Apri il menu principale

Sei Nazioni femminile

torneo internazionale di rugby a 15 femminile
Sei Nazioni
Women's Six Nations logo.svg
Altri nomi
  • Women’s Home Nations Championship
  • Women’s Five Nations
  • RBS Women’s Six Nations
  • NatWest Women’s Six Nations
  • Guinness Women’s Six Nations
SportRugby union pictogram.svg rugby a 15
TipoSquadre nazionali
LuogoFrancia, Galles, Irlanda, Italia, Inghilterra e Scozia
OrganizzatoreSix Nations Rugby Ltd
DirettoreBenjamin Morel
CadenzaAnnuale
Aperturafebbraio
Partecipanti6
FormulaGirone all'italiana, sola andata
Storia
Fondazione1996
Numero edizioni24 al 2019
DetentoreInghilterra Inghilterra
Record vittorieInghilterra Inghilterra (15)
Ultima edizioneSei Nazioni 2019
Prossima edizioneSei Nazioni 2020

Il Sei Nazioni femminile (in inglese Women’s Six Nations Championship; in francese Tournoi des six nations féminin; in gallese Pencampwriaeth y merched Chwe Gwlad) è un torneo internazionale di rugby a 15 femminile, omologo del più antico torneo maschile del Sei Nazioni.

È noto dall’edizione 2019 con il nome commerciale di Guinness Women’s Six Nations per via di un accordo pluriennale di sponsorizzazione con l’omonimo birrificio irlandese[1]; in precedenza fu noto fino al 2017 come RBS Women’s Six Nations e, limitatamente al 2018, come NatWest Women’s Six Nations, nomi legati a due istituti bancari britannici.

Nato nel 1996 come Women’s Home Nations’ Championship (traducibile come campionato femminile delle Nazioni costitutive [del Regno Unito]) tra le quattro neonate federazioni rugbistiche delle isole britanniche, è passato attraverso varie configurazioni di numero e di partecipanti, pur mantenendo fissa la formula del girone unico all’italiana con gara di sola andata: dal 2007 si disputa tra le selezioni nazionali femminili di Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia ed è organizzato da Six Nations Rugby Limited, che già gestisce le edizioni maschili seniores e Under-20 del torneo. Dall’ingresso dell’Italia ogni edizione di campionato femminile ha lo stesso calendario di quello maschile, anche se a differenza di quest’ultimo non esistono in genere stadi fissi per tutto il torneo. Ciononostante può accadere che la federazione decida di ospitare l’incontro femminile nello stesso stadio dov’è in programma quello maschile: in particolare le federazioni inglese e gallese hanno talora fatto giocare le proprie rappresentative femminili rispettivamente a Twickenham e al Millennium Stadium, normalmente teatro degli incontri del Sei Nazioni maschile.

Al 2019 solo Galles, Inghilterra e Scozia hanno preso parte a tutte le 24 edizioni disputate.

La nazionale che vanta il maggior numero di successi è l’Inghilterra, che ha vinto 15 volte il torneo, 14 delle quali con il Grande Slam; a seguire la Francia, 6 volte con 5 Grandi Slam; 2 volte l’Irlanda con un Grande Slam e una volta la Scozia, anch’essa con lo Slam. Per quanto riguarda le tre squadre fuori dal palmarès, la Spagna vanta come miglior risultato tre terzi posti, il Galles tre secondi posti e l’Italia un secondo posto.

Il Sei Nazioni è talora utilizzato da World Rugby come parte del gruppo di tornei di qualificazione alla Coppa del Mondo femminile.

StoriaModifica

Il rugby femminile nelle isole britanniche era strutturato già dal 1983 con la nascita in tale anno della Women’s Rugby Football Union (WRFU), che aveva giurisdizione su tutta la Gran Bretagna[2][3] e aveva istituito anche una propria nazionale unificata che partecipò alla prima coppa d’Europa femminile nel 1988.

