniformi e fissate al centro oppure sono confluenti e si aprono per mezzo di una unica fessura distale, orientata perpendicolarmente al filamento. I granuli pollinici sono del tipo tricolporato.
  • I frutti sono delle capsule con deiscenza da loculicida a setticida, raramente sono delle bacche secche o simili a drupe con mesocarpo carnoso o acquoso. I semi sono numerosi con forme da compresso-ovoidi a cilindriche; talvolta la superficie è rugosa o con creste e la testa può essere reticolata. L'endosperma, ben sviluppato, è liscio o a coste.

RiproduzioneModifica

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama). Impollinazione ornitogama nei tropici.[8][5]
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo (dopo aver eventualmente percorso alcuni metri a causa del vento - dispersione anemocora) a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).[6]

Distribuzione e habitatModifica

La distribuzione di questa famiglia è cosmopolita con gli habitat più vari. La tabella sottostante indica la distribuzione per le 8 tribù della famiglia.[5]

Tribù Distribuzione Habitat
Aptosimeae Soprattutto africana Tropicali secchi anche rocciosi.
Buddlejeae Abbastanza cosmopolita Da temperati a subtropicali (o tropicali in regioni montuose dell'America, Africa e Asia)
Hemimerideae Soprattutto africana tropicale Tropicale
Leucophylleae Prevalentemente americana Da tropicali a temperati
Limoselleae Prevalentemente sud-africana con molti endemismi Da tropicali a sub-tropicali; Limosella è cosmopolita con habitat temperati.
Myoporeae America tropicale, Asia meridionale e Australia (il 95% delle specie è endemico del continente australiano) Per lo più tropicali
Scrophularieae Cosmopolita con diverse specie presenti in Europa Vari, in prevalenza quelli delle zone medio-temperate.
Teedieae Soprattutto sud africana Più o meno tropicali (o subtropicali)

TassonomiaModifica

Questa famiglia dopo la ristrutturazione operata nell'ambito del Angiosperm Phylogeny Group, comprende 24 generi con 1200 specie[6][7] (oppure secondo altri Autori 52 generi e 1681 specie[11] o 59 generi e 1880 specie[10]).

Panorama storicoModifica

Inizialmente, dal botanico tassonomista Charles Edwin Bessey (1845 - 1915), le piante di questa famiglia sono state incluse nell'ordine Oppositifliae-Strobiloideae (superordine Sympetalae-Dicarpellatae). Mentre nel sistema tassonomico di Wettstein, elaborato dal botanico Richard von Wettstein (1863-1931) all'inizio del '900, le Scrophulariaceae erano descritte nell'ordine delle Tubiflorae (subclasse Sympetalae , classe Dicotyledones). In questo ordine la famiglia trovava delle affinità con le famiglie Solanaceae, Gesneriaceae e Orobanchaceae.[9]

Dato l'enorme numero dei generi compresi allora nella famiglia (oltre 210 generi con 3.000-5.000 specie) il botanico inglese George Bentham (1800 - 1884) propose la divisione della famiglia in tre ampie sottofamiglie:

  • Pseudosolanoideae: con foglie alterne, cinque stami e con i due petali superiori che ricoprono quelli laterali;
  • Antirrhinoideae: con foglie opposte e quattro stami fertili;
  • Rhinanthoideae: piante emiparassite o parassite (non tutte) e con i petali superiori talora ricoperti dai petali laterali.

Nel successivo sistema Cronquist, del botanico americano Arthur Cronquist (1919 - 1992) degli anni '80, la famiglia è descritta nell'ordine delle Scrophulariales (sottoclasse Asteridae, classe Magnoliidae) insieme alle famiglie più o meno simili delle Orobanchaceae, Gesneriaceae; mentre le Plantaginaceae sono incluse in un ordine a parte (Plantaginales).[9] All'inizio del 2000 il gruppo di botanici del APG in base ad analisi di tipo filogenetico sul DNA dei cloroplasti e altri nuclei cellulari scorporarono tre quarti dei generi della famiglia che furono inclusi nelle famiglie Plantaginaceae, Orobanchaceae, Schlegeliaceae, Calceolariaceae, Calceolariaceae, Phrymaceae, Stilbaceae, Linderniaceae e Paulowniaceae. Attualmente le specie di questa famiglia sono descritte all'intero dell'ordine Lamiales (piante caratterizzate soprattutto dalla corolla di tipo gamopetala), clade Euasteridi I, clade Asteridi, clade Tricolpate basali e clade Eudicotiledoni delle Angiosperme (piante con fiore).[10]

