Sella di Ariano

valico nell'Appennino campano
Sella di Ariano
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
ProvinciaAvellino Avellino
Località collegateNapoli
Foggia
Altitudine600 m s.l.m.
Coordinate41°10′04.8″N 15°07′58.8″E / 41.168°N 15.133°E41.168; 15.133Coordinate: 41°10′04.8″N 15°07′58.8″E / 41.168°N 15.133°E41.168; 15.133
Altri nomi e significatiCamporeale
Campo Reale
InfrastrutturaStrada statale 90 delle Puglie
Ferrovia Napoli-Foggia
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sella di Ariano
Sella di Ariano

La sella di Ariano è un valico dell'Appennino campano ubicato in corrispondenza dell'altipiano di Camporeale (o Campo Reale)[1] nel territorio comunale di Ariano Irpino. Situata a un'altitudine di circa 600 m s.l.m., la sella unisce il bacino dell'Ufita - Miscano (versante tirrenico) alla valle del Cervaro (versante adriatico).

ToponimoModifica

Il termine sella è sinonimo di "passo", "valico", mentre Ariano era l'antica denominazione (ufficiale fino al XIX secolo) della città di Ariano Irpino.

Nonostante l'apparente sinonimia, la sella di Ariano non deve essere confusa con il passo di Ariano[2][3], ossia con il punto più elevato in altitudine della storica strada regia delle Puglie (poi divenuta strada nazionale delle Puglie). A differenza della sella, il passo di Ariano (situato all'interno del centro abitato di Ariano Irpino, a 765 m s.l.m.) è posto interamente sul versante tirrenico e, in epoca contemporanea, non è percorso da vie di grande comunicazione.

StoriaModifica

Il valico era frequentato fin dal Paleolitico medio (120 000-40 000 anni or sono); a quell'epoca, durante l'era dell'uomo di Neandertal, risalgono infatti le selci lavorate e scheggiate a patina bionda che si emergono in gran numero e in più punti dell'altipiano; esse consistono in strumenti riferibili all'industria litica musteriana alternati a nuclei e scarti di lavorazione[4].

Raggiunto dall'antichissimo tratturello Foggia-Camporeale, il valico rimase poi in uso per tutto il Neolitico, come attestato dai resti sporadici dell'età del bronzo venuti alla luce sullo stesso altipiano di Camporeale nell'ambito di un recinto adibito a necropoli[5], nonché dal coevo villaggio rupestre de La Starza (il più antico della Campania[6]) ubicato a pochi chilometri di distanza.

All'epoca romana, quando la sella era attraversata in senso sud-nord dall'antica via Aemilia e in senso ovest-est dalla più tarda via Herculea, risalgono invece gli scarsi frammenti di ceramica figulina assai dilavati che pure emergono dall'altipiano[5], mentre a poca distanza dal valico (4,5 km in direzione nord-ovest) sorgeva il vicus di Aequum Tuticum.

Nel Medioevo il pianoro acquisì nuovamente rilevanza storica poiché vi si tennero le Assise di Ariano del 1140, ossia le prime assemblee costituenti del Regno di Sicilia convocate e presiedute da re Ruggero II d'Altavilla; non è da escludersi che il toponimo "Campo reale" possa essere legato a quell'evento.

In epoca contemporanea il valico è attraversato dal regio tratturo Pescasseroli-Candela, dalla strada statale 90 delle Puglie e, in galleria, dalla linea ferroviaria Napoli-Foggia. La notte tra il 29 e il 30 settembre 1889 all'altezza della sella di Ariano si verificò l'incidente ferroviario di Pianerottolo che provocò 2 morti, 7 feriti gravi e una strage di animali a causa dello scontro frontale fra due treni (uno dei quali carico di bestiame) all'interno della galleria di valico.

NoteModifica

  1. ^ Dizionario enciclopedico moderno illustrato, vol. 1, Sansoni, 1976, p. 175.
  2. ^ Tommaso Vitale, Storia della Regia città di Ariano e sua Diocesi, Roma, Salomoni, 1794, p. 148.
  3. ^ Consalvo di Taranto, La Capitanata nell'anno 1848, Foggia, Balestrieri, 1910, pp. 12-63.
  4. ^ Archeoclub d'Italia (sede di Casalbore), Progetto itinerari turistici Campania interna - La Valle del Miscano, a cura di Claude Albore Livadie, Regione Campania (Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino), vol. 2, Avellino, 1995, pp. 13-28.
  5. ^ a b Claude Albore Livadie, La Starza di Ariano Irpino, in Storia illustrata di Avellino e dell'Irpinia, I, Pratola Serra, Sellino & Barra, 1996, pp. 17-32.
  6. ^ L'abitato neolitico de La Starza, su Archemail (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2015).

Voci correlateModifica