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Semën Konstantinovič Timošenko

generale sovietico
Semën Konstantinovič Timošenko
Маршал Тимошенко 1940 01.jpg

Commissario del Popolo per la Difesa dell'Unione Sovietica
Durata mandato 7 maggio 1940 –
19 luglio 1941
Capo di Stato Stalin
Predecessore Kliment Efremovič Vorošilov
Successore Stalin

Deputato del Soviet delle Nazionalità del Soviet Supremo dell'URSS
Legislature I, II, VI, VII
Circoscrizione RSS Ucraina (I), Circoscrizione speciale (II), RSS Kazaka (VI, VII)

Deputato del Soviet dell'Unione del Soviet Supremo dell'URSS
Legislature III, IV, V
Circoscrizione Oblast' di Polesia (III), RSS Bielorussa (IV), Oblast' di Gomel' (V)

Dati generali
Partito politico Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Professione Militare
Semën Konstjantinovyč Timošenko
18 febbraio 1895 – 31 marzo 1970
Nato aFurmanivka
Morto aMosca
Luogo di sepolturaNecropoli delle mura del Cremlino
Dati militari
Paese servitoRussia Impero russo
URSS URSS
Forza armataRussia Esercito imperiale russo
Red Army flag.svg Armata Rossa
ArmaCavalleria
Anni di servizio1914 - 1960
GradoMaresciallo dell'Unione Sovietica
ComandantiSemën Budënnyj
GuerrePrima guerra mondiale
Guerra civile russa
Guerra sovietico-polacca
Seconda guerra mondiale
Comandante diDistretto militare di Kiev
Distretto militare bielorusso
Fronte del nord-est
Altre caricheIspettore Generale del Ministero della Difesa
Fonti nel testo
voci di militari presenti su Wikipedia

Semën Konstantinovič Timošenko (in russo: Семён Константинович Тимошенко?, in ucraino: Семе́н Костянти́нович Тимоше́нко?, traslitterato: Semen Kostjantynovyč Tymošenko; Furmanivka, 18 febbraio 1895, 6 febbraio del calendario giuliano[1]Mosca, 31 marzo 1970) è stato un generale e politico sovietico. Fu un comandante militare sovietico, era un ufficiale superiore di professione dell'Armata Rossa all'inizio dell'invasione nazista dell'Unione Sovietica nel 1941.

Indice

BiografiaModifica

Timošenko era nato da una famiglia di contadini a Furmanivka, vicino ad Odessa, nell'Ucraina meridionale, fu coscritto nell'esercito dell'Impero Russo nel 1915. Prestò servizio in cavalleria sul fronte occidentale durante la Prima guerra mondiale e allo scoppio della Rivoluzione russa nel 1917 parteggiò per i rivoluzionari, unendosi all'Armata Rossa nel 1918 e al partito Bolscevico nel 1919.

Durante la guerra civile russa Timošenko combatté su vari fronti, fra cui Caricyn (più tardi rinominata Stalingrado), dove incontrò Stalin di cui diventò amico e sostenitore, che gli assicurò un rapido avanzamento di carriera. Nel 1920-21 era nella 1. Armata di cavalleria agli ordini di Semën Budënnyj.

Dopo la guerra civile e quella polacco-sovietica, Timošenko divenne il comandante delle forze di cavalleria dell'Armata Rossa, quindi comandante dell'Armata Rossa in Bielorussia (1933), a Kiev (1935), nel Caucaso settentrionale (1937) a Charkiv (1937), e nuovamente a Kiev (1938). Nel 1939 diventò il comandante di tutta la regione occidentale di confine e guidò il Fronte Ucraino durante l'invasione sovietica della Polonia orientale, durante la Campagna di Polonia. Nello stesso periodo diventò membro del Comitato Esecutivo Centrale del partito comunista.

Negli stessi anni furono compiute le Grandi Purghe staliniane, durante le quali furono giustiziati tre dei cinque Marescialli dell'Unione Sovietica: Michail Tuchačevskij, Aleksandr Egorov, e Vasilij Bljucher. Dato che i due Marescialli rimasti, Budënnyj e Kliment Vorošilov erano amici di Stalin senza grandi abilità militari, Timošenko diventò l'alto ufficiale di professione dell'Armata Rossa con più esperienza.

Nel gennaio del 1940 Timošenko prese il comando delle armate sovietiche che stavano combattendo in Finlandia nella Guerra d'inverno, che era iniziata a novembre dell'anno precedente ed era stata sino ad ora condotta disastrosamente da Vorošilov. Sotto la guida di Timošenko i sovietici sfondarono la linea Mannerheim che proteggeva l'istmo di Carelia. A marzo la Finlandia firmò la pace con l'URSS. Tale successo fece crescere la reputazione di Timošenko e, nel maggio del 1940 fu nominato Commissario del Popolo per la Difesa e divenne Maresciallo dell'Unione Sovietica.