Disintegrazione delle ScrophulariaceaeModifica

Dalle Scrophulariaceae sono state separate tutte le specie oloparassite ed emiparassite (ora nelle Orobanchaceae). Molti generi importanti come Veronica, Digitalis e Antirrhinum sono confluiti nelle Plantaginaceae, un vasto gruppo con antere più o meno sagittate. Anche alcune specie arboree come le Paulownia sono state separate nella famiglia Paulowniaceae. La tabella sottostante mostra in dettaglio queste separazioni.[7]

Per "gruppi" e "sottogruppi" si intendono le famiglie e sottofamiglie che provvisoriamente facevano ancora parte delle Scrophulariaceae prima della disintegrazione i cui nomi però non sono formalmente inclusi nella Scrophulariaceae:[5][11][10]

Gruppo Sottogruppo Tribù Nuova circoscrizione
Scrophulariaceae Tribù Verbasceae Dum. Tutti i generi sono rimasti in Scrophulariaceae
Tribù Scrophularieae Dum. Tutti i generi sono rimasti in Scrophulariaceae
Tribù Alonsoeae Barringer. Alonsoa => Scrophulariaceae
Charadrophilla => Stilbaceae
Tribù Hemimerideae Benth. Basistemon => Plantaginaceae
Gli altri generi sono rimasti in Scrophulariaceae
Tribù Russelieae Pennell Russelia => Plantaginaceae
Gli altri generi sono rimasti in Scrophulariaceae
Tribù Teedieae Bent. Tutti i generi sono rimasti in Scrophulariaceae
Tribù Freylinieae Barringer Tutti i generi sono rimasti in Scrophulariaceae
Tribù Leucophylleae Miers Tutti i generi sono rimasti in Scrophulariaceae
Tribù Aptosimeae (Benth.) Benth. Tutti i generi sono rimasti in Scrophulariaceae
Tribù Manuleae Benth. & Hoock. f. Tutti i generi sono rimasti in Scrophulariaceae
"Schlegeliaceae" Exarata, Gibsoniothamnus, Schlegelia e Synapsis => Schlegeliaceae
"Calceolariaceae" Calceolaria e Jovellana => Calceolariaceae
"Paulowniaceae" Tribù Paulownieae Siebold & Zucc. Paulownia e Shiuyinghua => Paulowniaceae
Tribù "Wightieae" Wightia e Brandisia => Paulowniaceae
"Veronicaceae" Antirrhinoideae (Speta) D. Hartl & I. Betsche Tribù Cheloneae Benth. Chelone, Chionophila, Collinsia, Keckiella, Nothochelone, Pennellianthus, Penstemon, Tonella, Tetranema e Uroskinnera => Plantaginaceae
Tribù Antirrhineae Chav. Acanthorrhinum, Albraunia, Anarrhinum, Antirrhinum, Asarina, Chaenorrhinum, Cymbalaria, Epixiphium, Galvezia, Gambelia, Holmgrenanthe, Holzneria, Howelliella, Kickxia, Linaria, Lophospermum, Mabrya, Maurandella, Maurandya, Misopates, Mohavea, Nanorrhinum, Neogaerrhinum, Nuttalanthus, Pseudorontium, Rhodochiton, Sairocarpus e Schweinfurthia => Plantaginaceae
Gratioloideae (Benth.) Luerss. Tribù Angelonieae Benth. Angelonia e Monopers => Plantaginaceae
Tribù Gratioleae Benth. Amphianthus, Bacopa, Benjaminia, Boelckea, Braunblanquetia, Deinostema, Dopatrium, Gratiola , Hydrotriche, Limnophila, Maeviella, Mecardonia, Philcoxia, Scoparia e Sophronanthe => Plantaginaceae
Capraria è rimasta in Scrophulariaceae
Tribù Limoselleae Dumort. Limosella è rimasta in Scrophulariaceae
Tribù Stemodieae Benth. Lindenbergia => Orobanchaceae
Achetaria, Adenosma, Cheilophyllon, Conobea, Darcya, Dizygostemon, Leucospora, Morgania, Otacanthus, Schistophragma, Schizosepala, Stemodia e Tetraulacium => Plantaginaceae
Stemodiopsis è rimasta in Scrophulariaceae