Nel 1987 nacquero le nazionali d’Inghilterra e Galles[4] che esordirono disputando un incontro tra di loro a Cardiff[4]. Dopo la disputa della prima edizione della Coppa del Mondo nel 1991, la WRFU si trasformò in Rugby Football Union for Women (RFUW) e rappresentò solo il rugby femminile d’Inghilterra. Sempre nel 1991 sorse la Irish Women’s Rugby Football Union, che rappresentava l’isola d'Irlanda[5], e nel 1992 nacque anche la federazione femminile gallese, la Welsh Women’s Rugby Football Union (WWRFU)[6], quasi da subito affiliata alla preesistente Welsh Rugby Union.

Il 14 febbraio 1993 a Edimburgo debuttarono le nazionali di Irlanda e Scozia[7]. Nel 1994 infine anche la Scozia ebbe la sua federazione femminile, la Scottish Women’s Rugby Union[8].

L’Home Nations’ Championship e il Cinque NazioniModifica

Dopo la Coppa del Mondo 1994, organizzata proprio dalla Scozia, le quattro federazioni delle isole britanniche si accordarono per dare vita a una competizione internazionale sulla falsariga del Sei Nazioni maschile delle origini o del Torneo Interbritannico di calcio, che vide per un secolo contrapposte le quattro federazioni del Regno Unito (benché, in quest’ultimo caso, dopo il 1947 il posto dell’Éire fu preso dall’Irlanda del Nord non esistendo nel calcio una nazionale unica che rappresenti l’isola). La prima edizione del neonato Women’s Home Nations’ Championship si tenne nel 1996 e fu un Grande Slam dell'Inghilterra che concesse solo 19 punti in tutto il torneo[9].

Dopo un bis inglese nel 1997 giunse nel 1998 una vittoria scozzese, per giunta con lo Slam, nella terza edizione di torneo. Le rugbiste del Cardo vinsero il torneo al loro ultimo impegno di calendario, battendo le rivali inglesi a Edimburgo per 8-5[10] dopo aver sconfitto in sequenza Irlanda e Galles a casa loro.

L’ingresso della Francia nel 1999 comportò anche il cambiamento di nome del torneo in Cinque Nazioni, con la stessa composizione nazionale dell’omologo maschile dell’epoca[11], piazzandosi al secondo posto nella stagione d'esordio[11]. Il torneo 1999 vide il ritorno alla vittoria dell’Inghilterra ma la nuova arrivata d’Oltremanica si classificò immediatamente seconda.

Il triennio 1999-2001 fu di fatto un monologo inglese, con la Francia unica contendente; nel 2000 l’Irlanda uscì dal torneo, venendo rimpiazzata dall’emergente Spagna[12]: le iberiche esordirono con due vittorie e il terzo posto, bissato nel 2001.

Il Sei NazioniModifica

Nel 2002 l’Irlanda rientrò nel torneo, esordendo contro il Galles a Limerick con una sconfitta 9-13[13]; per vincere la sua prima partita del torneo dal tempo della sua unica vittoria nell’edizione 1996 dovette attendere l’incontro con la Spagna a Madrid nel 2003, vinto per 16-0[14]. L’edizione 2002 vide il Grande Slam della Francia, anche se l’Inghilterra mantenne il primato britannico vincendo la Triple Crown, e nei successivi 3 anni la formazione transalpina si aggiudicò altri due tornei.

Il 2006 fu l’ultima edizione in cui la Spagna, quell’anno ultima a zero punti, partecipò al torneo. Il detentore del marchio Sei Nazioni, Six Nations Rugby Limited, da poco organizzatore globale di tutta la competizione — su input di Royal Bank of Scotland, all’epoca sponsor principale del torneo, che per ragioni commerciali aveva chiesto la specularità delle squadre partecipanti[15] — allineò la composizione dei tornei a quello maggiore maschile che vedeva ai nastri di partenza Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia[15] e istituì un calendario unico che vedesse, nello stesso fine settimana, incontrarsi tra di esse le rappresentative seniores maschili e femminili e la giovanile delle stesse federazioni. L’esclusione della squadra spagnola a vantaggio dell’Italia causò le proteste della F.E.R. che argomentò, invano, che i risultati della propria squadra nel torneo e il saldo positivo contro la stessa Italia non giustificassero una tale repentina rimozione[15].

