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Seconda guerra d'indipendenza scozzese

Il Trattato Edimburgo-NorthamptonModifica

Nel 1327, dopo la morte di Robert I Bruce, il figlio del re, David II era troppo giovane per governare, così il guardiano del regno divenne Thomas Randolph, primo conte di Moray. Ma Edoardo III, nel 1328, nonostante avesse sottoscritto il Trattato di Edimburgo-Northampton, ponendo fine alla Prima Guerra di Indipendenza Scozzese, era determinato a vendicare l'umiliazione subita dagli scozzesi potendo contare sull'assistenza di Edward Balliol, figlio di John Balliol e pretendente al trono.

Edoardo III ottenne anche il sostegno di un gruppo di nobili scozzesi, condotti da Balliol ed Henry Beaumont, noto come il 'Diseredato.' Questo gruppo di nobili aveva sostenuto gli inglesi nel corso della Prima Guerra di Indipendenza scozzese, e, dopo la battaglia di Bannock Burn, Robert Bruce li aveva privati di titoli e terre, assegnandoli ai suoi alleati, di fatto, non ricevendo alcuna riparazione di guerra. Questi "diseredati" vollero a tutti i costi recuperare le proprie terre, per cui si sarebbero dimostrati ostili alla pace. Il Conte di Moray morì il 20 luglio 1332. La nobiltà scozzese si riunì a Perth dove elessero, come nuovo guardiano, Domhnall II, Conte di Mar. Nel frattempo, una piccola banda condotta da Balliol aveva salpato dall' Humber. Costituita da nobili diseredati e da mercenari, probabilmente non raggiungevano le cento unità.

L'impresa disperata di BalliolModifica

Edoardo III era ancora formalmente in pace con David II, per cui suoi affari con Balliol vennero quindi messi deliberatamente in secondo piano. Il Re ovviamente, consapevole che il suo disperato progetto era condannato al fallimento, sapeva cosa stava succedendo e Balliol, probabilmente, gli tributò un omaggio prima di partire. Edoardo quindi non permise a Balliol di invadere la Scozia attraversando il Tweed, ma questo atto sarebbe infatti stato considerato una palese rottura del trattato. Consentì a chiudere un occhio nei confronti di un'invasione dal mare, ma mise in chiaro che li avrebbe sconfessati e che avrebbe confiscato tutte le terre inglesi nel caso Balliol e i suoi amici avesse fallito. I "diseredati" presero terra a Kinghorn nel Fife il 6 agosto 1332. Le notizie della loro avanzata li avevano preceduti, e, mentre marciavano verso Perth, si trovarono la strada sbarrata da un grosso esercito scozzese, costituito in massima parte da fanteria, agli ordini del nuovo Guardiano.

La Battaglia di Dupplin MoorModifica

Alla Battaglia di Dupplin Moor, l'esercito di Balliol, comandato da Henry Beaumont, sconfisse il più numeroso esercito scozzese. Beaumont fece uso delle stesse tattiche che gli inglesi avrebbero reso famose nella Guerra dei Cent'Anni, con cavalieri appiedati al centro e gli arcieri ai fianchi. Trovatisi tra una micidiale pioggia di frecce, gran parte degli scozzesi non riuscirono nemmeno a raggiungere le linee nemiche. Quando il massacro fu finalmente giunto alla conclusione, il Conte di Mar, Sir Robert Bruce, un figlio illegittimo di Robert Bruce, molti nobili e circa 2.000 scozzesi erano stati assassinati. Edward Balliol venne quindi incoronato Re degli Scozzesi, prima a Perth, e poi ancora a settembre all'Abbazia di Scone. Il successo di Balliol colse di sorpresa Edoardo III, e, temendo che l'invasione di Balliol sarebbe alla fine fallita con conseguente invasione dell'Inghilterra da parte degli scozzesi, mosse a nord con il suo esercito.

Chi è il Re di Scozia ?Modifica

In ottobre, Sir Archibald Douglas, ora Guardiano di Scozia, stipulò una tregua con Balliol, apparentemente per consentire al parlamento scozzese di riunirsi e decidere chi fosse il loro vero re. Imbaldanzito dalla tregua, Balliol smantellò gran parte delle truppe inglesi e si mosse verso Annan, sulla riva nord del Solway Firth. Inviò due lettere aperte, affermando che, con l'aiuto dell'Inghilterra, egli aveva reclamato il suo regno, e riconobbe che la Scozia era sempre stata un feudo dell'Inghilterra. Promise anche terre a Edoardo III situate sul confine, compresa Berwick-on-Tweed, e che avrebbe servito Edoardo per il resto della propria vita. Ma a dicembre del 1332, Douglas attaccò Balliol ad Annan nelle prime ore del mattino. Gran parte degli uomini fu uccisa, benché egli stesso riuscisse a fuggire attraverso un buco nel muro, e scappò, nudo e a cavallo, verso Carlisle.

