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Sepoltura di Maometto a Medina

Il sepolcro si trova all'interno della Moschea del Profeta (Medina): a sinistra, la porta d'accesso alla stanza di Maometto e Aisha; a destra, quella di ʿUmar e Abū Bakr.

La sepoltura di Maometto (Medina, 632) avvenne nella stanza della dimora fattasi costruire dal Profeta subito dopo l'esodo (Egira) dalla città natia della Mecca [1]. In questo ambiente Maometto trascorrerà gli ultimi anni della sua esistenza, esalando l'ultimo respiro fra le braccia di ʿĀʾisha; dopo essere stato lavato dal cugino ʿAlī ibn Abī Ṭālib e avvolto in un semplice sudario, verrà inumato sotto il pavimento della stanza – secondo un rito preislamico ripreso dall'Islam.

Accanto a lui furono poi sepolti i primi due califfi, Abū Bakr e ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb; il luogo diverrà presto una moschea, permettendo a Medina di diventare la seconda città santa dell'Islam.

Per lunghi secoli ricevette le massime cure da parte dei devoti musulmani, i quali usano visitarla dopo aver assolto alla Mecca l'obbligo del pellegrinaggio, detto ḥajj: ogni anno, nel corso del mese lunare di Dhū l-Ḥijja, lʼḥajj attrae un numero programmato massimo di circa due milioni di fedeli da tutto il mondo islamico.

La visita (ziyāra) è però vista con sfavore dal radicalismo dei Wahhabiti; ma la loro ostilità per quanto giudicano un'inammissibile devozione verso un uomo come Maometto (quale che sia la sua importanza), non è riuscita comunque a impedire l'arrivo di grandi masse di pellegrini: questi mai accetterebbero il divieto di accedere alle tombe del Profeta e dei suoi primi due successori alla guida politica e spirituale della Comunità islamica (Umma).

Il tempo concesso per affacciarsi alla piccola apertura che dà sui sarcofagi (in una edicola eretta dentro alla moschea) è tuttavia assai limitato. Delegata dalle autorità saudite, una speciale forza di polizia ha il compito di vigilare sul regolare svolgimento dei riti religiosi (talora con metodi assai spicci).

NoteModifica

  1. ^ città higiazena nell'attuale Arabia Saudita

Voci correlateModifica