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Senza destino
Senza Destino.PNG
Una scena del film
Titolo originaleSorstalanság
Paese di produzioneGermania, Ungheria, Regno Unito
Anno2005
Durata134 min
Generedrammatico
RegiaLajos Koltai
SoggettoImre Kertész
SceneggiaturaImre Kertész
Distribuzione in italianoMedusa Film
FotografiaGyula Pados
MontaggioHajnal Sellõ
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaZsuzsanna Borvendég e Natalja Meier, Miklós Molnár
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Senza destino è un film di Lajos Koltai del 2005, tratto dal libro Essere senza destino del Premio Nobel Imre Kertész, che ne ha curato anche la sceneggiatura.

TramaModifica

Gyurka è un adolescente ebreo che vive a Budapest durante la seconda guerra mondiale, insieme ai suoi numerosi parenti. Un giorno il padre riceve l'obbligo di trasferimento nei campi di lavoro e si consegna pertanto alle milizie naziste, trovando la morte a Mauthausen. Non molto tempo più tardi al figlio spetta la medesima sorte: dopo esser stato obbligato a scendere da un autobus, viene tradotto prima ad Auschwitz dove scampa miracolosamente ad una selezione a seguito della quale, molti dei suoi compagni di viaggio perdono la vita, per poi giungere a Buchenwald ed infine a Zeitz. Una volta arrivato nel campo di lavoro,Gyurka è costretto a fare i conti con la barbarie nazista. Gli orari di lavoro estenuanti, le pessime condizioni igieniche del lager, ma soprattutto le scarsissime razioni giornaliere di cibo, logorano in breve tempo quello che fino a qualche mese prima, era poco più che un bambino. Un giorno Gyurka si accascia improvvisamente a terra privo di forze. Il personale del campo decide dunque di trasferirlo nuovamente a Buchenwald, dove i medici gli diagnosticano una grave infezione alla gamba. Il ragazzo pensa ormai di essere destinato alle camere a gas, ma contrariamente ad ogni aspettativa viene operato e messo in quarantena. Qualche giorno dopo le truppe alleate liberano il campo ed il giovane ungherese può fare ritorno nel suo Paese natale, dove ritrova gran parte del suo nucleo familiare. La drammatica esperienza del lager, tuttavia, segna indelebilmente la psiche dell'adolescente ungherese, il quale acquisisce la consapevolezza che nulla potrà mai più essere come prima.

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