 
InghilterraItalia al Sei Nazioni 2013: Cristina Molic, Sara Barattin e (sulla destra) Manuela Furlan tentano di fermare l’inglese Lydia Thompson

L’Italdonne esordì nel torneo il 4 febbraio 2007 a Biella contro la Francia, una sconfitta 17-37[16]. Quell’edizione si concluse con l’ottava vittoria (e relativo Slam) per l’Inghilterra e il whitewash per le nuove arrivate italiane, ma già nel 2008, nell’ultima giornata di torneo a Mira, le Azzurre cancellarono lo zero dal tabellino battendo la Scozia 31-10[17], condannandola al suo primo torneo senza vittorie.

Nel 2009 iniziò la consuetudine di utilizzare il Sei Nazioni come torneo della zona europea di qualificazione alla Coppa del Mondo[18]: tolte Inghilterra e Francia, qualificate automaticamente, infatti, le altre quattro si contesero due posti diretti alla Coppa del 2010 in base alla classifica ottenuta, mentre le due non qualificate furono dirottate a un torneo di ripescaggio in Svezia[18] organizzato dalla FIRA-AER. Il torneo fu vinto dall’Inghilterra[19] che tuttavia non celebrò il suo decimo titolo con il Grande Slam perché nella seconda giornata fu battuta dal Galles. Lo stesso Galles chiuse il torneo appaiato in classifica alle inglesi ma dietro di loro per la differenza punti fatti/subiti[19], tuttavia realizzando il suo miglior Sei Nazioni prima e dopo di allora.

 
Una fase di FranciaItalia al Sei Nazioni 2014: Silvia Gaudino in ascensore sulla touche sostenuta dal numero 3 Awa Coulibaly

Se in testa al torneo nel successivo triennio 2010-2012 vi fu una competizione a sé stante disputata dall’Inghilterra, capace di perdere una sola partita in sette edizioni consecutivamente vinte, nelle retrovie si assistette alla crescita dell’Italia che nel 2010 vinse per la prima volta un incontro esterno (19-15 in Galles) e ne pareggiò un altro (6-6 contro la Scozia in casa)[20][21]: le Azzurre chiusero al quinto posto per differenza punti con le scozzesi e relegarono il Galles all’ultima posizione. Analogo risultato per l’Italia nel 2011, giunta a pari punti con Irlanda e Galles, rispettivamente terza e quarta per avere chiuso rispettivamente a +4 e -8 tra punti fatti e subìti contro il -62 delle Azzurre, che pagarono pesantemente la sconfitta per 68-5 contro l’Inghilterra, praticamente tutto lo scarto negativo della squadra nel torneo. La Scozia invece subì il primo dei suoi 6 whitewash consecutivi.

L’edizione 2012, insieme a quella dell’anno successivo, fece anche funzioni di primo turno di qualificazione europea alla Coppa del Mondo 2014[22]. Tale torneo è ricordato anche per essere stato il primo con diretta televisiva, prodotta da Sky Sport nel Regno Unito per le partite interne dell’Inghilterra[23], nonché da France Télévisions per FranciaInghilterra da Parigi[24].

 
La francese Marie Lematte ordina una mischia chiusa in ItaliaScozia al Sei Nazioni 2016

Il 2013, oltre a designare le compagini qualificate alla Coppa del Mondo e quelle inviate al torneo di ripescaggio in Spagna[25], vide anche per la prima volta la vittoria finale dell’Irlanda che conquistò il Grande Slam[26] vincendo nell’ultima giornata del torneo a Parabiago 6-3 contro l’Italia, unica squadra che non concesse mete alle vincitrici in tutto il torneo. Tra le giocatrici che portarono a casa il prestigioso titolo figura Joy Neville, che a Parabiago disputò la sua ultima partita internazionale[27] per poi diventare arbitro e tornare nel torneo nella nuova funzione qualche anno più tardi, nel 2016. Anonimo il Sei Nazioni delle inglesi, che contro l’Irlanda persero (per la prima volta nella loro storia) 0-25, primo incontro dopo 9 anni a terminare senza avere marcato un solo punto[28]. La federazione inglese aveva girato alcuni tra i migliori elementi sulla selezione a sette e il XV che disputò il torneo si ritrovò rimaneggiato e inesperto[28]. Da rilevare anche, a titolo statistico, la prima vittoria di sempre dell’Italia sulla Francia per 13-12 nella prima giornata di torneo[29].

