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Sèfer Toledot Jeshu
Titolo originaleספר תולדות ישו
Autoreanonimo
1ª ed. originaleII-III secolo
Generetrattato
Sottogenerepamphlet, religioso
Lingua originalearamaico
Sèfer Toledot Jeshu
Titolo originaleספר תולדות ישו
AutoreJohn James Huldrich
1ª ed. originale1705
Generetrattato
Sottogenerepamphlet
Lingua originaleebraico, latino

Sèfer Toledot Jeshu è il nome di due opere letterarie distinte per epoca ed autore.

La prima, più nota, è un'opera anonima della prima età imperiale romana.

La seconda, Historia Jeschuae Nazareni è stata pubblicata nel 1705 a Leida (Olanda) da Johann Jacob Huldreich (o Huldrich) ed è ispirata dalla prima, che cita esplicitamente.

Il titolo è in ebraico e significa La Vita di Gesù.

Indice

Storia e caratteri dell'opera originariaModifica

Il Sèfer Toledot Jeshu originale è stato scritto in un anno imprecisato del II secolo d.C.

L'autore, ignoto, è certamente un dotto ebreo.

Il libro contiene un resoconto di carattere aneddotico di episodi della vita di Gesù Cristo, figura centrale della religione cristiana.

Il racconto si distingue per gli elementi diffamatori in esso contenuti. Gesù è presentato come il frutto di un adulterio e come un eretico blasfemo, che si è macchiato di stregoneria e ha violato la legge di Mosè per la propria arroganza, ambizione e malvagità.

In virtù dei suoi contenuti ampiamente polemici, l'opera ebbe una notevole diffusione in ambiti culturali ostili ai cristiani, allora non infrequenti e spesso già animati da pregiudizi sulla presunta perversione della, per l'epoca, nuova fede.

Ne è dimostrazione il fatto che il pagano Celso cita quest'opera presumendone la veridicità per polemizzare contro i cristiani[1] e che il cristiano Origene la confuta in un suo libro.

In conseguenza dell'affermarsi del cristianesimo come religione predominante dell'impero, il che avvenne nel IV secolo, il Sèfer Toledot Jeshu cadde nell'oblio.

La riscopertaModifica

Nel 1681 il teologo e studioso Johann Christof Wagenseil pubblica l'opera Tela Ignea Satanae. Hoc est: Arcani, & horribiles Judaeorum adversus Christum Deum, & Christianam Religionem Libri Anekdotoi, anche nota con il nome abbreviato di Tela ignea.

Questo libro, edito tanto in ebraico che in latino, è una raccolta di testi scritti in epoca passata da autori ebrei per utilizzarli come argomentazioni da opporre ai cristiani nel corso di dissertazioni dotte sulla teologia.

Tra i testi raccolti dal Wagenseil c'era il Sèfer Toledot Jeshu, identificato con il nome di Libellus Toldos Jeschu o, più semplicemente, di Libellus Toldos, sino ad allora dimenticato nell'ambito culturale europeo. L'autore ha dunque il merito di averlo riscoperto.

L'opera tornò immediatamente a suscitare clamore per via del suo contenuto, venendo condannata dalla Chiesa e divenendo oggetto di critiche da molti studiosi, in quanto giudicata portatrice di affermazioni false o falsificate su Gesù e la sua vita.

Tra i polemici c'era anche Voltaire, che nel suo Dizionario Filosofico afferma:

«Di tutte le opere prodotte dalla loro cecità, nessuna è così odiosa e stravagante come l'antico libro intitolato: Sepher Toldos Jeschut, disseppellito dal signor Wagenseil, nel secondo tomo della sua opera intitolata: Tela ignea ecc. È in questo Sepher Toldos Jeschut che si legge una storia mostruosa della vita del nostro Salvatore, fabbricata con tutta la passione e la malafede possibili. Così, per esempio, si è osato scrivere che un tale Panther o Pandera, abitante a Betlemme, si era innamorato di una giovane donna maritata a Jochanan. Egli ebbe da questo commercio impuro un figlio chiamato Jesua o Gesù. Il padre del bambino fu costretto a fuggire e si rifugiò a Babilonia. Quanto al piccolo Gesù, fu mandato a scuola; ma, aggiunge l'autore, ebbe l'insolenza di alzare la testa e di scoprirsi il capo davanti ai sacrificatori, invece di presentarsi davanti a loro a testa bassa e col viso coperto, com'era costume: arditezza che fu vivamente riprovata, e indusse a esaminare la sua nascita, che fu trovata impura ed espose ben presto il bimbo alla pubblica ignominia. Questo detestabile Sepher Toldos Jeschut era conosciuto fin dal II secolo: Celso lo cita con rispetto, e Origene lo confuta nel suo nono capitolo.»

(Estratto dalla voce Messia del Dizionario Filosofico di Voltaire[2])

Il secondo Sèfer Toledot JeshuModifica

Il Sèfer Toledot Jeshu ha ispirato, dopo la sua scoperta, un altro libro, di titolo omonimo e scopo simile, pubblicato nel 1705 dallo scrittore svizzero John James Huldrich [3].

A proposito, Voltaire commenta:

«C'è un altro libro, anch'esso intitolato Toldos Jeschut, pubblicato nel 1705 da Huldrich, che segue più da presso il Vangelo dell'infanzia, zeppo di anacronismi e di errori grossolani. Fa nascere e morire Gesù Cristo sotto il regno di Erode il Grande e pretende che davanti a questo principe sia stata mossa l'accusa di adulterio fra Panther e Maria, madre di Gesù. L'autore, che prende il nome di Jonathan e si dice contemporaneo di Gesù Cristo e abitante di Gerusalemme, sostiene che Erode consultò, a proposito della nascita di Gesù Cristo, i senatori di una città nella terra di Cesarea. Non seguiremo un autore così assurdo in tutte le sue contraddizioni. È col favore di tante e tali calunnie che gli ebrei si mantengono nel loro odio implacabile contro i cristiani e contro il Vangelo; niente han trascurato per alterare la cronologia del Vecchio Testamento e spargere dubbi e difficoltà sul tempo della venuta del nostro Salvatore.»

(Estratto dalla voce Messia del Dizionario Filosofico di Voltaire [4])

NoteModifica

  1. ^ affermando tra le altre cose, ispirandosi al Sèfer Toledot Jeshu che sostiene che il padre di Gesù fosse uomo di nome Panthera, che questi era un soldato romano
  2. ^ Estratto dalla voce Messia del Dizionario Filosofico di Voltaire
  3. ^ Informazioni sullo scrittore e sul suo Sèfer Toledot Jeshu si trovano a pagina 313 del V volume di General Biography: Or Lives, Critical And Historical, Of The Most Eminent Person Of All Ages, Countries, Conditions and Professions, arranged according to alphabetical order, di John Aikin, del reverendo Thomas Morgan e di William Johnson, edito da T.davison, White-Friars nel 1804. La voce su Huldrich è consultabile, in inglese, qui
  4. ^ Estratto dalla voce Messia del Dizionario Filosofico di Voltaire

BibliografiaModifica

  • Johann Christof Wagenseil, Tela Ignea Satanae. Hoc est: Arcani, & horribiles Judaeorum adversus Christum Deum, & Christianam Religionem Libri Anekdotoi, 1681
  • John Aikin, rev. Thomas Morgan e William Johnson, General Biography: Or Lives, Critical And Historical, Of The Most Eminent Person Of All Ages, Countries, Conditions and Professions, arranged according to alphabetical order, volume V, 1804, (editore) T. Davison, White-Friars.

Collegamenti esterniModifica