Tribù Lindernieae Rchb. Artanema, Bampsia, Chamaegigas, Craterostigma, Crepidorhopalon, Hartliella, Hemiarrhena, Legazpia, Lindernia, Picria, Pierranthus, Schizotorenia, Scolophyllum e Torenia => Linderniaceae
Tribù Melospermeae Rossow Monttea e Melosperma => Plantaginaceae
Digitalidoideae (Dumot.) Luerss. Tribù Digitalideae (Dumort.) Dumort. Digitalis e Isoplexis => Plantaginaceae
Tribù Veroniceae Duby Besseya, Chionohebe, Derwentia, Detzneria, Erinus, Hebe, Heliohebe, Kashmiria, Lafuentea, Lagotis, Neopicrorhiza, Paederota, Paederotella, Parahebe, Picrorhiza, Pseudolysimachion, Scrofella, Synthyris, Veronica, Veronicastrum, Wulfenia e Wulfeniopsis => Plantaginaceae
Tribù Sibthorpieae Benth. Ellisiophyllum e Sibthorpia => Plantaginaceae
Tribù Hemiphragmeae Rouy Hemiphragma => Plantaginaceae
Tribù Aragoeae (G. Don) D.Y. Hong & S . Nilsson Aragoa => Plantaginaceae
"Phrymaceae" Tribù Microcarpeae Miq. Bryodes, Bythophyton, Dintera, Encopella, Hemianthus, Micranthemum e Psammetes => Plantaginaceae
Elacholoma, Glossostigma, Microcarpae e Peplidium => Phrymaceae
Tribù Leucocarpeae Rouy Hemichaena e Leucocarpus => Phrymaceae
Tribù Mimuleae Dumort. Dodartia, Lancea e Mazus => Mazaceae
Mimetanthe e Mimulus => Phrymaceae
"Orobanchaceae" Tribù Gerardieae Benth. Agalinis, Anisantherina, Aureolaria, Brachystigma, Dasistoma, Esterhazya, Lamourouxia, Macranthera, Seymeria, Seymeriopsis, Silviella e Tomanthera => Orobanchaceae
Tribù Orobancheae Lam. & DC. Aeginetia, Boschniakia, Christisonia, Cistanche, Epifagus, Gleadovia, Harveya, Hyobanche, Mannagettaea, Orobanche, Paraharveya, Phacellanthus, Phelyaea, Platypholis e Xylanche => Orobanchaceae
Tribù Escobedieae <small<Benth. Alectra, Escobedia, Magdalenaea, Melasma, Nothochilus, Pseudomelasma, Physocalyx e Vellosiella => Orobanchaceae
Tribù "Micrargerieae" Gerardiina, Leptorhabdos, Micrargeria e Micrargeriella => Orobanchaceae
Tribù Buchnereae Bent. Baumia, Buchnera, Centranthera, Cycniopsis, Cycnium, Ghikaea, Graderia, Hiernia, Parasopubia, Parastriga, Petitmenginia, Pseudosopubia, Pseudostriga, Rhamphicarpa, Sieversandreas, Sopubia, Striga, Tetraspidium => Orobanchaceae
Tribù "Buttonieae" Buttonia, Leucosalpa, Radamaea, Rhaphispermum e Thunbergianthus => Orobanchaceae
Tribù "Xylocalyceae" Xylocalyx => Orobanchaceae
Tribù Cymbarieae D. Don Bungea, Cymbaria, Lesquereuxia, Monochasma, Schwalbea e Siphonostegia => Orobanchaceae
Tribù "Castillejeae" Castilleja, Clevelandia, Cordylanthus, Gentrya, Ophiocephalus, Orthocarpus e Triphysaria => Orobanchaceae
Tribù Rhinantheae Lam. & DC. Bartsia, Bartsiella, Bornmuellerantha, Conopholis, Euphrasia, Hedbergia, Lathraea, Macrosyringion, Melampyrum, Nothobartsia, Odontitella, Odontites, Omphalotrix, Parentucellia, Pedicularis, Phtheirospermum, Pterygiella, Rhinanthus, Rhynchocorys e Tozzia => Orobanchaceae
Incertae sedis Tribù Rehmannieae Rouy Rehmannia e Triaenophora => Orobanchaceae
Titanotrichum => Gesneriaceae
Tribù Bowkerieae Barringer Anastrabe, Bowkeria, Brookea, Halleria e Ixianthes => Stilbaceae

FilogenesiModifica

 
Cladogramma della famiglia

La famiglia nella nuova configurazione è caratterizzata soprattutto dalla seguente morfologia:

