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Sebastiano Gallina

Sebastiano Gallina (Cortemilia, 5 ottobre 1873Orbassano, 9 gennaio 1945) è stato un generale italiano del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale, ricordato per il suo ruolo nelle prime operazioni belliche in Egitto nel 1940.

BiografiaModifica

Nato in provincia di Cuneo fu un ufficiale coloniale italiano tra i più famosi e con il maggior numero di anni di permanenza in Africa.

Già nel 1911 aveva combattuto a Sciara Sciat, meritandosi la prima medaglia di bronzo, e nel 1914 aveva preso parte alla campagna del Fezzan con la colonna Miani.

Combatté poi nella grande guerra rimanendo ferito due volte e meritando la prima medaglia d'argento.

Tornato in Libia, vi stette molti anni, partecipando intensamente, alla riconquista della Colonia.

Raggiunto il grado di colonnello, fu comandante del 43º reggimento "Forlì" nel termine degli anni 1920 ma lasciò l'esercito.

Sebastiano Gallina volle però tornare nel ranghi dal 1935, in Eritrea, da generale di brigata, e combatté valorosamente al comando della I^ Brigata Mista Eritrea; e quando, occupata Dessiè, fu decisa la marcia su Addis Abeba, al generale Gallina fu affidato il comando di una colonna fiancheggiante, costituita appunto dalla I Brigata Mista Eritrea, che attraverso un percorso quanto mai impervio e pressoché sconosciuto, raggiunse mirabilmente gli obiettivi assegnati. La colonna Gallina giunse per prima in vista di Addis Abeba dopo oltre 400 Km. di marcia a piedi in difficilissime condizioni. Dopo la conquista della capitale alla Brigata di Gallina fu affidato il compito della protezione della ferrovia per Gibuti.

Promosso generale di Divisione per merito di guerra nel 1936, rimase ancora nell'Impero a dare la sua opera preziosa di espertissimo coloniale. Il 4 aprile 1939 era promosso generale di Corpo di Armata e il 13 settembre di quell'anno assumeva il comando del Sud libico. Il 6 luglio 1940, per la sua vasta esperienza africana, nonostante l'età avanzata (66 anni), fu al comando del gruppo divisioni libiche ( e ), partecipando alla conquista di Sidi el Barrani (16 settembre 1940).

Permase in Egitto con le sue unità in zona occupata, ma fu sconfitto e catturato nel corso della controffensiva inglese (operazione Compass) il 10 dicembre seguente.

Trasferito subito in India, (campo per generali di Dehradun) insieme all'impressionante numero di prigionieri italiani catturati in quelle fasi (130.000 uomini), ebbe problemi di carattere medico, tali che costrinsero le autorità inglesi ad un suo rimpatrio per motivi umanitari nel marzo 1943, ormai settantenne, trasportato a bordo della nave ospedale inglese Talamba, per tramite delle autorità turche.

Rientrato in Italia, si ritirò a vita privata a Trana, vicino a Torino, ma fu ucciso per un mitragliamento aereo alleato sul treno dove viaggiava, nella tratta Giaveno - Torino, negli ultimi mesi del conflitto.