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Con Scuola di Milano si intende generalmente la scuola filosofica formatasi agli inizi del XX secolo attorno alle personalità di Piero Martinetti e Antonio Banfi, dapprima presso l'Accademia Scientifico-letteraria e in seguito presso l'Università degli Studi di Milano (fondata nel 1924). Tra gli esponenti di questa scuola si annoverano importanti filosofi italiani del secolo scorso come Mario Dal Pra, Ludovico Geymonat, Enzo Paci, Mario Untersteiner, Giulio Preti, Remo Cantoni, Dino Formaggio, Fulvio Papi, Franco Alessio, Salvatore Veca.

Caratteri generaliModifica

Il termine «Scuola di Milano» fu utilizzato per la prima volta da Fulvio Papi nel titolo di un suo saggio dedicato a Banfi, Cantoni, Paci e Preti, quattro intellettuali che orbitavano attorno all'ateneo milanese e nei quali sono riconoscibili alcuni caratteri comuni, come la militanza nell'antifascismo, l'adesione al marxismo e al socialismo democratico tipici della tradizione milanese, e soprattutto uno «stile» filosofico basato sull'equilibrio tra vitalismo e razionalità.[1] Ben presto, però, la storiografia filosofica ha allargato i confini di questa scuola, ascrivendovi anche altri filosofi formatisi presso l'Università di Milano, che ne condivisero gli orientamenti teoretici.

Anzitutto, oltre a Banfi, viene riconosciuto il ruolo fondamentale di Piero Martinetti.[2] Martinetti e Banfi, maestro e allievo, rappresentano infatti i due punti di riferimento attorno a cui si è sviluppata la scuola: la riflessione teoretica ed etica del primo, sfociante in una "religiosità civile" (influenzata dallo studio di Kant, Spinoza e Spir), e lo storicismo del secondo, aperto all'esistenzialismo kierkegaardiano, influenzarono i contemporanei e costituirono lo sfondo su cui maturarono le riflessioni dei loro successori.[3] Da qui, la Scuola filosofica di Milano nel corso degli anni si è sviluppata attraverso vari campi, nutrendo particolare interesse e attenzione per quanto accadeva in ambito filosofico nel resto d'Europa, e soprattutto per la fenomenologia husserliana (Banfi fu tra i primi a studiare Husserl in Italia); al suo interno troviamo storici della filosofia (come Mario Dal Pra, Franco Alessio e l'antichista Mario Untersteiner), filosofi della scienza (Ludovico Geymonat e i suoi allievi, come Emilio Agazzi, Giulio Giorello, Corrado Mangione, Salvatore Veca e Fabio Minazzi), studiosi di filosofia teoretica (Enzo Paci, Remo Cantoni, Giulio Preti, Fulvio Papi, Carlo Sini), di estetica (Dino Formaggio e la scuola di estetica che a lui si rifà).

Principali esponentiModifica

NoteModifica

  1. ^ F. Papi, Vita e filosofia. La scuola di Milano: Banfi, Cantoni, Paci, Preti, Milano 1990.
  2. ^ Davide Assael, Alle origini della scuola di Milano: Martinetti, Barié, Banfi, Milano, Guerini, 2009, ISBN 978-88-6250-133-0.
  3. ^ A. Vigorelli, La nostra inquietudine, Milano 2007, pp. IX-X.

