Secondo trattato navale di Londra

Il Secondo trattato navale di Londra fu un trattato internazionale, firmato a causa della Seconda conferenza di disarmo navale di Londra tenutasi a Londra nel Regno Unito. La conferenza iniziò il 9 dicembre 1935 e il trattato venne firmato dalle nazioni partecipanti il 25 marzo del 1936.

Il trattatoModifica

I firmatari furono Francia, Regno Unito con i suoi dominion e Stati Uniti d'America. Il Giappone, uno dei firmatari del Primo Trattato navale di Londra, si ritirò dalla conferenza il 15 gennaio. Anche l'Italia rifiutò di firmare il trattato, in gran parte a causa della controversia sulla sua invasione dell'Abissinia (Etiopia); L'Italia era sotto le sanzioni da parte della Società delle Nazioni.

La conferenza aveva lo scopo di limitare la crescita negli armamenti navali fino alla sua scadenza nel 1942. L'assenza del Giappone (una potenza navale molto significativa) impedì un accordo su un tetto sul numero di navi da guerra. Il trattato fece limitare la dimensione massima delle navi dei firmatari, e il calibro massimo dei cannoni che potevano portare. Prima di tutto, le navi capitali vennero limitate a 35.000 long tone (36.000 t) di dislocamento e 14 pollici (356  mm) di cannoni.[1] Tuttavia, una cosiddetta "clausola di escalation" venne inclusa sotto la spinta dei negoziatori americani in caso che uno qualsiasi dei paesi che aveva firmato il Trattato navale di Washington avesse rifiutato di aderire a questo nuovo limite. Questa disposizione permise ai paesi firmatari del Secondo Trattato di Londra (Francia, Regno Unito e Stati Uniti) di elevare il limite dei cannoni da 14 pollici a 16 pollici se il Giappone o l'Italia si fossero rifiutati ancora di firmare dopo il 1 aprile 1937.[2]

Anche i sottomarini non avrebbero potuto essere più grandi di 2.000 tonnellate o avere alcun armamento di cannoni maggiore a 5.1 pollici, gli incrociatori leggeri vennero limitati a 8.000 tonnellate e 6,1 pollici (155 mm) o cannoni più piccoli e le portaerei vennero stati limitati a 23.000 tonnellate. L'Articolo 25 però dava il diritto di abbandonare le limitazioni qualora qualsiasi altro paese venisse autorizzato, costruisse o acquistasse una nave capitale, una portaerei, o un sommergibile superando i limiti del trattato, se tale deroga fosse stata necessaria per la sicurezza nazionale. Per questo motivo, nel 1938 le parti concordarono un nuovo limite nel trattato del dislocamento di 45.000 tonnellate per le corazzate.

Questo Trattato navale di Londra si concluse effettivamente il 1º settembre 1939, con l'inizio della seconda guerra mondiale. Anche durante il suo breve periodo di presunta efficacia, le sue clausole vennero onorate più nella violazione che nell'osservanza. Tre classi di corazzate "del trattato" vennero costruite o previste dagli Stati Uniti: le classi North Carolina, South Dakota, e Iowa. La progettazione della classe North Carolina venne avviata prima che venisse invocata la clausola di escalation, destinata ad essere armata e protetta con cannoni da 14 pollici. Tuttavia, con l'invocazione della clausola di escalation, vennero costruite con armi da 16 pollici. Le quattro corazzate della classe South Dakota vennero progettate e protette con cannoni da 16 pollici, ma mantennero il dislocamento da 35.000   tonnellate. Al fine di rimanere entro i limiti del Trattato, la South Dakota venne progettata come nave più compatta e più corta della North Carolina. Solo la classe Re Giorgio V della Royal Navy aderì al cannone da 14 pollici per il suo armamento principale dato che la costruzione non poteva essere ritardata. La progettazione della classe Iowa iniziò nel 1938 e venne ordinata nel 1939; con il trattato non più efficace montò cannoni da 16 pollici ed ebbe un dislocamento di 45.000 tonnellate.

L'articolo 22 del Trattato di Londra del 1930 in materia di guerra sottomarina dichiarava il diritto internazionale (in particolare il cosiddetto "diritto di preda") applicato a sottomarini e navi di superficie. Inoltre, le navi mercantili disarmate che non dimostravano un "persistente rifiuto di smettere [...] o resistenza attiva a ispezionare o cercare"[3] non potevano essere affondate senza che prima non consegnassero equipaggio e passeggeri delle navi in "un luogo sicuro" (le scialuppe di salvataggio non erano considerate un luogo sicuro, salvo in circostanze particolari).[4] Il trattato del 1936 confermò l'articolo 22 del trattato del 1930 rimasto in vigore, e "tutte le altre Potenze [sono state invitate] ad esprimere il loro assenso alle regole contenute nel presente articolo".[5][6] Questo divenne noto come il Protocollo Sottomarino di Londra, e oltre trentacinque nazioni alla fine lo sottoscrissero, compresi Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Giappone.[7] Fu questo protocollo che venne utilizzato nel processo del dopoguerra di Karl Dönitz per aver ordinato una guerra sottomarina indiscriminata. Questi regolamenti non vietavano i mercantili armati,[8] ma armare navi mercantili o fare in modo che comunicassero la posizione delle navi nemiche che avvistavano li rendeva de facto navi ausiliarie e rimuoveva la protezione delle regole del "diritto di preda".[9] Ciò rese le restrizioni riguardo ai sottomarini sostanzialmente teoriche.[8]

NoteModifica

  1. ^ Treaty text. Article 4
  2. ^ Muir, "Gun Calibers and Battle Zones", 25
  3. ^ Holwitt, Joel I. "Execute Against Japan", PhD dissertation, Ohio State University, 2005, p.93.
  4. ^ Holwitt, p.92: quoting Article 22 of the London Naval Treaty.
  5. ^ Treaty for the Limitation and Reduction of Naval Armaments, (Part IV, Art. 22, relating to submarine warfare). London, 22 April 1930
  6. ^ Procès-verbal relating to the Rules of Submarine Warfare set forth in Part IV of the Treaty of London of 22 April 1930. London, 6 November 1936
  7. ^ Holwitt, pp.94–95.
  8. ^ a b Holwitt, p.6.
  9. ^ Dönitz, Karl. Memoirs: Ten Years and Twenty Days; von der Poorten, Edward P. The German Navy in World War II (T. Y. Crowell, 1969); Milner, Marc. North Atlantic run : the Royal Canadian Navy and the battle for the convoys (Vanwell Publishing, 2006)

Voci correlateModifica

FontiModifica

  • Dönitz, Karl. Memoirs: Ten Years and Twenty Days. 1952.
  • Holwitt, Joel I. "Execute Against Japan", PhD dissertation, Ohio State University, 2005, p. 93.
  • Milner, Marc. North Atlantic run : the Royal Canadian Navy and the battle for the convoys. St. Catharines, Ontario: Vanwell Publishing, 2006.
  • Muir Jr., Malcolm. "Gun Calibers and Battle Zones: The United States Navy's Foremost Concern During the 1930s." Warship International no. 1 (1980): 24–35. ISSN 00430374 (WC · ACNP) Template:Oclc
  • Von der Poorten, Edward P. The German Navy in World War II. New York: T. Y. Crowell, 1969

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