Senatore di diritto

Nel diritto costituzionale italiano, con il termine senatore di diritto ci si può riferire a due figure diverse, accomunate dall'essere stati nominati, in base a determinati requisiti, membri di diritto del Senato della Repubblica: i "senatori di diritto e a vita", tuttora esistenti, e i "senatori di diritto" della I Legislatura repubblicana.

Senatori di diritto e a vitaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Senatore a vita (ordinamento italiano).

La prima figura è quella degli ex Presidenti della Repubblica che, ai sensi dell'art. 59 della Costituzione Italiana diventano, salvo rinuncia, "senatori di diritto e a vita".

Senatori di diritto della I LegislaturaModifica

La seconda figura è quella di alcune persone che furono nominate "senatori di diritto" nella I Legislatura della Repubblica Italiana (1948-1953). La III disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana stabiliva infatti che per la prima legislatura in Senato sedessero, accanto ai senatori elettivi, alcuni membri di diritto, sulla base di determinati requisiti.

Erano senatori di diritto, infatti, tutti i deputati dell'Assemblea Costituente che possedessero i requisiti di legge per essere senatori e che rispettassero una delle seguenti richieste:[1]

Inoltre, erano senatori di diritto tutti i membri del disciolto Senato del Regno che avessero poi fatto parte della Consulta Nazionale.

I senatori di diritto servivano a operare una sorta di sutura tra i nuovi ceti parlamentari e la classe politica prefascista[1].

Di questa disposizione - che portò alla nomina nel complesso di 107 senatori[2] - si avvantaggiarono numericamente le sinistre (PCI, PSI, PSLI, gruppo Democratico di Sinistra), che accolsero un totale di 59 senatori di diritto, ma anche l'area liberale ottenne seggi parlamentari giacché, tra PLI, Unione Democratica Nazionale e altri indipendenti, riportò alla camera alta il vertice della sopravvissuta classe di governo prefascista. Risultò invece svantaggiato il partito della Democrazia Cristiana la quale, in assenza di senatori di diritto, avrebbe ottenuto la maggioranza assoluta al Senato (131 seggi sui 237 elettivi), ma fu obbligata a costituire un governo di coalizione con il PLI, il PSLI ed il PRI.

ElencoModifica

Questo è l'elenco dei 107 senatori di diritto della I Legislatura, divisi per gruppo parlamentare a cui hanno aderito.

Democrazia CristianaModifica

  1. Salvatore Aldisio
  2. Leopoldo Baracco
  3. Giovanni Bertini
  4. Giovanni Battista Bertone
  5. Giambattista Bosco Lucarelli
  6. Giovanni Braschi
  7. Teodoro Bubbio
  8. Paolo Cappa
  9. Luigi Carbonari
  10. Mario Cingolani
  11. Luciano Fantoni
  12. Stefano Jacini
  13. Umberto Merlin
  14. Giuseppe Micheli
  15. Giovanni Pallastrelli
  16. Umberto Tupini
  17. Alessandro Turco
  18. Giovanni Uberti

Partito Comunista ItalianoModifica

  1. Luigi Allegato
  2. Vittorio Bardini
  3. Adele Bei
  4. Aladino Bibolotti
  5. Renato Bitossi
  6. Ilio Bosi
  7. Arturo Colombi
  8. Edoardo D'Onofrio
  9. Giovanni Farina
  10. Armando Fedeli
  11. Umberto Fiore
  12. Vittorio Flecchia
  13. Vittorio Ghidetti
  14. Ruggero Grieco
  15. Francesco Leone
  16. Girolamo Li Causi
  17. Fabrizio Maffi
  18. Enrico Minio
  19. Guido Molinelli
  20. Cino Moscatelli
  21. Eugenio Musolino
  22. Celeste Negarville
  23. Giacomo Pellegrini
  24. Riccardo Ravagnan
  25. Giuseppe Rossi
  26. Giovanni Roveda
  27. Mauro Scoccimarro
  28. Pietro Secchia
  29. Emilio Sereni
  30. Velio Spano
  31. Umberto Terracini

Partito Socialista ItalianoModifica

  1. Francesco Buffoni
  2. Giovanni Cosattini
  3. Michele Giua
  4. Emidio Lopardi
  5. Pietro Mancini
  6. Rodolfo Morandi
  7. Tito Oro Nobili
  8. Sandro Pertini
  9. Antonio Priolo
  10. Giuseppe Romita
  11. Tommaso Tonello

Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (Gruppo Unità Socialista)Modifica

  1. Alessandro Bocconi
  2. Giuseppe Canepa
  3. Emilio Canevari
  4. Ludovico D'Aragona
  5. Eduardo Di Giovanni
  6. Giuseppe Filippini
  7. Nino Mazzoni
  8. Riccardo Momigliano
  9. Luigi Montemartini
  10. Giovanni Persico
  11. Giuseppe Piemonte
  12. Francesco Zanardi
  13. Adolfo Zerboglio

Gruppo Democratico di SinistraModifica

  1. Emilio Lussu (ex Partito d'Azione)
  2. Pietro Mastino (Partito Sardo d'Azione)
  3. Enrico Molè (ex Partito Democratico del Lavoro)
  4. Dante Veroni (ex Partito Democratico del Lavoro)

Partito Repubblicano ItalianoModifica

  1. Giovanni Conti
  2. Cipriano Facchinetti
  3. Cino Macrelli
  4. Ferruccio Parri
  5. Carlo Sforza

Partito Liberale ItalianoModifica

  1. Alessandro Casati
  2. Benedetto Croce
  3. Giuseppe Fusco
  4. Alfonso Rubilli
  5. Domenico Tripepi

Gruppo mistoModifica

Unione Democratica NazionaleModifica
  1. Arturo Labriola
  2. Francesco Saverio Nitti
  3. Vittorio Emanuele Orlando
  4. Giuseppe Paratore
  5. Giovanni Porzio
  6. Vito Reale
AltriModifica
  1. Mario Abbiate (ex Unione Nazionale)
  2. Roberto Bencivenga (Fronte dell'Uomo Qualunque)
  3. Tullio Benedetti (Unione Monarchica Italiana)
  4. Alberto Bergamini
  5. Ivanoe Bonomi (ex Partito Democratico del Lavoro)
  6. Giuseppe Buonocore (ex Blocco Nazionale della Libertà)
  7. Igino Coffari
  8. Luigi Einaudi (sino all'11 maggio 1948, quando fu eletto Presidente della Repubblica)
  9. Alfredo Frassati
  10. Luigi Gasparotto (ex Partito Democratico del Lavoro)
  11. Federico Ricci
  12. Nino Ronco
  13. Meuccio Ruini (ex Partito Democratico del Lavoro)
  14. Pietro Tomasi della Torretta

NoteModifica

Voci correlateModifica