Le Scrophulariaceae ora sono decisamente monofiletiche sia dalla morfologia che dalle analisi delle sequenze del DNA. Secondo vari studi l'età per questa famiglia oscilla tra i 68 - 50 milioni di anni.[10] La struttura interna del gruppo è caratterizzata da due grandi cladi con la tribù Hemimerideae in posizione "basale" e quindi "gruppo fratello" dei due cladi. I due generi più grandi (Verbascum e Scrophularia) sono strettamente correlati e insieme al genere Oreosolen formano un clade basato sia sui dati delle sequenze del DNA plastidiale che sui dati morfologici (i semi caratteristici, i filamenti pelosi e il tipo di sviluppo dell'endosperma). Questi generi formano un "gruppo fratello" con i generi della tribù Limoselleae, in particolare con il genere Selago e piante affini (un clado caratterizzato da loculi monospermi e frutti di tipo achenio). Questo gruppo insieme alle tribù Buddlejeae e Teedieae formano uno dei due principali cladi della famiglia. L'altro clade è formato dalle tribù Leucophylleae, Myoporeae e Aptosimeae.

In dettaglio:

  • Aptosimeae: questa tribù, nell'ambito della famiglia, occupa una posizione abbastanza centrale, ed è "gruppo fratello" del clade contenente le tribù Myoporeae e Leucophylleae.[12] La monofilia della tribù è fortemente sostenuta dai dati ricavati dalle analisi delle sequenze del DNA dei cloroplasti.[13] In base ad alcune ricerche si stima che l'età di questo gruppo (il momento della separazione dal resto della famiglia) corrisponda a circa 58 - 45 milioni di anni fa.[10]
  • Hemimerideae: il gruppo di generi di questa tribù, dopo le ultime inclusioni (Colpias), forma probabilmente un clade monofiletico anche per l'assenza di secrezioni oleifere (una sinapomorfia).[17] Nell'ambito della famiglia, questa tribù è "basale" e quindi è "gruppo fratello" al resto delle Scrophulariaceae.[18] La separazione di questo gruppo dal nucleo delle Lamiales è avvenuta tra 68 - 50 milioni di anni fa.[10]
  • Limoselleae: in base alla ristrutturazione della famiglia Scrophulariaceae attuata con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG) la tribù Limoselleae risulta, nell'ambito della famiglia, in una posizione abbastanza centrale (da un punto di vista filogenetico-evolutivo) ed è "gruppo fratello" della tribù Scrophularieae.[12] All'interno della tribù il genere Jamesbrittenia è in posizione basale e quindi "gruppo fratello" del resto dei generi. Raggruppamenti filogenetici più interni formano i cladi Barthlottia-Manuleopsis e Limosella-Lyperia. Inoltre è presente un grande clade formato dai due generi maggiori: Manulea e Sutera, dove parte di Manulea è annidata all'interno di Sutera (il genere Chaenostoma). Anche Reyemeia risulta nidificata all'interno di Zaluzianskya.[12][19]
  • Myoporeae: la struttura interna della tribù è caratterizzata dal gruppo Bontia, Myoporum e Eremophila (la cui monofilia è fortemente sostenuta), mentre Androya si trova in posizione basale[10] più vicina alle Leucophylleae.[20]
  • Teedieae: all'interno della famiglia la tribù Teedieae, da un punto di vista filogenetico, risulta "gruppo fratello" della tribù Buddlejeae e insieme formano un gruppo monofiletico.[12] Anche il gruppo "Teedieae", comprendente una linea di arbusti sudafricani, è fortemente monofiletico e insieme alle Buddlejeae condividono la morfologia le antere con teche separate. Una sinapomorfia per questo gruppo potrebbe essere l'infiorescenza a foglia tipica dei generi Oftia, Teedia e Dermatobotry. All'interno della tribù i due generi Oftia e Teedia formano un "gruppo fratello" e costituiscono il "core" della tribù mentre il genere Phygelius risulta il più "esterno" di tutti in posizione "basale" (il primo ad essersi evoluto dal resto del gruppo).[21] Recenti studi sul polline di alcune specie di questa tribù sono coerenti con la struttura filogenetica ricavata dai dati molecolari del DNA.[22]

Il cladogramma tratto dallo studio citato[12] mostra la configurazione filogenetica della famiglia in base alle attuali conoscenze.