Tymošenko era un comandante competente che sosteneva l'urgente necessità di modernizzare l'Armata Rossa in vista dell'imminente scontro con la Germania nazista. Riuscì a vincere l'opposizione dei più conservativi e intraprese la meccanizzazione dell'esercito e l'incremento della produzione di carri armati. Reintrodusse anche la tradizionale severa disciplina dell'esercito russo zarista.

Quando i tedeschi invasero l'Unione Sovietica nel giugno del 1941, Stalin prese il posto di Commissario della Difesa e inviò Timošenko al Fronte Centrale, dove combatté ritirandosi dalla frontiera fino a Smolensk, soffrendo pesanti perdite ma riuscendo a salvare comunque il grosso delle sue truppe per la difesa di Mosca. A settembre, fu trasferito in Ucraina, dove l'Armata Rossa aveva subito 1,5 milioni di perdite nei grandi accerchiamenti di Uman' e Kiev; qui riuscì a stabilizzare il fronte.

Nel maggio del 1942 Timošenko, con 640.000 uomini, lanciò una controffensiva a Charkiv, il primo tentativo sovietico di riprendere iniziativa. Dopo un iniziale successo sovietico i tedeschi respinsero colpendo il fianco meridionale che era esposto; l'offensiva fu bloccata e i sovietici riportarono 200.000 perdite. Nonostante l'offensiva avesse rallentato l'avanzata tedesca a Stalingrado, Timošenko dovette riconoscere le proprie responsabilità per il fallimento.

Il successo del generale Georgij Žukov nella difesa di Mosca nel dicembre 1941 persuase Stalin che era un comandante migliore di Timošenko. Nel 1942 Stalin rimosse Timošenko dal comando in prima linea e gli diede incarichi secondari di comando a Stalingrado (giugno 1942), sul fronte nordorientale (ottobre 1942), a Leningrado (giugno 1943), nel Caucaso (giugno 1944), e nella regione baltica (agosto 1944).

Dopo la guerra Timošenko fu comandante dell'Esercito Sovietico in Bielorussia (marzo 1946), negli Urali meridionali (giugno 1946), e nuovamente in Bielorussia (marzo 1949). Nel 1960 fu nominato Ispettore Generale del Ministero della Difesa, una carica in gran parte onorifica, e dal 1961 presiedette il Comitato di Stato per i Veterani di Guerra. Morì a Mosca nel 1970.

Fu due volte Eroe dell'Unione Sovietica (marzo 1940 e 1965), fu insignito di numerose altre decorazioni tra le quali, il prestigioso Ordine della Vittoria (1945), cinque volte dell'Ordine di Lenin, Ordine della Rivoluzione di Ottobre, cinque volte dell'Ordine della Bandiera Rossa e tre volte dell'Ordine di Suvorov.

OnorificenzeModifica

Onorificenze russeModifica

  Croce di San Giorgio di II Classe
  Croce di San Giorgio di III Classe
  Croce di San Giorgio di IV Classe

Onorificenze sovieticheModifica

  Eroe dell'Unione Sovietica (2)
— 21 marzo 1940 e 18 febbraio 1965
  Ordine della Vittoria
— 4 giugno 1945
  Ordine di Lenin (5)
— 22 febbraio 1938, 21 marzo 1940, 21 febbraio 1945, 18 febbraio 1965 e 18 febbraio 1970
  Ordine della Rivoluzione d'Ottobre
— 22 febbraio 1968
  Ordine della Bandiera Rossa (5)
— 25 luglio 1920, 11 maggio 1921, 22 febbraio 1930, 3 novembre 1944 e 6 novembre 1947
  Ordine di Suvorov di I classe (3)
— 9 ottobre 1943, 12 settembre 1944 e 27 febbraio 1945
  Medaglia per la difesa di Mosca
  Medaglia per la difesa di Stalingrado
  Medaglia commemorativa per l'800º anniversario di Mosca
  Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945
  Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini
  Medaglia per il giubileo dei 30 anni dell'esercito e della marina sovietica
  Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
  Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
  Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945

Onorificenze straniereModifica

  Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
  Ordine della Stella Partigiana (Iugoslavia)
— 1956
  Medaglia per il giubileo dei 30 anni di Khalkhin Golskoy (Mongolia)
— 1969
  Ordine di Tudor Vladimirescu di I Classe (Romania)

NoteModifica

  1. ^ In Russia il calendario gregoriano venne introdotto il 14 febbraio del 1918.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN59968217 · ISNI (EN0000 0000 5539 3893 · LCCN (ENno96028125 · GND (DE122529146 · BNF (FRcb169205141 (data) · WorldCat Identities (ENno96-028125