Selenia Gp-16

Il Selenia Gp-16 è stato un minicomputer di tipo general purpose di produzione italiana, e tra i primi al mondo, prodotto dalla azienda pubblica Selenia del gruppo STET. È stato anche il primo elaboratore progettato e costruito dal gruppo Selenia, che ne produsse anche il successore Gp-160.

StoriaModifica

Il Gp-16 era un minicalcolatore di processo, concepito principalmente per utilizzatori industriali. Esso era molto simile al quasi coevo PDP-8, che tuttavia conobbe una grande diffusione anche tra il grande pubblico. La progettazione avvenne a Roma a metà degli anni sessanta, diretta dall'ing. Saverio Rotella, mentre la produzione ebbe luogo negli stabilimenti di Fusaro (Napoli) nella seconda metà del decennio[1][2][3].

Gli utilizzi industriali più noti furono nelle torri di controllo degli aeroporti, ad esempio a Venezia[4]; una versione modificata e potenziata fu anche utilizzata nei Gruppi Speciali di CSELT, la prima centrale telefonica elettromeccanica italiana (e seconda d'Europa)[5]. Il Gp16 fu, infine, adottato anche dalla Olivetti[6].

Caratteristiche tecnicheModifica

HardwareModifica

Il Gp-16 aveva come caratteristiche tecniche[7][8]:

SoftwareModifica

NoteModifica

  1. ^ Gaspare Galati, 100 years of radar, Springer, 2016, ISBN 978-3-319-00584-3.
  2. ^ Il Mondo
  3. ^ http://sites.ieee.org/italy/files/2014/09/ricordi-di-un-ingegnere.pdf Archiviato il 3 febbraio 2015 in Internet Archive. Un Ingegnere racconta, Ing. Paolo M. De Gaetano Polverosi
  4. ^ La Stampa, Alberto, l'ingegnere che salva le vecchie glorie dei computer, 23 marzo 2016
  5. ^ Cantoni, Virginio, Gabriele Falciasecca, and Giuseppe Pelosi, eds. Storia delle telecomunicazioni, Vol. 1. Firenze university press, 2011.
  6. ^ Olivettiani.it: Ricordi di Mauro (iii)
  7. ^ Dagnino, P., et al. "Progetto Esquilino": An Experiment about an Optimal Gyro-Pilot." IFAC Proceedings Volumes 6.3 (1973): 121-129.
  8. ^ Sidowski, Joseph B. "Printout." Behavior Research Methods 3.3 (1971): 167-172.

BibliografiaModifica

  • Fondazione Adriano Olivetti, La cultura informatica in Italia: riflessioni e testimonianze sulle origini: 1950-1970, Bollati Boringhieri, 1993.

Collegamenti esterniModifica