Il 2014 vide la Francia di nuovo sugli scudi, autrice del suo quarto Grande Slam[30]. L’Italia, vincitrice in Galles e, in casa, sulla Scozia, si lasciò le due britanniche alle spalle e chiuse al quarto posto, fino ad allora il suo miglior risultato. La prestazione era destinata a migliorare nel torneo seguente, valido anche come torneo di qualificazione alla Coppa del Mondo di rugby femminile 2017 cui erano interessate Galles, Scozia e la stessa Italia[31]: ancora a zero punti dopo due partite perse contro Irlanda e Inghilterra, le Azzurre batterono in sequenza Francia, Scozia e Galles negando alle transalpine sia il Grande Slam che, a posteriori, la vittoria finale che arrise alle irlandesi, appaiate in classifica alla Francia ma con miglior differenza punti fatti/subiti. La stessa Italia, piazzandosi terza immediatamente sotto la coppia di testa a due punti da essa, si produsse nel suo miglior torneo fino ad allora[32] e mise una grossa ipoteca sulla qualificazione mondiale.

Il 2016 segnò il ritorno alla vittoria della Francia anche se senza lo Slam per via della sconfitta in Galles, e la qualificazione diretta alla Coppa del Mondo 2017 del citato Galles e dell’Italia[33], mentre la Scozia fu destinata al barrage contro la vincitrice del campionato europeo di quell’anno.

Nel 2017 fu introdotto, per stilare la classifica, il metodo di punteggio dell’Emisfero Sud[34] e la prima squadra premiata col nuovo sistema fu l’Inghilterra, tornata alla vittoria dopo 5 anni, al suo undicesimo Grande Slam e quattordicesimo titolo assoluto[35]. In tale edizione la Scozia interruppe la più lunga serie di sconfitte nel torneo, 36, vincendo 15-14 sul Galles[36] ed evitando per la prima volta dal 2010 il whitewash e l’ultimo posto, appannaggio altresì dell’Italia, per la prima volta dal 2009 senza vittorie in una singola edizione di torneo.

Con l’edizione 2018 la Francia tornò allo Slam, il quinto su sei affermazioni complessive a tale data[37]), grazie alla vittoria ottenuta in un finale concitato a Grenoble nella penultima giornata contro le inglesi: fu Trémoulière con una meta a ribaltare il punteggio che vedeva l’Inghilterra in vantaggio 17-13[38] e a portarlo a 18-17 a proprio favore; una settimana più tardi la Francia batté il Galles a Colwyn Bay e vinse titolo e Slam[37]. L’Italia, vincitrice nelle ultime due giornate su Scozia e Galles, relegò le due formazioni britanniche appaiate al fondo della classifica, anche se la differenza punti a sfavore delle gallesi evitò alla Scozia per il secondo anno consecutivo il ruolo di fanalino di coda.

Il 2019 vide altresì il ritorno alla vittoria dell’Inghilterra, composta per la prima volta da giocatrici professioniste, che si impose con il quattordicesimo Grande Slam[39]. La sorpresa del torneo fu l’Italia, che nelle prime tre giornate vinse due incontri (a Glasgow contro la Scozia e a Parma contro l’Irlanda) e ne pareggiò un terzo (a Lecce contro il Galles) prima di recarsi, alla quarta giornata, a Exeter come unica imbattuta insieme alle favorite inglesi, avversarie di giornata. Nonostante la vittoria per 55-0 delle britanniche[40], nell’ultima giornata l’Italia guadagnò la seconda posizione assoluta battendo 31-12 la Francia (anch’essa professionistica)[41]. Nessuna formazione italiana aveva prima di allora raggiunto tale risultato in qualsivoglia categoria di sesso ed età del Sei Nazioni[41][42].