Elenco dei generi della famigliaModifica

Per ogni tribù sono indicati i generi, con il numero delle specie. In totale sono presenti 8 tribù, 66 generi e circa 1756 specie.[5][11][10]

Tribù AptosimeaeModifica

La tribù Aptosimeae (Benth.) Benth., 1876 comprende 4 generi e 44 specie:

Tribù BuddlejeaeModifica

La tribù Buddlejeae Bartl., 1830 comprende 5 generi e circa 115 specie:

Tribù HemimerideaeModifica

La tribù Hemimerideae Benth., 1835 comprende 6 generi e 134 specie:

Tribù LeucophylleaeModifica

La tribù Leucophylleae Miers, 1850 comprende 3 generi e 17 specie:

Tribù LimoselleaeModifica

La tribù Limoselleae Dumort., 1827 comprende 28 generi e circa 640 specie:

Tribù MyoporeaeModifica

La tribù Myoporeae Rchb., 1837 comprende 8 generi e 253 specie:

Tribù ScrophularieaeModifica

La tribù Scrophularieae Barthélemy Charles Joseph Dumortier, 1827 comprende 6 generi e circa 570 specie:

Tribù TeedieaeModifica

La tribù Teedieae Benth., 1835 comprende 6 generi e 13 specie:

Inertae sedisModifica

I seguenti generi non hanno ancora una posizione certa nell'ambito della famiglia:[5][11][10]

  • Ameroglossum Eb. Fischer, S. Vogel & Lopez, 1999 (tradizionalmente è incluso nelle Russelieae)
  • Anamaria V.C. Souza, 2001 (probabile sinonimo di Stemodia)
  • Camptoloma Benth., 1846 (probabile sinonimo di Manuleae)
  • Cheilophyllum Pennell ex Britton, 1920 (tradizionalmente è incluso nelle Stemodieae)
  • Mimulicalyx P.C. Tsoong, 1979 (tradizionalmente è incluso nelle Mimuleae)
  • Rhabdotosperma Hartl, 1977 (tradizionalmente è incluso nelle Verbasceae)

Generi e specie della flora italianaModifica

Nella flora spontanea italiana di questa famiglia sono presenti i seguenti generi:[8][23]

  • Buddleja (tribù Buddlejeae) con una specie (Buddleja davidii).
  • Limosella (tribù Limoselleae) con una spcie (Limosella aquatica).
  • Scrophularia (tribù Scrophularieae) con 14 specie.
  • Verbascum (tribù Scrophularieae) con 26 specie.

SinonimiModifica

L'entità di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[5]

  • Veronicaceae Durande, 1782
  • Rhinanthaceae Vent., 1799
  • Orobanchaceae Vent., 1799
  • Antirrhinaceae Pers., 1807
  • Digitalidaceae Martinov, 1820
  • Gratiolaceae Martinov, 1820
  • Selaginaceae Choisy, 1823
  • Paulowniaceae Nakai, 1949
  • Oftiaceae Takht. & Reveal, 1993
  • Schlegeliaceae (A.H. Gentry) Reveal, 1996
  • Calceolariaceae (G. Don) Raf. & Olmstead, 2001

Alcune specieModifica

Tribù AptosimeaeModifica

Tribù BuddlejeaeModifica

Tribù HemimerideaeModifica

Tribù LeucophylleaeModifica

Tribù LimoselleaeModifica

Tribù MyoporeaeModifica

Tribù ScrophularieaeModifica

Tribù TeedieaeModifica

NoteModifica

  1. ^ The Plant List, http://www.theplantlist.org/1.1/browse/A/Scrophulariaceae/. URL consultato il 17 ottobre 2017.
  2. ^ David Gledhill 2008, pag. 346
  3. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 7 ottobre 2017.
  4. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 17 ottobre 2017.
  5. ^ a b c d e f g Kadereit 2004, pag. 333
  6. ^ a b c d e Judd et al 2007, pag. 493-5
  7. ^ a b c Strasburger 2007, pag. 852
  8. ^ a b c Pignatti 1982, Vol. 2 - pag. 526-535
  9. ^ a b c Motta 1960, Vol. 3 - pag. 677
  10. ^ a b c d e f g h i j k Angiosperm Phylogeny Website, su mobot.org. URL consultato il 2 agosto 2017.
  11. ^ a b c d Olmstead 2012
  12. ^ a b c d e f g Tank et al 2006, pag. 293
  13. ^ Oxelman et al. 2005, pag. 416
  14. ^ Olmstead et al. 2001, pag. 354
  15. ^ Oxelman et al. 2005, pag. 416
  16. ^ Tank et al 2006, pag. 293
  17. ^ Oxelman et al. 2005, pag. 419
  18. ^ Olmstead et al. 2001, pag. 355
  19. ^ Oxelman et al. 2005, pag. 416
  20. ^ Oxelman et al. 2005, pag. 416
  21. ^ Oxelman et al. 2005, pag. 418
  22. ^ Mosyakin et al 2015, pag. 73
  23. ^ Conti et al. 2005

BibliografiaModifica

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