Un'altra guerraModifica

Ad aprile 1333, Edoardo III e Balliol, con un grosso esercito inglese, presero d'assedio Berwick. Archibald Douglas tentò di liberare la città nel luglio 1333, ma venne sconfitto e ucciso nella Battaglia di Halidon Hill. Sia Re David II che Regina vennero trasferiti, per sicurezza, al Dumbarton Rock, mentre Berwick si arrendeva e la Scozia veniva annessa da Edoardo. A questo punto, gran parte della Scozia si trovava sotto occupazione inglese, con otto delle contee delle Lowlands scozzesi cedute all'Inghilterra da Edward Balliol. All'inizio del 1334, Filippo VI di Francia offrì asilo in Francia a re David II e alla sua corte: a maggio del 1334, giunsero in Francia, stabilendo una corte in esilio a Château-Gaillard in Normandia. Filippo decise anche di far fallire i negoziati di pace Anglo-Francesi che stavano in quel momento avendo luogo[1], dichiarando a Edoardo III che ogni trattato fra Inghilterra e Francia avrebbe dovuto comprendere il Re degli Scozzesi in esilio.

L'assenza di David IIModifica

In assenza di David ii, una serie di Guardiani continuava a combattere. Nel novembre del 1334, Edoardo III spinse ancora nell'invasione della Scozia, ma con scarsi risultati, ritirandosi nel febbraio del 1335, principalmente a causa del fallimento nel provocare e trascinare gli scozzesi in battaglia. Edoardo III ed Edward Balliol tornarono ancora una volta in Scozia, nel luglio 1335, forti di un esercito di 13.000 uomini, avanzando, prima su Glasgow e poi su Perth, dove il sovrano inglese si installò, mentre il suo esercito saccheggiava e distruggeva la campagna circostante. A questo punto gli scozzesi seguirono un piano per evitare di dare battaglia in campo aperto, affidandosi invece a piccole azioni di cavalleria pesante, a quel tempo pratica normale.

Il ritorno di Edoardo III in InghilterraModifica

A seguito del ritorno di Edoardo III in Inghilterra, i restanti capi della resistenza scozzese scelsero Sir Andrew Murray come Guardiano, il quale negoziò presto una tregua con Edoardo III, fino all' aprile del 1336, durante la quale, anche diversi emissari francesi e pontifici tentarono di negoziare una pace tra i due paesi. A gennaio del 1337, gli scozzesi strapparono un abbozzo di trattato, con il quale si riconosceva Edward Balliol, vecchio e senza figli, come Re di Scozia, finché David II non fosse ritornato dal suo esilio francese. Ma David II respinse sia la proposta di pace che ogni altra forma di tregua. Quindi, nel maggio 1337, l'esercito inglese agli ordini Enrico Plantageneto, invase la Scozia, seguito nel luglio del 1337 da un altro esercito agli ordini di Re Edoardo III. Insieme, devastarono gran parte del nordest saccheggiando Elgin ed Aberdeen, mentre un terzo esercito depredava il sudovest e la vallata del Clyde. Incitato da questa invasione, Filippo VI di Francia annunciò che intendeva sostenere gli scozzesi con ogni mezzo in suo potere, e che aveva pronto sia un numeroso esercito che una flotta pronti a invadere sia lì'Inghilterra che la Scozia.

Edoardo III tornò subito in Inghilterra, mentre gli scozzesi, agli ordini di Murray, catturavano e distruggevano i bastioni inglesi saccheggiando la campagna rendendola per gli inglesi, inabitabile. Anche se Edoardo III sconfinava ancora in territorio scozzese, era evidente che stava diventando sempre più ansioso circa la possibile invasione francese, per cui verso la fine del 1336, gli scozzesi avevano ripreso il controllo virtualmente su tutta la Scozia e per il 1338 i ruoli si erano invertiti. Mentre "Agnes la Nera", Contessa consorte Dunbar e March, continuava a resistere all'assedio posto dagli inglesi al Castello di Dunbar, lanciando sfide e insulti dagli spalti, la Scozia prendeva respiro allorché Edoardo III reclamò il trono di Francia e portò i suoi eserciti nelle Fiandre, dando inizio, contro la Francia, alla Guerra dei Cent'Anni.