FormatoModifica

Analogamente al torneo maschile, il Sei Nazioni femminile si è sempre svolto a girone unico all’italiana con gare di sola andata a campi alternati ogni anno, ovvero per ogni stagione ogni squadra gioca in casa con le squadre di cui nella stagione precedente era stato ospite e viceversa. Dal 2007, quando la composizione del torneo femminile è divenuta uguale a quello maschile, gli avversari per la stessa giornata di torneo sono uguali sia per gli uomini che le donne che gli under-20.

Nel 2017 il torneo adottò il metodo di punteggio dell’Emisfero Sud per stilare la classifica, ovvero:

  • 4 punti per la vittoria;
  • 2 punti per il pareggio;
  • 0 punti per la sconfitta;
  • 1 punto di bonus per la squadra sconfitta con 7 o meno punti di scarto;
  • 1 punto di bonus per la o le squadre che in un singolo incontro segnino almeno 4 mete.

In aggiunta a ciò, Six Nations Rugby Ltd. aggiunse anche un bonus straordinario di 3 punti alla squadra che avesse vinto tutti gli incontri al fine di assicurarle la matematica vittoria del torneo[34].

Il sistema di punteggio adottato prima di allora prevedeva 2 punti per la vittoria, 1 per il pareggio e 0 per la sconfitta indipendentemente dal punteggio con cui l’esito dell’incontro fosse maturato.

Trofei accessoriModifica

Benché la cultura del Sei Nazioni femminile abbia mutuato alcuni aspetti ed espressioni del suo più antico modello, per più di vent’anni non furono consegnati riconoscimenti ufficiali (diversi dal trofeo del vincitore) per i traguardi raggiunti dalle varie squadre nel corso di una singola edizione di torneo: a differenza del Sei Nazioni maschile, infatti, non è previsto per esempio un premio per la nazionale che realizzi il Triple Crown, ovvero la vittoria sulle altre tre avversarie delle isole britanniche, né esistono corrispettivi di altri premi bilaterali come il Centenary Quaich tra le rappresentative maschili di Irlanda e Scozia.

A inaugurare la tradizione dei premi nel torneo furono, nel 2017, la Federazione Italiana Rugby e la Fédération Française de Rugby, che da tale anno si disputano il trofeo Anita Garibaldi, corrispettivo femminile del Giuseppe Garibaldi già dal 2007 in palio tra le nazionali maschili delle citate federazioni[43]: la prima edizione di tale premio si tenne a Parma e lo vinse la Francia.

StatisticheModifica

L’Inghilterra è l’indiscussa dominatrice del torneo, avendo vinto 14 edizioni sulle 23 disputate a tutto il 2018; 13 di esse sono state vinte con il Grande Slam. Le inglesi vantano anche la più lunga striscia di vittorie finali, sette, tra il 2006 e il 2012 inclusi, nonché la serie più lunga di partite vinte (19 due volte, tra il 2005 e il 2009 e tra il 2009 e il 2013, entrambe a cavallo di una sconfitta nel 2009 contro il Galles). Infine, in assoluto, l’Inghilterra vanta il maggior numero di vittorie nel torneo, 98 su 111 incontri disputati (9 nell’Home Nations’ Championship, 12 nel Cinque Nazioni e 90 nel Sei Nazioni) con 13 sconfitte: queste ultime sono provenute 8 volte dalla Francia, 2 ciascuna da Galles e Irlanda e una dalla Scozia.

Per quanto riguarda il Triple Crown, l’Inghilterra ne vanta 19; singolarmente, il Galles, che al 2018 non ha mai vinto il torneo, riuscì nel 2009 a realizzare l’impresa di battere le altre tre britanniche. Tutte e quattro le Home Nation hanno realizzato almeno un Triple Crown: nel caso della Scozia corrisponde alla sua unica vittoria e al suo unico Grande Slam del 1998, nel caso dell’Irlanda in occasione del suo Slam del 2013. Nel 2015, anno della seconda vittoria finale irlandese, per la seconda volta non fu realizzato lo Slam e per la prima volta, e al 2018 unica, non vi fu un Triple Crown.

