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Scuola clavicembalistica francese

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La Francia durante il periodo Barocco (XVII e XVIII secolo) ha visto una grande fioritura di compositori per clavicembalo: la scuola clavicembalistica francese.

Indice

CronologiaModifica

 

Questo periodo può essere schematicamente diviso in due parti.

Inizi della musica clavicembalistica in Francia (1640-1710)Modifica

Il primo periodo, fino verso il 1710, è quello dei pionieri che mettono a punto lo stile francese (style brisé o luthé) e la struttura della suite classica. A partire da quest'epoca è attestata l'importanza che i musicisti francesi attribuiscono all'ornamentazione: è infatti frequente che i compositori aggiungano all'inizio delle loro opere stampate una "tavola degli abbellimenti" descrivendo in modo più o meno esplicito il modo in cui si debbano interpretare. François Couperin, grande figura del clavicembalo, preciserà inoltre più tardi che un'interpretazione degli abbellimenti diversa da quella che egli raccomanda nelle sue composizioni traviserebbe la volontà del compositore.

Appartengono a quest'epoca, in un ordine sommariamente cronologico:

Bisogna qui citare anche il tedesco Johann Jakob Froberger, presente a Parigi verso il 1650, la cui influenza sembra determinante per la definizione della forma classica della suite (allemanda, corrente, sarabanda, giga). Al di fuori delle raccolte stampate (le prime sono quelle di Chambonnières), le fonti più importanti - in particolare per Louis Couperin - sono il Manoscritto Brauyn e il Manoscritto Parville. Molti di questi artisti praticano la forma - arcaizzante a partire dal 1700 - del preludio non misurato ereditato dai liutisti e varie altre danze desuete (branle de basque, canarie, pavane, gaillarde...)

Secondo periodo (1710-1789)Modifica

Il secondo periodo, a partire dal 1710 circa, porta un rinnovamento delle forme e dello stile sull'impulso di François Couperin e Jean Philippe Rameau. Se il primo si rivela il grande poeta dello strumento, il secondo introduce uno stile brillante, quasi scarlattiano, nella tradizione francese: i loro successori, come Daquin, prenderanno esempio da entrambi.

Questo periodo si caratterizza per il progressivo diffondersi della suite (forma che Couperin e alcuni suoi emuli chiameranno "ordre"), per l'importanza attribuita ai pezzi a carattere imitativo, per l'influenza della virtuosità italiana e e per l'incessante apparire delle raccolte di pezzi.

Alla fine del periodo la tendenza generale si evolve verso lo stile galante e l'utilizzo del basso albertino. Questa evoluzione è particolarmente evidente nell'ultimo libro di Duphly. Questi è però l'ultimo a dedicare la sua opera al clavicembalo che nel frattempo viene sostituito dal fortepiano: la sua morte nel 1789, come anche quella di Armand-Louis Couperin, sembra essere il simbolo - fortuito... - della fine di un'epoca.

In questo periodo sono attivi (lista non esaustiva):

BibliografiaModifica

  • André Pirro, Les clavecinistes, Henri Laurens, Parigi, 1924, collana "Les musiciens célèbres"
  • Norbert Dufourcq, Le clavecin, Paris, PUF, coll. « Que sais-je ? », 1981, 3 ed. (1 ed. 1949)
  • Willi Apel, Storia della musica per organo, Sansoni, 1985
  • Bruce Gustafson, David Fuller, Catalogue of French harpsichord music 1699-1780, Oxford University Press, 1990
  • Beverly Scheibert, Jean-Henry d'Anglebert and the 17th-century clavecin school, Indiana University Press, Bloomington, 1986
  • Alexander Silbiger, Keyboard music before 1700, Schirmer Books, 1995
  • Jean-Patrice Brosse, Le clavecin du Roi Soleil, Bleu Nuit, Parigi, 2011, collana "Horizons"
  • Jean-Patrice Brosse, Le clavecin des Lumières, Bleu Nuit, Parigi, 2007, collana "Horizons"

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