Il ritorno di David II in ScoziaModifica

osì, in appena nove anni, il regno duramente conquistato da Robert Bruce venne fatto a pezzi e ricostruito. Molti dei suoi esperti nobili erano morti, e l'economia, che aveva appena iniziato a riprendersi dalla precedenti guerre, si trovava nuovamente distrutta. Era in un paese impoverito e in cerca di pace e di un buon governo: infine, David II fu in grado di tornare nel giugno del 1341. Al ritorno David II fu determinato ad essere all'altezza del suo illustre padre. Ignorò le tregue con l'Inghilterra e determinato a stare a fianco del suo alleato Filippo VI durante i primi anni della Guerra dei Cent'Anni. Nel 1341 condusse un raid in Inghilterra costringendo Edoardo III a schierare un esercito a nord per rinforzare i confini.

La Battaglia di Neville's CrossModifica

Nel 1346, dopo altri raid scozzesi, Filippo VI propose a David II una contro-invasione in Inghilterra per liberare la stretta inglese su Calais. David II accettò di buon grado conducendo personalmente l'esercito scozzese a sud con l'intenzione di prendere Durham. Per tutta risposta, un esercito inglese si mosse verso nord dallo Yorkshire per affrontare gli scozzesi. Il 14 ottobre 1346 , alla Battaglia di Neville's Cross, gli scozzesi venero sconfitti, patendo pesanti perdite. David venne ferito al volto da due frecce prima di essere catturato. Era rimasto però abbastanza in forze per rompere due denti dalla bocca di chi lo aveva catturato. Dopo un periodo di convalescenza, venne imprigionato nella Torre di Londra, dove rimase per 11 anni, durante i quali la Scozia fu governata dal nipote, Robert Stewart, VII° Alto Cerimoniere. Edward Balliol ritornò in Scozia subito dopo con una piccola forza, in un ultimo tentativo di liberarla. Riuscì solo a riprendere il controllo di parte del Galloway. Infine rinunciò alle sue pretese al trono scozzese a gennaio 1356, morendo senza figli nel 1364.

Il riscattoModifica

Finalmente, il 3 ottobre 1357, David II fu rilasciato a seguito del Trattato di Berwick, con il quale gli scozzesi accettavano di pagare un enorme riscatto di 100.000 merk per lui[2] pagabile in dieci anni. Fu necessario ricorrere a pesanti tassazioni per ottenere i fondi per il riscatto, che fu pagato a rate, e David II si alienò i propri sudditi usando il denaro per i propri scopi. Il paese si trovava allora in grandi difficoltà: era stato saccheggiato dalla guerra e anche dalla Morte Nera. La prima rata del riscatto fu pagata puntualmente. La seconda in ritardo e dopo questa non ne poté essere pagata nessun'altra.

Nel 1363, David si recò a Londra e accettò di morire senza figli, accettando sia che la corona passasse a Edoardo, suo cognato, o a uno dei suoi figli, e che la Pietra del Destino fosse restituita in occasione della loro incoronazione come Re degli Scozzesi. Tuttavia sembra che questo non fosse che un tentativo disonesto di rinegoziare il riscatto perché David sapeva perfettamente che il Parlamento avrebbe respinto questo accordo senza pensarci due volte. Gli scozzesi di fatto respinsero questo accordo, offrendo di pagare il riscatto, ora aumentato a 100.000 sterline. Fu stabilita una tregua di venticinque anni, e, nel 1369, il trattato del 1365 fu invalidato e sostituito con uno più favorevole agli scozzesi, grazie all'influenza dei francesi, loro alleati. I nuovi termini prevedevano che i 44.000 merk già pagati venivano dedotti dagli originali 100.000 con il resto da pagare a rate di 4.000 per i successivi 14 anni.

Il decesso di Edoardo IIIModifica

Quando Edoardo III morì, nel 1371, c'erano ancora da pagare 24.000 merk che non furono mai pagati. David stesso aveva perduto la sua popolarità e il rispetto dei suoi nobili quando sposò la vedova di un laird minore dopo la morte della moglie inglese. Alla fine della campagna, la Scozia restava indipendente e lo sarebbe rimasta fino all'unificazione delle corone inglese e scozzese nel 1603, quando il Regno d'Inghilterra, già in unione personale con il Regno d'Irlanda fin dal 1542, passò in eredità a Giacomo VI, re degli Scozzesi. L'unificazione formale del Regno d'Inghilterra e del Regno di Scozia per creare il Regno Unito di Gran Bretagna fu completata con il Trattato di Unione del 1707.

NoteModifica

  1. ^ In quel periodo Inghilterra e Francia erano impegnate in dispute che avrebbero portato alla Guerra dei Cent'Anni.
  2. ^ 1 merk equivaleva a quel tempo, a 2/3 di una sterlina inglese.