RecordModifica

Copertura televisivaModifica

All’edizione 2019 tutte le sei federazioni hanno un accordo con una rete televisiva per la trasmissione in diretta degli incontri della propria nazionale femminile al torneo.

Evoluzione della composizione del torneoModifica

Albo d’oroModifica

Edizione Campione Triple Crown Grande Slam Cucchiaio di legno Whitewash Trofeo Garibaldi
Home Nations Championship
1996   Inghilterra   Inghilterra   Galles n/a
1997   Inghilterra   Inghilterra   Irlanda n/a
1998   Scozia   Scozia   Irlanda n/a
Cinque Nazioni
1999   Inghilterra   Inghilterra   Irlanda n/a
2000   Inghilterra   Inghilterra   Galles n/a
2001   Inghilterra   Inghilterra   Galles n/a
Sei Nazioni
2002   Francia   Inghilterra   Francia   Irlanda n/a
2003   Inghilterra   Inghilterra   Spagna n/a
2004   Francia   Inghilterra   Francia   Irlanda n/a
10ª 2005   Francia   Inghilterra   Francia   Galles n/a
11ª 2006   Inghilterra   Inghilterra   Spagna n/a
12ª 2007   Inghilterra   Inghilterra   Italia n/a
13ª 2008   Inghilterra   Inghilterra   Scozia n/a
14ª 2009   Inghilterra   Galles   Italia n/a
15ª 2010   Inghilterra   Inghilterra   Galles n/a
16ª 2011   Inghilterra   Inghilterra   Scozia n/a
17ª 2012   Inghilterra   Inghilterra   Scozia n/a
18ª 2013   Irlanda   Irlanda   Scozia n/a
19ª 2014   Francia   Inghilterra   Francia   Scozia n/a
20ª 2015   Irlanda   Scozia n/a
21ª 2016   Francia   Inghilterra   Scozia n/a
22ª 2017   Inghilterra   Inghilterra   Italia n/a   Francia
23ª 2018   Francia   Inghilterra   Francia   Galles n/a   Francia
24ª 2019   Inghilterra   Inghilterra   Scozia n/a   Italia
25ª 2020

Riepilogo titoliModifica

Squadra Vittorie Edizioni
  Inghilterra 15 1996, 1997, 1999, 2000, 2001, 2003, 2006, 2007, 2008, 2009
2010, 2011, 2012, 2017, 2019
  Francia 6 2002, 2004, 2005, 2014, 2016, 2018
  Irlanda 2 2013, 2015
  Scozia 1 1998

Piazzamenti per annoModifica

Squadra Home Championship Cinque Nazioni Sei Nazioni
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020
  Francia
  Galles
  Inghilterra
  Irlanda
  Italia
  Scozia
  Spagna