BibliografiaModifica

  • D. Assael [a cura di] Giovanni Emanuele Bariè, Milano, CUEM, 2008.
  • D. Assael, Alle origini della scuola di Milano: Martinetti, Barié, Banfi, Guerini e associati, Milano, 2009.
  • N. Bobbio, Ricordo di Ludovico Geymonat, "Rivista di Filosofia", LXXXIV, 1, 1993
  • M. Dal Pra - F. Minazzi, Ragione e storia. Mezzo secolo di filosofia italiana, Rusconi, Milano, 1992.
  • F. Minazzi, Scienza e filosofia in Italia negli anni Trenta: il contributo di Enrico Persico, Nicola Abbagnano e Ludovico Geymonat, in: F. Minazzi (a cura di), Il cono d'ombra. La crisi della cultura agli inizi del '900, Marcos y Marcos, Milano 1991, pp. 117–184.
  • F. Minazzi, La passione della ragione. Studi sul pensiero di Ludovico Geymonat, Thélema Edizioni-Accademia di architettura, Università della Svizzera italiana, Milano-Mendrisio 2001.
  • F. Minazzi (a cura di), Filosofia, scienza e vita civile nel pensiero di Ludovico Geymonat, La Città del Sole, Napoli 2003.
  • F. Minazzi, Contestare e creare. La lezione epistemologico-civile di Ludovico Geymonat, La Città del Sole, Napoli 2004.
  • F. Minazzi [a cura di], Ludovico Geymonat, un maestro del Novecento. Il filosofo, il partigiano, il docente, Milano, Unicopli, 2009.
  • F. Minazzi, Ludovico Geymonat epistemologo, Mimesis Edizioni, Milano 2010.
  • F. Papi, Vita e filosofia. La scuola di Milano: Banfi, Cantoni, Paci, Preti, Guerini, Milano, 1990.
  • M. Quaranta, Ludovico Geymonat. Una ragione inquieta, Seam, Formello 2001.
  • G. Scaramuzza, Crisi come rinnovamento. Scritti sull'estetica della Scuola di Milano, Unicopli, Milano, 2000.
  • G. Scaramuzza (a cura di), L'estetica e le arti. La scuola di Milano, CUEM, Milano 2007.
  • L.M. Scarantino, Giulio Preti. La costruzione della filosofia come scienza sociale, Bruno Mondadori, Milano, 2007.
  • A. Vigorelli, L'esistenzialismo di Enzo Paci, Bruno Mondadori, Milano, 1987.
  • A. Vigorelli, Piero Martinetti. La metafisica civile di un filosofo dimenticato, Bruno Mondadori, Milano, 1998.
  • A. Vigorelli, "Nuove pagine di e su Piero Martinetti", Rivista di storia della filosofia, 3/2005, pp. 485–87.
  • A. Vigorelli, (a cura di), "Martinetti: l'eredità contestata. Lettere di Antonio Banfi e Gioele Solari", Rivista di storia della filosofia, 4/2005, pp. 769–89.
  • A. Vigorelli, "Plotino, Spinoza, Spir. La reviviscenza neoplatonica nel razionalismo religioso di Piero Martinetti" (Atti del Convegno “Presenza della tradizione neoplatonica nella filosofia del Novecento”, Vercelli, 7-9 giugno 2004), AnnuarioFilosofico, 20/2004, Mursia, Milano, 2005, pp. 39–54.
  • A. Vigorelli, "Martinetti lettore di Spinoza. Il tempo e l'eterno", in: AA. VV., Spinoza ricerche e prospettive. Per una storia dello spinozismo in Italia (Atti delle Giornate di studio in ricordo di Emilia Giancotti, Urbino, 2-4 ottobre 2002), a cura di D. Bostrenghi e C. Santinelli, Bibliopolis, Napoli, 2007, pp. 441–66.
  • A. Vigorelli, La nostra inquietudine. Martinetti, Banfi, Rebora, Cantoni, Paci, De Martino, Rensi, Untersteiner, Dal Pra, Segre, Capitini, Bruno Mondadori, Milano, 2007.
  • A. Vigorelli, "Piero Martinetti (1872-1943): una apologia della religione civile", in: AA. VV., Le due Torino. Primato della religione o primato della politica?, a cura di Gianluca Cuozzo e Giuseppe Riconda, Trauben, Torino, 2008, pp. 125–33.
  • A. Vigorelli, "Emilio Agazzi e la "fortuna milanese" di Piero Martinetti", in: AA. VV., Vita, concettualizzazione, libertà. Studi in onore di Alfredo Marini, a cura di R. Lazzari, M. Mezzanzanica, E. S. Storace, Mimesis, Milano, 2008, pp. 409–18.

Voci correlateModifica

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