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Sepiolite
Mineraly.sk - sepiolit.jpg
Classificazione StrunzVIII/H.33-40
Formula chimicaMg4Si6O15(OH)2 · 6H2O
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetrico
Sistema cristallinoortorombico
Classe di simmetriabipiramidale
Parametri di cellaa=5,21 b=26,73 c=13,5
Gruppo puntuale2/m 2/m 2/m
Gruppo spazialePnan o Pncn
Proprietà fisiche
Densità2,1 g/cm³
Durezza (Mohs)2
Fratturaconcoide
Colorebianco-grigio, bianco-giallo, bianco-verdeazzurro, bianco-rosso, grigio.
Lucentezzaassente o fievole
Opacitàopaca
Strisciobianco
Diffusionecomune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La sepiolite è un minerale scoperto nel 1847, un fillosilicato idrato di magnesio.

Fu Ernst Friedrich Glocker (1793 - 1858), mineralogista e geologo stratigrafico tedesco che le diede il nome, alludendo al fatto che il suo aspetto ricorda l'osso di seppia.

In ragione del fatto che è possibile trovarla galleggiante sulle acque del Mar Nero, viene comunemente chiamata schiuma di mare.

Abito cristallinoModifica

Prevalentemente criptocristallini ortorombici fibrosi, rari.

Origine e giacituraModifica

La genesi è secondaria in rocce sedimentarie, deriva dall'alterazione del serpentino. La paragenesi è con serpentinite e opale. Il minerale si trova anche associato alla magnesite (magnesio carbonato).

Forma in cui si presenta in naturaModifica

Si presenta in aggregati terrosi, a volte massivi e in aggregati fibrosi e porosi.

Caratteri chimico-fisiciModifica

Appena estratto è molle, ma indurisce quando esposto al calore solare o quando essiccato in un apposito ambiente. Ha la caratteristica di assorbire velocemente acqua e anche sostanze grasse, senza deformarsi. Assaggiato con la punta della lingua, l'allappa. Ha una luminescenza a volte bianco-giallastra, a volte bianco-bluastra. Fonde con difficoltà, è inattaccabile dagli acidi, fatta eccezione dell'acido cloridrico. In tubo chiuso dà H2O; va pulita con acqua distillata.

 
Una pipa di schiuma.

Località di ritrovamentoModifica

La maggior parte della schiuma di mare che si trova in commercio proviene dall'Asia Minore, in particolare dalla zona circostante la città di Eskişehir, in Turchia, dove la si trova in masse nodulari irregolari, in depositi alluvionali da dove la si estrae. Si dice che nel distretto di Eskişehir ci siano circa 4.000 pozzi che conducono a gallerie orizzontali da dove si estrae la schiuma di mare. I principali luoghi di estrazione sono a Sepetdji-Odjaghi e a Kemikdji-Odjaghi, che si trovano a circa 32 chilometri dalla città. La pietra si trova anche, seppur in quantità minori, in Grecia, intorno alla città di Tebe e sulle isole Eubea e Samos, inoltre anche a Hrubschitz vicino Kromau in Moravia. Si trova anche, sempre in quantità limitate, in Francia, Spagna e Marocco. Negli Stati Uniti la si trova a Nottingham, centro della Contea di Chester in Pennsylvania ed in Carolina del Sud e nello Utah.

In Italia si possono ritrovare masse compatte a Vipiteno, nella Val Passiria e nella Val di Vizze, tutte località dell'Alto Adige.

UtilizziModifica

La sepiolite viene utilizzata in impasti per restauri di marmi, come statue e superfici. In edilizia viene impiegata per la pulitura della pietra. La sua capacità di rilasciare lentamente acqua viene infatti sfruttata per sciogliere i depositi a base di gesso comunemente noti come "croste nere". Occasionalmente è utilizzata come sostituto del sapone e come materiale da costruzione. Nel campo ferroviario si sta sperimentando l'uso come grippante nelle sabbiere dei mezzi di trazione. L'uso principale è però per realizzare piccole sculture e soprattutto quello per la costruzione di pipe spesso dalle artistiche decorazioni, di bocchini per sigari e sigarette.

Le masse nodulari sono per prima cosa raschiate per rimuovere le parti di terra rossa, quindi sono asciugate, nuovamente raschiate e lucidate con la cera. Le masse grezze così ottenute sono quindi intagliate, lavorate con carta abrasiva, riscaldate in cera od in stearina ed infine lucidate con cenere d'osso.

Tradizionalmente i manufatti in sepiolite erano lavorati lontano dalle zone di estrazione, ad esempio a Vienna, ma dagli anni settanta la Turchia ha vietato l'esportazione dei noduli per cercare di dare impulso alla lavorazione interna del materiale. Le più famose manifatturiere della lavorazione della sepiolite sono così sparite. Ad oggi le pipe in schiuma di mare non provenienti dalla Turchia sono ottenute da pietra pressata o proveniente dall'Africa e sono di minore qualità.

Imitazioni sono fatte in gesso di Parigi o altri materiali.

 
Una pipa di sepiolite proveniente da Eskişehir

BibliografiaModifica

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • La grande enciclopedia dei minerali - Fabbri Editore (1986)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978

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