NoteModifica

  1. ^ (EN) Guinness takes Six Nations title sponsorship, in UK Reuters, 7 dicembre 2018. URL consultato il 19 marzo 2019 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2018).
  2. ^ (EN) Mark Taylor, How a game for a laugh led to Deborah Griffin blazing a trail to develop women’s rugby, in The Cambridge Independent, 11 marzo 2018. URL consultato il 13 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2018).
  3. ^ (EN) Women’s rugby pioneer excited by future of the sport, su englandrugby.com, Rugby Football Union, 19 giugno 2017. URL consultato il 13 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2017).
  4. ^ a b (EN) Wales Women v England: 30-year anniversary, su englandrugby.com, Rugby Football Union, 10 febbraio 2017. URL consultato il 14 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2018).
  5. ^ (EN) Katie Liston, «Women who participated in other traditional “male” sports used to be regarded as some sort of sexual deviants», in Irish Independent, 6 agosto 2017. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  6. ^ (EN) William Greaves, Hard tackles on a shoestring, in The Times, 12 febbraio 1992. URL consultato il 4 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2018).
  7. ^ (EN) 25 years on…, in The Scrum, 2 febbraio 2018. URL consultato il 30 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2018).
  8. ^ (EN) Sally Jones, Women in Sport: Props of a new world order. Shoestring sisters united in the cause of crossing rugby’s gain line, in The Observer, 10 aprile 1994. URL consultato il 26 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2018).
  9. ^ (EN) England’s women triumphant, in The Independent, 18 marzo 1996. URL consultato il 15 agosto 2018.
  10. ^ (EN) David Hands, Chalmers gives Scotland World Cup inspiration, in The Times, 23 marzo 1998. URL consultato l'8 novembre 2018 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2018).
  11. ^ a b (FR) Carte d’identité Nom : équipe de France féminine de rugby, in l’Humanité, 9 agosto 2000. URL consultato il 13 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2018).
  12. ^ (EN) James Mortimer, From troubled beginnings to 1000 Tests — women’s rugby continues to grow, su allblacks.com, New Zealand Rugby, 10 luglio 2013. URL consultato il 9 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2014).
  13. ^ (EN) Narrow Defeat for Womens Side, su irishrugby.ie, Irish Rugby Football Union, 5 febbraio 2002. URL consultato il 9 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2018).
  14. ^ (EN) First Six Nations Win For Ireland Women’s Side, su irishrugby.ie (Irish Rugby Football Union), 24 febbraio 2003. URL consultato il 9 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2018).
  15. ^ a b c (ES) Jesús Garrido, Al rugby femenino español lo echaron del VI Naciones, ¿y si se crea otro torneo?, in Confidencial, 28 novembre 2016 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2018).
  16. ^ 6 Nazioni femminile, a Biella Italia — Francia 17-37, su federugby.it, Federazione Italiana Rugby, 4 febbraio 2007. URL consultato il 9 novembre 2018 (archiviato il 5 febbraio 2007).
  17. ^ Italia femminile: fantastica vittoria delle Azzurre contro la Scozia, su federugby.it, Federazione Italiana Rugby, 16 marzo 2008. URL consultato il 9 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2008).
  18. ^ a b (EN) Women’s RWC qualifying process confirmed, su irb.com, International Rugby Board, 6 aprile 2009. URL consultato il 14 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2009).
  19. ^ a b (EN) England Women crowned RBS 6 Nations champions, su sixnationsrugby.com, Six Nations Rugby, 23 marzo 2009. URL consultato il 14 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2018).
  20. ^ (EN) Massimo Calandri, C’è un’Italia che vince: le ragazze trionfano in Galles, in la Repubblica, 22 marzo 2010. URL consultato il 7 aprile 2010.
  21. ^ (EN) Wales women severed by Flavia and Italy, su rbs6nations.com, Six Nations Rugby. URL consultato il 9 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2010).
  22. ^ (EN) Road to Women’s RWC 2014 set for kick off, su rwcwomens.com, World Rugby, 24 gennaio 2012. URL consultato il 21 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2013).
  23. ^ (EN) Sky Sports to televise England Women’s Six Nations match against France, su rfu.com, Rugby Football Union, 31 gennaio 2012. URL consultato il 28 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2012).
  24. ^ (FR) Rémi Lestang, Féminines : Le résumé du match France — Angleterre, in le Rugbynistère (Tolosa, Folk Media), 15 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2012).
  25. ^ (EN) 2013 Women’s Rugby World Cup 2014 Qualifier (PDF), su rugbyeurope.eu, Rugby Europe. URL consultato il 3 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2016).
  26. ^ (EN) Ireland’s women beat Italy to claim first Six Nations rugby grand slam, in The Guardian, 17 marzo 2013. URL consultato il 29 settembre 2018.
  27. ^ Elena Tebano, Un’arbitra nel tempio del rugby: «Mi dicevano non puoi, ho vinto io», in Corriere della Sera, 20 settembre 2017. URL consultato il 5 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2017).
  28. ^ a b (EN) Miller hat-trick hands Ireland historic win over England, su sixnationsrugby.com, Six Nations Rugby, 9 febbraio 2013. URL consultato il 29 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2018).
  29. ^ 6 nazioni femminile, l'Italia batte la Francia 13-12, su federugby.it, Federazione Italiana Rugby, 2 febbraio 2013. URL consultato il 16 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2018).
  30. ^ (FR) France – Irlande féminines, su ffr.fr, Fédération Française de Rugby, 11 marzo 2014. URL consultato il 10 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  31. ^ (EN) Qualification process confirmed for Women’s Rugby World Cup 2017, World Rugby, 21 dicembre 2014. URL consultato il 22 marzo 2015 (archiviato il 22 marzo 2015).
  32. ^ Simone Battaggia, Rugby, Sei Nazioni femminile: battuto anche il Galles, terzo successo, in la Gazzetta dello Sport, 21 marzo 2015. URL consultato il 22 marzo 2015.
  33. ^ Rugby, Sei Nazioni donne, l'Italia batte la Scozia e va al Mondiale, in la Gazzetta dello Sport, 28 febbraio 2016. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  34. ^ a b (EN) Paul Rees, Six Nations to trial bonus points in 2017 competition for first time, in The Guardian, 30 novembre 2016. URL consultato il 24 aprile 2017.
  35. ^ (EN) Gerard Meagher, England women win Six Nations grand slam after under-20s do the same, in The Guardian, 17 marzo 2017. URL consultato il 24 aprile 2017.
  36. ^ (EN) Laura McGhie, Women's Six Nations 2017: Scotland 15-14 Wales, in BBC, 24 febbraio 2017. URL consultato il 24 aprile 2017.
  37. ^ a b (EN) Paul Eddison, France Women power to Grand Slam glory in Wales, su sixnationsrugby.com, Six Nations Rugby, 16 marzo 2018. URL consultato il 28 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2018).
  38. ^ (EN) Women’s Six Nations: France 18-17 England, in BBC, 10 marzo 2018. URL consultato il 26 marzo 2018.
  39. ^ (EN) England 80-0 Scotland: Red Roses win Grand Slam and regain Women's Six Nations, in BBC, 16 marzo 2019. URL consultato il 17 marzo 2019.
  40. ^ (EN) Brent Pilnick, England beat Italy 55-0 to maintain Six Nations Grand Slam title hopes, in BBC, 9 marzo 2019. URL consultato il 17 marzo 2019.
  41. ^ a b Andrea Buongiovanni, Rugby, l’Italdonne travolge la Francia: è seconda nel Sei Nazioni, in la Gazzetta dello Sport, 17 marzo 2019. URL consultato il 17 marzo 2019.
  42. ^ Domenico Calcagno, Sei Nazioni, l’Italia è seconda: le donne battono la Francia 31-12, in Corriere della Sera, 17 marzo 2019. URL consultato il 22 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2019).
  43. ^ Svelato il Trofeo Anita Garibaldi (PDF), Federazione Italiana Rugby, 10 marzo 2017. URL consultato il 23 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2017).
  44. ^ (FR) Thibault Perrin, France Télévisions diffuseur officiel du XV de France et du rugby féminin jusqu’en 2021, in le Rugbynistère, 19 marzo 2016. URL consultato il 12 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2016).
  45. ^ (EN) Red Roses 2019 Six Nations fixtures announced, su englandrugby.com, Rugby Football Union, 2 novembre 2018. URL consultato il 12 novembre 2018 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2018).
  46. ^ (EN) Ireland Women To Kick Off Six Nations Against England, su irishrugby.ie, Irish Rugby Football Union, 3 novembre 2018. URL consultato il 12 novembre 2018 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2018).
  47. ^ Flavia Carletti, Discovery rinnova fino al 2021 i diritti per trasmettere il Sei Nazioni di rugby, in Il Sole 24 ORE, 22 gennaio 2018. URL consultato il 12 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2018).
  48. ^ (EN) BBC Alba agrees deal with SRU to broadcast women's rugby, in BBC, 8 novembre 2018. URL consultato il 17 marzo 2019.
  49. ^ (EN) BBC ALBA Announces Ground-breaking Women’s Rugby Broadcast Deal, su scottishrugby.org, Scottish Rugby Union, 8 novembre 2018. URL consultato il 9 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2018).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica


  Portale Rugby: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rugby